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Congresso internazionale dell'Ecologia a Lampedusa

A ottobre Lampedusa ospiterà un congresso internazionale di ecologisti. E’ questo uno dei primi risultati dell’educational tour organizzato dall’Assessorato Regionale al Turismo che la scorsa settimana ha portato sull’isola 170 tra agenti di viaggio e giornalisti del Nord Italia per ridare fiducia alla destinazione.

Durante il loro breve soggiorno, gli operatori turistici e dell’informazione hanno avuto modo di scoprire le bellezze dell’isola, le sue potenzialità dal punto di vista turistico e soprattutto hanno potuto constatare come gli sbarchi non incidano in alcuno modo  sulla vivibilità dei visitatori di Lampedusa. Non a caso, nei giorni dell’educational, sono giunti sull’isola circa 2 mila profughi.

Presenza di cui adv e giornalisti non hanno avuto sentore se non su specifiche segnalazione da parte degli isolani che hanno spiegato agli ospiti come avvengano i ‘recuperi’ via mare. Le navi dell’isola trainano i barconi dei migranti alle coste, quindi i rifugiati vengono fatti salire su un pullman e portati al centro di prima accoglienza dell’isola e nel giro di due giorni vengono trasferiti dall’isola con le navi traghetto.

“A Lampedusa – ha spiegato il sindaco Dino De Rubeis - coabitiamo continuamente con l’assistenza ai profughi. Le prime settimane di quest’anno sono state difficili ma ora il peggio è passato: oggi finalmente la macchina organizzativa funziona. Nel giro dei prossimi giorni saranno rimossi dal porto anche i 42 barconi utilizzati dagli immigrati per arrivare sull’isola. Noi ci stiamo impegnando per riportare i turisti, la nostra è un’isola che vive di pesca e soprattutto di turismo. Stiamo facendo di tutto per non lasciare vuoti i 2 mila posti letto delle strutture ricettive e gli altrettanti letti delle strutture extralberghiere presenti”.

Ed è qui che entrano in gioco gli agenti di viaggio: “Voi siete la salvezza di Lampedusa – ha detto loro De Rubeis - non ci sono spot migliori di voi. Da oggi in poi quando il turista vi chiederà cosa succede sull’isola, saprete come rispondere. La maggior parte di coloro che arrivano a Lampedusa proviene dalle regioni del Nord Italia. E’ su di loro che si fonda la nostra economia turistica”.

Analoga la sollecitazione da parte di Ermanno Cacciatore, dirigente dell’Ufficio Marketing ed Accoglienza dell’Assessorato Regionale al Turismo: “In quindici giorni abbiamo messo su questa macchina organizzativa per farvi conoscere come stanno realmente le cose a Lampedusa. Noi abbiamo realizzato questa prima fase: adesso tocca a voi. Ora dovete essere voi, nel pieno della vostra professionalità, a farvi testimonial di questa ospitalità, del calore della gente, della bellezza dei luoghi, del blu di questo mare. Insomma di tutto ciò che avete visto”.

Soprattutto dell’accoglienza calorosa di questo popolo, che va oltre qualunque stereotipo. I lampedusani sono veramente ‘diversi’. Come quando il sindaco dice “dobbiamo scegliere se annegarli o salvarli. Io e la maggior parte dei lampedusani scegliamo di salvarli perché Lampedusa è la patria dell’accoglienza” o come quando un giovane del luogo reagisce così a chi gli chiede perché vadano a prenderli in mezzo al mare: “Le leggi internazionali impongono il soccorso. Noi non siamo come i greci e i maltesi. Siamo diversi. Lampedusa è differente”.

Un concetto ribadito anche da Toti Piscopo, presidente dello Skal Club Palermo, nella lettera inviata a 22 mila operatori turistici professionali che aderiscono ai club dello Skal International nel mondo. “Gente accogliente ed ospitale. Sempre e con tutti. Ed è proprio la gente – sottolinea Piscopo - che costituisce il valore aggiunto di una vacanza diversa, splendida ed indimenticabile a Lampedusa. Perché solo a Lampedusa si può godere oggi di una vacanza in libertà e per la libertà”.

E gli agenti di viaggio sembrano aver capito. “Eravamo stampa-condizionati. Ora sappiamo che la verità non è solamente quella rappresentata dai media. è parziale” o ancora “In tre giorni  abbiamo visto l’altra Lampedusa, quella dell’ospitalità della vivibilità e dell’integrazione” sono alcuni dei commenti raccolti a caldo tra i partecipanti all’educational.

Lampedusa può dunque tornare a sperare in un’altra nuova stagione turistica di primo piano. Infatti già l’ultimo sabato di maggio, mentre gli agenti di viaggio tornavano a Bergamo, due charter arrivavano semi-pieni a Lampedusa con i primi 250 turisti.

Del resto la storia del boom turistico di Lampedusa coincide con quella degli sbarchi dei clandestini. Soprattutto negli ultimi tre anni quando, nonostante i continui e costanti sbarchi, arrivi e presenze turistiche sono quasi raddoppiati.

Nel 2007, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Regionale, gli arrivi sono stati 60.204 e le presenze 256.962. Dati in linea con quelli del 2008 (66.541 arrivi e 279.988 presenze) prima del grosso balzo in avanti compiuto nel 2009 quando gli arrivi toccarono quota 105.453 e le presenze 481.583.