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Rapporto Inps: il 50 per cento dei pensionati vive con meno di 500 euro al mese

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Il Rapporto annuale (riferimento anno 2010) dell’Inps presentato alla Camera dei Deputati fa luce sul sistema previdenziale italiano ed è impressionante quello che è uscito fuori. Il 91 per cento delle pensioni erogate alle donne in Italia è inferiore ai 1.000 euro e per sei assegni su dieci l’importo è addirittura al di sotto dei 500 euro. Il 54 per cento dei beneficiari di una pensione Inps è una donna ma al gentil sesso va soltanto il 45 per cento della spesa totale. In media l’assegno di un uomo è di 1.311 euro al mese mentre quello di una donna è di 893 euro.

Dati allarmanti anche per la quantità di pensioni inferiori a 500 euro al mese: sono più del 50 per cento, più di otto milioni di assegni su oltre sedici complessivi escluse le pensioni di invalidità civile (2,7 milioni).

Le pensioni di anzianità sono cresciute, rispetto al 2009, del 73% : nel 2010 sono state liquidate ben 174.729 pensioni, ossia il 73 per cento in più rispetto al 2009.

L’importo medio per le pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti è di 10.389 euro l’anno (+0,7 per cento), con quelle di vecchiaia e anzianità di 12.007 euro l'anno (-0,1 per cento), quelle di invalidità e inabilità di 7.782 euro (+4,1 per cento) e quelle indirette e di reversibilità di 7.078 euro (+0,7 per cento).

Come si diceva, il peso della crisi si è fatto sentire anche nel 2010 con l’istituto che ha avuto 281.858 milioni di entrate (+0,1 per cento) e 280.461 milioni di uscite (+1,5 per cento) e un avanzo finanziario di 1.397 milioni, -73 per cento rispetto al 2009 (era stato di 5.234 milioni).

Le spese dunque sono cresciute a un tasso più sostenuto soprattutto per effetto dell’aumento delle prestazioni temporanee (+4,8 per cento).

Nel complesso la spesa pensionistica dell’Inps (gestioni previdenziali e trattamenti erogati per conto dello Stato) incide sul Pil nominale per l’11,41 per cento. Ma per il 2011 le prospettive finanziarie sono positive soprattutto in vista dell’applicazione della “finestra mobile” introdotta con la manovra dello scorso luglio e l’entrata in vigore dello scalino (da 59 a 60 anni) per l’uscita dal lavoro. Cioè ad ogni domanda di pensione accettata dovrà passare un anno prima di godersela: un altro bel regalo della politica italiana che invece naviga nell'oro delle super-pensioni.

Altro elemento da rilevare le prestazioni di sostegno al reddito (cassa integrazione, indennità di disoccupazione, mobilità) per cui l’Inps ha speso 19,7 miliardi, compresi i contributi figurativi. Le ore autorizzate per la Cassa integrazione nel complesso (ordinaria, straordinaria e straordinaria in deroga) sono state 1,2 miliardi (+31,7 per cento sul 2009) anche se il livello di utilizzo reale - espresso dal cosiddetto “tiraggio” - è stato del 49,1 per cento, ovvero 590,8 milioni di ore, a fronte del 65,4 per cento del 2009. In particolare per le prestazioni ordinarie sono stati erogati 1.175 milioni, per quelle straordinarie al netto della deroga 1.363 milioni e per i trattamenti in deroga 628 milioni di euro.