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Lettera aperta di Lillo Miccichè ai sindaci della provincia sul referendum

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Calogero Miccichè, coordinatore della Federazione provinciale di Agrigento di SEL invita il Sindaco del Comune capoluogo e i Sindaci della Provincia che ancora non l’hanno fatto, a pronunciarsi  sui due quesiti del Referendum del 12 e 13 giugno 2011 riguardanti l’abrogazione della legge sulla privatizzazione dell’acqua.

"La federazione provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà di Agrigento" recita un comunicato dello stesso partito "apprende con piacere che i Sindaci dei comuni di Raffadali, Santa Elisabetta, Joppolo Giancaxio e Sant’Angelo Muxaro si sono schierati apertamente contro la privatizzazione dell’acqua  non solo dichiarando pubblicamente che voteranno SI all’abrogazione dei due questi referendari del  12 e 13  giugno, ma che organizzeranno iniziative per informare i propri cittadini invitandoli a votare SI,  perché solo così l’acqua potrà ritornare  alla gestione pubblica.

Solo chi si rende conto che allo stato attuale  nulla si può fare per impedire il vertiginoso aumento del canone idrico, il cui peso economico e tutto sulle spalle dei cittadini amministrati, si schiera votando SI all’abrogazione dei quesiti referendari  sperando di alleggerire la pressione economica sulla popolazione.

Mancano meno di 4 settimane alla consultazione referendaria del 12  e 13 giugno  e tra i pochi   Sindaci della Provincia di Agrigento che  non hanno  preso alcuna posizione sulla tornata referendaria ritroviamo il sindaco Zambuto, che invitiamo a schierarsi apertamente per l’acqua pubblica. Tra l’altro, essendo Agrigento  comune  capoluogo di provincia, potrebbe dare alla nostra provincia un  maggiore impulso al  raggiungimento di un’alta partecipazione  al voto chiedendo ai propri concittadini la massima partecipazione referendaria.

E, soprattutto, credo che  sarebbe per lui una buona occasione per farsi perdonare, archiviando quella scellerata decisione  di astenersi non presentandosi  per  votare, nel 2007, all’assemblea dei sindaci della provincia,  favorendo in tal modo l’affidamento definitivo della gestione idrica alla “Girgenti Acque”.

È stato anche questo  uno dei motivi  per cui sono stato costretto  a lasciare la sua giunta; appena eletta dagli agrigentini e forte anche del programma contro la privatizzazione dell’acqua,  è, invece, stata tradita  da Zambuto che non ha tenuto in alcun modo conto del gravoso  peso economico che metteva sulle spalle degli agrigentini quella sua efferata scelta, già decisa con  Alfano.

Penso che questo sia stato il vero  tradimento alla cosiddetta “primavera degli agrigentini fuori dai partiti”. Se  il sindaco di Raffadali, ha cambiato opinione sulla privatizzazione dell’acqua,  non vediamo perché non lo debba fare il sindaco di Agrigento eletto proprio sulla base del programma dell’acqua pubblica.

E se si decidesse a schierarsi per il SI lo invito, allora, ad organizzare una serie di incontri nei vari quartieri per informare i cittadini sulla necessità di andare a votare e votare si contro la privatizzazione dell’acqua. Penso che capisca il Sindaco di Agrigento che non basterebbe in questo caso una formale adesione attraverso uno scarno comunicato stampa, ma una adesione  concreta nell’interesse pubblico".