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Viviani e la condanna, la lettera di Arnone all'assessore Venturi

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Pubblichiamo di seguito la lettera che il consigliere comunale Giuseppe Arnone ha consegnato nelle mani dell'assessore regionale Venturi il giorno della rielezione di Vittorio Messina a presidente della Camera di Commercio di Agrigento. Nella lettera Arnone spiega come e perchè Riccardo Viviani sia stato condannato dal tribunale di Agrigento.

Illustrissimo Assessore,

Ella è qui ad Agrigento per insediare il nuovo Consiglio Generale della Camera di Commercio. Ma prima di insediarlo deve porre in essere un altro adempimento. Molto più importante. Molto più importante in relazione ai valori nei quali Lei ed io e tutti i più convinti sostenitori di questo Governo crediamo: difendere la legalità e la dignità del Popolo Siciliano.

Qui ad Agrigento vi è una cultura dell’indecenza che spesso lascia senza parole.

Pochi mesi addietro il sig. Riccardo Viviani, che questa mattina vuole reinsediarsi, è stato condannato da un Tribunale della Repubblica Italiana a tre anni di carcere per essersi fottuto alcune decine di migliaia di euro di pubblico denaro della Camera di Commercio.

Nell’ambito di squallide lottizzazioni politiche, Viviani era stato nominato Presidente di una Azienda Speciale della Camera di Commercio, l’Azienda per i Porti, ed aveva avuto la geniale idea di dotare l’Azienda di un ricco conto corrente bancario pingue di denaro pubblico, appunto della Camera di Commercio. Poi, aveva in parte versato queste somme della Camera di Commercio nel suo conto corrente personale ed in parte le aveva utilizzate emettendo assegni (sul conto corrente della Camera di Commercio) per pagare sue spesucce ed esigenze personali. Il tutto per 30 – 40 mila euro. Tecnicamente, alla luce di quella sentenza, Viviani è un ladro di denaro della Camera di Commercio.

Incredibile, ma vero, un’associazione di artigiani lo ha mandato ad insediarsi questa mattina nel nuovo Consiglio Generale che, appunto, terrà la prima seduta alla Sua presenza.

Vale la pena di rilevare che l’attinenza che ha Viviani ha con l’artigianato agrigentino è la stessa che Lei, Assessore, io, noto avvocato, e il Presidente della Regione abbiamo con l’allenamento intensivo delle lumache.

Dunque, vicenda più indecente di questa è difficile immaginare.

Quello che mi appare grave è che ancora una volta la battaglia a difesa dell’onore dei siciliani e della dignità di questa Terra e contro simili ladroni la deve condurre il sottoscritto. Gli altri omertosamente tacciono. 

La incompatibilità di Viviani è totale perché la Camera di Commercio si è pure costituita Parte Civile. Anzi, nel concludere la presente, La invito, in pochi minuti, a farsi consegnare dal Presidente Vittorio Messina la sentenza di condanna a tre anni di Viviani che certamente è in uno dei cassetti dell’Ufficio legale della Camera di Commercio e comunque nella stanza del suo presidente.

Come Lei sa, io sono uno dei più convinti sostenitori di questo Governo e per questa ragione mi sento in dovere e in diritto di chiedere, ad horas, il provvedimento Suo e del Presidente della Regione per spazzare via cotanta poco nobile presenza.