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Notti contro le Mafie, Stragi del '92 e '93: chi è stato?

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Mercoledì 18 maggio alle ore 17.00 a Favara, in piazza Cavour, il Collettivo Ciaula e l'Associazione Culturale Nicodemo, con la collaborazione del Comune di Favara, in occasione del compleanno di Giovanni Falcone organizzano NOTTI CONTRO LE MAFIE – Stragi del 1992/1993. Chi è Stato? Saranno presenti il Procuratore aggiunto di Palermo Ignazio De Francisci e i giornalisti Alessandra Ziniti e Francesco Viviano, autori del libro "I misteri dell'agenda rossa".
Saranno ricordate le stragi mafiose del 1992-1993 con un dibattito sulle presunte trattative tra Stato e Mafia e con la lettura di alcuni brani tratti dal libro di Ziniti e Viviano.

Ignazio De Francisci, attualmente Procuratore aggiunto di Palermo, ha fatto parte dello storico pool antimafia di Falcone e Borsellino, e si è occupato delle inchieste più complesse e delicate nel settore della criminalità organizzata curando gli interrogatori dei principali collaboratori di giustizia di Cosa nostra.

Alessandra Ziniti e Francesco Viviano  sono entrambi inviati di «Repubblica» e hanno seguito tutte le grandi inchieste di mafia e di cronaca in Sicilia, analizzando l’evoluzione di Cosa nostra dalle stragi a oggi. Insieme hanno vinto il premio Cronista dell’anno nel 2008 e hanno pubblicato “Morti e silenzi all’università. Il laboratorio dei veleni” e “I maledetti e gli innocenti”.
L’evento si svolgerà in un'insolita e suggestiva piazza Cavour, arricchita dalle installazioni artistiche ‘a tema’ di Lorena Rizzo, Roberto Pecoraro e Vanessa Alessi.

Per l’occasione la biblioteca comunale rimarrà aperta fino a tardi con l’esposizione di una serie di importanti testi sul fenomeno mafioso, tra i quali: “Album di sonetti sulla mafia" di Nino Martoglio, “La mafia e i mafiosi origine e manifestazione” di Antonio Cutura, “Favara le sue miserie e disarmonie” di Salvatore Bosco e “L'assassinio di Gaetano Guarino” di Calogero Castronovo.

Questo il programma dettagliato dell'iniziativa:

- ore 17.00, piazza Cavour: Incontro-dibattito con i giornalisti di repubblica, Ziniti e Viviano, autori del libro del libro "I misteri dell'agenda rossa", e il procuratore aggiunto di Palermo Ignazio De Francisci.

- ore 18:30, Castello Chiaramonte: Presentazione della mostra ‘LAMBS’ di Vanessa Alessi a cura di Calogero Pirrera.

- ore 19.45, piazza Cavour: Performance e installazione “TAG PIZZO” di Roberto Pecoraro in collaborazione con i ragazzi dell’accademia Le Muse ed il gruppo teatrale Nicodemo.

Chiesa del Purgatorio: video installazione “Tag city” di Roberto Pecoraro

Sala da barba Sorce: installazione “Cu fu? Voci siciliane” di Roberto Pecoraro

Palazzo Comunale: installazione di Lorena Rizzo

Biblioteca Comunale: esposizione di libri sulla legalità

Circolo ex combattenti: installazione “Tag crozza” di Roberto Pecoraro


Notizie sulle installazioni artistiche:

La performance TAG PIZZO di Roberto Pecoraro riflette su un aspetto caratterizzante la “sicilianità”, ovvero il forte senso di religiosità che permea sia la sub-cultura mafiosa, sia la vita della gente onesta.
La religiosità mafiosa mette in risalto l’ineluttabilità della morte professata dal pensiero mafioso tramite il rito del giuramento, quella stessa religiosità che lo stesso Provenzano professava nei suoi pizzini, una religiosità fatta di coreografia, esteriorità, idolatria, superstizione, dove le invocazioni a Dio e alla Divina Provvidenza sono più scongiuri e parole magiche piuttosto che preghiere autentiche.
La religiosità della gente onesta invece mette in risalto l’ineluttabilità della vita, ovvero la forza dirompente della vita che non può essere contrastata, e che contrassegna ogni aspetto dell’esistenza umana, nonostante spesso la vita stessa sia costretta a subire le umiliazioni da parte della mentalità mafiosa.

Lorena Rizzo riflette invece sul rapporto tra la mafia e l'uomo. Secondo l’artista l'uomo è la mafia. L'animo insegna cosa è giusto ma spesso il contesto in cui si vive condiziona l'apprendimento, l'assurdo risiede negli uomini più di quanto l'istinto a giustificarlo possa comprendere. In questa incongruenza, che Lorena Rizzo chiama follia, si ritrova il meccanismo che porta l'omicidio a divenir mito di se stesso. La libertà risiede in ogni passaggio dell'opera. Così dallo sparo libero dagli incanti, alla cenere liberata dai corpi. Il tutto immerso nel bianco che non lascia ombra, come la mafia non lascia traccia.

Vanessa Alessi in LAMBS riflette sull’innocenza perduta e sulle vittime sacrificali della nostra società. L’incuria umana e la prevaricazione del potere mafioso impediscono la crescita armonica della nostra società, Vanessa Alessi indaga su questo assunto di fondo con una serie di lavori di alto impatto emotivo, ma anche di grande impegno civile e di denuncia sociale. Tema comune alle opere è la figura dell’agnello, simbolo di innocenza, di vittima sacrificale, ma anche - si spera- di risurrezione.