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Maroni: "a Lampedusa, in arrivo cinquantamila immigrati"

Il “ripristino temporaneo” in base a criteri definiti delle frontiere interne tra i Paesi Ue che aderiscono a Schengen “è una delle opzioni possibili” per rafforzare la gestione dell'accordo per l'abolizione delle frontiere interne all'Ue.


Il presidente dell'esecutivo europeo, Josè Manuel Barroso risponde così alla lettera che il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy gli avevano scritto dopo il vertice bilaterale del 26 aprile, e spiega che la Commissione Ue presenterà proposte in questo senso sul tema immigrazione.

Intanto un altro barcone con circa 300 extracomunitari si trova alla deriva a circa 15 miglia al largo dell'isola; una motovedetta della guardia di finanza e un guardacoste stanno trasbordando i migranti: nella zona di mare c'è una nave turca, allertata in caso di necessità.

In nottata è giunta a Lampedusa, poco prima delle 4, il barcone partito dalla Libia che ieri aveva lanciato l'Sos mentre si trovava ancora in acque maltesi.

A bordo dell'imbarcazione, scortata da tre motovedette della Guardia Costiera, 461 profughi, tra i quali 44 donne e sei bambini.

Erano stati gli stessi immigrati a lanciare l'allarme con un telefono satellitare, sostenendo di essere in 600 e di imbarcare acqua. Le autorità maltesi avevano tuttavia comunicato di non potere inviare propri mezzi navali a causa delle cattive condizioni del mare.

Da Lampedusa erano così salpate tre unità della Guardia Costiera che hanno portato a termine l'operazione di soccorso.

Proprio su questo fatto il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva dato istruzioni all'ambasciatore d'Italia a Malta di effettuare domani un passo diplomatico di protesta presso le autorità maltesi, in relazione all'episodio di mancato soccorso ad un barcone di migranti che si trovava ieri nelle acque Sar (search and rescue area) maltesi. Lo rende noto la Farnesina. Il barcone, ricorda una nota della Farnesina, si è successivamente spostato nelle acque appartenenti alla Sar italiana dove è stato messo in salvo grazie all'intervento di mezzi italiani.

Per quanto riguarda i trasferimenti, i primi 1550 sono stati imbarcati sulla nave Flaminia della Tirrenia, partita ieri pomeriggio; gli extracomunitari saranno distribuiti tra vari centri per richiedenti asilo.

Dopo avere fatto tappa questa mattina a Porto Empedocle il traghetto proseguirà per Catania. Intanto è già in rada la Moby Vincent, che non appena le condizioni del mare lo consentiranno attraccherà in banchina per imbarcare altri 1500 profughi.

Sull'isola, infatti, si trovano ancora 1750 migranti, tra i quali un centinaio di tunisini che dovrebbero essere rimpatriati nelle prossime ore. Gli ultimi due barconi provenienti dalla Libia, con a bordo complessivamente oltre 500 persone, sono stati soccorsi ieri dalle motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. In serata è stata intercettata da un'unità delle Fiamme Gialle anche una piccola imbarcazione con 16 tunisini.

Per Maroni è realistica la previsione che ci possano essere 50 mila profughi in arrivo: ''In un giorno sono arrivati 3 mila profughi dalla Libia. Spero non accadrà, ma se continua così la mia previsione di 50 mila arrivi purtroppo si realizzerà ''.

Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni parlando all'inaugurazione di una sede della Lega Nord. Maroni ha tenuto a sottolineare che trattandosi di rifugiati in fuga da una guerra ''non possono essere rimandati indietro finché c'è la guerra in Libia e la regola europea è che se i rifugiati arrivano in un paese devono rimanere lì''.

Per l'accoglienza dei profughi in Italia, ha confermato Maroni, si utilizzerà il piano già concordato con le Regioni. ''Il Ministero dell'Interno si occupa dei clandestini, che vanno rimpatriati - ha spiegato -. Per l'accoglienza dei profughi l'impianto del piano rimane quello che abbiamo concordato già con le regioni. La gestione è della Protezione civile nazionale, attraverso quelle regionali, con un piano di sistemazione sul territorio''.

A chi gli chiedeva se si aspetti nuove polemiche da parte di regioni o città che non vogliano prendere parte all'accoglienza, Maroni ha replicato: ''Tutti devono farsi carico con criteri oggettivi, in base alla popolazione residente, che sono già stati stabiliti da settimane".