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Epifanio Bellini, PD, dice No al riscatto del dissalatore di Porto Empedocle

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa di Epifanio Bellini componente del Partito Democratico di Agrigento, che spiega i motivi del perchè il Comune di Agrigento non dovrebbe riscattare il dissalatore di Porto Empedocle.

"Quando il Direttivo del Circolo Berlinguer, iniziò le sue attività circa 6 mesi fa, focalizzò subito tra le tematiche su cui avrebbe profuso il suo impegno nell’interesse dei cittadini, quelle relative ai servizi pubblici, e tra queste sicuramente quelle relative al servizio idrico, nella convinzione che l’assenza di adeguati controlli avrebbe fatto pendere il fragile equilibrio tra interessi pubblici e privati, nettamente a favore di quest’ultimo. Nonostante la consapevolezza dei forti interessi economici, questo direttivo non si è mai tirato indietro rispetto alle questioni, correndo anche il rischio di esprimersi chiaramente (a differenza di tanti facili demagoghi) e di assumere scelte e posizioni, forse impopolari ma sempre ragionate e supportate da fatti, nell’esclusivo interesse dei cittadini.

Invero, non ci è mai sfuggito, come ebbe a dire un illuminato anonimo, che ad Agrigento con l’acqua non si beve ma si mangia. E qualche volta si realizzano siti web, avremmo ad aggiungere.
Non ci hanno sorpreso quindi le veementi repliche alla nostra lettera aperta all’Assessore Marino. Ma ci ha vieppiù rafforzato nelle nostre posizioni, che di veemente tali repliche hanno avuto solo i toni, evitando le stesse accuratamente di entrare nel tema e restando sul sicuro terreno della delegittimazione a priori e del banale populismo, qualche volta sbagliando pure il destinatario.

Il sottoscritto, che non ha nel proprio stile l’offesa e la delegittimazione, a differenza di chi si è sentito toccato, forse per conflitti d’interesse economici e/o familiari, non ha parlato a titolo personale, rifuggendo altresì da qualsivoglia eccesso di personalizzazione come nel DNA del PD, ma ha riportato la lettura che sui fatti in questione ha voluto dare un direttivo composto da 34 persone, tra membri elettivi e di diritto, provenienti da tutte le anime del partito.

I nomi e cognomi per chi li volesse sono stati resi pubblici con comunicato stampa all’indomani dell’elezione, e sono la testimonianza, per chi avesse onestà intellettuale, della sua pluralità di composizione e di storia, vera ricchezza del Circolo, capace di riunire sia esponenti storici della vita politica cittadina che giovani vogliosi d’impegnarsi in maniera genuina,  non necessitando di patenti di legittimità da parte di alcuno.

Non affermazioni personali quindi, di un “marginale” esponente del PD, per inciso segretario di uno dei due circoli di Agrigento (due non venti), ma considerazioni frutto di elaborazione ed analisi politica condivisa di un gruppo che si riunisce settimanalmente per dare il proprio contributo civico e disinteressato alla città.

Comprendiamo altresì che per chi è fuori da un partito per scelta sua o di altri, tali concetti siano di difficile comprensione, ma questo è il nostro modo di agire.

Ritornando al merito della questione, e rispolverando qualche reminiscenza di maieutica, ci limitiamo a replicare alle offese con domande per le quali ci attendiamo pronte risposte dai paladini del dissalatore di P. Empedocle:
Vero è che l’attuale approvvigionamento della città di Agrigento avviene tramite un sistema interconnesso alimentato da una pluralità di fonti, in grado di sopperire eventuali crisi localizzate con il rapido trasferimento delle risorse immagazzinate in altre porzioni del territorio della provincia agrigentina?

Vero è che l’attuale potenzialità di approvvigionamento idrico per il comprensorio di Agrigento è pari a 700 litri al secondo (senza il dissalatore) sia d’estate che d’inverno, a fronte di un fabbisogno certo pari a 573 litri al secondo, escludendo quindi la necessità di un uso continuo del dissalatore?  
Vero è che l’acqua prodotta dal Dissalatore è di qualità inferiore a quella degli altri appresamenti, e che questa avrebbe un costo di produzione maggiorato di circa il doppio rispetto alle altre fonti  (1,065 €/mc contro 0,63 €/mc)?

Vero è che il dissalatore, non può funzionare in regime discontinuo, ma ha bisogno di un certo numero di ore giornaliere di funzionamento, per garantirne il mantenimento in efficienza, girando così a vuoto?

Vero è che a tali costi di produzione inutile si devono sommare i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria, particolarmente onerosi per le note  proprietà aggressive dell’ambiente marino?

Al netto dei 500.000 € del riscatto da parte della Regione, chi pagherà i costi di mantenimento e produzione di acqua  non necessaria del dissalatore, per scongiurare magari un evento che per combinazione di fattori sfavorevoli ed intensità si realizzerebbe magari una volta in dieci anni? Sempre la Regione,  Babbo Natale o plausibilmente gli utenti su una bolletta già tra le più care d’Italia?

Questo il merito della questione: se è utile in definitiva pagare in bolletta il mantenimento di una struttura ad alta obsolescenza ed ad alto costo, per prevenire una paventata emergenza idrica che nel passato ha sicuramente creato enormi disagi alla popolazione di Agrigento, ma la cui soluzione è già costata parecchie decine di milioni di euro (47 solo per il rifacimento dell’acquedotto Favara di Burgio) investiti in un quadro di spesa in cui il dissalatore non è una necessità ma è un lusso. E come tale si paga. Il Circolo Berlinguer pensa di NO.

Per usare lo stesso stile metaforico, ampiamente abusato, di altri e fin troppo “noti” esponenti politici, sarebbe come se per scongiurare un pernicioso black-out come quello dell’Estate 2003, ci proponessimo per la centrale nucleare a Palma di Montechiaro in modo da non correre rischi. O no?!!"