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"Fortuna e coraggio di una povera famiglia agrigentina" di Margherita Arancio

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Auguro a coloro che leggeranno questo racconto tanta Provvidenza e prosperità.
Tantissimi anni fa, quando la miseria faceva vedere per le strade di un paesello vicino Agrigento, solo giovani e vecchi magri e allampanati, un padre che si struggeva e non sopportava piu’ di vedere la sua famiglia  languire  di fame, decise di andare via da quel  borgo e di andare a cercare  lavoro nella Citta’ piu’ vicina.

Aveva la moglie e quattro figlie  esili, deboli e bianche. La famiglia, dopo una giornata di cammino, giunse  alla meta al  tramonto  e non avendo  dove alloggiare si  accoccolarono  dietro un  portone  di  una casa, battendo i denti per il freddo e la fame.

Da lì si trovo’ a passare una vecchietta, tutta imballata nel suo scialle, che vedendo  quella  famiglia, esposta  al freddo  di  Dicembre,  esclamo’:  “oh  puvureddri sti cristiani, ca muriti di friddu” e rivolgendosi al padre disse: ”Bonomu, iti  chiu’ in là,  c’è un palazzo ca la patruna non voli abitari picchi ci su i spiriti ca  spaventanu cu ci stà”.

Naturalmente la piccola  famigliola, intirizzita, non esitò e andarono subito a chiedere ospitalità  alla padrona del palazzo, che non solo gli diede le chiavi, ma anche paglia abbondante per poter dormire al calduccio.

Verso mezzanotte le fanciulle,addormentate, furono svegliate da un pianto angosciante che andava crescendo con un intercalare di grida: “poveru  figliu  miu! ”.

Cercate di immaginare lo spavento di quelle povere fanciulle sentendo quel ciangolare! Ma ad un certo punto  la piu’ giovane  delle  sorelle, coraggiosa, disse : “non spaventatevi, io andrò nella stanza dalla quale viene il pianto, mi sento forte e non ho paura”.

La fanciulla, entrando nella camera, vide una cassa da morto con quattro candele accese e quattro  donne vestite di nero che piangevano disperatamente. La ragazza  allora avvicinandosi alle  ploranti  disse loro: “povere signore, avete pianto molto e sarete stanche , lasciate che lo pianga io questo povero figlio ,quando vi sarete riposate ripiglierete  il vostro lamento”.

La fanciulla non aveva finito di parlare, che le quattro signore  sparirono; la coraggiosa  ragazza, avvicinandosi alla cassa da morto ebbe una sorpresa, la trovò piena  di oro, gioielli e  monete scintillanti  che l’abbagliarono.

Silenziosamente la fanciulla chiamò subito il padre, la madre e le sorelle che riempirono  con quell’oro le loro bisacce, i fazzoletti e le gonne di tutto quel ben di Dio. Nella notte stessa fuggirono sulle ali della fortuna con il gran tesoro.

Buona fortuna a tutti
Margherita Arancio