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Arnone su polemiche dissalatore: "Epifanio Bellini manovrato da Di Benedetto"

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Di seguito una nota di replica che il consigliere comunale del Pd, Giuseppe Arnone ha inviato in risposta al segretario Pd del circolo Berlinguer, Epifanio Bellini, contro il riscatto del nuovo dissalatore di Porto Empedocle. Egregio vicepresidente Giosuè Marino,
Illustrissimo presidente Raffaele Lombardo,

invio la presente per fornire alcuni chiarimenti in ordine alla sconcertante lettera che un esponente marginale del Partito Democratico di Agrigento, l’ing. Epifanio Bellini – uomo facente parte della perniciosa cordata che fa capo al sen Mirello Crisafulli e all’on. Angelo Capodicasa e all’on. Giacomo Di Benedetto – ha diffuso ieri per contrastare la saggia decisione del governo regionale in merito al riscatto del nuovo dissalatore di Porto Empedocle, la cui produzione serve la città di Agrigento.

Il dissennato ing. Bellini – abitualmente manovrato dall’on. Giacomo Di Benedetto e dalla di lui consorte Ester Vedova, che è in realtà il vero capo politico dell’area – scrive che l’acquisto del dissalatore è rispondente a “meri interessi privati” e a “nessun interesse pubblico”.
Com’è noto, io sono tra i politici che si è battuto, nei mesi scorsi, perché questo dissalatore venisse mantenuto attivo, a disposizione della città di Agrigento, quale fonte di approvvigionamento di riserva nell’ipotesi di eventi siccitosi.

Il vicepresidente Marino ha ben conosciuto, da prefetto di Agrigento, la serietà con cui amministro la mia città. E il mio impegno contro la mafia e i corrotti. E avrà anche un ricordo, per converso, dei contraddittori e poco sensati comportamenti tenuti, per conto della corrente di Capodicasa e Crisafulli, da Ester Vedova, allora consigliera comunale, odierno mentore e musa ispiratrice di questa parte del PD e, ovviamente, dell’ing. Bellini.

Mi preme mettere in evidenza che mi sono attivato affinchè la Regione acquisti il dissalatore dopo aver formalmente consultato, con relativa verbalizzazione, i vertici tecnici del Comune di Agrigento che si occupano di risorse idriche, nonché dopo aver operato le dovute verifiche con i tecnici dell’ente gestore del Servizio Idrico Integrato: l’opinione unanime di questi è che sarebbe una scelta insensata, contro la città di Agrigento, privare questa parte della Sicilia di tale fonte di approvvigionamento di riserva.

I tecnici mi hanno anche illustrato la questione dei costi. A loro dire, sarebbe un grandissimo spreco non riscattare per soli 500.000 euro (meno di ciò che percepiscono in un anno i consiglieri del Comune di Agrigento) un impianto di dissalazione che è costato alla mano pubblica, ad oggi, oltre 20 volte tanto.

Mi permetto di dire, con grande franchezza, che ormai la cordata Crisafulli – Capodicasa è impegnata diuturnamente, a Palermo come ad Agrigento, in operazioni di fastidio e disturbo, rispetto ai veri interessi dei siciliani. E ciò, squallidamente, per mere ragioni di lotta politica interna al Partito Democratico.

Non esagero affatto se aggiungo che il vero motivo della presa di posizione dell’ing. Bellini contro il riscatto del dissalatore, è il voler contraddire le iniziative da me assunte, unitamente al sindaco di Agrigento, per ottenere che il dissalatore venga mantenuto a servizio della nostra Città.

Mi spiego con un esempio: la città al momento è tappezzata da manifesti murali con cui il medesimo segretario Bellini insiste, tra l’altro, perché si completi un impianto di depurazione totalmente illegale, dichiarato illegale e frutto di gravi reati, da una sentenza del Tribunale di Agrigento, che ha condannato i responsabili. Responsabili condannati, quali l’ing. Vincenzo Rizzo, che il Bellini invita quali relatori ai suoi convegni. 

Una “simpatica osservazione” meritano poi i dati che l’ing. Bellini riporta in calce alla sua nota. A titolo puramente esemplificativo, l’affermazione secondo la quale il dissalatore viene posto in “un ambiente altamente aggressivo” ed è quindi a forte rischio, non ha eguali nel panorama tecnico. Difficilmente, infatti, può immaginarsi un dissalatore posto lontano dall’ambiente naturalmente aggressivo, costituito dal mare.

Sarebbe bello se i dissalatori potessero installarsi in collina, al riparo dalla salsedine e dall’inquinamento, ma purtroppo non è possibile, come ben sa anche il segretario Bellini.

I dati economici esposti e di quantificazione delle portate idriche, invece, risultano elaborati direttamente da quel direttivo della sezione del PD che vede tra i membri di particolare “grande lucidità”, oltre ovviamente al Bellini, Ester Vedova, Giacomino Di Benedetto, nonché due soggetti recentemente condannati dal Tribunale di Agrigento per avere falsificato atti all’interno del Partito Democratico, i signori sen. Vittorio Gambino e prof. Giuseppe Palermo. E cotante personalità non evidenziano che l’elevata tariffa idrica per i cittadini di Agrigento fu decisa nel 2005 dal precedente sindaco, Aldo Piazza, a prescindere dalle questioni legate al dissalatore di che trattasi, al solo fine di risanare il bilancio comunale.

L’amore per l’interesse pubblico di questo direttivo è testimoniato dalle singolari iniziative, di natura familistica, della coppia “principesca” Vedova – Di Benedetto.

Tempo addietro, il Di Benedetto era consigliere di opposizione in Provincia di Agrigento: il cognato, un pittore campano in gita ad Agrigento, si pagò il viaggio e la vacanza con la vendita di un suo quadro, proprio al Presidente della Provincia.

Lo scorso anno, cotanto amore per l’interesse pubblico stava trovando realizzazione con l’erogazione, da parte dell’Assemblea Regionale – dove sempre Giacomino svolgeva il ruolo di (teorico) oppositore – di un contributo da 50.000 euro al centro culturale fantasma della moglie, contributo poi bloccato dal Commissario dello Stato.

Concludo. Quanto appena esposto dimostra che la nota del Bellini, inviata a nome di questa area politica, non merita affatto accoglimento. Si tratta solo di azioni di disturbo.

Se la Regione vorrà approfondire le questioni in ordine alla situazione idrica agrigentina e alla necessità di avere fonti di riserva da utilizzare in caso di siccità, potrà consultare i dirigenti dell’Ufficio Tecnico del Comune di Agrigento, funzionari pubblici seri, neutrali e ben distanti dai notori comportamenti di questa parte del Partito Democratico.