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Centro storico, l'ingegnere Rizzo replica punto per punto ad Arnone

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"Visto che Arnone, anziché lavorare sul serio per la Città, come non sa fare, mentre  sarebbe suo dovere visto che per questo è anche retribuito con denaro pubblico, preferisce dedicarsi anima e corpo alle “singolar tenzoni” rispondo alla sua ultima “comunicazione”. Inizia così l'ennesimo comunicato di risposta al consigliere comunale Giuseppe Arnone sulla vicenda centro storico da parte dell'ingegnere Vincenzo Rizzo definito dall'avvocato ambientalista come artefice dello sfacelo del centro storico agrigentino attraverso un documento distribuito durante un convegno qualche giorno fa. Ecco il testo completo della risposta, punto per punto dell'ingegnere agrigentino.

1.    Forma della sua ultima “comunicazione”
Almeno il richiamo della mia prima risposta alla disarticolazione del suo cosiddetto documento ha comportato un miglioramento nelle sue proposizioni; ora esiste un elenco di cose di cui parlare – anche se espresso in modo approssimato-, sono state eliminate le incerte ed improbabili ed assurde allusioni, ecc.

2.    La mancata querela
Da un bel pezzo, non ricordo da quando, Arnone mi vorrebbe travolgere e mi vorrebbe screditare, senza riuscirvi visto che sono circondato da una stima generalizzata che non è venuta meno, pur con tutto un bombardamento giornaliero  di insulti veramente pesanti. La  mancata querela di cui lui parla in effetti è determinata dal –fondato- timore che una sua querela risvegli quelle mie –di alcune delle quali sono in attesa di determinazione giudiziaria-,  con conseguenze che si può ritenere molto pregiudizievoli per lui; oltretutto, la sua continua azione nei miei confronti forse, saranno i miei avvocati a giudicare, prefigura anche qualche altro reato moderno essendo la sua una vera e propria persecuzione mediatica.
3.    Veniamo al “merito” –tanto per dire- della sua “comunicazione”.


a.    Non sono specializzato in ingegneria elettromeccanica –specializzazione inesistente sia al tempo della mia laurea che anche oggi. Ai tempi cui ci si riferisce le discipline ingegneristiche erano molto più accorpate che ora ed io avevo curato intensi studi urbanistici, nel 1973, mi aveva portato a curare le seguenti elaborazioni: Strumenti urbanistici generali di Casteltermini, S. Biagio Platani ; Naro; Palma di Montechiaro; piano particolareggiato del Centro storico di Menfi;  documentazione preparatoria del Concorso Nazionale per il PRG di Agrigento; PRG di Agrigento in quanto chiamato a far parte del gruppo di progettazione dello stesso  strumento urbanistico, ecc. Quindi avevo maturato, a nove anni dalla laurea, dopo una attività professionale tutta svolta nel settore dell’ingegneria civile e dell’urbanistica,   una significativa esperienza ed ero sin da allora circondato da ampia stima, come si vedrà tra breve
Successivamente la mia attività nel settore urbanistico è proseguita, non è stata insomma un fulmine a ciel sereno relativo al Piano del centro storico di Agrigento, tanto è che sono stato, oltre che componente del C.R.U. (Consiglio Regionale dell’Urbanistica) presso l’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, autore di decine  di strumentazioni urbanistiche tutte rigorosamente approvate (si riportano i PRG di Porto Empedocle, Favara, San Giovanni Gemini, Sant Angelo Muxaro, ecc.).

b.     Il Piano del CS di Agrigento mi  è stato affidato nell’ambito di un gruppo di progettazione di cui faceva parte anche l’Ing Fausto De Vecchi, affermato e  maturo professionista,   nel 1973. Piano è approvato definitivamente nel 2007, dopo 31 anni dalla stipula del disciplinare, nonostante oltre  25 anni documentabili di inattività del Comune, e quindi in soli sei anni di attività progettuale, per effetto della mia accanita perseveranza e di interventi –positivi e spesso solutori- di svariati Commissari regionali, nel continuo, incredibile ed impeditivo disinteresse  del Consiglio Comunale, di cui, per lunghe tratte ha fatto parte lo stesso Arnone, che può autoricostruire nei dettagli la vicenda spulciando, questa volta, ed una volta tanto, a fin di bene,  gli atti comunali. Non troverà mai solleciti a me fatti, mentre vi troverà la prova diretta ed indiretta delle mie sollecitazioni. Preme ricordare un particolare: La formazione del piano particolareggiato è stata approntata, nel corso degli anni, con fasi diverse ma anche con l’iniziale predisposizione di due piccoli piani particolareggiati di S. Croce e S. Michele (ricompresi nell’incarico e nel perimetro del Centro storico). Questi due piani hanno avuto un iter  breve e definito con l’emissione da parte dell’Assessorato Regionale  Territorio e Ambiente del decreto di approvazione n. 1288 dell’8/10/88. Chissà quale sarà stato il motivo……..Forse ancora l’azione politica di Arnone non risplendeva sulla città?
Quindi la affermazione di Arnone è pesantemente mistificatoria, sostanzialmente falsa e bugiarda volendo fare apparire mia una colpevolezza che invece è, tra gli altri, sua. Ben pochi esponenti politici del tempo trascorso per l’approvazione del Piano se ne sono curati e questo è stato portato a temine, ribadisco, anche per effetto della mia perseveranza.

c.    Scifo, ex Sindaco, non è mio cugino, ma invece con Lui intercorre un lontanissimo grado di affinità, che è quasi insignificante. Non penso che l’ex Sindaco possa essere definito “uomo forte” della DC, in un periodo in cui l’azione di quel partito era contraddistinta da una organizzazione per “correnti”, tutte molto forti, fra di loro avversantesi.
Caso mai è da mettere in evidenza che sono stato chiamato a ricoprire incarichi, oltre che da amministratori di varia militanza politica di svariati Comuni ed altri Enti, da quasi tutti gli amministratori agrigentini esponenti delle varie correnti, pur fra loro in contrasto, altro che la mia fortuna professionale sia legata a Scifo.

d.    Il CRU, con un discusso e discutibile parere, a suo tempo “indotto” da specifiche influenze riferibili ad Arnone e senza alcuna difesa dei miei presunti sponsor,  ha richiesto  di eliminare alcune previsioni significative della prima stesura del Piano.
Si cita per tutte, anche se operata dal Commissario Scialabba,  la insensata eliminazione del primo vero esempio, cauto e sostenibile,  di decostruzione dei TOLLI di Agrigento che avrebbe portato a risarcire parzialmente la città delle ferite conseguenti allo frenesia edilizia degli anni 60. Tale intervento di decostruzione, largamente condiviso da tutti i settori della intellighenzia agrigentina, è stato fortemente osteggiato dal consigliere Arnone!

Anche in questo caso il Piano è andato avanti per la mia serietà professionale, avendo accettato, senza esserne convinto, lo “azzoppamento” del Piano pur di pervenire alla conclusione della sua approvazione.

Le previsioni cassate dal CRU –ribadisco sotto l’influenza di Arnone ed in assenza di qualsiasi intervento a difesa di “chicchessia” sarebbe stato mio sostenitore- ritengo siano state un abbaglio urbanistico, sul quale, come ho detto, nel Convegno cui ci si riferisce, prima o poi si ritornerà.
Anche in questo caso le affermazioni di Arnone, astutamente formulate in modo semplicistico, si rivelano disinformative e mistificatorie.
D’altra parte –sa forse Arnone?- che  lo stesso CRU ha bocciato il Piano del Centro Storico di Palermo redatto da Cervellati?

Il metodo da me seguito per il Piano di Agrigento, è stato applicato al Centro storico di Naro – non meno importante di quello di Agrigento. In questo caso l’Assessorato regionale Territorio Ambiente ed il CRU (Voto n° 05 del dicembre 2010), senza la interessata, a fini di occupazione di potere politico, “influenza” di Arnone  si sono pronunziati favorevolmente, approvando il piano,  con queste espressioni testualmente riportate:

“ Considerazioni:
Completi e dettagliati risultano gli elaborati grafici sia di carattere generale che di dettaglio, inoltre condivisibile la normativa contenuta nelle Norme tecniche di attuazione inerenti le prescrizioni esecutive. Le analisi e le metodologie presenti nello studio di Piano possono costituire un adeguato strumento ed una guida per la fase successiva, relativa alla realizzazione degli interventi sia edilizi, sia di recupero del centro storico, anche l'attività di istruttoria-tecnica da parte dell'U.T.C. e irizzata dai contenuti delle Norme di Attuazione e dagli elaborati prescrittivi di intervento e di indirizzo. Tutto sommato gli interventi e le ipotesi di intervento nel centro storico possono garantire l'organizzazione di un recupero qualificato, mediando l'esigenza della conservazione con le esigenze della trasformazione.”

Come si vede, se Arnone non si muove, le cose vanno bene, altrimenti la sua “influenza”  diventa bloccante e nefasta, a meno che i redattori di progetti non siano suoi “amici”!

e.    Nel 1976 la Regione finanziò “solo” tre miliardi di lire successivamente integrati, per il Centro storico. Non so quanti dei soldi stanziati sono stati spesi, non certamente per la indisponibilità dello strumento urbanistico, per altre cause legate alla cronica ed ancora attuale incapacità di programmare e realizzare interventi pubblici sul territorio.
D’altra parte è a tutti noto che in tale periodo era perfettamente operante il piano di recupero di S. Croce (oggi decaduto senza che sia stato mai attuato) e pertanto, se vi fosse stata una reale capacità politica, i tanto conclamati finanziamenti potevano in ogni caso essere utilizzati per riqualificare questa preziosa porzione del centro storico della città.
Ancora una volta bugie di Arnone!

f.     Ho ricevuto l’incarico, mentre Scifo non era Sindaco, delle reti idriche e fognanti di S. Leone, insieme all’ing. Platamone, nel 1974.
Le stesse procedure sono state utilizzate dal Comune di Agrigento per progettare e   realizzare, con altri professionisti e altre imprese, le fognature del Villaggio Mosè, di Cannatello, di via dei Fiumi e di tutta la Zona Nord di Agrigento (S. Giusippuzzo, Fontanelle, S. Michele).
Cosa c’è di irregolare in questo? Anche se questa affermazione è vera, perché Arnone la cita, se non per confondere le acque e tentare di spargere notizie tendenziose?
Ancora una volta mistificazioni e verità propinate in modo da fungere come sostanziali bugie!
Perché Arnone non fa il conto dell’importo di incarichi ricevuti da altri tecnici e confronta il loro contributo alle realizzazioni con quello da me effettivamente portato a favore dell’Amministrazione?
Si è mai chiesto Arnone perché tante Amministrazioni, in Sicilia ed Italia, mi affidano incarichi?

g. Non mi risulta che l’ex Sindaco Scifo  abbia mai fatto interventi in Consiglio Comunale per perorare il pagamento di parcelle a me spettanti per la elaborazione del Piano, pagamenti per altro effettuati per la gran parte da Commissari.
Arnone è invitato a citare la seduta ed il testo del verbale in cui questo intervento sarebbe stato fatto. Cosa che ritengo gli sarà  impossibile
g.    In merito ad altri incarichi da me ricevuti dal Comune di Agrigento –che non sono decine- si ribadisce quanto detto a proposito del punto f., evidenziando che tutti gli incarichi sono stati affidati tramite regolari procedure conformi alle regole di affidamento del periodo, come avveniva per tanti altri stimati colleghi e professionisti.
Non è vero che l’incarico del ristudio delle zone B mi sia stato affidato da Scifo. Non è vero che il ristudio rendeva edificabili zone franose, al contrario definiva, per opera di geologi e geotecnici e non da me, una più corretta perimetrazione delle zone inedificabili. Tale perimetrazione è stata riconosciuta sostanzialmente valida prima dal Genio Civile e quindi con Decreto dell’Ass.re Reg.le Territorio Ambiente.
Quindi anche in questo caso evidenti bugie di Arnone!

h.    Le mie attestazioni, e quelle dell’ing. Platamone,  sulla legittimità delle distanze delle case esistenti rispetto all’ampliamento dell’impianto depurativo di Villaggio Gescal non sono state dichiarate false in via definitiva dalla Autorità giudiziaria, anzi la Corte di Cassazione, come certamente sa ma fa finta di non sapere Arnone, ha radicalmente messo in discussione tali temi processuali su cui si attende il pronunciamento della Corte d’Appello.
Quindi è bugia l’affermazione di Arnone!

i.           Con quest’ultima affermazione siamo in piena farneticazione delirante e piena cosciente falsità dell’Arnone!!!
L’autorità giudiziaria, con sentenza di 2° grado irrevocabile anche per mancanza di ricorso di Arnone,  ha assolto sia me che l’ing. Platamone da una parte e l’impresa realizzatrice delle opere dall’altra da ogni responsabilità nell’affidamento dell’appalto, riconoscendo la regolarità dello stesso,  il cui contratto comunque è stato legittimamente sottoscritto non da me e Platamone ma dell’allora ingegnere capo del Comune.

4.    Tutte le affermazioni di Arnone sono quindi bugie e qualcuna è verità strumentale ma, ripeto, artificiosamente mistificata per confondere le acque, come è triste abitudine di Arnone. Anche a voler essere pessimisti, almeno abbiamo dimostrato una bugia!

5.     Non credo al dovuto trasferimento del consigliere Arnone in Libia ma auspico che da rappresentante, seppur di minoranza, della vita politica agrigentina utilizzi il mandato che gli elettori gli hanno affidato per avviare e portare a compimento, se ne è capace (cosa di cui dubito fortemente), politiche di sviluppo piuttosto che continue, inutili, infamanti ed inconcludenti iniziative di contrasto allo sviluppo ed alla crescita del territorio.

Infine una ultima battuta su piano del centro storico; lo strumento urbanistico esiste, è approvato, e nonostante le cesure apportate rappresenta una strumento chiaro e univoco per progettare e realizzare gli interventi nel centro storico.

Spetta ora alla politica ed in particolare all’Amministrazione comunale tradurre le chiare previsioni del piano in progetti concreti, sia pubblici che privati, fornendo alla comunità procedure e tempi certi per investire nel centro storico (istituzionalizzando un ufficio di piano dedicato), incentivando le iniziative private mediante politiche di agevolazione fiscale e finanziaria a favore dei soggetti che intendono investire nel centro storico, progettando e realizzando le opere pubbliche già previste in modo da avviare percorsi virtuosi di riqualificazione del tessuto urbano, attivando procedure adeguate anche utilizzando strumenti di intervento innovativi come le Società di Trasformazione Urbanistica (STU) per realizzare iniziative esemplari di riqualificazione del centro storico.

Buon lavoro!