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"Tindari, un posto magico" di Margherita Arancio

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Sotto la  sporgenza  montuosa di Tindari c’e’ una spelonca detta  “antro di Donna Villa” (a grutta da magara), dove vi dimorava una fata bellissima ma cattiva che rapiva le fidanzate agli sposi, proprio nella notte delle nozze.

 

Le portava con se nel suo tugurio trasformato per l’occasione in un vero castello per regine.

Il letto  per le malcapitate veniva adornato di drappi  ,sete e merletti e la fata come una vera belva iniziava un ballo vertiginoso e cantava con voce di pianto la seguente cantilena: “Fra le sposine trionfera’ chi Donna Villa vincer sapra’,chi Donna Villa vincer non sa’ da questa grotta non  uscira’”.

Dopo questo canto la  maligna  apriva il petto delle fanciulle  e le strappava il cuore che con  godimento divorava e diventava piu’ crudele.

Un giorno accadde che una donna vedova e molto religiosa durante la notte che precedeva le nozze della figlia, non fece altro che piangere  e pregare la Regina dei cieli.

La mattina, al risveglio, sul comodino dov’era un’immagine della Madonna, trovo’ un rosario di madreperla con queste  parole: ”a tua figlia”. Sorpresa ma contenta la donna mise al collo della  figlia la coroncina e la  mando’ alle nozze.

Puntualmente la fata rapi’ anche quella brava ragazza, ma quando volle iniziare le sue pratiche magiche, appena tocco’ il rosario, la malefica spari’ con un gemito lunghissimo. L’incantesimo fu rotto, lo sposo disperato trovo’ incolume la mogliettina ed essendo molto ricco volle su quel monte, per eterna memoria  costruire un tempio alla Madonna Nera.

Sparsa tale notizia, una donna ricchissima ando’ per curiosita’ a visitare il Santuario, aveva un bimbo bellissimo di tre anni. Ma l’anima scettica della donna  appena vide il volto della  Madonna nera esclamò: ”maiu partutu di luntana via pi vidiri na  ladia  chiù di mia”.

Quindi, delusa riprese la strada del ritorno, ma il bambino sfuggito dalle braccia della madre  cadde nella baia, la donna disperata  si mise in  ginocchio e percuotendosi il petto chiamo’ la Madonna che aveva appena esecrata. La Vergine ebbe pieta’ della povera madre e ordino’ al mare di ritirarsi. Il bimbo fu trovato seduto sulla sabbia che giocava con  conchiglie e sassolini.

Ancora oggi ai piedi del Santuario si puo’ vedere quel tratto di mare asciutto.

Margherita Arancio