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Tendopoli a Caltanissetta, Aiello: "le proteste dei cittadini nisseni"

In merito alla nuova tendopoli di Pian del lago, a Caltanissetta, uno dei siti individuati dal Governo nazionale per rimediare al sovraffollamento di Lampedusa, interviene il Coordinatore cittadino della Giovane Italia di Caltanissetta, Oscar Aiello, il quale dichiara:

Forte e consapevole dei valori cristiani che hanno sempre ispirato la mia azione politica, sono disposto a correre il rischio di essere accusato di razzismo e/o intolleranza, pur di prendere una posizione a favore dei cittadini nisseni che in qualche modo rappresento e che stanno subendo, anche in questo caso, decisioni imposte dall’alto senza tenere conto delle esigenze di un’intera città che già riversa in pietose condizioni economiche.

E’ arrivato il momento di finirla con l’ipocrisia e di avere il coraggio di dire la verità, anche a costo di dire qualcosa di impopolare: amiamo tutti il prossimo, siamo tutti solidali con i più deboli, ma l’eccessivo buonismo a favore degli extracomunitari sta creando delle discriminazioni nei confronti  dei poveri italiani, in questo caso dei nisseni.

Già Caltanissetta, sia nel passato che nel presente, ha dimostrato di essere abbastanza solidale ed accogliente nei confronti degli extracomunitari, e ciò soprattutto a danno dei residenti di zona Pian del Lago-Niscima, degli abitanti e dei commercianti del centro storico.

Il Comune di Caltanissetta è costretto a stornare ingenti somme del già misero bilancio per far fronte ai problemi legati agli immigrati, sottraendo fondi che potrebbero essere destinati alle famiglie nissene che si trovano in difficoltà economica al pari degli extracomunitari.

Quando si tratta di immigrazione si tende a stare zitti per paura di perdere consenso, e ciò a discapito dei propri concittadini che spesso, per umiltà e per vergogna di comunicare il proprio stato di bisogno, soffrono in silenzio con la speranza che qualcuno si ricordi anche di loro.

Personalmente non ho nessun timore a dire pubblicamente che oltre ad occuparsi degli extracomunitari bisogna dare priorità ai nisseni.
Non è giusto, per esempio, che agli extracomunitari vengano regalate sigarette e schede telefoniche, che poi vengono rivendute in nero dagli stessi extracomunitari ai nisseni.

Non dico che bisogna dire di no all’ospitalità, del resto abbiamo già un Centro di accoglienza pieno, ma bisogna mettersi a disposizione del prossimo in maniera proporzionale alle proprie disponibilità e capacità socio-economiche.

Indubbiamente nel resto dell’Italia ci sono delle Regioni e delle Città che stanno meglio di Caltanissetta e che potrebbero essere individuate, al posto nostro, per ospitare extracomunitari come già stiamo facendo noi.

Se invece si pensa di  svuotare Lampedusa a discapito solo dei Nisseni, e se il Governo Nazionale ed il Governo Regionale dovessero consentire questa ingiustizia a danno nostro, vorrà dire che se sarà necessario presenterò le mie dimissioni da Coordinatore della Giovane Italia per mettermi contro il mondo politico pur di difendere la mia città. 

Se proprio dobbiamo subire l’istallazione di una ulteriore tendopoli a Pian del lago, se è giusto essere solidali, è anche giusto che i nisseni vengano risarciti per i disagi arrecati. In primis bisogna assicurare  ordine e sicurezza, e poi, al pari di quanto promesso a Lampedusa, bisogna pensare ad una compensazione per la nostra Città dal punto di vista economico.

Bisogna anche evitare che qualcuno, sotto la falsa vocazione altruistica e con solidarietà solo di facciata, intenda lucrare e fare business con gli extracomunitari.
Per rivendicare pari dignità tra cittadini italiani ed extracomunitari, e per intraprendere iniziative a favore dei cittadini nisseni la Giovane Italia sabato pomeriggio scenderà in piazza senza bandiere di partito per ascoltare la cittadinanza e per concordare azioni a difesa di Caltanissetta, dei suoi abitanti, della sua economia.
Per concludere voglio fare un appello a tutti i giovani di Caltanissetta: lasciamo a casa i nostri colori politici e a prescindere della propria appartenenza politica uniamoci, senza scendere in sterili polemiche e contraddizioni. Ciò che ci deve unire deve essere non solo l’amore per il prossimo, ma anche per la nostra città”.