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Riceviamo e pubblichiamo: "Opportune le dimissioni di Russello"

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'on. Maria Grazia Brandara che è intervenuta sulle dimissioni dell'ormai ex sindaco di Favara, Domenico Russello.
"La gente, dai suoi amministratori, si aspetta molto. Desidera poter guardare loro con rispetto. Ha bisogno di testimonianze forti di correttezza, di onestà, di schiettezza, di pulizia morale. Se lo aspetta dalla destra e dalla sinistra, dagli eletti di qualsivoglia lista e di qualunque matrice culturale e politica. Le dimissioni, dalla carica di sindaco di Favara, l’avv. Domenico Russello sono un gesto di grande sensibilità istituzionale, in un momento nel quale una politica iper-partigiana e scomposta fa quasi scempio del rispetto che si deve a quei simboli che rappresentano la base della democrazia nel nostro Paese.

Un gesto eticamente opportuno che manda un segnale importante a tutta la classe dirigente locale e che impone una seria riflessione sulle immani difficoltà che ricadono sulle spalle dei primi cittadini in una fase nella quale agli enti locali vengono demandate maggiori responsabilità e minori trasferimenti finanziari.

Le difficoltà economiche causate dalla crisi congiunturale, che in un’area a forte ritardo di sviluppo come la nostra si salda a quella strutturale, impone oggi comportamenti virtuosi, principalmente, da parte di chi si occupa, della gestione della cosa pubblica, se si vuole evitare un maggiore distacco tra Istituzioni e cittadini.

Si tratta non già di fare moralismo di basso conio ma di portare al centro del dibattito politico il peso che riveste, nell’ambito dello sviluppo locale, la questione della legalità, della correttezza del ben operare, dell’onestà, termine forse antico, ma non certo desueto.

L’intreccio tra un lungo periodo di mancata crescita economica e il perpetrarsi di esempi di cattiva gestione delle risorse pubbliche ha, infatti, finito per generare una situazione paradossale che lascia intravedere, se si guarda alle nuove generazioni, addirittura una paura di sperare.

Tuttavia, una riflessione sulla legalità e sull’onestà non riguarda solo i pubblici amministratori, ma tutti i cittadini, tutto il corpo sociale nel suo insieme. Così piace pensare, ad amministratori rispettosi della legalità come Domenico Russello, non per vuoto formalismo, ma perché convinti della sostanza della legalità, pienamente consapevoli che anche da lì passa la strada del bene comune.Piace, dunque, pensare ad amministratori custodi della giustizia, nemici dell’arbitrio, difensori della legalità e della pratica delle leggi.

A nessuno – tanto più a chi amministra il pubblico bene – è lecito piegare la norma a proprio uso e consumo o ad uso e consumo dei propri amici.
Il primo compito che spetta agli Amministratori è, allora, la pratica della legalità, ma ad essi spetta anche un compito preciso di vigilanza sull’intera struttura loro affidata, perché anch’essa persegua il bene comune usando lo stile della legalità e rispettando forma e sostanza della legge.

Questo compito di vigilanza è spesso sottovalutato e non è vissuto fino in fondo. Così accade talvolta che gli uffici, i servizi, gli apparati burocratici, prendono il sopravvento e giocano il loro ruolo a difesa di se stessi e non per il bene comune. Così accade che le risposte della pubblica Amministrazione si fanno rigide, vuote, impersonali e rischiano spesso di non risolvere i problemi.

Sugli amministratori pubblici grava, anche, un di più di responsabilità, un di più di coerenza, un di più di testimonianza nei comportamenti e nello stile complessivo con agiscono.

In virtù delle loro funzioni e del loro ruolo, sono spesso chiamati ad occupare i primi posti. Questo non è necessariamente un male. Dipende dal valore che a questo si annette.

La gente, dai suoi amministratori, si aspetta molto. Desidera poter guardare loro con rispetto. Ha bisogno di testimonianze forti di correttezza, di onestà, di schiettezza, di pulizia morale. Se lo aspetta dalla destra e dalla sinistra, dagli eletti di qualsivoglia lista e di qualunque matrice culturale e politica. È questa un’attesa che non va delusa!
"

Mariagrazia Brandara