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Scandalo centri commerciali ad Agrigento, ecco le confessioni del vice-questore Brucato

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"Esplosiva testimonianza del vicequestore Attilio Brucato: l’on. Angelo Capodicasa, sponsor del grande centro commerciale in odore di mafia a Castrofilippo, era anche asservito agli interessi dell’imprenditore Gaetano Scifo, già arrestato, nonché socio occulto del capomafia Russello, che voleva realizzare il centro commerciale di Villaseta". Comincia così una articolata nota stampa del consigliere comunale Giuseppe Arnone in merito alle vicende di alcuni centri commerciali agrigentini e sulle testimonianze del vice-questore Attilio Brucato che tira in ballo l'imprenditore Gaetano Scifo, l'onorevole Angelo Capodicasa e il consigliere comunale Principato. "Il vicequestore Attilio Brucato" continua la nota di Arnone "ha anche parlato della riunione tenutasi a S. Leone il giorno della votazione su “Moses” in Consiglio Comunale tra l’imprenditore Scifo, l’on. Capodicasa e il consigliere comunale di centrodestra, Angelo Principato, anch’egli favoreggiatore di Scifo.

Il vicequestore ha anche accertato che nelle riunioni dei DS, presiedute da Capodicasa, si discutevano i documenti di Scifo e di come appoggiare al meglio le sue iniziative contro il centro commerciale concorrente a quello di Scifo, denominato “Moses"
.

E sempre Brucato dichiara: “Tre erano i grandi centri commerciali concorrenti di cui mi sono occupato: due, quello di Scifo a Villaseta e l’Agorà a Castrofilippo, interessavano direttamente Cosa Nostra. Il terzo, Moses, il solo che era avversato da Cosa Nostra, è l’unico dei tre che non si sta realizzando.

Battuta feroce di Brucato anche sulla CGIL collegata a Capodicasa:gli unici atti con cui si chiedevano, da parte della CGIL, ispezioni contro gli imprenditori, erano a carico di Burgio e Moncada, gli unici imprenditori che avevano denunciato i loro estorsori”.

Arnone ha dichiarato: “Bersani verrà immediatamente avvertito di quanto emerso a carico di Capodicasa. sarebbe opportuno che, a questo punto, Capodicasa e Crisafulli fondassero un gruppo unico al Senato con Dell’Utri, chiamandolo <Gruppo degli indifferenti rispetto alla lotta alla mafia>

Lo stesso Arnone definisce "francamente “esplosiva” la deposizione resa ieri, documenti e atti di indagine alla mano, dal vicequestore Attilio Brucato che, per oltre un lustro a capo della Squadra Mobile di Agrigento, è da ritenersi l’investigatore storicamente più impegnato nel contrasto a Cosa Nostra e alle sue aderenze nel mondo politico e imprenditoriale".

Ieri Brucato è stato escusso per oltre tre ore dal Tribunale di Agrigento, nell’ambito del processo a carico di vari soggetti, tra cui l’ex sindaco Aldo Piazza, l’ing. Francesco Vitellaro e, appunto, l’imprenditore Angelo Scifo, i quali devono rispondere di reati connessi alla realizzazione del grande centro commerciale di Villaseta, nonché gli ostruzionismi e i boicottaggi in danno di “Moses”.

"Le attività di Scifo", come ha spiegato il vicequestore Brucato, "erano al centro dell’indagine “Alta Mafia”, in quanto le società interessate alla realizzazione del centro commerciale di Villaseta erano le stesse che hanno ottenuto l’appalto, poi revocato, dei lavori di ECOTER a Villaseta, dell’importo di 45 miliardi di lire e, come ha ricostruito sempre Brucato, senza alcuna gara d’appalto.

Brucato ha ricostruito l’ampia serie di attività illegali poste in essere dall’imprenditore Scifo, sia relativamente all’appalto ECOTER per cui Scifo è già stato condannato per corruzione, con sentenza definitiva, sia appunto in relazione all’attività ostruzionistica nei confronti del centro commerciale concorrente, “Moses”.

Ma la testimonianza di Brucato ha riservato altre sorprese: "Dalle indagini è emerso un chiaro e scandaloso rapporto tra l’on. Angelo Capodicasa e l’imprenditore Scifo: quando quest’ultimo era sotto processo per corruzione aggravata da mafia ed era ritenuto dalla magistratura antimafia socio occulto del mafioimprenditore Calogero Russello, Capodicasa concordava le “mosse” dei suoi consiglieri comunali di riferimento (Lauricella e Hamel) in apposite riunioni che si tenevano appunto tra Scifo e Capodicasa, alla presenza anche del consigliere comunale (e già assessore di Sodano) Angelo Principato".

Brucato, secondo la nota stampa di Arnone, precisamente ha ricordato una esplicita riunione tra Capodicasa, Scifo e Principato, tenutasi addirittura la mattina della votazione in Consiglio Comunale su “Moses”, il 17 luglio 2005.

Brucato ha anche detto che dalle successive indagini è emerso che Capodicasa convocò un’apposita riunione dei Democratici di Sinistra, alla quale partecipò anche Giandomenico Vivacqua, illustrando, assieme a Vittorio Gambino, i documenti di Gaetano Scifo contro Moses.

Non solo, ma sempre a proposito di Capodicasa, il vicequestore ha messo in rilievo il ruolo dell’ex viceministro a sostegno dell’altro grande centro commerciale collegato a Cosa Nostra, cioè quello di Castrofilippo ove, appunto, si registrò una iniziativa di Capodicasa nei confronti del gruppo “Auchan” per invitarlo ad investire nel centro “Agorà”.

Ed in tale contesto, Brucato ha spiegato al Tribunale di avere accertato il collegamento esistente tra il centro commerciale Agorà e il centro commerciale di Scifo a Villaseta e i formidabili interessi di Cosa Nostra connessi a questi due grandi centri commerciali.

In questo quadro, Brucato ha pure ricordato che l’unico centro commerciale che è rimasto fermo è quello al quale Cosa Nostra non era interessata e, anzi, ha operato per ostacolarlo, cioè Moses. Mentre sono andati avanti i grandi centri commerciali che interessavano i capimafia, con in testa Falsone, Di Gati, Lombardozzi e Russello.


Sempre nel suo “atto d’accusa” nei confronti della pseudo – sinistra collegata a Capodicasa e ben vicina agli interessi illeciti di Scifo, con una battuta feroce, Attilio Brucato ha ricordato anche la sconcertante iniziativa della CGIL che nel bel mezzo dello scontro su “Moses” ritenne di accusare gli unici imprenditori antimafia che in quel momento denunziavano gli estorsori ad Agrigento:gli unici atti con cui si chiedevano, da parte della CGIL, ispezioni contro gli imprenditori, erano a carico di Burgio e Moncada, gli unici imprenditori che avevano denunciato i loro estorsori”.

Giuseppe Arnone, che al processo rappresenta le parti civili Giuseppe Burgio e Legambiente, ha così commentato la testimonianza di Brucato, riguardanti Angelo Capodicasa: “Ancora una volta viene fuori il torbido e inquietante contesto di riferimento che ruota attorno alla sconcertante figura del parlamentare Angelo Capodicasa, degno compare di Mirello Crisafulli nell’ambito di questi rapporti inaccettabili e intollerabili. Già oggi Bersani e Veltroni riceveranno questa mia nota e poi a seguire le trascrizioni integrali della testimonianza di Brucato.

E assieme a loro, riceveranno gli atti tutti i senatori del Partito Democratico. E’ tempo che Capodicasa e Crisafulli valutino di formare un gruppo autonomo con il senatore Dell’Utri, perché probabilmente i tre possono essere uniti dalla caratteristica comune della indifferenza rispetto ai valori della lotta alla mafia e del contrasto delle pratiche di illegalità.”

Questa è solo la prima parte della sintesi della testimonianza del vicequestore Brucato, in quanto il poliziotto ha anche parlato di Calogero Sodano e delle sue connessioni con l’appalto Ecoter. Ma su ciò ci si soffermerà nella giornata di domani.