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Processo depuratore, il Comune chiede il risarcimento a Rizzo e Platamone

"Udienza molto impegnativa, quella di ieri, nel processo di Appello per il depuratore del Villaggio Peruzzo. L’udienza si è conclusa nel tardo pomeriggio. La prima parte è stata dedicata ad un vibrante confronto in ordine alla nuova costituzione del Comune di Agrigento. Ieri, infatti, il Comune, che mancava dal processo da quattro anni, cioè dal decesso del precedente difensore, il compianto avv. Mammana, ha chiesto di poter essere nuovamente presente e di poter concludere chiedendo la conferma della Sentenza di condanna nonché il risarcimento del danno a carico di Rizzo e Platamone". A parlare è Giuseppe Arnone, consigliere comunale del PD sul caso del depuratore del Villaggio Peruzzo.

"Il Comune di Agrigento era rappresentato dal nuovo dirigente comunale, avv. Antonio Insalaco, che si è costituito per l’Ente, sostituito in udienza dal sostituto processuale avv. Roccella.

La richiesta del Comune ha fatto registrare una vibrante opposizione da parte dell’avv. Nino Mormino, difensore di Rizzo e Platamone. A sostegno della richiesta sono intervenuto, confutando gli argomenti di Mormino. La Corte, ritiratasi in Camera di Consiglio, ha poi accolto la mia tesi ammettendo nuovamente il Comune parte civile e quindi stabilendo che, in caso di conferma della condanna, l’Ente avrà il diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

Successivamente l’udienza ha registrato la formale contestazione da parte del difensore avv. Mormino del contenuto delle memorie depositate dalla parte civile Legambiente, a mia firma: l’avv. Mormino ha chiesto alla Corte di disporre la cancellazione di alcune parti delle memorie ritenute eccessive e lesive della dignità delle controparti, e segnatamente anche degli avvocati del collegio difensivo.

L’udienza è proseguita quindi con la mia replica ed ho illustrato anche quello che, secondo le definizioni del Tribunale di Agrigento, è stato un vero e proprio inquinamento probatorio posto in essere durante il processo di I° Grado. Ho anche illustrato le anomalie gravi contenute negli scritti della difesa. E soprattutto ho chiesto di acquisire nuovi documenti recentissimi degli anni 2008, 2009 e 2010, con i quali Rizzo e Platamone, a dire del legale di parte civile, continuano a commettere reati con la evidente finalità di ingannare il Comune di Agrigento e far ottenere pagamenti indebiti all’impresa Costanza.

La Corte si è riservata di decidere ed ha rinviato l’udienza al 27 aprile, quando vi sarà la replica conclusiva dell’avv. Mormino, la decisione sui nuovi documenti e la prevista emissione della sentenza. L’avv. Arnone ha dichiarato: “Sono molto, molto, molto soddisfatto di come è andata l’udienza e sono convinto che la Corte ha oggi a sua disposizione tutti gli elementi per emettere un verdetto che renda finalmente giustizia agli agrigentini”. Come è noto, anche la Pubblica Accusa, ha chiesto la condanna degli imputati."