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Tu sei qui: POLITICA PROVINCIALE Ato Gesa, Restivo: "su 12.000 evasori, appena il 60% ha pagato i tributi. Mancano 25 milioni"

Ato Gesa, Restivo: "su 12.000 evasori, appena il 60% ha pagato i tributi. Mancano 25 milioni"

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"Si deve lavorare ad un piano dei rifiuti che porti ad una filiera produttiva, altrimenti staremo qui a parlare tra un anno degli stessi problemi”. E’ stata questa la conclusione del Presidente del Consiglio Provinciale, Raimondo Buscemi, al termine della seduta straordinaria sulla grave emergenza socio-sanitaria, occupazionale e della gestione dei rifiuti, richiesta da un gruppo di Consiglieri, primo firmatario Roberto Gallo de “La Destra”.

 

E’ stato lo stesso Gallo ad illustrare la grave problematica che rischia di trasformarsi in una bomba ecologica con pesanti ripercussioni sociali.

Ai lavori era stata invitata anche la dottoressa Teresa Restivo, liquidatore della società Ato-Gesa Ag 2, che ha evidenziato la grande confusione che regna nel settore: "con 12.000 iscritti a ruolo, la società riesce ad incassare appena il 60 per cento dei tributi. “Ad oggi – ha denunciato la dottoressa Restivo – l’Ato ha crediti non incassati per 25 milioni di euro. Come società stiamo portando avanti una dura battaglia all’evasione per evitare il dissesto di molti comuni“.

Teresa Restivo ha aggiunto che da più di un anno si sta lavorando ad un nuovo bando di gara che, in base a disposizioni regionali, conterrà l’avvio della raccolta differenziata.

Per Stefano Girasole (Gruppo Misto) “l’Ato è un carrozzone il cui costo grava sulle tasche dei cittadini per un servizio peggiore di quello gestito dai Comuni”, e ha proposto di inviare una nota al Governo regionale affinché questo importante servizio sia migliorato, abbassando i costi".

I sindacati. Alfonso Buscemi della Cgil-funzione pubblica con un duro intervento si è chiesto perché il servizio funziona bene in altre regioni e non in Sicilia. “Non si licenzia il personale – ha concluso il sindacalista – per risparmiare. Occorrono proposte serie che tengano conto dei costi del servizio e del mantenimento dei lavoratori”.

Su domanda del Consigliere Arturo Ripepe (PID), la dottoressa Restivo ha risposto che “molti comuni non hanno più in pianta organica i posti dei lavoratori transitati nell’Ato, ed inoltre per conferire i rifiuti in discarica occorre avere l’autorizzazione del dipartimento regionale. In questo ultimo caso, i comuni non dispongono dell’autorizzazione”.

Aldo Broccio, segretario della Uil agrigentina, ha parlato di “occasione mancata” sostenendo la necessità di mettere al centro di ogni azione politica ed amministrativa il cittadino e soprattutto il lavoro in una terra avara di occupazione. “Il cittadino – ha detto Broccio – ha il diritto di avere un servizio efficiente di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani mentre i lavoratori hanno il diritto di essere retribuiti. Mi sento di fare una proposta: la Provincia Regionale di Agrigento ha il dovere di formalizzare al Presidente della Regione tutte le anomalie esistenti e puntare sull’attuazione di un piano rifiuti che tenga in primo piano il miglioramento del servizio e  l’avvio della raccolta differenziata riducendo così al minimo il conferimento in discarica dei rifiuti”.

Con le privatizzazioni sono aumentati i costi per i cittadini – ha esordito il rappresentante della Ugl Roberto Migliara – E’ urgente che la dottoressa Restivo e la Politica seria lavorino insieme per costruire una nuova e più efficiente realtà in questo vitale settore. I sindaci non possono lavorare in house, e come sindacato siamo pronti ad andare in Procura se verrà licenziato un solo operaio. Noi poniamo una domanda : come mai la discarica costa quasi il 50 per cento dei costi complessivi di gestione? Il nostro futuro può e deve essere uno solo: la differenziata. E poi non è pensabile fare un bando per un contratto di un anno quando sappiamo tutti che una ditta che deve investire nella differenziata ha bisogno di un contratto quinquennale e non, come si sta facendo, annuale”.

Su mandato del Presidente D’Orsi, presente ai lavori del Consiglio, ha preso la parola l’Assessore Lillo Volpe che ha commentato l’assurdità di un contratto annuale: “Stiamo scherzando con il fuoco. Sono convinto che la proroga sia stato un atto necessario e positivo, e sono pienamente convinto della necessità che la Regione Sicilia debba modificare le norme sulla raccolta dei rifiuti. Ormai non si può più tornare indietro ma occorre avviare una politica per creare in tutti noi una nuova coscienza ecologica e di rispetto del territorio, per avviare la raccolta differenziata che potrà risolvere i problemi del settore. L’avvio della differenziata non solo ridurrà il conferimento in discarica dei rifiuti, ma dai materiali riciclati potrebbe scaturire ricchezza”.

Daniele Cammilleri (PD) ha parlato di errori da mettere in evidenza per costruire un nuovo futuro, e che nessun imprenditore si farà avanti per partecipare ad una gara che preveda un contratto di un solo anno. “La Regione – dice Cammilleri – deve accelerare le riforme per evitare il dissesto dei Comuni ed il licenziamento di operai”.

Orazio Guarraci (Gruppo Sicilia) ha chiesto a gran voce che si accertino i Comuni morosi e si faccia capire ai sindaci che vorrebbero gestire direttamente la raccolta che è un atto illegale. “La Regione Sicilia, comunque, - ha detto Guarraci – non ci sta aiutando affatto quando decide di fare gare di appalto del servizio per un solo anno. Nessun imprenditore è così folle da partecipare ad una gara che non ha futuro. Noi abbiamo due strade: o la discarica o il termovalorizzatori, ma la Regione deve essere chiare nell’emanare le sue direttive. La Provincia di Agrigento deve chiedere con forza alla Regione l’attuazione della legge 9 che le dà competenze di coordinamento, liquidare subito gli Ato e lavorare alla costituzione di una nuova struttura organizzativa che abbassi i costi e mantenga i livelli occupazionali”.

Per Roberto Gallo è importante che nei prossimi giorni il Presidente del Consiglio Buscemi convochi la Conferenza dei Capigruppo a Sala Giglia per stilare un documento.