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"L’isola delle spezie e la terra dei tagliatori di teste" di Margherita Arancio

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In un paese molto lontano ci sono le isole Molucche (Indonesia), poco conosciute e  frequentate, il flusso turistico non e’ ancora arrivato. Un tempo erano famose per una spezie particolare: la noce moscata dall’aroma piccante e dolce ma molto raffinata.

 

Era piu’ preziosa dell’oro perche’ aveva (ed ha) molteplici proprieta’ ,veniva usata come antisettico, come rimedio contro la peste, per un fondamentale uso per la conservazione delle carni, un potente  e portentoso afrodisiaco. I Veneziani l’acquistavano in Turchia e i Turchi si approvvigionavano in India.

Praticamente nessuno sapeva la provenienza esatta, quando verso il Quattrocento si venne a sapere che l’albero della Myristica Fragrans (noce moscata) cresceva nelle isole Banda in Indonesia e piu’ precisamente nelle terre delle Molucche. I prigionieri impiegati per il trasporto della spezia dai mercati lontani trovavano nella noce moscata l’unico rimedio, alla loro condizione di sofferenza.

In queste isole meravigliose si possono ammirare piantagioni di Myristica sulle imponenti montagne che raggiungono i tremila  metri che scendono a picco su spiagge ricoperte di odorose piante di garofano (Eugenia caryophillata,albero sempre verde). Altra  spezia importante per combattere i dolori reumatici e muscolari, il suo aroma usato per stimolare il cervello, quindi un  allucinogeno che aumenta anche l’intensita’ dei sogni, antinvecchiamento, antipiretico, anestetico, stimolante per l’appetito incluso quello sessuale.

Si dice che i cortigiani  Cinesi,durante la dinastia Han (che governo’ dal 206 a.c. al 220 d.c.), per potersi avvicinare all’Imperatore, dovevano tenere alcuni chiodi (di garofano) in bocca per profumare l’alito. Il mare di queste isole e’ molto prolifero e cristallino con meravigliosi giardini di coralli ricchi   di  biodiversita’  con  scenari   mozzafiato, spiagge bianchissime da cartolina.

Qui il tempo si e’ fermato, si incontrano ancora oggi le popolazioni indigene,  ex cannibali , (ex tagliatori di teste: gli Alifuru) che vivono di caccia, la oro casa e’ la foresta  fittissima di mangrovie, palme, felci e  giganteschi ficus dalle enormi radici  aeree, dove trovano riparo anche uccelli, bellissimi  pappagalli, aquile, farfalle e i famosissimi e rarissimi cacatua, ma anche cinghiali, cervi e coccodrilli. E’ un tour lontanissimo dai nostri pensieri, dalle rotte classiche del turismo ,ma vi assicuro che e’ un meraviglioso avvicinarsi alla natura, un santuario della fauna con aree di vegetazione indimenticabili.

Margherita Arancio