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Intimidazione al PM Vella, gli attestati di solidarietà

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A seguito delle minacce ricevute dal Pubblico Ministero Salvatore Vella durante un convegno a Bivona, un vero e proprio atto intimidatorio, sono arrivati i messaggi di solidarietà della politica e della società civile.

Ignoti, durante il convegno, approfittando della temporanea assenza del pubblico ministero dal tavolo dei relatori, hanno inserito un foglio di carta contenente minacce, all’interno dell’agenda del magistrato.
Vella delegato dalla Dda e coordinatore di tutte le inchieste antimafia della zona del Belice e della montagna (Bivona, Alessandria della Rocca, Cianciana, Cammarata), è sottoposto a misure di protezione.

Il capogruppo consiliare del Movimento per l’Autonomia, alla Provincia Regionale di Agrigento, Totò Scozzari ed i componenti il gruppo stesso, gli esprimono solidarietà: “Il mondo della politica – afferma Totò Scozzari – non può restare a guardare, ma deve stringersi attorno a questi magistrati, che quotidianamente svolgono un prezioso lavoro in favore dell’intera società Il rispetto delle leggi e la loro giusta applicazione sono le principali fondamenta di una società civile e democratica. Ormai l’imbarbarimento della società porta anche a queste vili aggressioni, ma la gente deve ribellarsi, fare quadrato attorno alle forze sane della nostra società per respingere con forza gesti di così inaudita gravità”.

Anche l'associazione L'Altra Sciacca si unisce al coro unanime: "L’altro giorno ci chiedevamo qual è il modo migliore, oltre quello di collaborare con loro s’intende, per “aiutare” i magistrati e far sì che nello svolgimento del loro complesso e rischioso lavoro non si sentano isolati.
La risposta sta nella costante dimostrazione tangibile da parte della società civile che gli stessi magistrati non siano soli a combattere una battaglia, la quale prima ancora d’essere contro la mafia è una battaglia contro l’assuefazione a tale fenomeno che il nostro popolo, purtroppo, tende spesso ad accettare senza opporre resistenza.
Viene da chiedersi come verremmo etichettati dagli altri se non avessimo avuto il riscatto di Falcone e Borsellino?
La risposta? Un popolo di mafiosi senza speranza!
Ed invece non è così.
Non lo è perché ci sono valenti magistrati, come il sostituto Procuratore della Repubblica dott. Salvatore Vella, che quotidianamente cercano di inculcare nei giovani e in tutte le persone oneste, che ricordiamo sono la maggioranza, l’idea che la mafia si può sconfiggere ed alcuni dei mezzi per sconfiggerla sono la cultura, la fiducia nelle istituzioni ed un corretto atteggiamento mentale.
Il dott. Vella lo fa sovente, ad ogni occasione, con passione e convincimento, ritenendo che una delle lacune che nel tempo hanno permesso il proliferare di questo fenomeno di vecchia data è per l'appunto la non conoscenza dello stesso e delle sue concrete interferenze nella nostra economia e nella nostra vita.
Certamente gli attentati, le intimidazioni, le minacce, hanno avuto ed hanno, un effetto grave sul comportamento dei soggetti cui questi atti sono destinati, ma è pur vero che il lavoro fatto fino ad adesso ha dato i suoi frutti e oggi moltissimi imprenditori denunciano i loro estorsori.
Ma anche qui c’è il rovescio della medaglia ed è proprio culturale.
Paradossalmente, a fronte di un imprenditore di Bivona come Ignazio Cutrò, per esempio, che decide di denunciare e mandare in galera i suoi oppressori, troviamo un’intera provincia che a parole è con “il coraggioso imprenditore”, mentre nei fatti tenta in tutti i modi di emarginarlo, escluderlo, distruggerlo economicamente.
E’ quello che è successo e succede ancora adesso.
Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Sciacca, dott. Vella, è stato l’artefice del processo “Face off”, conclusosi con svariate condanne dei taglieggiatori di Ignazio Cutrò, e tramite il quale lo Stato, ha potuto mostrare concretamente la sua presenza, ma è anche l'uomo che durante un convegno a Bivona per cercare di diffondere il virus della conoscenza, della collaborazione e della fiducia nelle istituzioni risulta essere oggetto di minacce ed intimidazioni.
L’ALTRASCIACCA ha avuto modo di apprezzare il lavoro del dott. Vella, il suo impegno e la determinazione nel farlo, e vuole , ancora una volta, esprimergli il ringraziamento per il lavoro che fa, e dirgli che NOI siamo con Lui, al suo fianco, a confermare che quanto fa è compreso e sostenuto dalla parte sana della società, ovvero i Cittadini Onesti.
Con altrettanta intensità esprimiamo la nostra solidarietà anche all’ing. Michele Buscarnera e al sindaco di Menfi, dott. Michele Botta, vittime in queste ultime ore di vili atti intimidatori che si qualificano da soli, così come gli autori di tali gesti"

Anche il presidente della associazione antiracket, Libere Terre, Ignazio Cutrò ha voluto dare un attestato di solidarietà: "L’intimidazione a danno del pubblico ministero Salvatore Vella è un’azione a dir poco deplorevole. Una persona come il dottore Vella è degna di rispetto e ammirazione per il lavoro che svolge e che fin’ora ha svolto. Chi pensa di intimidirlo in simili modi deve ritenersi un vigliacco". A dirlo è il testimone di giustizia Ignazio Cutrò, imprenditore bivonese, in merito al biglietto di minacce fatto trovare al magistrato della Procura di Sciacca, Salvatore Vella.

"Gli autori di tale gesto – continua Cutrò – non sono paragonabili nemmeno ai vermi. Vella, quando ricevette l’intimidazione, si trovava a Bivona, paese in cui vivo e da cui la malavita ha cercato di farmi fuggire. Sappiano questi vigliacchi che la lotta alla mafia continuerà sempre e comunque. Non sono queste intimidazioni a far cambiare rotta ad una persona corretta e con la schiena dritta come Salvatore Vella. Infine – conclude l'imprenditore bivonese – voglio esprimere la più sincera solidarietà al magistrato, invitandolo ad andare avanti senza tentennamenti".

Anche l'eurodeputato Sonia Alfano è solidale: " “Ho conosciuto il dottor Vella per la sua scrupolosità e serietà, che gli ha permesso di assestare colpi micidiali alla mafia della bassa Quisquina, del Belice e dell’agrigentino in generale. Che il suo operato abbia dato fastidio a molti è ovvio, quello che è un po’ meno ovvio è che qualcuno sia riuscito a inserire un foglio con minacce nella sua agenda nel bel mezzo di un convegno all’interno di una scuola”.

“Sono molto preoccupata, perchè il clima non è certo dei migliori in quella zona nè altrove
- ha sottolineato l’europarlamentare - e questo episodio è particolarmente inquietante per la sua dinamica sospetta. Se ciò è accaduto infatti - prosegue Alfano - evidentemente il dispositivo di sicurezza presenta delle falle e va potenziato, magari revocando tutele e scorte a pseudogiornalisti al servizio del dominus”. “Magistrati come Salvatore Vella sono il cuore dello Stato e andrebbero protetti per la sacralità del loro contributo nei confronti di un Paese come l'Italia, martoriato dal fenomeno mafioso e dalle collusioni e devianze istituzionali” ha concluso."

Si unisce anche l’Associazione “SOS Democrazia” di Ribera che esprime la propria solidarietà al dott. Salvatore Vella, Sostituto Procuratore della Repubblica di Sciacca, per il vile atto intimidatorio ricevuto durante un convegno tenutosi al Liceo classico "L. Pirandello” di Bivona.

"Le minacce a uno dei principali protagonisti dell'Antimafia agrigentina sono una reazione vile al suo coraggioso impegno civile, alla sua correttezza e alla grande onestà intellettuale del suo lavoro e rappresentano un'aperta sfida alle istituzioni e alla parte sana della società siciliana, come tali vanno respinte con ferma determinazione”.

La mafia ricorre alle intimidazioni e alla violenza per tentare di fermare il buon lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze di polizia che in questi anni hanno inferto duri colpi alla criminalità organizzata agrigentina con l’ irrogazione di pesanti condanne. Quanto accaduto venerdì a Bivona dimostra che purtroppo bisogna lavorare ancora molto per estirpare il cancro della criminalità organizzata dalla società siciliana”.

“Riteniamo che in questo momento non si debba abbassare la guardia nei confronti della mafia, ed è assolutamente necessario che tutta la società civile si stringa attorno al magistrato impegnato in delicati processi di mafia. Chiediamo ai Ministri dell’Interno e della Giustizia che venga rafforzata la sicurezza del magistrato Salvatore Vella e della sua famiglia e che si provveda al più presto al potenziamento della Procura della Repubblica di Sciacca sott’organico da alcuni anni - con l’invio di più magistrati, per far fronte all'intenso lavoro di indagine necessario nei confronti della criminalità organizzata”.