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Broccio, Uil: "Asi? è una tempesta in un bicchier d'acqua"

"Dagli organi di informazione apprendiamo le dichiarazioni di un noto politico circa presunte irregolarità nella gestione del Consorzio A.S.I. in provincia di Agrigento; in concomitanza, diversi soggetti dichiarano, con grande tempestività, di ritirare e/o sospendere i propri rappresentanti dal Consiglio Generale dell’ A.S.I. per la gravità delle notizie riportate dalla stampa". Queste le dichiarazioni di Aldo Broccio segretario UIL per la provincia di Agrigento a seguito delle recenti polemiche sull'ASI di Agrigento.

 

"La U I L, essendo un sindacato non solo riformista ma anche garantista, ed essendo il proprio gruppo dirigente abituato a ragionare e non a farsi prendere dall’emotività o dall’induzione da posizionamenti e dichiarazioni altrui, si  pone in merito alcuni interrogativi:

a ) perché il noto politico antimafia, annuncia agli organi di informazione presunte irregolarità e/o collusioni e non denuncia invece agli Organi istituzionalmente preposti, fatti concreti supportati da prove inconfutabili?

b ) perché l’Assessore regionale alle Attività Produttive, negli ultimi tempi ha commissariato diverse volte l’A.S.I. di Agrigento, non ricevendo l’avallo del T.A.R. che in tutte le occasioni  ha rimesso al suo posto l’attuale Presidente, non avendo riscontrato alcuna irregolarità tale da giustificare il commissariamento?

c ) come mai il Senatore e l’Assessore, congiuntamente anche ad altri soggetti fortemente interessati non propongono un tavolo di confronto politico con tutte le parti sociali, al fine vedere le carte, tenuto conto che l’attuale Presidente A.S.I., nel corso di una recente conferenza stampa ha rispedito al mittente le accuse mossegli con argomentazioni che sono apparse convincenti ?

d ) c’entrano qualcosa le odierne accuse con il fatto che per l’ASI di Agrigento pare siano stati approvati progetti che dovrebbero far arrivare circa 25 (venticinque) milioni di euro con relativo grande sbocco occupazionale ?

Nella nostra provincia nessuno può permettersi di provocare tempeste in un bicchiere d’acqua, non è che la politica c’entri qualcosa ? Fatta salva la buona fede di tutti, la U I L invita il Senatore e l’Assessore, odierni accusatori, ad un urgente confronto di merito" conclude Broccio.