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Archiviazione caso Firetto, Orazio Guarraci rischia procedimento per calunnia

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"In relazione alla recente Ordinanza di Archiviazione emessa dal Gip di Agrigento nei confronti del sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto si rende noto che nel motivare l’Ordinanza di archiviazione, il Gip del Tribunale non ha mancato di evidenziare l’inattendibilità delle dichiarazioni allegate dal Guarraci alla denuncia, nonché il fatto che le stesse risultavano altamente inquinate dalla presenza dello stesso al momento della loro redazione, avvenuta per altro a casa di un solidale del Guarraci".

A comunicarlo è l'ufficio stampa del sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto a seguito dell'archiviazione del procedimento nei suoi confronti.
"Non è escluso quindi che la vicenda, su iniziativa della Procura della Repubblica, cui sono stati restituiti gli Atti, o su iniziativa dei legali dello stesso Firetto, possa avere ora altri risvolti giudiziari a carico del Guarraci. Proprio in una delle ultime udienze infatti i legali della difesa del Firetto avevano chiesto la trasmissione degli Atti alla Procura affinché  si valutasse l’ipotesi di perseguire il Guarraci per il reato di calunnia, intralcio alla giustizia e voto di scambio" conclude la nota stampa.

In allegato alla nota stampa, l'ufficio del Sindaco ha diramato anche un secondo comunicato che integralmente pubblichiamo:

Con ordinanza del 25 febbraio 2011, il G.I.P. del Tribunale di Agrigento, dott. Zammuto, accogloiendo la richiesta avanzata dal P.M. e della difesa dell'indagato, ha disposto l'archiviazione del procedimento penale che vedeva il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, sottoposto ad indagini per il reato di c.d. scambio di voto, previsto dall'art. 86 d.p.r. n. 570/1960.

L'indagine prendeva le mosse da una denuncia presentata presso i Carabinieri di Porto Empedocle da Guarraci Orazio due giorni dopo i risultati del ballottaggio che hanno proclamato Firetto Sindaco di Porto Empedocle. Alla denuncia erano state allegate tre diverse dichiarazioni, rese da tre diverse donne, raccolte a casa di tale Migliara Rosario, da una collaboratrice del Guarraci, tale Massimino Rosaria, alla presenza dello stesso e di due avvocati empedoclini e di un folto gruppo di altri cittadini residenti nella stessa zona. Nelle tre dichiarazioni allegate alla denunci, si assumeva che il Firetto in cambio del voto, aveva promesso ad una signora il pagamento di una bolletta dell'energia elettrica, ed in una di esse si assumeva che a fare tale promessa, in cambio del voto per Firetto, era stato l'Avv. Luigi Troia.

Dopo la denuncia la Procura della Repubblica, in persona dell'ormai trasferita Dott.ssa Gemma Miliani, si era attivata conducendo, per il tramite dei Carabinieri di porto Empedocle, una complessa attività di indagine che ha visto interrogate circa quindici persone presenti alla riunione in cui le dichiarazioni allegate alla denuncia erano state raccolte. Parallelamente, anche il sindaco Firetto, per il tramite del proprio difensore di fiducia, Avv. Angelo Farruggia, ha intrapreso una serie di investigazioni difensive volte a dimostrare l'infondatezza ed il contenuto calunniatorio delle accuse mosse dal Guarraci.

Le investigazioni autonomamente condotte, unitamente ai risultati delle indagini difensive effettuate dal difensore dell'indagato, hanno indotto la Procura della Repubblica ad avanzare una richiesta di archiviazione del procedimento che vedeva come indagato il sindaco Firetto. Avverso tale richiesta il Guarraci ha presentato opposizione al G.I.P. il quale, dopo l'udienza tenutasi il 9 febbraio 2011, respingendo l'opposizione proposta dal GUarraci, ed accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica e del difensore di Firetto, ha emesso ordinanza di archiviazione ritenendo la notizia di reato infondata.

Nel motivare l'ordinanza di archiviazione, il Giudice non ha mancato di evidenziare l'inattendibilità delle dichiarazioni allegate dal Guarraci alla denuncia, nonchè il fatto che le stesse risultavano altamente inquinate dalla presenza dello stesso al momento della loro redazione, avvenuta peraltro a casa di un solidale del Guarraci.

Non si esclude che la vicenda, su iniziativa della Procura della Repubblica, cui sono stati restituiti gli atti, o su iniziativa del Firetto, possa avere risvolti giudiziari a carico del Guarraci, atteso che già all'udienza del 9 febbraio l'avv. Angelo Farruggia aveva chiesto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica perchè si indagasse il Guarraci per il reato di calunnia, intralcio alla giustizia e scambio di voto.