Se si ponesse un righello su una mappa d'Europa sul 37° parallelo, si noterebbe che per uno di quei casi della geografia, vi sono almeno tre ben distinte regioni nel bacino del Mediterraneo che a quelle latitudini presentano almeno un centinaio di chilometri di costa rivolta a mezzogiorno, la Costa del Sol in Andalusia, la parte della Riviera Turca attorno ad Antalya in Anatolia e quella parte della costa Siciliana che guarda al Canale di Sicilia.
Se poi si prendesse come cardini di riferimento le città di Malaga, Agrigento ed Antalya, e si facesse una veloce indagine di geografia economica dei 150 chilometri di costa attorno a queste tre città, quindi per quanto riguarda la Sicilia bene o male la Provincia di Agrigento, focalizzandosi nel settore turistico, si noterebbe una stranissima e notevolissima discrepanza: mentre ogni anno la Costa del Sol e la Riviera Turca ricevono milioni di turisti stranieri, questo non avviene per nulla nell'Agrigentino, dove i turisti sono ogni poche centinaia di migliaia, e quelli stranieri una manciata.
Per quantificare, le statistiche ufficiali parlano di 360180 arrivi nel corso del 2008, di cui 140153 stranieri. Speriamo ovviamente che i turisti che nel 2009 e nel 2010 siano venuti ad ammirare e godere delle tante bellezze naturali, paesaggistiche e culturali dell'Agrigentino, Siciliani, Italiani o di altri paesi, siano stati di più, ma in attesa delle nuove statistiche ufficiali per l'anno appena conclusosi, considerando anche la tendenza degli anni passati, sarebbe purtroppo già un risultato se almeno si fosse riusciti a riceverne altrettanti.
Ed a Malaga? Ed ad Antalya? Un modo per stimare le dimensioni in gioco è quello di considerare il numero di passeggeri in transito dai rispettivi aeroporti. Dall'aeroporto di Antalya nel 2008 sono transitati quasi 19 milioni di passeggeri, dei quali 16 milioni e 200 mila da e per destinazioni internazionali. Dato che ogni volta che arriva generalmente lo stesso turista riparte dallo stesso aeroporto, possiamo stimare in circa 8 milioni il numero dei turisti che sono andati a passare le proprie vacanze in zone confortevolmente raggiungibili da quell'aeroporto. Le autorità locali hanno dichiarato che nel 2008 nella zona di Antalya sono arrivati circa 9 milioni di turisti stranieri, per cui sembra di poter affermare con ragionevole certezza che quasi il 90% di questi arriva tramite voli aerei.
La cosa non deve stupire. Antalya, infatti, come Agrigento, è piuttosto periferica rispetto alle zone più densamente popolate d'Europa, e, come Agrigento, è collegata veramente male al resto del mondo. Per arrivare ad Antalya con la corriera ad esempio bisogna farsi almeno 14 ore di viaggio da Istanbul (e se uno è un turista straniero, prima deve averla raggiunta Istanbul!), per non parlare dei trasporti ferroviari, dato che la stazione più vicina ad Antalya è in una località chiamata Isparta, a 130km di distanza. In realtà, dato che la gran parte dei turisti che affollano i 72 grand hotel a 5 stelle di Antalya, come tutte le altre strutture ricettive della zona, sono Russi e Tedeschi, l'unica vera porta di accesso possibile e proponibile è la via aerea.
Discorsi molto simili si potrebbero fare per Malaga, per la quale, pur riconoscendo che negli ultimi anni siano state migliorate moltissimo le infrastrutture di trasporto non aereo, l'aeroporto è la principale porta di ingresso per buona parte dei milioni di turisti che affollano ogni anno la Costa del Sol.
Ed ad Agrigento? Quanti turisti arrivano ogni anno all'aeroporto di Agrigento?
La risposta purtroppo è zero. Nessun turista arriva all'aeroporto di Agrigento, perché Agrigento non ha un aeroporto. I 150 chilometri di costa intorno ad Agrigento, la Valle dei Templi, le bellezze di Sciacca, Licata, Eraclea Minoa e di tutte le altre località, che mi scuso per non poter citare qui tutte, vengono ogni anno visitate da poche decine di migliaia di turisti stranieri, che per arrivarvi devono attraversare le forche caudine delle infrastrutture di trasporto assolutamente inadeguate di una provincia senza un chilometro di autostrade e con collegamenti ferroviari ridotti ai minimi termini.
Se da un lato è pur vero che intorno alla provincia di Agrigento vi sono ben 3 aeroporti internazionali, ed un altro si spera si aggiungerà a breve a Comiso, dall'altro è innegabile che l'esperienza di Malaga o Antalya insegna che territori ad elevata vocazione turistica hanno bisogno di tante cose, ma soprattutto, quando sono, come anche Agrigento, periferici e difficoltosamente collegati ai propri bacini d'utenza potenziale, hanno bisogno come il pane di un aeroporto a due passi, dove possano convergere direttamente rotte internazionali da punto a punto e voli charter.
Uno degli anelli mancanti che non consente alla provincia di Agrigento di riuscire a sviluppare le proprie potenzialità nel settore turistico, probabilmente l'anello mancante determinante, la conditio sine qua non, è la mancanza di un aeroporto.
Ed ancora aggiungo: sull'aeroporto a Licata bisogna fare attenzione perchè, per quel che ne so, quella che stanno proponendo ora è soltanto una pista da 1500m, che non è buona per i B737 di Ryanair o per gli A319 di Easy Jet, ma soltanto per gli ATR72 di Alitalia o Air Dolomiti, o peggio gli ATR42 di Alitalia, aerei per pochi passeggeri.
Questi ATR sono aerei turboelica, e sono adatti solo al trasporto regionale, quindi al massimo un migliaio di chilometri, non con jet come i B737 o gli A319, che invece si possono usare su scala continentale.
Con quella pista da 1500m questo aeroporto è una presa in giro, servirebbe solo ad una compagnia come Alitalia per mettere un aereo al giorno per Roma, non ci sarebbero voli internazionali diretti come ad esempio a Birgi, che ha una pista di oltre 2600m.
La vera svolta per la comunità servita da un aeroporto a Licata (buona parte della provincia di Agrigento, una certa parte della provincia di Palermo e buona parte della provincia di Caltanissetta) si avrebbe se invece si facesse una pista di almeno 2500m, con una aerostazione spartana, meno lussuosa di quella di Birgi, modellata ad esempio sul terminal di Marsiglia MP2, che è costato meno di 10 milioni di Euro, o anche come il terminal di Lubecca, che è poco più di un capannone per riparare i passeggeri dalle intemperie.
Il vantaggio sarebbe che i costi di gestione si manterrebbero bassissimi, così come i costi degli slot, e questo con una pista da oltre 2500m attirerebbe vettori low cost come il miele, il che potrebbe portare all'apertura di tante rotte continentali e domestiche, buone sia per i tanti Agrigentini, Nisseni e Madoniti in giro per l'Europa, sia per lo sviluppo turistico della zona.
Sì all'aeroporto di Licata, sì ad un aeroporto in provincia di Agrigento, ma no ad una pista da 1500m che non può dare la svolta nè per il territorio nè per il turismo nè per gli emigranti, sì ad una pista da 2500m ed oltre, sì ad un terminal spartano e poco costoso come l'MP2 a Marsiglia, sì a bassi costi di costruzione e gestione dell'aeroporto, per attrarre i vettori low cost.
Alessandro Riolo
Il caso Tandoj - Il giallo più intricato della storia di Agrigento
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