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Depositata pronunzia del Tribunale di Agrigento su ricorso annullamento tesseramento 2009 PD

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"Il Tribunale stabilisce un importantissimo principio, che sarà utilissimo già nelle prossime settimane: la Sentenza afferma la competenza del Tribunale a sindacare e ad annullare, su ricorso di un iscritto, le decisioni illegittime del Partito". Esprime tutta la sua soddisfazione il consigliere comunale Giuseppe Arnone riguardo le vicende interne al Partito Democratico che lo hanno visto protagonista in questi ultimi mesi. 

"Stabilito questo principio, il Tribunale ha ritenuto di non poter accogliere il Ricorso per l’annullamento del tesseramento truccato, in quanto presentato dopo otto mesi dall’ultimo dei provvedimenti impugnati; peccato che, come osserva lo stesso Tribunale, gli otto mesi erano decorsi per tentare “di comporre in seno all’Associazione i dissidi interni, salvo poi adire l’Autorità Giudiziaria allorquando la mediazione non è andata a buon fine”.

Il cuore del ragionamento che ha portato il Tribunale di Agrigento a non accogliere il ricorso, è il seguente: “limpidamente i ricorrenti hanno ritenuto di non proporre … ricorso in via d’urgenza all’Autorità Giudiziaria avverso i provvedimenti censurati, per cercare di comporre in seno all’associazione i dissidi interni, salvo poi adire l’Autorità Giudiziaria allorquando la mediazione non è andata a buon fine. Tale condotta, pur comprensibile in relazione alla natura dell’ente e all’oggetto della controversia, manifesta ancor di più l’assoluta carenza di un periculum in mora … non potendosi concretamente correlare la imminenza del pregiudizio all’esito negativo di accordo tra i consociati.

Giuseppe Arnone ha così commentato l’Ordinanza del Tribunale del Giudice Paolo Criscuoli: “Il provvedimento del Giudice dà ampia soddisfazione alle ragioni dei ricorrenti e fornisce importanti elementi di valutazione anche allo stesso segretario nazionale Pierluigi Bersani, a cui invieremo il provvedimento. Infatti il Tribunale scrive che pur essendo valutabile, in tesi, la sussistenza del fumus boni iuris, l’aver i noi ricorrenti impiegato otto mesi per tentare di risolvere il tesseramento truccato, lavando, come si suol dire, i panni sporchi in famiglia, ha pregiudicato l’azione giudiziaria. E devo dire avevo acconsentito, con i miei amici, a tentare di lavare i panni sporchi in famiglia, accogliendo le preghiere di Adragna, Panepinto, Catuara, Lupo e compagni i quali mi assicuravano che saremmo arrivati a una soluzione, sulla segreteria del Partito, innovativa e di rinnovamento. Cosa che non è poi avvenuta.

Per il Tribunale, dunque, il nostro errore è stato fidarsi e far trascorrere tutto questo tempo. E fa molto piacere leggere testualmente il giudizio, chiaramente positivo, espresso sulla nostra volontà di lavare i panni sporchi in famiglia, dallo stesso Tribunale che, appunto, così si esprime: limpidamente i ricorrenti hanno ritenuto di non proporre … ricorso in via d’urgenza all’Autorità Giudiziaria avverso i provvedimenti censurati, per cercare di comporre in seno all’associazione i dissidi interni”.

Ma il Tribunale, oltre ad esprimere queste valutazioni fortemente positive e che ci aiuteranno nei prossimi mesi, ha stabilito un principio essenziale per il destino di Messana: sulla base dei principi espressi dal Tribunale, il Tribunale medesimo è competente in materia di radiazioni, procedimenti disciplinari ed espulsioni di dirigenti che, come Messana, violano lo Statuto del Partito” conclude Arnone.