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Accolte le dimissioni di Cuffaro al Senato, Giovanardi: "per me non ha favorito la mafia"

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Il Senato ha accolto le dimissioni del senatore dell’Udc Salvatore Cuffaro, presentate a seguito della sua condanna definitiva per favoreggiamento nei confronti di esponenti della mafia. All’aula di Palazzo Madama sono stati 230 i voti a favore, 25 i contrari, mentre 17 senatori si sono astenuti.

Respinte, invece, con 194 voti contrari, 62 a favore e 8 astenuti quelle di Nicola Rossi, presentate ieri dal senatore del Partito Democratico, il quale aveva spiegato di non riconoscersi più in questa politica.

Tutti i gruppi parlamentari hanno dichiarato voto favorevole riguardo l’ex presidente della Regione Sicilia, mentre il solo Carlo Giovanardi del Popolo della Libertà è intervenuto in dissenso con il suo partito, spiegando ai presenti la sua posizione.

"Sono pieno di dubbi e qui siamo in un caso al di qua di ogni ragionevole dubbio: personalmente non ritengo che Cuffaro abbia favorito la mafia", ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Intanto Cuffaro, recluso a Rebibbia, si è iscritto a un corso speciale della facoltà di Giurisprudenza. Totò potrò sostenere esami all'interno del penitenziario. "È un modo per tenermi impegnato", avrebbe confidato all'amico Saverio Romano, in visita all'ormai ex senatore. Cuffaro gli avrebbe confidato anche il desiderio di lavorare all'interno del carcere.