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"Il tempio di Erice e le hierodule" di Margherita Arancio

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Come nella Sicilia Orientale c’e’ l’Etna, cosi’ nella Occidentale il monte Erice costituiva nei tempi piu’ antichi un centro di vita religiosa. Il Monte Erice ripido ed aspro, oggi detto S.Giuliano, personificato dalla fantasia popolare e considerato come protettore del paese sottostante. Agli occhi dei marinai che navigavano  verso il Nord–Ovest della Sicilia in una bella giornata con il cielo sereno vedevano da lontano la cima del monte Erice (751 m. di altezza) e il Tempio di Afrodite, la Dea  della bellezza, della fecondita’, la protettrice dei naviganti e dei matrimoni; la Venus Erycina dei Romani. Nel tempio vi erano le hierodule, le quali esercitavano il culto della sacra prostituzione che si sa’ era un fenomeno religioso anche in Citta’ come Corinto e Locri.

Come i popoli di civilta’ primitive credevano di assimilarsi quasi il nume mangiando l’animale che lo rappresentava, il quale a sua volta in origine era il nume stesso, cosi’ pensavano i Greci di immedesimarsi con la Dea attraverso il contatto corporeo unendosi con le sacerdotesse di lei.

Non avevano il vincolo della verginita’, come quelle romane, bellissime bianche come il latte, le hierodule  scalze  erano molto formose (rispettavano naturalmente i canoni greci) facevano una dieta per mantenere le loro abbondanti forme :molto miele , latte e fichi secchi.

Forse all’origine della sacra prostituzione (un fenomeno quindi religioso) nel tempio di Erice ,avranno contribuito ragioni fisiologiche, per le quali il marinaio reduce da una lunga navigazione scendendo a terra rendeva omaggio alla Venere.

In Erice in onore di Afrodite si facevano grandi feste, con le quali si celebrava la partenza della Dea insieme con le sue colombe (a lei sacre) per la Libia e tornavano dopo nove giorni: una colomba rossa precedeva le altre nel viaggio. Ancora ai giorni nostri si vedono piccioni che ogni anno dal Monte Erice vanno e ritornano dalle coste della Libia; ma come e perche’ lo facessero e’ un mistero (forse andavano a Kef dove si trovava un santuario gemello).

Anche Consoli  e Senatori giungevano  in Erice e visitavano il Tempio, attirava gente da ogni parte del Mediterraneo. Diciassette delle Citta’ piu’ fedeli dell’Isola offrivano ricchi doni alla Dea. L’arrivo della Religione Cristiana cacciava, naturalmente, Afrodite dalla sua sede e sorgeva  li’  il Tempio della Vergine Maria ,i Ministri di Dio creavano  la tradizione che il vecchio Tempio Ericino era miracolosamente crollato la notte stessa della nascita di Gesu’.

Le famose colombe abbandonarono il monte e scesero sullo scoglio di Trapani, al porto, dove c’e’ una fortezza detta la Colombara (nella foto). La Madonna di Trapani sostitui’ la Dea Ericina, con l’appellativo  di “La bella dei sette veli “.
Una credenza popolare parla del fantasma di Erice ,e cioe’ di una donna che dapprima appariva da una finestra in forma di giovinetta bellissima e poi a poco a poco si trasformava in biscia.

E’ rimasta una leggenda: che sul monte di Trapani ci sono le donne piu’ belle della Sicilia, e se scendono di la’ e vanno a stabilirsi altrove perdono la loro bellezza.

Margherita Arancio