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Cara Girgenti Mia... 10 puntata: Fatto curioso in una chiesa di Cattolica Eraclea nel 1910

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Dopo circa un mese di pausa, a grande richiesta torniamo con la decima puntata della nostra rubrica dedicata alla Agrigento, o Girgenti, di cento (o anche di più) anni fa. Ai lettori affezionati alla rubrica diciamo che non è possibile pubblicare spesso fatti e misfatti di quegli anni perchè il compito di ricerca è alquanto dispendioso in fatto di tempo. Ad ogni modo faremo del nostro meglio e chiederemo alle biblioteche di fornici quanto più materiale possibile per la pubblicazione che promettiamo di "digitare" in breve tempo. Oggi vi parliamo di un fatto curioso accaduto a Cattolica Eraclea il 12 agosto del 1910 come sempre tratto da giornali dell'epoca e riportati fedelmente così come erano stati scritti in quegli anni. Buona lettura.

12 agosto 1910. Cattolica Eraclea.

Decisamente, le men note cittaduzze della Sicilia vanno a gara tra loro per conquistare il record della celebrità. Ieri era Ramacca in provincia di Catania, la quale si immortalava con le gesta del nuovo capitano di Koepenik: oggi è Cattolica Eraclea, in provincia di Girgenti, che fa parlare di sé pel merito di un parroco e di un delegato di pubblica sicurezza.

Il fatto, in verità, è di minuscole proporzioni; ma così caratteristico, così pieno di color locale, da meritare l'attenzione del pubblico e mettere un po' in vista la piccola città che ne è stata teatro. La cosa ha già avuto la sua ripercussione in Roma, nel cuore del Governo, il quale ha dovuto provvedere al trasloco precipitoso di un troppo zelante commissario di P.S. Ed ha dovuto minacciare di severi provvedimenti un troppo originale sacerdote. SI tratta del parroco Giovanni Amato e del funzionario Carmelo Macheronio: l'avvenimento si è svolto in chiesa.

Don Giovanni Amato è un prete dai sistemi e dalle risorse eccezionali: i fedeli di Cattolica Eraclea lo hanno sempre temuto e rispettato. Con lui non si scherza. In chiesa, quando c'è Don Amato, non si osa il minimo bisbiglio, non si abbozzano sorrisi, non è possibile movimento. Chi non crede non ci vada. Chi entra in chiesa deve starci a dovere, con devozione esemplare, con rigidità. Un buon parroco dunque. Ma ciò che più lo distingue da tutti i suoi colleghi di questo mondo è un pugno. Anzi, una serie di pugni vigorosi battuti sull'altare e sul pergamo a seconda che don Amato in quel momento, officia od assiste alla Messa, per segnalare ai fedeli il momento dell'elevazione o sanctus. Egli non vuole assolutamente, che ci si inginocchi, né tanto meno che si resti comodamente seduti alloquando il sacerdote officiante innalza il calice e si comunica: tutti, tutti indistintamente devono saltare in piedi come altrettanti soldati in bell'ordine schierati. Ed invece di far suonare il campanello come generalmente si usa, don Amato è uso a tirare un pugno formidabile il quale non ammette discussione di sorta. E' appunto tale sistema originale, prevalente nella parrocchia di Cattolica Eraclea, che ha provocato il fatto singolarissimo intorno al quale è nato gran rumore anche a Palermo. Alcuni giovani studenti, in vacanza, ne sono stati la causa involontaria e innocente.

Siamo alla Messa. Don Giovanni Amato è al suo posto di comando: sul pergamo, mentre un altro sacerdote officia all'altare: numerosi fedeli, ormai avvisati, attendono il pugno del parroco per scattare in piedi. Senonchè, ieri, nella parrocchia di Cattolica Eraclea non v'era il solito pubblico di devoti iniziati agli strani sistemi del prete originale; ma assisteva alla Messa anche un gruppo di studenti tornati al paese per le ordinarie vacanze estive. O che essi non conoscessero l'abitudine del parroco, o che volessero osteggiarlo, disubbidendo apertamente all'ordine imperioso significato co' pugno in sul pergamo, fatto sta che al momento della elevazione il gruppetto di quei giovani, rimase seduto sulla panca, quietamente, tra i fedeli balzati in piedi. Non lo avessero mai fatto! Don Amato andò su tutte le furie: ripetè inutilmente la lotta, uscì in severi ordini ad alta voce: richiamò all'ordine i giovani... miscredenti; imprecò; corse fuor dalla Chiesa a chiamare la forza. Essa venne in fretta in fretta nella persona dello zelante commissario di P.S. Carmelo Macheronio il quale si diresse intrepido verso il gruppo dei “seduti” e procedette energicamente contro il primo capitatogli sotto mano: il ragioniere Vasile, insegnante a Marsala, il quale si trovava in mezzo ai malcapitati studenti. Lo afferrò per un braccio, lo tirò a sé, sospinse i suoi... complici fuor dalla panche, si mise a gridare come un ossesso: “Vadano fuori, se non hanno religione! Escano, se non vogliono alzarsi!”.

Inutile dire che i fedeli fecero subito coro all'imposizione del commissario: “Fuori! Fuori! Alla porta!”

E il gruppo degli studenti e lo stesso ragioniere pel primo acciuffato furono spinti-, in men che non si dica, fuor dalla Chiesa, tra un clamore assordante in chiesa e in piazza.

Ma l'incidente si complicò ancora per via dell'intervento di un magistrato: il giudice Cannella., presente alla stranissima scena. Egli credette di intervenire per mettere un po' di ordine e rivolse alcune osservazioni all'inferocito commissario che continuava a sospingere i malcapitati.

Tra l'altro, gli fece osservare che il suo modo di procedere era illegale, inopportuno, ingiustificato. Davvero? Il delegato inveì allora contro il magistrato, non riconoscendo la sua autorità, non solo, ma lo minacciò di arresto se non taceva! Intanto il parroco non stava inoperoso: dal pergamo incitava il delegato a cacciare fuori i miscredenti, e rivoltosi ai fedeli gridò loro: “Buttateli fuori! Offendono il culto!".

La folla divenne tumultuosa, si elevarono grida minacciose: “Uscite! Fuori i massoni! Ammazzateli!".

I giovani, a stento si sottraggono al furore popolare, scappano, si rifugiano nella vicina pretura ove presentano querela contro il delegato e il parroco. Quindi spediscono telegrammi al prefetto di Girgenti e al ministro dell'Interno i quali immediatamente, han disposto, l'allontanamento del delegato, destinandolo all'isola di Lampedusa. Intanto è arrivato un altro commissario di P.S. Il quale ha avvertito il parroco di smetterla con i suoi sistemi autocratici, altrimenti al primo incidente, egli sarà arrestato e processato.