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Sentenza del Tar sul rigassificatore, cosa farà ora il comune di Porto Empedocle?

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La sentenza del Tar del Lazio che ha, di fatto, bloccato i lavori di costruzione del rigassificatore comincia a creare problemi al comune di Porto Empedocle, tanto che un consigliere comunale, Giuseppe Prato, ha scritto una articolata lettera al sindaco Firetto per chiedere spiegazioni su come saranno eventualmente restituite al gruppo Nuove Energie le ingenti somme (circa 6 milioni di euro) che avevano anticipato in prospettiva dell'inizio dei lavori e come da accordi con il comune empedoclino. Ecco il testo della lettera.

Il sottoscritto Prato Giuseppe, Consigliere Comunale di Porto Empedocle, manifesta la propria preoccupazione per un eventuale uso improprio ed affrettato delle somme già trasferite dalla società Nuove Energie, pari a € 6.000.000,00, al Comune di Porto Empedocle.
I fondi trasferiti da Nuove Energia, pari a € 6.000.000,00 come misura di compensazione ai sensi e per gli effetti della convenzione Rep. N. 15 del 20/02/2010, che recita “Il contributo sarà corrisposto come segue: 1) 6 milioni di euro entro 30 giorni dall’avvio del cantiere, a valere per il primo anno solare dell’avvio del cantiere.”

Considerato che, il TAR Lazio ha annullato l’iter delle autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto, e pertanto sarebbe illegittimo iniziare i lavori privi di autorizzazioni, d’altronde la semplice recinzione di un’area demaniale in concessione, non può costituire inizio dei lavori per la realizzazione di un impianto di gassificazione, infatti è stato posto in essere un “atto di anticipata occupazione delle aree demaniali, in virtù della scadenza della concessione dell’area demaniale”.

Considerato che, codesta amministrazione con nota n. 690 del 02/02/2010 ha comunicato alla società Nuove energie che con Delibera di Giunta n. 6 del 15/01/2010 sono state previste, nella parte entrate, i 6.000.000 € che dovevano essere corrisposti entro 30 giorni dall’avvio del cantiere.

Considerato che, con nota n. 9/Gab del 02/07/2010 è stata chiesta una anticipazione del primo pagamento, la società Nuove Energie ha posto delle condizioni per la concessione di tale anticipazione, affermando che: 1) qualora il TAR Lazio annulli o sospenda il Decreto autorizzativo successivamente all’erogazione dell’anticipazione, questa sarà recuperata mediante compensazione con i tributi locali dovuti al Comune dalle società del Gruppo Enel.

Considerato che, con nota n. 4368 del 09/07/2010, codesta amministrazione ha accettato le condizioni poste dalla società Nuove Energie.

Considerato che, la società Nuove Energie, con nota n.15374 del 04/11/2010, ha comunicato “l’inizio delle attività in sito, con l’effettuazione della recinzione delle aree in concessione e di altri lavori necessari per la predisposizione del cantiere”.

La società Nuove Energie di fatto ha comunicato la sola recinzione dell’area e alcuni lavori necessari per la predisposizione del cantiere, e non l’avvio del cantiere, quindi ne deriva che, se il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del TAR Lazio, la convenzione sottoscritta dalle parti cesserebbe di produrre effetti, per cui permane il rischio che il Comune di Porto Empedocle dovrebbe restituire i 6 milioni di euro, altrimenti un comportamento contrario sarebbe da inquadrare in quello che il codice civile definisce come ingiusto arricchimento da parte dell’ente pubblico in danno ai privati. Già di fatto, la sentenza del TAR Lazio, con la quale annulla il procedimento di autorizzazione, ha reso nullo tutto il procedimento autorizzativo.

La convenzione sottoscritta da Nuove Energie e Comune di Porto Empedocle altro non è se non un negozio giuridico bilaterale sottoposto a condizione sospensiva e a clausola risolutiva.
Ciò significa che siamo dinnanzi a un contratto che prevede delle prestazioni e delle controprestazioni delle parti ma soprattutto ad un contratto che prevede alla sua lettera G) che l’efficacia e la conseguente attuazione della presente convenzione e delle misure in essa previste è subordinata al preventivo rilascio di tutte le autorizzazioni, permessi e concessioni necessari alla realizzazione ed all’esercizio del terminale.

Considerato che la società NUOVE ENERGIE, ha preannunciato ricorso avverso il Consiglio Di Stato, è pacifico pensare che la sentenza definitiva non si preannuncia in tempi rapidi. Pertanto una bocciatura definitiva del Consiglio di Stato, costringerebbe la società Nuove Energie, qualora ne avesse interesse, a iniziare ex novo il procedimento autorizzativo.

Considerato che la convenzione si conclude dando atto del fatto che la stessa è sottoposta a condizione sospensiva ed a clausola risolutiva la quale prevede che la convenzione si risolve nel caso in cui siano decorsi 24 mesi dalla sottoscrizione senza che i lavori siano stati avviati.
Pertanto, alla luce dei fatti, non si può escludere la possibilità della restituzione delle somme incamerate dal Comune versati dalla società Nuove Energie.
Pertanto si impone un comportamento finalizzato a tutelare l’interesse supremo dell’Ente Pubblico, comportamenti improntati sul senso di responsabilità e di cautela, per evitare di esporre il Comune in una condizione di dissesto finanziario, con gravissime conseguenze, non solo sull’Ente Pubblico, ma anche nei confronti dei cittadini di Porto Empedocle.

In virtù di quanto evidenziato, si DIFFIDA  ’Amministrazione Comunale all’utilizzo dei fonti versati dalla società Nuove Energie a titolo di misure compensative.
Al Direttore/Segretario Generale e al Dirigente Patrimonio e Finanze, si chiede di certificare se sono già stati impegnati ovvero spesi, risorse finanziarie trasferite dalla società Nuove Energie. Qualora ci siano stati impegni di spesa con le risorse delle misure compensative, si chiede di elencare l’oggetto e il numero delle delibere ovvero le determinazioni Sindacali e/o Dirigenziali.

Al Collegio Revisori dei Conti, si chiede di relazionare in merito all’eventuale utilizzazione dei fondi, tenendo conto agli, eventuali, impegni di spesa e alle date di trasferimento delle risorse economiche.
Alla Società NUOVE ENERGIE s.r.l. si chiede che titolo hanno effettuato i trasferimenti; se i 6.000.000 € sono stati donati definitivamente al Comune di Porto Empedocle senza chiederne la restituzione alla scadenza della convenzione, qualora l’impianto non si dovesse realizzare, ovvero se avvierà le procedure per recuperare quanto, incautamente, versato al Comune.

All’ Assessorato regionale delle autonomie locali e della funzione pubblica, si chiede di verificare la correttezza e la legittimità delle procedure, inviando un commissario ad acta presso il Comune di Porto Empedocle.

Consapevole di aver evidenziato un gravissimo rischio e pericolo finanziario per il Comune di Porto Empedocle, con la speranza di un intervento dei soggetti in indirizzo, per evitare di mettere a repentaglio la stabilità economica e finanziaria dell’Ente, aggravata dall’approssimarsi della prossima scadenza elettorale, la quale potrebbe suggerire spese superflue ed inopportune.

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