L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Wednesday, Jan 23rd

Ultimo aggiornamento:06:35:22 AM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI SPECIALI ASI di Agrigento: illegalità, malaffare, minacce, trattative con imprese mafiose. Le verità sul consorzio scoperte dall'Italia dei Valori

ASI di Agrigento: illegalità, malaffare, minacce, trattative con imprese mafiose. Le verità sul consorzio scoperte dall'Italia dei Valori

E-mail Stampa PDF

"Ci siamo già occupati delle vicende surreali che hanno riguardato tale ente negli anni passati; con interrogazione proposta al Ministro della Giustizia Angelino Alfano, il Sen. Fabio Giambrone, segretario regionale IDV della Sicilia, chiedeva conto delle notizie più volte riprese da organi di stampa nazionale quali il Corriere della Sera ed il Sole 24 ore, purtroppo veritiere, dalle quali emergeva come la gestione dell’Ente fosse affidata a soggetti privi dei requisiti di legge quali, tra gli altri, parecchi agenti di custodia".

Ad affermarlo sono Leoluca Orlando e Fabio Giambrone dell'Italia dei Valori che oggi nel corso di una conferenza stampa organizzata da Nello Hamel, coordinatore cittadino del partito, hanno chiarito alcuni lati oscuri delle vicende ASI, l'Area di Sviluppo Industriale di Agrigento. Una verità, taciuta da molti e che l'Italia dei Valori ha voluto rendere nota.

"Tali soggetti privi di requisiti" continuano i due esponenti del partito di Antonio Di Pietro "venivano nominati in ossequio a mere logiche clientelari al fine di risultare in ultimo un corpo molle cui far ratificare con il voto scelte ed accordi raggiunti in altre sedi. Ovviamente da tale circostanza non potevano non discendere comportamenti di gestione poco trasparenti, quali quello che ha riguardato il cosiddetto Camper della legalità, (anch’esso balzato agli onori della cronaca del Sole 24 ore) che risulta un evidente ossimoro per essere stato partorito in un contesto di perdurante illegalità. Di tale stato delle cose ci giungevano segnali da più parti. Lo stesso Sen. Giambrone si faceva parte attiva presso l’assessore regionale Venturi, affinché si procedesse con solerzia al commissariamento dell’Ente ed al ripristino della legalità.

"Dobbiamo dare atto all’assessore Regionale di essersi in effetti adoperato per il raggiungimento dello scopo auspicato dal nostro partito, trovando palesi ostacoli in seno al Governo Regionale, alla faccia del decantato rinnovamento con cui il Presidente Lombardo è riuscito ad arruolare anche il Partito Democratico.

Della situazione venutasi a creare, grottesca e paradossale nonché per alcuni versi incredibile, ma purtroppo reale, dove i lupi si travestono da agnelli, riteniamo opportuno informare, visto l’alto profilo di pericolosità sociale dimostrata dalla protervia dei gruppi di potere e di lobbing che si sono mossi in questo paludoso contesto, S.E. il Prefetto di Agrigento e gli organi di stampa, coerentemente ai principi ispiratori del nostro Partito che ritengono irrinunciabile il principio di legalità quale presupposto della civile convivenza e dello sviluppo economico, soprattutto nel nostro territorio, inquinato tuttora dalla presenza ingombrante della criminalità mafiosa, contro la quale non si deve mai abbassare la guardia.    

I punti essenziali di questa denuncia sono, in sintesi, rappresentati da una sterminata serie di atti che denotano un vero e proprio “sistema” privo di regole, illegittimo ed illegale, basato su:

·    Elezioni illegittime e nulle dello scorso mese di settembre perché convocate da organi già decaduti, effettuate in violazione delle norme regionali e statutarie riguardanti requisiti dei delegati e potere di voto

·    Minacce agli ispettori regionali inviati per controllare la regolarità delle operazioni compiute per le elezioni, nonché rifiuto di consegna degli atti richiesti

·    Atti gestionali illegittimi, relativi a recuperi di somme indebite mai effettuati ed a progetti finanziati, nonostante l’annullamento delle relative delibere, con molteplici denunce giacenti presso la Procura della Repubblica di Agrigento e presentate durante la gestione commissariale

·    Abolizione di fatto del PROTOCOLLO DI LEGALITA’ stipulato con la Prefettura di Agrigento per snidare le imprese mafiose dalle zone industriali, alcune delle quali, sotto copertura di familiari, continuano indisturbate ad operare

·    Trattative private prima disposte e poi frettolosamente revocate con imprese in odore di mafia

·    Spese pazze senza un bilancio approvato

·    Somme ed indennità indebitamente erogate ai dirigenti ed al personale

·    Somme ingenti incassate per vendita di terreni mai restituite alla Regione siciliana che ne è legittima proprietaria.

Per tutti questi fatti che, comunque, rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di un ente ridotto a feudo personale di potentati politici locali, saranno richiesti atti ispettivi urgenti al Ministro degli Interni e l’invito agli organi inquirenti di avviare immediate indagini per restituire il Consorzio ASI di Agrigento alla  trasparenza e alle regole della legalità"
concludono gli esponenti dell'Italia dei Valori.