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Eccelso, Idv: "D'Orsi poco coerente, Zambuto in bilico tra potentati politici e..."

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Ormai siamo alla pazzia politica, a chi infatti possa sembrare normale quanto sta accadendo in Sicilia in questi ultimo tempi, ed in particolare  ad Agrigento, questo è da capire…". E' questa l'interpretazione della situazione politica ad Agrigento e alla Regione Siciliana data dall'avvocato Ausilia Eccelso, dirigente provinciale dell'Italia dei Valori.

"Ci eravamo già sdegnati di quanto si era verificato a Palermo con la “nuova” giunta Lombardo allargata" dichiara la Eccelso "questa volta anche al PD, che, sordo anche alle voci della sua stessa base (ed anche dei vertici nazionali - Finocchiaro chiaramente esclusa -) ha avuto il buon gusto di prender parte al minestrone politicamente impresentabile di un governatore che deve ancora chiarire le accuse di collusione con la mafia. Ma veniamo ad Agrigento.

Se già da qualche anno ci eravamo abituati all’idea di un sindaco e di un governo della città teoricamente al di sopra dei partiti (ma in realtà con tutti i partiti dentro a turno con la sola esclusione di IDV), che alterna momenti di vera e buona amministrazione -anche se pochi- a momenti di eclissi totale dando spazio a taluni che ancor oggi non è ben chiaro chi sostengano (o da chi vengano sostenuti), sicuramente non ci aspettavamo che tale “confusione” (preparata ad arte) si propagasse anche all’Ente provincia, ove, fino all’altro ieri almeno, si aveva la pseudocertezza con chi parlare quando si proferiva il termine “maggioranza”.

Se infatti, il connubio Lombardo-PD ormai è storia, i continui ripensamenti (e rimpasti) del sindaco Zambuto al fin di continuare ad amministrare cercando di stare in bilico tra questo o quel potentato politico (e, aggiungeremmo, ricattato dal suo stesso fuoco amico che cerca di abbandonare la nave prima che affondi) sono anch’essi prassi alla quale i cittadini si sono ahinoi abituati, di certo non attendevamo (nonostante ne avessimo avuto prova con il rigassificatore ad esempio) che il Presidente D’Orsi potesse cambiare idea così repentinamente sulla prossima formazione della sua giunta. Fino ad una settimana fa asseriva che: “Mai avrebbe permesso di entrare in giunta ad un partito (il PD) che aveva perso le elezioni”, poi rettificò: “casomai con qualcuno della società civile ad esso collegato”.

Oggi… non ci sono più problermi. Potenza della coerenza.
Quello che lascia basiti è l’indifferenza con la quale la ormai totalità dei rappresentanti politici, usino come scusa quella di fare il bene del territorio per cui “si devono mettere in gioco”, “devono prendere su di sè la responsabilità”.

Queste sono solo falsità, e chi le dice sa benissimo che il solo scopo è quello di non rimanere fuori dai giochi di potere e non è quello invece  che ogni politico è chiamato a fare, dare risposte ai cittadini i quali, in tutta questa confusione, sono gli unici che ci rimettono e che non capiscono più a che serve andare a votare o credere in un progetto politico piuttosto che un altro visto che alla fine ognuno fa quel che vuole.
L’intento da parte di coloro che intendono la politica in questi termini è far si che la gente pensi che se “cosi’ fan tutti” è perchè tutti si è uguali e quindi è indifferente votare uno piuttosto che un altro.

Beh, così non è, perchè per fare politica non è obbligo appartenere alla maggioranza per difendere e rappresentare degnamente i diritti dei cittadini, questa è solo la commedia di chi, pur di avere una comoda poltrona se ne infischia dei mandati e del rispetto della dignità dei cittadini che a loro hanno dato fiducia con il proprio voto.
Ci auguriamo che il PD, nostro naturale alleato, possa tornare sui suoi passi e rendersi conto che in questo modo non vi può essere nè governabilità, nè chiarezza nè alcun momento proprositivo per questa terra.

E ci auguriamo anche che, i cittadini, veri sconfitti insieme alla politica in tutti questi giochi di potere, al momento opportuno possano riaffermare la propria dignità di elettori stuprata sempre con più  superficialità disarmante, e dare voce alla loro indignazione punendo chi, dei loro diritti, ha fatto merce di scambio” conclude l'esponente dell'Italia dei Valori.