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Arnone: "Ecco perchè io e Di Mauro volevamo eleggere Marchetta"

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"E’ venuto il momento di fare piena chiarezza nello scomposto dibattito che è continuato sino ad ieri, con le prese di posizione dei consiglieri comunali alfaniani in merito alla situazione politica al Comune di Agrigento, nonché mediante la diffusione di notizie prive di fondamento relative alla imminente sostituzione dell’assessore Giuseppe Putrone" sono queste le parole del consigliere comunale Giuseppe Arnone che attraverso un comunicato stampa risponde punto per punto alle accuse rivoltegli da alcuni colleghi di altri schieramenti politici a seguito di alcune vicende.


"a)    Innanzi tutto ritengo utile diffondere agli organi di informazione la mia lettera – sino ad ora mantenuta nell’assoluto riserbo – mediante la quale, poco meno di un mese addietro, ho convinto il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, a mettere in campo l’autorevole candidatura di Piero Marchetta a presidente del Consiglio Comunale. Sono stato io, sulla base del ragionamento politico contenuto nella lettera, inviata molto opportunamente, oltre che a Raffaele Lombardo anche al sindaco Zambuto e ai vertici regionali del mio Partito, a porre le basi per la ricucitura tra l’MpA e l’amministrazione Zambuto. Nonché al fine di replicare anche al Comune di Agrigento la coalizione che regionalmente sta lealmente sostenendo l’azione del Presidente della Regione e di quella che considero la miglior Giunta Regionale che i siciliani abbiano mai avuto. Si invita pertanto a leggere l’allegata nota, sinora mantenuta riservata, datata 8 dicembre 2010;

 

b)    Per quanto riguarda le dichiarazioni di quel simpaticone del consigliere Calì, mi pare opportuno mettere in rilievo come la mia iniziativa, illustrata dall’allegata lettera al Presidente Lombardo e agli altri, costituisca la migliore risposta alle provocazioni alfaniane. Peraltro, se gli alfaniani avessero accettato la proposta da me inizialmente lanciata di eleggere Francesco Alfano quale candidato unitario dell’intero Consiglio Comunale – e non invece, come voluto da loro, quale candidato PDL – PID, cioè dell’alleanza berlusconiana – avremmo evitato notevoli perdite di tempo e le indecenti sceneggiate a vantaggio degli alfaniani che hanno indignato l’intera Città. Né ritengo di tacere rispetto alle provocazioni, ripetute in questi giorni che hanno coinvolto anche l’on. Roberto Di Mauro. Il mio giudizio sull’amministrazione Di Mauro di 20 anni addietro (venti anni addietro) rimane immutato, anche se devo dire che i suoi successori Sodano e Piazza sono riusciti nella complicata impresa di fare molto peggio di lui. In questo momento Di Mauro sostiene l’esperimento politico di gran lunga più interessante che la Sicilia abbia mai conosciuto (molto più interessante della giunta Capodicasa – Crisafulli – Lo Giudice – Cuffaro … ) e, sempre con la sincerità che mi contraddistingue, cioè la capacità di rivedere giudizi e di “tagliare carne e ossa”, mi sembra corretto (mantenendo fermo il pessimo giudizio sul sindaco Di Mauro) riportare l’opinione su Di Mauro assessore al Territorio dell’attuale presidente regionale della mia associazione, che lo ha reputato l’assessore al Territorio più capace e fattivo con cui abbia mai dovuto confrontarsi. Comunque, ricordo al distratto Calì che l’accordo sul quale io ho lavorato per eleggere Marchetta aveva come mio interlocutore direttamente il presidente Lombardo. E in politica non bisogna personalizzare, ma confrontarsi su fatti specifici e su progetti concreti, proiettati sul futuro della nostra gente. Ed ancora, rassicuro Calì e i suoi amici che né io ho mai contribuito ad eleggere Di Mauro, né – mi sento di affermarlo con certezza – Di Mauro ha mai contribuito ad eleggere Giuseppe Arnone. Però sia Di Mauro che Arnone volevano eleggere Marchetta;

c)    Andiamo adesso alle “indiscrezioni”, prive di fondamento, sulla Giunta Municipale. Innanzitutto un’altra ironia sul percorso comune che vi può essere nelle prossime ore, tra Arnone da un lato e Di Mauro e Lombardo dall’altro: credo che tutti e tre potremmo essere concordemente impegnati nel mettere al servizio della Città di Agrigento, quale assessore, una risorsa utile e preziosa com’è quella del dott. Marchetta. Infine, mi sento di dover escludere che l’elezione di Francesco Alfano possa incidere negativamente sulla valutazione che gli uomini e le donne, con in testa il sindaco Zambuto e a seguire la mia modesta persona, esprimiamo sull’operato dell’assessore Giuseppe Putrone. Non mi pare che vi sia la più pallida motivazione che possa giustificare la rimozione di Putrone, il quale – per giudizio condiviso anche da Marco Zambuto – sta operando per il meglio, nel settore a lui affidato, in una situazione di oggettiva enorme difficoltà. Credo proprio che, nell’ambito di una valutazione collegiale che valorizzi innanzi tutto il ruolo del Sindaco, non si possa che affermare – in coerenza con il nostro slogan, ma anche criterio di azione “Agrigento al di sopra dei partiti” – che occorra mantenere Putrone lì dove sta. E se qualcuno (cioè i suoi amici berlusconiani) vuole sottrarlo a questo impegno, spieghino loro alla città, indicando loro le ragioni della mancata fiducia all’assessore Putrone, o di eventuali scelte strumentali contro Zambuto,  contro Putrone, contro la Solidarietà Sociale, contro la Città" conclude Arnone che allega anche la lettera riservata che l'otto dicembre scorso inviò al presidente della Regione e ad altri esponenti politici.

All’on. Raffaele Lombardo – Presidente della Regione e leader dell’MpA
Al Sindaco di Agrigento, avv. Marco Zambuto
All’on. Giuseppe Lupo
All’on. Antonello Cracolici
All’on. Giuseppe Lumia
Al vicepresidente del Consiglio comunale di Agrigento, Dott. Pietro Marchetta

OGGETTO:     Elezione dott. Pietro Marchetta, esponente MpA, alla carica di presidente del Consiglio Comunale di Agrigento quale candidato unitario del cartello “regionale” presente al Consiglio Comunale di Agrigento

Com’è noto, a seguito di una grave inchiesta giudiziaria, il presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, Carmelo Callari, uomo del ministro Alfano, è stato costretto a dimettersi.
La prossima settimana, il Consiglio Comunale di Agrigento è chiamato ad eleggere il nuovo presidente.
L’occasione di questa elezione mi appare utile per superare una serie di lacerazioni e proporre, in vista delle elezioni comunali di Agrigento che avverranno tra poco più di un anno, l’opportuno rilancio dello schieramento del cambiamento, che può avere come coalizione di riferimento la maggioranza che a Palermo sostiene il governo Lombardo.

L’operazione politica dell’aggregazione di queste forze, in questo caso, non è soltanto frutto di un progetto lucido e lungimirante, ma anche confortato dalla individuazione, quale candidato proveniente dal seno dell’MpA, di una delle persone più adatte ed autorevoli che può ricoprire la seconda carica del Comune di Agrigento, nella persona dell’attuale vicepresidente vicario, dott. Pietro Marchetta.
Com’è noto, non sono un soggetto che ama “incensare”, per cui immediatamente faccio presente al Presidente Lombardo che i due “residui” consiglieri del suo gruppo, sui cinque iniziali, si collocano agli estremi del Consiglio Comunale. Mentre il vicepresidente vicario Marchetta è tra le persone più sagge ed autorevoli, il giovane capogruppo De Francisci è ciò che le nostre tradizioni letterarie … omissis

E poiché le pulci sulla criniera di un cavallo di razza non possono impedire al cavallo di dispiegare la sua corsa, la mia opinione è che dobbiamo cogliere questa occasione del presidente del Consiglio Comunale per provare, su un piano politico, a costruire l’alleanza che dovrà prioritariamente sostenere la rielezione di Zambuto (ovviamente se riterrà di ricandidarsi), radicando il progetto sul consolidamento, anche ad Agrigento, dei rapporti politici che le forze antiberlusconiane ed impegnate nel rilancio della legalità stanno costruendo alla Regione siciliana.

In questa fase, non ritengo sia utile aggiungere altro ed invito il sindaco Zambuto e il presidente Lombardo a rompere ogni indugio e ad avviare un dialogo finalizzato alla elezione del vicepresidente vicario Marchetta alla carica di presidente del Consiglio Comunale.
Questo schieramento avrebbe un numero di voti prossimo alla maggioranza assoluta, a condizione ovviamente che il sindaco indirizzi in tal senso i consiglieri che a lui fanno riferimento in Consiglio, e il presidente Lombardo ottenga, su questo progetto agrigentino, l’adesione di Gianfranco Fini.
Ritengo che l’intero Partito Democratico possa convintamente sostenere l’elezione di Marchetta che, mi piace ricordarlo, è uno dei pochi consiglieri che godono di un consenso e di un apprezzamento diffusi.

Agrigento, 8 dicembre 2010   
Il Consigliere comunale del P.D.
Avv. Giuseppe Arnone