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Sondaggio: stravince Don Franco Montenegro, bene Antonica. Male la politica a parte D'Orsi ma...

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Per gli agrigentini è Don Francesco Montenegro, l'arcivescovo di Agrigento, la persona che più di tutte si è impegnata concretamente per il rilancio civile, culturale, sociale e soprattutto morale della nostra città. Il 36% dei votanti del nostro sondaggio ha scelto proprio l'anticonformista Vescovo che ha davvero attirato le simpatie di molti credenti (e non) per i suoi accattivanti modi di fare. La decisione di non proporre i tre Re magi al presepio per provocazione contro chi osteggia l'accoglienza agli extracomunitari ("Anche San Calogero era un immigrato" disse il 6 gennaio 2010), oppure per le sue dure contestazioni contro la politica agrigentina nazionale, regionale e locale per cercare di stimolare i nostri "eroi" ad un maggiore impegno per la città e non cercare sempre e comunque un ritorno personale (economico o politico); o di duro attacco alla mafia con molte omelie che hanno davvero lasciato il segno senza dimenticare che Don Franco è un pastore che ama il suo gregge, molti ricordano come spesso ama dialogare con i bambini, con le persone comuni, e non è difficile vederlo in giro per la città da solo con la sua amata Vespa o a piedi come un normale cittadino. Come non citare quella volta che entrò in una classe di scuola elementare e pregò l'esterefatta insegnante di spostare tutti banchi perchè doveva parlare di Gesù seduto a terra insieme ai bimbi. Certo Don Franco si sarà attirato le antipatie di alcuni che magari sono infastiditi dal suo comportamento, anche sul versante ecclesiale. Pare che alcuni preti abbiano espresso più volte, in privato, la nostalgia di Don Carmelo Ferraro, per il suo rigore, per l'intransigenza, per il conformismo. Ma tant'è, questi prelati dovranno rassegnarsi. Lunga vita a Don Franco e che Dio lo benedica, Agrigento ha bisogno di persone pure e trasparenti come lui.

Secondo posto del sondaggio (21,8%) votato dai nostri lettori, ad un Comandante che ha rivoluzionato il modo di intendere la legge e il rispetto per le regole in una città, Agrigento, storicamente allergica ad ogni genere di considerazione per le norme legali o civili. Il Corpo dei Vigili Urbani e la città di Agrigento, oggi, possono vantare ed essere orgogliosi di avere l'ex capitano dei Carabinieri, Cosimo Antonica, al comando della Polizia Municipale. Inflessibile, rigoroso e rispettoso delle leggi, Antonica si è impegnato con successo per il raggiungimento dell'obiettivo di riportare Agrigento ai livelli di una città del nord, come scrupoloso ed irremovibile osservatore delle regole. Per troppo tempo dalle nostre parti i Vigili Urbani si comportavano "bene" con gli amici o con i politici, meno con la gente comune, con gli sconosciuti, con differenze di comportamento che davano fastidio e irritavano le vittime dei provvedimenti delle multe. Ora grazie ad Antonica questo è finito. Prova ne è la lettera che lo stesso Comandante inviò poco tempo fa in Consiglio Comunale dove accusava alcuni consiglieri comunali di comportamenti "poco rispettosi" nei confronti di alcuni Vigili Urbani rei, secondo i politici agrigentini, di essere stati troppo severi a causa di alcune multe per sosta vietata subìte per delle infrazioni in pieno centro cittadino. Antonica e i nostri Vigili non si sono piegati alle minacce e hanno proseguito per la loro strada di rigore e di rispetto della legge, e hanno fatto bene perchè ad oggi c'è anche una inchiesta della Procura di Agrigento che probabilmente condurrà ad una condanna per i politici colpevoli di questo comportamento. Forse non hanno capito, lorrsignori, che sono anche loro cittadini come tutti gli altri. Un plauso al Comandante dei Vigili Urbani Cosimo Antonica e a tutti i componenti della Polizia Municipale per il lavoro svolto. E' un secondo posto meritatissimo.

Terza posizione con l'11,1% ai magistrati della Procura di Agrigento che nel corso del 2010 hanno condotto una lotta serrata contro le realtà mafiose, delinquenziali e anche politico-truffaldine della nostra provincia. Come non citare, tra tutte, il caso Callari, l'ex presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, per una inchiesta che ha svelato i metodi truffaldini con cui venivano rimborsate spese personali con soldi pubblici; stesso discorso per le inchieste sull'Accademia di studi Mediterranei di Agrigento, rea secondo la procura, di aver falsificato fatture per un importo di circa 400mila euro ai danni di enti pubblici;oppure della vicenda Tetris che vede coinvolti impiegati comunali e componenti di associazioni dedite alla solidarietà sociale. Un ottimo lavoro dei nostri magistrati che non è ancora del tutto concluso, sviluppi su queste ed altre inchieste sono, infatti, in corso per un 2011 che si annuncia ricco di novità.

Primo dei politici, con l'8,1% è il presidente della Provincia Eugenio D'Orsi. Evidentemente il sanguigno rappresentante dell'Mpa, rispetto ad altri, è entrato nel cuore di molti agrigentini. Le sue battaglie per l'aeroporto, per i precari, per il taglio ai carrozzoni inutili hanno colpito nel segno e non sono passate inosservate all'opinione pubblica. Altro paio di maniche sono, però, i fatti. Se è vero che D'Orsi sta combattendo una guerra contro chi osteggia la costruzione della tanto agognata struttura aeroportuale eppur vero che la disunione dal maggiore ed influente partito politico italiano (il PDL o quello che ne rimane) decisa da Raffaele Lombardo, ha ridotto la possibilità di vedere gli aerei atterrare a Licata al lumicino. Il Pdl non darebbe mai la possibilità a D'Orsi di vantarsi di essere il realizzatore politico dell'opera, sarebbe un vantaggio che Alfano&co. non gli concederebbero.

Il risultato di queste guerre politiche tra fazioni dimostra che a piangerci è sempre il cittadino, il popolo, costretto a subire le angherie di stupidi giochi di potere. Per il 2011 ci auguriamo che si apra quantomeno un dialogo tra i nostri politicanti per il bene della nostra provincia e, nel contempo, auspichiamo che il presidente accetti, non solo i complimenti, ma anche le critiche della stampa senza sciorinare, a volte, banali valutazioni verso giornalisti o editori che si limitano a fare il proprio lavoro e di non generare differenze alcune tra testate che siano televisive, cartacee o su internet e di concedere a tutti la stessa possibilità di pubblicizzare gli eventi, le iniziative dell'Ente senza distinzioni, soprattutto per il bene della pluralità dell'informazione. Non è stato corretto, ad esempio, concedere ad alcuni la pubblicità sull'aeroporto a danno di altri. In ultimo, ma non meno importante, non ci ha convinti, quest'anno, la presa di posizione di D'Orsi sul rigassificatore, una ambigua scelta dettata presumibilmente dai vertici del partito, che non ha fatto fare una bella figura al presidente, spesso assente nei consigli provinciali dove si è discusso sul rigassificatore e soprattutto quando erano presenti i comitati del NO!, e verso quei cittadini che stanno combattendo contro la realizzazione dell'opera a Porto Empedocle. Buon anno presidente.

Al quinto posto con il 7% votato il colonnello dei Carabinieri Mario DI Iulio che nel corso del 2010 si è distinto soprattutto per la guerra contro i clan mafiosi, e per l'arresto del boss Gerlandino Messina.

Un piccolo riconoscimento dei cittadini agrigentini verso chi, senza clamori, si impegna in silenzio per il bene della comunità. Un plauso dalla città e dall'intera provincia a Lei e ai carabinieri tutti. Grazie.

Al sesto posto il sindaco di Agrigento Marco Zambuto con il 5,3%. Sicuramente al nostro giovane primo cittadino non avranno giovato, in termini di apprezzamento, i salti fatti da un partito all'altro nel corso di questi tre anni di mandato.

Sindaco nel 2007 grazie ai voti della sinistra con l'efficace slogan "Al di sopra dei Partiti", saltato alla corte di Angelino Alfano (ricordete tutti l'imbarazzante conferenza stampa dove in principio negò la vicinanza al PDL), il sindaco è tornato all'ovile all'Udc di Casini orfano dei potenti onorevoli siciliani Mannino, Cuffaro e Romano.

Tra i peggio, secondo il nostro parere però, Zambuto è sicuramente il migliore. Con pochi mezzi, pochi soldi ma tanta buona volontà, ha cercato in tutti i modi di ottenere qualcosa per la città. La battaglia per la nuova rete idrica (che sembrerebbe vinta), gli impianti sportivi (alcuni) tornati in uno stato decoroso dopo l'ecatombe dell'era Piazza, alcune strade che sembrano tornate tali dopo anni di abbandono (via Toniolo, via Caruso Lanza, via Solferino, la salita che conduce in via Graceffo), l'idea di affidare le aiuole ai privati (non tutti però osservanti e giudiziosi nella loro cura), la scelta di affidare alcuni assessorati a giovani motivati (Spinnato, Campagna), e sicuramente di saper ascoltare i bisogni dei cittadini. Obiettivamente Zambuto attualmente non può fare di più. I due predecessori (Piazza e Sodano) hanno ridotto le casse comunali sul lastrico a causa di gestioni a dir poco allegre e Zambuto si ritrova al limite del collasso economico come nel 2007 quando arrivò a Palazzo dei Giganti. Si attendono aiuti che potrebbero giungere da Roma (soldi che il ministero della Giustizia pare debba al Comune che anticipa i soldi per la gestione del Tribunale di Via Mazzini) e ulteriori finanziamenti che, a questo punto, visti gli ultimi stravolgimenti politici (un pò come D'Orsi) sembrano, purtroppo, lontani. Così come è lontana la riqualificazione delle frazioni agrigentine, citiamo Villaseta emblema dell'inefficienza politica di questi ultimi 30 anni, quartiere abbandonato a se stesso che sprofonda ogni giorno di più nella miseria, nella povertà ma soprattutto nell'indifferenza; San Michele quartiere vicino all'ospedale, privo di segnaletica ormai deteriorata, anch'esso zona dimenticata che sopravvive solo grazie alle iniziative della parrocchia che cerca di aggregare i giovani ed i bambini della zona; Fontanelle popoloso quartiere satellite cercato solo nel periodo elettorale. Un lavoro duro che Zambuto dovrà cercare di fare in questi ultimi due anni del suo mandato, pena la riconferma.

A pari merito al settimo posto Vincenzo Raffo e Girolamo DI Fazio rispettivamente comandante della Guardia di Finanza e Questore di Agrigento premiati con il voto dei cittadini per il loro impegno contro la criminalità organizzata e contro le evasioni fiscali. Complimenti.

All'ottavo posto il presidente di Confindustria Giuseppe Catanzaro (2,1%) mentre chiudono la classifica i nostri eroi: i deputati nazionali e regionali, a dimostrazione della simpatia e dell'affetto che i cittadini nutrono nei loro confronti, soprattutto (e ci sono arrivati diversi commenti a riguardo) per le corpose buste paga che ogni mese incassano alla faccia della povera gente che è costretta a vivere con poco più di mille euro al mese (quando si è fortunati). Il nostro appello è rivolto a tutti i cittadini che voteranno alle prossime elezioni: mandateli a casa (sempre se si decidano a cambiare la legge Porcellum), intanto la nostra speranza è di rivedere nel 2011 Agrigento con un colore e uno spirito diverso, proprio come il nostro caro tempio della Concordia in questi giorni. (foto di Ausilia Eccelso)