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Federalismo, primi effetti negativi per la Sicilia, Arnone sollecita il ministro Alfano

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A sollevare la questione è il consigliere comunale del Pd, Giuseppe Arnone, che sollecita il ministro Alfano a spiegare ai siciliani, e agli agrigentini, il perchè di questa legge che porterà vantaggi economici solo alle città del nord.

"Federalismo: secondo i primi calcoli la riforma voluta da Bossi, Berlusconi e Tremonti costerebbe alle città siciliane oltre il 50% dei finanziamenti statali. E il grande uomo di governo e del sud, il nostro concittadino ministro Alfano, che ne dice?" fa sapere Arnone attraverso un comunicato.

 

"Secondo il primo studio serio, quello realizzato dal prof. Marco Stradiotto mediante i dati forniti dalla “Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale”, dice Arnone "la riforma federalista voluta da Tremonti, Bossi e Berlusconi, con il plauso dell’agrigentino Alfano, comporterà – se approvata – il taglio del 50% dei trasferimenti di risorse economiche che arrivano alle città siciliane. Addirittura Palermo perderebbe il 55%, pari a circa 340 milioni di euro l’anno.
In compenso, città come Milano aumenterebbero le entrate del 34%, ottenendo, rispetto ad oggi, 499 milioni di euro in più.
Per la nostra città sarà un disastro.
Invito pubblicamente il ministro Alfano a spiegare ai nostri concittadini come dovrà funzionare il Comune di Agrigento, come dovranno essere resi i più elementari servizi pubblici, dalle strade all’illuminazione, ai servizi sociali, se questa riforma verrà approvata.
Lo studio di Stradiotto, effettuato per conto del PD, trova conferma, per come riporta il quotidiano “La Repubblica”, dalle verifiche effettuate dalle Università italiane, come nel caso di quanto dichiarato dall’autorevolissimo docente Alberto Zanardi, ordinario di Scienza delle Finanze all’Università di Bologna: “il fondo perequativo previsto dalla riforma federalista potrà colmare solo in parte questi pesantissimi tagli economici”. Ed all’uopo, una persona seria ed equilibrata come il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha dichiarato: “Marciamo verso una sollevazione popolare … gli effetti sulla collettività sarebbero catastrofici
.”