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Vicenda Graziella Ancona a Villaseta, Arnone: "due sentenze che rendono giustizia"

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"Graziella Ancona ottiene le prime sentenze che le rendono giustizia e che iniziano a punire gli autori delle gravi attività persecutorie ai danni suoi e della sua famiglia". A parlare è l'avvocato Giuseppe Arnone (consigliere comunale del Pd) che racconta delle sentenze di condanna nei confronti di due abitanti di Villaseta che tempo fa offesero pesantemente la signora Ancona e i suoi familiari. "Nella tarda serata di ieri 14 dicembre 2010" fa sapere Arnone, "il Tribunale di Agrigento, nella persona del Giudice monocratico dott. Valerio D’Andria, ha emesso due sentenze di condanna nei confronti di due abitanti di via Kennedy a Villaseta, rispettivamente il sig. Giuseppe M. e la sig.ra Patrizia C., per aver offeso, con differenti ingiurie e in diversi momenti, Graziella Ancona e i suoi familiari. I due disturbatori sono stati condannati alla pena dell’ammenda e a risarcire il danno a Graziella Ancona, incluse le spese processuali. E’ stato invece assolto il terzo imputato, Alessandro M.

Arnone sottolinea: “Questa sentenza è certamente un primo, importante passaggio che rende giustizia alla signora Ancona e ai suoi familiari, vittime, come i numerosi processi dimostrano, unitamente alle prime sentenze ottenute, di un’ampia attività di aggressione e molestia in un contesto, come quello di Villaseta, estremamente degradato e difficile. Graziella Ancona ribadisce ancora una volta la sua volontà di dare il suo contributo per ristabilire una convivenza civile a Villaseta, utile soprattutto per la crescita culturale delle generazioni più giovani, purtroppo oggi pienamente coinvolte in questi atti di violenza, come testimonia soprattutto il processo innanzi il Tribunale dei Minori di Palermo, ove due ragazzi sono imputati, tra l’altro, di aver spezzato il braccio, con un colpo di spranga, a Francesco Ancona. E alla volontà di perdono di Graziella Ancona, se queste persone terranno in futuro un comportamento civile e corretto, aggiungo la mia disponibilità a rinunziare persino alle parcelle professionali che i condannati dovranno pagarmi, a condizione che, appunto, via Kennedy si trasformi in una zona ben diversa dall’attuale, ove la concordia, l’armonia e il rispetto reciproco regnino sovrani.”

L’udienza di ieri si è anche caratterizzata per aspri scontri verbali tra l’avv. Francesca Picone, difensore di alcuni imputati, e l’avv. Giuseppe Arnone che difende gli Ancona. La Picone, tra l’altro, aveva asserito che l’Ancona si fosse inventata di sana pianta tutti i fatti per cui era processo. E che fosse l’Ancona a disturbare gli imputati oggi condannati".