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Tu sei qui: CULTURA LIBRI E RACCONTI Cara Girgenti Mia, 9.puntata: "disordini per l'acqua, tragedia alla miniera Lucia a Favara, disastri minerari nel 1897 e..."

Cara Girgenti Mia, 9.puntata: "disordini per l'acqua, tragedia alla miniera Lucia a Favara, disastri minerari nel 1897 e..."

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Nona puntata del nostro appuntamento periodico con la storia di Girgenti di fine ottocento. Pezzi di articoli tratti da giornali dell'epoca molto graditi dai lettori che ci invitano a continuare con questa rubrica. Oggi pubblichiamo alcuni fatti di cronaca accaduti tra il 1894 e il 1900 a Girgenti, Realmonte, Casteltermini, Porto Empedocle e Ravanusa. Buona lettura.

Girgenti, 6 novembre 1894. Presso Favara il ricco industriale Michele Favara (?) mentre tornava da Girgenti fu aggredito da due briganti che, dopo avergli tolto il fucile Vetterly, di cui era armato, lo derubarono di L. 4.200; presso Burgio altri briganti assalirono un conduttore postale che andava da Bivona a Burgio derubandolo di tutta la corrispondenza che portava, fra cui alcune lettere raccomandate.

Realmonte. 6 settembre 1895. A Realmonte piccolo Comune della provincia di Girgenti, dove i contadini di notte andarono ad accampare sull'ex feudo Fauma a suon di brogne e di tamburi, si sono recati il prefetto di Girgenti, comm. Anarratone, l'intendente di finanza e il direttore dell'Ufficio tecnico di finanza. Alla loro presenza si riunì il Consiglio comunale e si aprì la discussione sul modo come contentare la popolazione colla quotizzazione delle terre demaniali dell'ex-feudo Fauma. Dopo molto discutere, si deliberò, che non potendomi ora concedere ad enfiteusi economica le terre, ostando la legge che prescrive l'enfiteusi al calore dell'asta, si dessero in gabella per un periodo di cinque anni a quelli che sarebbero stati prescelti per estrazione a sorte. Nella lista dei concorrenti saranno messi i veri poveri e meno abbienti del paese. Il Consiglio approvò l'ordine del giorno formulato dal ff. sindaco nel senso che il Municipio garantirà la gabella e principerierà i lavori per formare la nota dei concorrenti.
Prima di sciogliersi approvò un voto di ringraziamento al prefetto per suo interessamento a favore di quel Comune. L'intera popolazione accompagnò il prefetto acclamandolo sin fuori l'abitato. Il comm. Anarratone ringraziò con belle parole promettendo di cooperare alla pacificazione e concordia di tutti i Comuni della sua provincia. Si spedirono in fine telegrammi a Crispi e al ministro delle finanze. La popolazione lieta e soddisfatta della felice votazione dell'importante questione, si sciolse plaudendo all'opera assidua e disinteressata delle Autorità.

Girgenti, 6 febbraio 1896. Ancora l'assassinio dell'ingegnere Giammusso e del suo compagno. La salma dell'ingegnere barbaramente trucidato nei pressi di Favara, è stata trasportata a Caltanissetta per volere della famiglia. Il marchese d'Avola, proprietario della zolfara Lucia e di cui il povero Giammusso era direttore, ha disposto che i funerali sian fatti a spese della Amministrazione. Gli autori dell'assassinio sono stati scoperti. Nella zolfara Lucia erano avvenuti dei disordini e il direttore Giammusso licenziò i provocatori, gente pregiudicata e pericolosa, che per vendicarsi lo uccisero.

Casteltermini. 24 settembre 1897. Disastro minerario. Le ultime notizie ricevute da Casteltermini sul disatro della miniera Frate Paolo, annunziano che fino a iersera alle ore 22:30 furono estratti da cantieri più prossimi tre morti e tre feriti. Gli altri 35 operai circa, lavoranti nel cantiere più profondo sono rimasti coperti da circa 30 metri di macerie, sicchè la loro perdita si considera ormai inevitabile. Continua il movimento della miniera. L'ingegnere del distretto minerario di Caltanissetta ed il capitano dei carabinieri di Casteltermini recaronsi stamane col primo treno sul posto del disastro, con rinforzi. Intanto trovansi già sopra luogo ingegneri civili con squadre di operai, abili medici con medicina ed altri conforti.
25 settembre 1897. Aggiornamenti. Si ha che dalle mine della miniera fu estratto un altro cadavere riconosciuto per quello di Scaglia Ciro, tredicenne, da Cattolica Eraclea. Le vittime sarebbero: 8 di Cattolica, 15 di Casteltermini, 9 di Campofranco, 1 di Racalmuto e 2 di Lercara e di Palermo. Rimarrebbero ancora 24 operai sepolti sotto le macerie. Il governo ha messo a disposizione del prefetto di Girgenti lire tremila per sussidi alle famiglie dei colpiti.

Porto Empedocle, 15 maggio 1900. Disordini a Porto Empedocle per l'acqua. Una tumultuosa dimostrazione avvenne ieri sera a Porto Empedocle, in provincia di Girgenti. Cinquecento popolani, irritati, per la deficienza dell'acqua, riunitisi sulla piazza, percorsero le vie principali gridando: "Abbasso il Municipio! vogliamo l'Acqua! Passando vicino al Circolo Civile, lo invasero come tante furie, devastando le sale, rompendo i vetri e i mobili. Fortunatamente ad impedire nuovi gravi eccessi accorse subito la truppa, che intimò alla folla di sciogliersi. I popolano risposero con una fitta sassaiuola, che fortunatamente non ferì alcuno. la truppa allora fece gli squilli regolamentari disperdendo i dimostranti. Furono arrestati sei popolani, ritenuti promotori e caporioni della dimostrazione. La calma fu subito ristabilita.

Ravanusa. 2 settembre 1900. Nel comune di Ravanusa in provincia di Girgenti si arrestò Calogero Turco, possessore di una lettera proveniente da Valguarnera in cui si diceva che i compagni avendolo prescelto per attentare alla vita del Re, gli imponevano di partire subito per Roma. Addosso al Turco si rinvenne però un'altra lettera diretta al "Signor Sua Maestà" in cui il Turco si scagionava dell'accusa di anarchico, professandosi anzi un fervente monarchico. Si tratta evidentemente o di qualche pazzo oppure di uno scherzo di cattivo genere.