L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Thursday, Sep 19th

Ultimo aggiornamento:09:00:00 PM GMT

Tu sei qui: APPROFONDIMENTI MAFIA Mafia, il giornalista Torrealta conferma: "Le stragi del 1992 erano state annunciate mesi prima"

Mafia, il giornalista Torrealta conferma: "Le stragi del 1992 erano state annunciate mesi prima"

E-mail Stampa PDF

"Le stragi del 1992 erano state annunciate, almeno un paio di volte". E' il giornalista di RaiNews24 Maurizio Torrealta ad asserirlo nel suo libro "La Trattativa”. "La prima volta fu annunciata da Elio Ciolini, un neofascista, già condannato per diffamazione" continua Torrealta "che aveva inviato una lettera al giudice Leonardo Grassi, annunciando l’inizio di una stagione di stragi in Italia. Ciolini in questa e in una seconda arrivata dopo l’omicidio di Salvo Lima, precisa che queste decisioni erano state prese in alcune riunione tenutesi in Croazia. La strage di Capaci inoltre venne annunciata 48 ore prima da una piccola agenzia di stampa, Repubblica, vicina ai Servizi segreti. A scriverlo con ogni probabilità fu in un articolo Vittorio Sbardella, secondo uomo di fiducia di Andreotti, per annunciare che ci sarebbe stato un “botto” che avrebbe modificato l’andamento delle elezioni. Sbardella è interessante anche per le cose che scrisse  dopo l’omicidio Lima intorno al cosiddetto “pericolo Golpe”. Dopo l’ arresto di Rina all’inizio del '93 seguirono una serie mai vista prima di episodi strani: attentati contro chiese e palazzi fiorentini e romani, fatti in luoghi di potere molto specifici, non quelle dei partiti ma luoghi simbolo del potere, delle istituzioni e della massoneria".

Ci sarebbe da chiedersi che poteri forti, Massoneria, ed equilibri politici internazionali fanno da sfondo al biennio stragista. Nell'inchiesta Torrealta si occupa anche della nascita e del ruolo dei movimenti secessionisti nel Paese.

"Grazie ad un lavoro straordinario della Digos nel nostro Paese sono stati ricostruiti alcuni scenari all’epoca sconosciuti. All’inizio degli anni ’90 nacquero diverse organizzazioni, una sorta di Leghe del sud. In una di queste comparivano persino Licio Gelli e Stefano Delle Chiaie, neofascista pluriindagato. Viene da pensare che ci fossero nuovi equilibri politici in bilico e ci fosse l’interesse di qualcuno oltre atlantico a creare più un’ Europa delle regioni che delle nazioni.

Questo progetto non si è poi sviluppato ma questa ricerca di nuovi equilibri è rimasta e la trattativa è poi avvenuta su un altro versante: quello della ricerca di una situazione politica che garantisse Cosa nostra, messa in difficoltà dal maxi processo. Siamo negli anni novanta infatti, le condizioni internazionali cambiano, è crollata l’Urss e il nemico comunista è stato sconfitto. In quel periodo Cosa nostra percepisce che le forze che avevano utilizzato gli enormi capitali di cui disponeva, per fini politici contro il comunismo, stavano per essere cancellate dal panorama politico, come dire: il loro ruolo terminava li.

Così diventò importante attirare l’attenzione con azioni capaci di arrivare anche al di là dell’Atlantico per garantire la sopravvivenza di Cosa nostra".