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Trattativa Stato-Mafia, la storia... tra strane entità, massoneria deviata, servizi segreti e ambigui governi di destra e di sinistra

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Sono davvero scandalosi i silenzi della trattativa Stato-Mafia che stanno riguardando l'ex presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi e l'allora ministro della Giustizia Giovanni Conso. I berlusconiani non hanno tutti i torti: se il nome di Silvio sarebbe saltato fuori da questa inchiesta a quest'ora giornali, tv e siti internet avrebbero venduto milioni di copie, o avuto milioni di spettatori o altrettanti in termini di accessi, in più. C'era la sinistra al potere in quel periodo e il caso 41-bis fu gestito da loro. E non dimentichiamo il famoso papello, nella foto originale che vi mostriamo, ovvero le richieste di Riina allo Stato. 

Si rifletta sui 300 mafiosi che ottennero la sospensione del carcere duro da un provvedimento firmato da Conso. "Se non c'è Berlusconi di mezzo, non fa Glamour, per questo c'è poca attenzione dei media " ha dichiarato il ministro della Giustizia Alfano.

Attenzione, non vogliamo prendere le difese di nessuno, ma vogliamo fare parlare i fatti.

Per esempio c'entrano qualcosa, forse, i poteri occulti, quella "entità" citata da Walter Veltroni, componente della Commisione Anti-mafia, qualche tempo ad Anno Zero? Anche Veltroni ammise l'esistenza di questa trattativa e dell'esistenza di una "entità" (servizi segreti corrotti e Massoneria deviata?)  che non solo entrerebbe in gioco nelle stragi di mafia, ma anche nel rapimento di Moro, e nelle stragi di Piazza Fontana anche se vengono fatte delle distinzioni tra i Servizi stessi, citando molti uomini che sono fedeli alle Istituzioni.

Veltroni non si definisce un complottista ma si pone delle domande lecite: "perchè muore Pio la Torre, il generale Dalla Chiesa, Pier Santi Mattarella, Ustica, perchè muoiono certi magistrati...guardate quanta gente è morta dopo queste stragi, quanta gente si è "suicidata". Via d'Amelio: Biondo e Gioè, "suicidati", l'Addaura, i due ragazzi, uno sparito, gli altri due uccisi, lui e la moglie. Prendete Ustica, guardate la sequenza di morti dopo Ustica, anche lì persone che si sarebbero impiccate, chi è morto a Ramstein, chi ucciso fuori da un pub a Bruxelles...ognuna di queste cose ha lo stesso copione. E' difficile sostenere che tutto è accaduto come ci è stato raccontato...

Ma la stagione '92-'93 viene annunciata...da un certo Elio Ciolini il quale manda una relazione il 6 marzo 1992 in cui dice sta per succedere qualcosa riguardante attentati dinamitardi e stragi dicendo "Nuova stragegia della tensione in Italia periodo marzo-luglio 1992. In quel periodo avverranno fatti intesi a destabilizzare l'ordine pubblico come esplosioni dinamitarde intese a colpire quelle persone comuni, luoghi, sequestri ed eventuali omicidi di esponenti politici Psi, Dc, Pc".  Veltroni continua: "l'entità esiste e non è uno spettro, un dottor No...ci sono degli interessi, dei forti interessi... la mafia non è affatto più debole. I mafiosi sono stati tratti in arresto non per merito di questo o quel governo, non per merito di governi di centro-destra o centro-sinistra, alla Giustizia i delinquenti li assicurano i magistrati ed i poliziotti. Il merito è loro e non dei Governi che, possono aiutare...il merito della cattura di Provenzano e dei ragazzi della squadra Catturandi di Palermo... ma la mafia oggi non è più un fenomeno della Sicilia, della Campania o della Calabria... la mafia è a Milano.

Quando siamo andati alla Commissione Antimafia i magistrati ci hanno detto che nel 25% dei cantieri c'è la presenza della n'drangheta, ad Imperia stesso discorso con il racket.  Segnalo anche che spesso i magistrati fanno fatica ad arrivare agli archivi dei segreti segreti per proseguire con le indagini, per ottenere il materiale necessario. Una delle strategie dell'entità è il depistaggio, prendo il caso dell'Addaura...nel modo in cui viene reso inoffensivo il detonatore...qui comincia un depistaggio. Ma il maxi depistaggio che è stato fatto in questo paese è sulla P2.

Ad un certo punto in questo paese nel parlare di P2...si sembrava dei pazzi, "Basta con la P2...non se ne può più"... la P2 è stata in questo paese una cellula che aveva dentro di sè una ambizione di tipo golpista, Un golpe moderno o forse anche di tipo antico...l'idea di mettere propri uomini in tutte le Istituzioni, che rispondevano ad un comando unico... e la P2 come la banda della Magliana, la mafia, la trovi in tutte queste vicende...Erriamo se tralasciamo una cosa importante della mafia, che è la dimensione finanziaria.

La mafia è diventata una gigantesca potenza multi-nazionale. Tanto più è forte la crisi, tanto più loro fanno profitti ed investimenti. Lo scudo fiscale è stata una manna per questi qui che hanno fatto rientrare capitali sporchi. Parliamo di una organizzazione assolutamente raffinata. Vi dico una cosa che mi è stato possibile raccontarvi, parlavamo in commissione-antimafia del 41.bis e ci hanno detto che dall'esterno riescono a comunicare con quelli che stanno in 41.bis utilizzando le strisce che passano sotto un programma televisivo nelle quali ci sono i messaggi sms. una organizzazione  mossa da un gigantesco ritorno finanziario, ben 130 miliardi di euro all'anno.

La mafia è il braccio di questa entità. Non dimentichiamo anche che Bruno Contrada condannato a 10 anni per mafia era alla Questura di Palermo e quando il figlio di Ciancimino mandava lettere anonime alla Questura puntualmente le rivedeva nel tavolo della scrivania di suo padre" conclude Veltroni.

Vediamo altre due considerazioni, la prima proviene da un ragionamento del blog "Quaderno azzurro", molto vicino alle posizioni del presidente Berlusconi, la secondo considerazione è stata estrapolata dal pensiero del giornalista Marco Travaglio discusso nell'ottobre del 2009 ad Anno Zero.

Ecco cosa scrive il blog Quaderno azzurro, che si pone domande lecite:

* Chi condusse la trattativa tra Stato e mafia?
* Perché il 41 bis fu sospeso e di fatto revocato?
* In cambio di che cosa?
* E fino a quando sono durati questi patti?

Inutile cercare le risposte a domande così banali. Nessun giornale le ha sollevate. E nessuno dei responsabili ha risposto, salvo respingere con sdegno qualunque sospetto di cedimento verso la mafia.

Per questo merita attenzione ciò che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha detto in un'intervista al Tg1. Quando gli è stato chiesto perché i "media" non stiano mostrando interesse alle revoche del 41 bis durante il governo Ciampi, il Guardasigilli ha risposto: "Probabilmente fa glamour preoccuparsi di Berlusconi…". E poi: "Tirerò fuori tutte le carte che sono nei cassetti del ministero e le darò a disposizione del Parlamento" per contribuire a fare luce sui motivi che nel '93 portarono alle mancate proroghe e alle revoche di centinaia di provvedimenti di "carcere duro" ai boss mafiosi. Revoche, è bene ricordare, che furono decise all'indomani di alcune stragi mafiose, la cui origine i media - dietro suggerimento di alcune procure - hanno tentato di attribuire per anni a Berlusconi e alla non ancora nata Forza Italia.

Lungi dal mostrare toni giustizialisti, Alfano ha definito l'allora ministro Conso "un insigne giurista", nonché "notoriamente un galantuomo". Ma ha anche aggiunto: "Certo, mi sono domandato più volte in questi giorni cosa sarebbe accaduto se le revoche del 41 bis le avesse fatte il sottoscritto, con presidente del Consiglio Silvio Berlusconi". Come minimo, ipotizziamo, media e sinistra avrebbero chiesto le dimissioni dell'intero governo, se non peggio.

E' un fatto che a scoprire questa trattativa tra Stato e mafia non sono stati dei solerti magistrati, ma i componenti della Commissione parlamentare antimafia. Una lacuna?

Infine, qualche dato su ciò che il governo Berlusconi sta facendo - in concreto, e non a parole come ha fatto spesso la sinistra - per combattere la mafia. "Il 41 bis sta funzionando" ha detto Alfano "siamo al record storico dei detenuti in regime di carcere duro. Le comunicazioni con l'esterno sono crollate, le collaborazioni con la giustizia sono aumentate. Ritengo che questo sia il sistema efficace per affermare da parte dello Stato che lo Stato vince e la mafia perde
".

Ed ecco invece il discorso di Travaglio dell'ottobre 2009.

"Il 30 gennaio del 1992 la Cassazione conferma le condanne al maxi-processo a Cosa Nostra e Totò Riina fa subito ammazzare Salvo Lima e Ignazio Salvo, fedelissimi di Giulio Andreotti. Uccisi perchè non avevano fatto mantenere la promessa dell'assoluzione? Il 23 maggio 1992 mentre infuria Tangentopoli il Parlamento si appresta  ad eleggere Andreotti presidente della Repubblica viene ucciso Giovanni Falcone, moglie e gli uomini della scorta. Andreotti ritira la candidatura e viene eletto Scalfaro. Altra punizione o coincidenza?

Subito dopo la strage di Capaci i ministri della Giustizia Martelli e dell'Interno Scotti preparano un Decreto Anti-mafia che prevede benefici ai pentiti, carcere duro ai mafiosi. Da giugno in poi due ufficiali del Ros dei Carabinieri, Mori e De Donno, vanno a trovare Vito Ciancimino perchè faccia da tramite fra loro e Riina e Provenzano. Il nuovo governo Amato cambia a sorpresa il ministro dell'Interno Scotti con e gli mette al suo posto Mancino. Intanto il decreto Scotti-Martelli si arena in parlamento. E' un cambio di linea politica o l'ennesima coincidenza? Il primo luglio il giudice Paolo Borsellino va a Roma per interrogare un nuovo pentito di mafia, Gaspare Mutolo, che gli rivelerà dei rapporti tra la mafia ed alcuni giudici come Carnevale e Signorino e con Bruno Contrada del Sisde.

Mentre Borsellino sta verbalizzando viene chiamato al ministero dell'Interno dove in quelle ore si sta insediando il nuovo ministro Mancino. Nell'agenda grigia dove Borsellino scriveva la sera tutti gli incontri della giornata, annota: "ore 18:30: Parisi, ore 19:30: Mancino" . Quando dal Viminale torna da Mutolo quest'ultimo lo trova sconvolto, perchè dice "Borsellino fumava due sigarette alla volta e gli spiegò che Parisi gli aveva fatto incontrare Contrada. Oggi Parisi è morto e Borsellino pure mentre Mancino è vice-presidente del CSM e nega di avere incontrato quel giorno Borsellino: "al massimo una frettolosa stretta di mano, ma non ricordo il suo volto"... anche se Borsellino dopo la morte di Falcone era il magistrato più famoso d'Italia, forse il magistrato mentiva alla sua agenda?

Questa estate l'ex pm Ayala si ricorda all'improvviso che Mancino gli ha confidato di averlo realmente incontrato a Borsellino quel giorno, poi però Ayala smentisce se stesso. Anche Mori e De Donno dicono di avere incontrato Borsellino in segreto in quei giorni in una Caserma, ma di non avergli detto niente della trattativa che avevano in corso con Ciancimino. I magistrati però si stanno convincendo che Borsellino fu informato di quella trattativa e di quella linea morbida che avevano imboccato le istituzioni e lui non poteva, ovviamente, che essere contrario. Il 19 luglio 1992 salta in aria anche Borsellino, altra coincidenza.

Così il parlamento rispolvera in tutta fretta il decreto anti-mafia e lo converte in legge. E' un autogol per la mafia infatti gli uomini di Riina, ora collaboratori, dicono che la strage di via d'Amelio non era in programma. Secondo i giudici di Caltanissetta ad accelerare l'omicidio Borsellino fu anche una sua intervista a due giornalisti francesi rilasciata proprio due giorni prima della strage di Capaci nella quale Borsellino faceva riferimento ad indagini sui rapporti tra il boss Vittorio Mangano ed alcuni imprenditori del nord tra i quali Dell'Utri e Berlusconi. Borsellino scriveva tutto nella sua agenda rossa, però, altra coincidenza, l'agenda è scomparsa.

Eliminato Borsellino la trattativa tra i carabinieri e Cianciminno prosegue. Riina secondo il figlio di Ciancimino fa recapitare a Mori e ad altri referenti politici il "papello" con le richieste della mafia allo Stato per finirla con le stragi e fare la pace. Brusca e Ciancimino junior dicono che Vito Ciancimino per proseguire a fare da tramite pretendeva una copertura politica dal ministro Mancino. Massimo Ciancimino dice che suo padre voleva avere coperture anche dall'opposizione nella persona di Violante allora presidente dell'anti-mafia.

Mancino nega di aver saputo nulla di questa copertura, Violante invece questa estate ha ritrovato la memoria e dopo 17 anni si è ricordato all'improvviso che Mori voleva a tutti i costi fargli incontrare Ciancimino a tu per tu e allora lui visto che era a tu per tu non lo ha voluto incontrare. Perchè si dimenticò, allora, di avvertire i magistrati?  E poi, sull'Ansa dell'ottobre del '92 risulta che in realtà Vito Ciancimino chiese pubblicamente di essere ricevuto ed ascoltato dalla commissione anti-mafia presieduta da Violante. Ma non lo chiamarono e alla fine di dicembre Ciancimino fu arrestato e non lo poterono più chiamare...un'altra coincidenza. 

Un mese dopo e siamo al 15 gennaio 1993 viene arrestato Totò Riina, dagli stessi uomini di quel Mori che sta trattando con Ciancimino, è un'altra coincidenza oppure Provenzano ha dato un aiutino? Sta di fatto che il Ros non perquisisce il covo di Riina e lo lascia perquisire alla mafia...un'altra coincidenza.  Ciancimino e il pentito Giuffrè dicono che a quel punto la trattativa la prende in mano Marcello Dell'Utri che in quel momento stava lavorando a creare Forza Italia, e sono affermazioni senza alcuna prova.

Ma quest'estate da uno scatolone che è stato dimenticato in Procura a Palermo salta fuori una lettera strappata, l'avrebbe scritta Provenzano ed è indirizzata sicuramente a Berlusconi che viene chiamato onorevole e lo scrivente promette un appoggio politico in cambio della messa a disposizione delle sue televisioni, minaccia in caso contrario un triste evento e si parla di un possibile attentato al figlio Piersilvio. Intanto le bombe continuano ad esplodere per tutta la primavera-estate del 1993: attentato a Maurizio Costanzo, le stragi di Milano, di Firenze e di Roma.

Poi all'improvviso la mafia annulla l'ultimo attentato previsto allo stadio Olimpico di Roma e smette per sempre di sparare, e siamo al novembre del 1993 e mancano tre mesi alle elezioni. Il 2 e il 30 dicembre del 1993 nelle agende di Dell'Utri sono segnati due appuntamenti con Vittorio Mangano che appena uscito da undici anni di galera per mafia e droga, le cose sono due: o Dell'Utri mentiva alle sue agende, oppure anche questa è una coincidenza
".

E in conclusione non dimentichiamo le recenti polemiche provocate dalle parole di Massimo Ciancimino su Gianni De Gennaro. Dopo quella dell’ex Guardasigilli del governo Amato, Giovanni Conso, il Pdl ha infatti chiesto l’audizione in commissione Antimafia di tutti i più alti livelli istituzionali dell’epoca e, più in generale, di tutti coloro che svolgevano un ruolo di primo piano nel contrasto alla mafia: dall’allora Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, ai premier Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi, passando per i ministri Claudio Martelli (alla Giustizia nel ‘92) e Nicola Mancino (Interno), l’ex presidente della commissione, Luciano Violante, i vertici dell’intelligence.

Una richiesta per verificare se altri fossero a conoscenza della decisione di Conso, resa nota da lui stesso proprio in commissione, di revocare a novembre 140 decreti di carcere duro a carico di altrettanti boss.

Su un altro versante, sempre in tema di presunta trattativa Stato-mafia, dopo le rivelazioni di Ciancimino jr su De Gennaro (indicato come personaggio “molto vicino” o “dell’ambiente” del “signor Franco”), un nuovo episodio contribuisce a mettere in dubbio la credibilità del figlio del sindaco del sacco di Palermo. Girolamo Strangi considerato collegato alla cosca calabrese dei Piromalli avrebbe ricevuto una richiesta da parte di Ciancimino, almeno così si deduce da una intercettazione ambientale.

All’uomo, indagato per 'ndrangheta, Ciancimino jr. offre 100mila euro in contanti in cambio di titoli di credito per 70 mila. Circostanza che farebbe pensare a un’operazione di riciclaggio che pone nuovi interrogativi sulla reale attendibilità del testimone e che dimostrerebbe, per il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che Ciancimino è “un falso pentito la cui memoria funziona a intermittenza, a distanza di anni e di mesi e forse anche a comando, con una scelta dei bersagli misurata di volta in volta anche su esigenze esterne di settori politici e giudiziari”. Con un solo scopo: “salvare il più possibile del patrimonio paterno collocato in varie parti del mondo”.