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Petrolio e trivellazioni in Sicilia, GreenPeace contatta L'Altra Sciacca

Sulla vicenda delle trivellazioni petrolifere, l'associazione saccense L'Altra Sciacca fa sapere che il direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Gianni, ha inviato delle comunicazioni importanti che sotto vi riportiamo.

"Siamo stati  contattati da GreenPeace nella persona di Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, comunicandoci che ieri durante un incontro tra il Ministero dello Sviluppo Economico e le Associazioni Ambientaliste, il direttore del Ministero, l’ing. Terlizzese, ha dichiarato che intende rigettare i permessi di ricerca della San Leon Energy nelle vicinanze di Sciacca.
Questo alla luce dell’interpretazione del D.M. N. 128 del 2010 che includerebbe nelle aree marine da proteggere entro la fascia costiera di rispetto di 12 miglia anche i Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) e le Zone a Protezione Speciale (ZPS).

Secondo questa interpretazione sarebbero salvaguardate numerose zone costiere in tutta la Sicilia ed in Italia.

Ovviamente riamane aperta la questione della salvaguardia delle zone di alto mare (Canale di Sicilia, etc.), ma è comunque un gran passo avanti.

Prima di festeggiare aspettiamo ovviamente gli atti ufficiali. Ma quanto sta succedendo in queste ore è un buon segno.

Segue la lettera di Green Peace".

Oggi, nel corso di un incontro tra numerose Associazioni Ambientaliste (Federazione Nazionale Pro Natura, Greenpeace, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo, Touring Club, WWF) sono state trattate le questioni relative alle trivellazioni offshore e agli effetti del D.M. N. 128 del 29 Giugno 2010 che vieta tali operazioni entro 5 miglia dalla costa ovvero a 12 miglia da aree protette marine o costiere.

Nel corso della discussione il Direttore Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero per lo Sviluppo Economico, ing. Franco Terlizzese, ha confermato che, come già sottolineato dalle associazioni ambientaliste, anche i siti costieri soggetti a vincoli come ZPS e SIC (rispettivamente Zone a Protezione Speciale e Siti d’Importanza Comunitaria) rientrano a pieno titolo tra le “aree marine e costiere protette”.

Ne consegue che, nello specifico di interesse delle attività del Comitato “Stoppa la Piattaforma” di Sciacca, la richiesta di concessione della società San Leon Energy ricade per ben oltre il 90% entro i limiti in cui tale attività e’ vietata. L’ing. Terlizzese ha confermato che il Ministero per lo Sviluppo Economico non ritiene compatibile con il vigente decreto 128 la richiesta di concessione per attività esplorative della San Leon Energy nelle acque antistanti Sciacca. Analoga sorte per l’altra richiesta della San Leon Energy nelle acque intorno all’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

Inoltre, su specifica sollecitazione di Greenpeace, che ha citato il contenuto assai carente della Valutazione d’Impatto Ambientale presentata dalla San Leon Energy per la richiesta di prospezione davanti a Sciacca, l’ing. Terlizzese ha ammesso la scarsa qualità della medesima.

Il Comitato Cittadino “Stoppa la Piattaforma” continuerà a vigilare sull’andamento della concessione alla San Leon Energy ma sottolinea l’importanza cruciale dell’attenzione dei comitati cittadini a queste vicende. Ovviamente, la mobilitazione funziona!


Alessandro Giannì
Direttore delle Campagne
Greenpeace Italia
P.zza dell’Enciclopedia Italiana, 50
00186 ROMA