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Cara Girgenti mia, 5. puntata: "le vergogne del sistema politico e l'aiuto della mafia dopo la morte di Gallo"

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Quinta puntata del nostro viaggio nella storia della nostra città. Questa volta la nostra lancetta del tempo si ferma al 7 marzo del 1907, triste data per gli agrigentini: muore infatti il Guardasigilli Nicolò Gallo. Le date successive raccontano dei truffaldini sviluppi politici a Girgenti conseguenti alla morte del ministro della Giustizia e le proteste indignate della politica italiana sulle vicende, che in certi casi, passano dal tragico al grottesco.

7 marzo 1907. La morte del GuardaSigilli Nicolò Gallo. Durante la notte la salma di Gallo è stata lasciata nel letto dove è morto, ed è stata vegliata dal genero avv.Anaclerio e dalle suore. Stamane, alle 5, fu vestita di nero e trasportata nella camera ardente e posta su un catafalco. Sopra il catafalco, in alto, è appeso un quadro, ad olio, copia di una Madonna del Murillo, quadro che il ministro Gallo teneva assai caro. Ai piedi del cadavere sta un cuscino con le decorazioni dell'estinto. La camera ardente, la camera dove il ministro è morto e le stanze attigue sono piene di corone: fra le prime sono quelle dei due figli, del genero, di Giolitti, di Colosimo, della Camera dei Deputati, del deputato Orlando ex-ministro, di Girgenti. Quasi tutte sono di fiori freschi, alcune di metallo. Accennando a decomporsi la salma fin da stamane il pubblico non è più stato ammesso a visitarla. Alle ore 14 giunge a casa Gallo una splendida corona di fiori freschi inviata da Re; essa è composta da violette, orchidee, garofani e porta due grandi nastri azzurri colla scritta: A Nicolò Gallo Vittorio Emanuele e uno dall'incaricato d'affari del Giappone (segue lista di istituzioni e persone che hanno mandato corone, Omissis). Alle 19 la salma è partita per la Sicilia, accompagnata dal genero, dal cognato, dall'usciere del ministero di grazia e giustizia Ricci e dal cameriere particolare del defunto. Nel vagone-salon sono state poste la corona della famiglia e quelle de Re, del presidente del Consiglio Giolitti, dell'Ordine degli avvocati di Roma e Girgenti. La città di Girgenti presenta un aspetto desolante. I negozi sono chiusi e listati a lutto, così i caffè, i Circoli e le case private. Dappertutto si commenta la triste fine del concittadino illustre, cui si preparano solenni onoranze. Il sindaco ha comunicato la notizia ai sindaci dell'intera provincia. Fu fatta la proposta di dare il nome di Gallo all'attuale piazza Sant'Anna e di erigere un busto nella sala del Consiglio. Le proposte vennero approvate all'unanimità, così pure le spese per i funerali che per volere del figliuolo Gregorio si terranno nella chiesa di San Domenico.

 

23 marzo 1907. Favara. Oggi al Municipio ebbe luogo una riunione dei consiglieri comunali, presenziati dal sindaco comm. Angelo Giglia. Si è proclamata con entusiasmo la candidatura del prof. Scaduto. Lo stesso fu fatto al circolo delle maestranze ed alla Casa della Compagnia Civile. Il prof. Scaduto da cinque anni rappresenta Favara al consiglio provinciale di Girgenti, e Favara nelle prossime elezioni politiche voterà compatta il suo nome. Intanto da Girgenti telegrafano che la maggioranza consigliare all'unanimità ha proclamato la candidatura dell'avvocato Gregorio Gallo, figlio del defunto ministro.

10 Maggio 1907. Il presidente pone a partito l'annullamento della elezioni nel collegio di Girgenti, nella persona del signor Gregorio Gallo (figlio dell'ex Guardasigilli), per non avere l'eletto compiuta l'età prescritta. (E' approvata). Si dichiara vacante il collegio di Girgenti.

7 giugno 1907. Girgenti, campagna elettorale per elezioni a Camera dei deputati del figlio del defunto Guardasigilli Nicolò Gallo. Il soverchio zelo dei fautori di Gallo. "Ieri a Girgenti avveniva una dimostrazione Pro-Gallo che degenerò in un vivo tafferuglio. Corsero bastonate. La causa fu il troppo zelo di qualche fautore del Gallo. Un individuo venne arrestato e la dimostrazione venne sciolta dalla forza. Il pubblico, indignato, ha improvvisato una controdimostrazione a favore del professore Scaduto. I fautori del Gallo pretenderebbero nientemeno che gli operai nelle prossime elezioni votassero a scheda aperta. Gli operai di ribellarono alla prepotenza. Tale notizie trasmessa telegraficamente ieri ad un giornale cittadino è stata sequestrata, non potendo avere corso perchè si opponeva l'articolo 7 della convenzione telegrafica. E' inutile fare commenti. L'art. 7 in questo caso era insussistente, poichè il telegramma incriminato non metteva in pericolo nessuna istituzione. Il telegramma si limitava ad esporre obiettivamente le circostanze del fatto".

9 giugno 1907. Diceva l'onorevole Nitti dinanzi ai colleghi deputati della Camera a Roma in quei caldi giorni di luglio dei primi del novecento: "Faccio rilevare che tutto è anormale nell'elezione politica del 9 giugno a Girgenti cominciando dalla persona del candidato Gallo il quale tra parentesi sebbene non abbia trenta anni venne alla Camera a giurare e a partecipare ad una votazione!
Nitti prosegue raccontando agli altri onorevoli degli aneddoti curiosi legati a quella competizione elettorale: "fu inviata una nave per imbarcare un presidente ritardatario di un seggio e portarlo all'assemblea dei presidenti. Si fece ciò per sentirsi poi rispondere dal presidente del seggio che aveva dimenticato nell'isola il verbale dell'elezioni (ilarità vivissima dei presenti)".
Nitti prosegue dicendo: "nell'elezioni di Girgenti avvennero altri fatti mostruosi. Si fecero votare molti morti! Inoltre votarono trecentosettantuno elettori nascenti e in due sezioni infine votarono seicentosessantanove elettori per i quali era sospeso l'esercizio elettorale. Non basta. I presidenti fecero votare a scheda aperta tutti gli elettori, sostenendo essere ciò perfettamente legale, mentre costituisce la più sfacciata violazione della legge elettorale".
Nitti a questo punto si rivolge al sottosegretario alla Giustizia: "Vorrei che Ella dicesse al prefetto di Girgenti che non deve dare una risposta come quella da lui data ultimamente. Infatti il prefetto a coloro che reclamavano la libertà di voto rispondeva "se la maggioranza della cittadinanza di Girgenti desidera che sia deputato il figlio dell'ex guardasigilli Gallo, io non posso che favorire il desiderio della cittadinanza"; così non deve parlare un prefetto. Denuncio inoltre al Governo il contegno di certi sacerdoti del Collegio di Girgenti i quali contrariamente al disposto dell'art. 107 della legge elettorale, hanno apertamente partecipato alla lotta".
"L'oratore", scrive il giornalista che commenta il testo della discussione "allude con queste parole al sacerdote Sclafani il quale comunicava agli elettori di avere il Papa revocato il non expedit a favore del candidato Gallo".
Nitti termina dicendo: "invoco che il procuratore generale di Palermo apra un procedimento contro questo sacerdote e deploro che il nome onorato e la fede liberale del defunto guardasigilli Gallo siano stati trascinati nel fango durante le elezioni del 9 giugno per favorire la candidatura del figlio di Gallo (impressione vivissima, commenti in sottofondo prolungati)".

 

9 giugno 1907. Il giorno del voto, la maffia a favore del Gallo. Grande forza pubblica fu scaglionata da per tutto nella città e nei vari paesi del Collegio. Si dice, che, alternandosi, ieri, i fanatici mafiosi monteranno la guardia nei locali per intimidire e minacciare gli elettori che votassero contro Gallo.Si è pubblicato una lettera di protesta del dottore Russitano il quale ieri notte vide alcuni membri del comitato Pro Gallo dirigere le operazioni di stracciamento dei manifesti per Scaduto e l'affissione di altri manifesti che dimostravano solamente l'inciviltà dei metodi cui ricorrono i fautori di Gallo. Se non si adoperassero le solite sopraffazioni sembra che la candidatura Scaduto abbia probabilità di vittoria.

 

10 giugno 1907. Tutte le violenze possibili sono state adoperate perchè il candidato governativo Gallo vincesse nell'odierna lotta del Collegio di Girgenti. la corruzionoe regnò sovrana senza che nessuna Autorità se ne preoccupasse. La turba, prezzolata ed ubriaca, commise ogno sorta di violenza, uscendo ed entrando nelle aule, sotto la direzione dei capi elettori, schiamazzando in modo scandaloso, cacciando fuori i fautori della candidatura di Scaduto. Un fatto unico è accaduto stamane. Si aspettava l'arrivo dei giornali, ma non giunse alcun giornale da Palermo. Un avvocato, membro del comitato Pro Gallo, si era recato alla stazione di Caldare per sequestrare tutti i giornali ed impedirne la vendita. L'avvocato però non vi riuscì. A Girgenti il rivenditore generale saputo il fatto si recò dal commissario a protestare.

L'avvocato allora venne ad una transazione. Egli avrebbe riconsegnato i giornali, ma dopo la votazione alle ore 18. La città restò così priva di giornali. I fautori di Gallo sapevano delle corrispondenze che dovevano comparire nei due giornali, giacchè l'avv. Ferdinando Costa diceva ieri sera al Circolo Empedocleo, innanzi a moltissimi soci, che essi avevano ascoltato la trasmissione telefonica fatta da Girgenti ai due giornali. Egli ha spiegato il fatto dicendo che tutti gli impiegati del telegrafo erano a disposizione di Gallo. La gravità del fatto è inutile rilevarla. Secondo l'avv. Costa si sarebbe addirittura violato il segreto telefonico. Nella cittadinanza l'impressione è grandissima e l'indignazione assai viva. Mentre la turba invadeva le diverse sezioni il comm. Cognata intimò ad un delegato di pubblica sicurezza di perquisire quella gente, in gran parte pregiudicati ed ammoniti, o tutti armati, ma il delegato non se ne incaricò affatto. La votazione procedette a scheda aperta. Ogni voto venne controllato. Alla terza sezione un votante si permise di far osservare al presidente del Seggio che la legge non permetteva simile votazione.  Il presidente lo ammonì, insistendo che tale sistema era permesso dalla legge.

Un altro grave fatto avvenne alla prima sezione. In un momento di confusione, un signore, che faceva parte del comitato Pro Gallo, avvicinatosi al tavolo del seggio, estraeva dall'urna trentanove schede bianche, quindi si ritirava in una latrina attigua per scrivervi sopra. Il suo piano però venne scoperto e si presentò regolare denunzia. La cittadinanza ha assistito nauseata alle elezioni odierne e fra continuo proteste contro il Governo che permise simili votazioni. E' degna di nota la dichiarazionoe fatta dal giornale locale "Il Riscatto" venuto fuori in occasione della candidatura di Gallo. Il giornale dice: "Gregorio Gallo non ha nessun programma politico; egli non ha una politica nè clericale nè anti-clericale. Egli è superiore a qualsiasi partito. Girgenti deve eleggerlo perchè questo era il Collegio dell'illustre suo genitore, perchè questa è la sua patria nativa e perchè egli ha una attitudine speciale a fare favori". Qualunque commento guasterebbe. Volendo glorificare un morto, si insultano gli elettori del Collegio, l'Italia tutta, il Parlamento e quel che è umoristico lo stesso Gregorio Gallo.

 

11 giugno 1907. A Girgenti perdura dolorosa l'impressione prodotta dalle violenze esercitate dai partigiani del candidato ministeriale. Stamani molti cittadini avevano deliberato di fare una dimostrazione di simpatia al candidato soccombente ma allo stesso tempo la cittadinanza della vicina cittadina di Favara, che diede all'unanimità i voti a Scaduto, stabiliva di recarsi in massa a Girgenti per salutare con imponente dimostrazione lo Scaduto. Appena la proposta fu ventilata tutto il popolo accorse. Le donne ed i ragazzi si lanciarono in strada per Girgenti. I contadini abbandonarono i campi, i zolfatai le miniere. La dimostrazione in colonna serrata ed imponentissima si diresse alla volta di Girgenti. Il candidato dell'Opposizione però, appresa la cosa, corse con alcuni amici sulla via di Favara ad impedire che la dimostrazione giungesse a Girgenti. A mezza via, quando si incontrarono, scoppiò un lungo interminabile applauso, e i dimostranti, acclamando sempre a Scaduto, rientrarono a Favara.

 

5 agosto 1907. Le violenze che si sono perpetrate ieri dai fautori di Gregorio Gallo sono anche più gravi di quelle memorabili compiute in volta passata all'ombra delle protettrici... (Illegibile). Allora, con bande armate agli ordini dei preti protetti dal Governo il prof. Scaduto otteneva a Girgenti 154 voti; oggi, invece, alla prima Sezione ne ottenne soli 7, nella seconda 12, nella terza 16. Come si vede, la pastetta è stata completa. La corruzione è regnata sovrana. I sostenitori della candidatura Scaduto furono costretti ad abbandonare le aule per non subire ulteriori oltraggi. Essi uscirono dalle Sezioni protestando. I seggi rimasero liberi, ed allora i partigiani di Gallo ebbero agio di fare tutto ciò che loro piacque, quando i sostenitori dello Scaduto, cacciati a viva forza dalle aule, si trovarono nella dura necessità di abbandonarlo definitivamente. La pastetta si compì senza nessun ritegno.