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Cara Girgenti mia, 4.puntata: "Viaggio nel tempo tra il 1873 e il 1916 tra uragani, arresti e celebrazioni"

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In questa quarta puntata di "Cara Girgenti mia..." abbiamo voluto un pò giocare con il tempo, raccontando di uragani, fallimenti, sommosse popolari ed altro a cavallo tra il 1873 e il 1916 a mò di dispacci e di cronaca dell'epoca così come era raccontata nei giornali, nei quotidiani, di quei tempi. Notizie che non necessitano di nostri commenti ulteriori. Buona lettura.

15 marzo 1873. "Si ha da Bivona, che nella notte del 13 in Villafranca Sicula, dopo due ore di conflitto fu arrestato il capo banda Calogero Arnone, che è stato tanto funesto alla pubblica sicurezza delle provincie di Trapani e Girgenti. L'Arnone era ricercato per numerose grassazioni e ricatti fin dal 1869. Fu costui che a capo di una comitiva di banditi, nel settembre dell'anno scorso, penetrato in giorno festivo in una chiesa di campagna a poche miglia da Girgenti, spoglio dei denari e dei gioielli un centinaio di villici e di contadini ivi adunati pei divini uffici".

4 novembre 1873. "Un uragano spaventoso e senza precedenti si scatenò il venerdì della settimana scorsa nella provincia di Girgenti. I danni che produsse sono enormi, lo spavento indescrivibile. Comuni interi nuotanti entro un lago sterminato. Mulini, magazzini, cascine, giardini sradicati e dal furore irresistibile della tempesta trascinati alla sponda del mare. Quasi tutte le solfare con immensa iattura sommerse; molte, per maggior disgrazia, non senza perdita di uomini, come in una miniera nel nostro territorio, nella quale otto infelici perdettero miseramente la vita. I nostri torrenti, travolti piattaforme e ponti, trascinarono al mare alberi, animali, masserizie d'ogni maniera: sul Platani furono visti con indescrivibile raccapriccio cadaveri umani. Il giornale di Girgenti "La Giustizia" , da cui togliamo i suddetti ragguagli, facendo appello a tutti gli uomini di cuore, ha aperto una sottoscrizione pei danneggiati dell'uragano".

23 marzo 1876. "Un dispaccio particolare da Girgenti annunzia che quel tribunale civile dichiarò il fallimento, il giorno 19, del senatore barone Genuardi, in seguito alla domanda del negoziante Pancamo. E' un'altra grossa crisi commerciale che avrà tristi conseguenze parecchè resterà senza lavoro la numerosa popolazione di minatori che erano ai salari del Genuardi. La camera di commercio e le autorità locali hanno creduto di chiamare sul proposito l'attenzione del Governo".

2 ottobre 1876. "Il ministro dei lavori pubblici Zanardelli è in Sicilia. Partito da Palermo per Girgenti è stato accolto con entusiasmo dalle popolazioni  le quali poterono liberamente sottoporre al ministro i loro bisogni e i lori desiderii. Ha fatta una corsa di esplorazione all'ultimo tronco di ferrovie da Spina a Campofranco, ove gli fu offerta una lauta refezione. I lavori del piccolo tronco da Campofranco a Passofonduto, procedono alacremente, fra due mesi saranno compiuti. Lo splendido ricevimento alla stazione di Girgenti fu continuato a Porto Empedocle ove il ministro è stato accolto con entusiasmo dalla popolazione marinaresca. La città era imbandierata, i bastimenti pavesati.

Il Ministro studiò attentamente i lavori e la situazione del porto così importante per l'industria degli zolfi, e così infelicemente costrutto; e fece una gita ai tempii greco-siculi. L'ingresso in Girgenti è stato splendido. V'è stato pranzo ufficiale presso il prefetto, musica ed illuminazione. A Grotte ha avuto ovazioni grandissime e così a Racalmuto. Ha visitato le solfare e le saline, ricchissime, ma quasi abbandonate per mancanza di una ferrovia. A Canicattì gli onori di casa furono fatti dal Municipio e dal deputato Bordonaro.

Alla stazione di Campobello l'entusiamo si elevò al più alto segno. Molta popolazione tra cui i principali proprietari, accompagnò il ministro con le bandiere delle società operaie, e la musica in testa fino all'abitato, che era parato a testa con archi di trionfo ed iscrizioni. A Licata era aspettato alle ore 4 ma il ministro è arrivato a ore 9 pom. ciò nonostante l'intera popolazione accolse il ministro con dimostrazione di grande affetto. Applausi, illuminazione, brio esuberante.

Una Commissione della vicina Terranova (la Gela odierna n.d.r.) invitò il ministro a visitare la loro città. La ospitalità fu compiuta dal municipio di Licata squisitamente. Il banchetto ha avuto luogo in casa Talamo. Il ministro ha successivamente visitato il porto con un vaporetto della società costruttrice".


30 agosto 1895. "L'altra notte giungeva a Favara dalla vicina Girgenti grande quantità di truppa, carabinieri e guardie che alle 24, mentre tutti erano immersi nel sonno, bloccarono completamente il paese. Una squadra intanto di questurini procedè all'arresto di più che 40 solfatari implicati in una associazione di malfattori. Impossibile riferirvi l'impressione profonda che il fatto destò nella cittadinanza.

Pianti, lamenti, grida di imprecazioni dappertutto. L'indomani, alle ore 15 circa, i detenuti, legati a due a due, escono dalla caserma dei carabinieri, ed entrano in mezzo ad un quadrato di soldati con baionetta in canna. Si parte per Girgenti. Il quadro è veramente rattristante. Da una parte, negli arrestati, si vedono persone di tutte le età: ragazzi ancora imberbi, vecchi curvi, giovani solfatai logorati dal lavoro o dal vizio: alcuni con visi arcigni, imperterriti di delinquenti; altri a capo basso, tremanti, sconvolti.

Dall'altra parte la popolazione che guarda quasi trasognata quella scena a forti tinte. Si odono grida di imprecazione, di dolore che straziano il cuore, episodi che commuovono l'animo più duro. Sono le mogli, le madri, le figlie che riconoscono i loro cari li incatenati tra una fitta fila di baionetta. Esse esclamano: Figliu Miu, Turiddruzzu, Ginannuzzu miu, gioia mia, patruzzu innocenti, ed altre simili voci che lacerano il cuore. Il triste corteo si allontana seguito dalle donne che gridano e piangono dirottamente.

Il dubbio che in Favara esistesse una società a delinquere era sorto da parecchio tempo alle Autorità di P.S. I tristi fatti di brigantaggio che accadevano con crescendo allarmante, le grassazioni, i furti, le scassinazioni, gli assassini e gli abigeati che si consumavano a man salva confermarono che una istituzione segreta doveva esistere. E di fatti l'associazione esisteva ed aveva un regolare statuto, che per ora è conosciuto soltanto dalle Autorità di P.S."

19 luglio 1904. "Durante le operazioni elettorali delle elezioni amministrative corsero legnate fra i cattolici e liberali e furono esplose rivoltellate. Vi fu un panico enorme ma per fortuna nessun ferito. Le urne andarono rotte. Nell'elezione del consigliere provinciale vinsero i liberali contro i clericali affermatisi sul nome di don Romolo Murri".

3 giugno 1916. "Sommossa a Porto Empedocle. Quali le origini delle gravi sommosse popolari dove furono incendiati i magazzini di zolfo, fu dato l'assalto alla stazione, e venne isolata la città tagliando i fili telegrafici e telefonici? I fatti si riassumono in condizioni di concorrenza in cui per la fatalità dell'industria, vengono a trovarsi Catania da un lato, e Porto Empedocle ed altri centri della Sicilia dall'altro.

Il ministro dell'agricoltura, industria e commercio, senatore Cavasola ne spiega i motivi: <<Fin dal 1910 esisteva in Sicilia il sistema di libera estrazione del zolfo. Poi per impedire super-produzioni e il continuo ribasso dello zolfo nello stesso anno 1910 venne costituito con legge speciale il Consorzio obbligatorio dei produttori di zolfo in Sicilia che ha lo scopo di regolare la produzione sopprimendo così le concorrenze dannose. Per un complesso di cause lo zolfo costa di più a Catania quaranta centesimi di più la tonnellata che a Porto Empedocle. I catanesi hanno quindi protestato e vogliono parità di costo con Porto Empedocle che a sua volta teme di vedersi sfuggire il vantaggio del minore costo e in questo timore si è abbandonata a violenze che debbono essere deplorate>>".