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Favara e rifiuti nucleari, troppi morti sospette

Ce ne siamo occupati più volte nel corso di questi ultimi mesi nella nostra rivista cartacea ma ora la situazione a Favara sembra stia precipitando in un vortice di indifferenza da parte delle istituzioni. Stiamo parlando del sempre più incessante e continuo ammalarsi di tumore nella città di Favara dove sembrano aumentare a dismisura i malati del "male del secolo".  A distanza di mesi, ripubblichiamo in proposito una lettera di protesta di alcuni giovani favaresi che segnalarono il loro malessere attraverso questo messaggio che in queste ore è stato nuovamente recapitato a tutte le redazioni giornalistiche della provincia. "Siamo un gruppo di Giovani, che purtroppo abitano in un paese dove a tutto si pensa tranne che alla salute. Favara (Agrigento). Oggi l’ennesima brutta notizia. A una donna di 30 anni con due figli viene diagnosticato un tumore al cervello…I casi di tumore nella nostra cittadina aumentano di giorno in giorno, persino da indurre tanti medici a dire “Ma cosa mangiate a Favara?”

Beh sicuramente non si tratta di alimentazione sbagliata ma di altri problemi che molti conoscono ma che nessuno ha il coraggio di denunciare, perchè è risaputo che nel nostro paese risiede materiale cancerogeno, nell’ex miniera Ciavolotta, e nessuno prende provvedimenti. Ne aveva parlato durante il suo insediamento il comandante dei carabinieri di Favara, Dott. Treleani, che essendo specializzato in materia, e venendo a conoscenza del caso, aveva promesso di impegnarsi affinchè venissero degli esperti dal nord italia per fare delle verifiche, sottolineando però che non sarebbe stato facile perchè per portare gli strumenti necessari servivano giganteschi Tir o non ricordiamo cosa…

Ci rivolgiamo alla stampa, che magari con qualche comunicato potesse incitare tutte le istituzioni a prendere questo caso in esame con estrema urgenza tralasciando tutte le altre cose che in confronto sono fesserie, anche se dicendola tutta, le prevenzioni si dovrebbero usare cominciando dalle piccole cose, perchè tutti devono sapere quali sono le principali cause tumorali. Infatti oltre ai cancerogeni chimici come l’amianto (asbesto), il radon, i metalli pesanti, il catrame e gli oli minerali, anche il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze che agiscono direttamente (cioè con lesioni immediate) o indirettamente (cioè con lente modificazioni nel corso del tempo) a livello dei bronchi.

Per fare un esempio, sono cancerogeni diretti gli idrocarburi aromatici policiclici (cioè i prodotti della combustione, tra cui il ben noto benzopirene) e le nitrosamine (derivati dell’ammoniaca usati nella lavorazione delle sigarette); invece i fenoli e le aldeidi (contenuti per esempio nella carta) si sono dimostrati fattori indiretti, cioè sono in grado, col tempo, di promuovere la trasformazione delle cellule in senso tumorale.

Per fare una buona prevenzione del cancro al polmone non resta che eliminare il fumo. Nel caso dei non fumatori è bene far rispettare in ogni occasione i divieti imposti nei luoghi pubblici e di lavoro, in particolare in presenza di bambini cosa che nel nostro paese non avviene,vedi bar, sale giochi, Comune, Consiglio comunale, qualsiasi luogo pubblico, ville comunali abbandonate e piene di spazzatura, ecc. ecc. Nessuno ha il coraggio di denunciare tutto ciò, mentre qualcuno si è arricchito depositando materiale cancerogeno nelle miniere. Altri fanno parte delle istituzioni e ci rispondono fumandosi la sigaretta in diretta al consiglio comuale o magari nel proprio ufficio all’interno del comune mentre la gente muore".

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