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Cara Girgenti mia 2. puntata: "elezioni truccate ed imbrogli nel 1907. Tra poco seri prefetti, furbi sacerdoti e loschi presidenti di seggio"

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Secondo atto del nostro viaggio nella Agrigento, (o Girgenti), che fu. Questa volta la nostra attenzione si concentra su delle non poco contestate tornate elettorali.
Correva il nove di giugno dell'anno 1907 e a Girgenti c'era fibrillazione per le nuove elezioni alla Camera dei deputati. Dalle nostre parti la campagna elettorale fu convulsa e intrisa di disonestà e scorrettezze.

Alle urne ci furono così tanti imbrogli, così evidenti, che fu presentata anche una interrogazione parlamentare dopo l'intervento della magistratura.

Diceva l'onorevole Nitti dinanzi ai colleghi deputati della Camera a Roma in quei caldi giorni di luglio dei primi del novecento: "Faccio rilevare che tutto è anormale nell'elezione politica del 9 giugno a Girgenti cominciando dalla persona del candidato Gallo (figlio del già deceduto Guardasigilli Nicolò n.d.r.) il quale tra parentesi sebbene non abbia trenta anni venne alla Camera a giurare e a partecipare ad una votazione!

Nitti prosegue raccontando agli altri onorevoli degli aneddoti curiosi legati a quella competizione elettorale: "fu inviata una nave per imbarcare un presidente ritardatario di un seggio e portarlo all'assemblea dei presidenti. Si fece ciò per sentirsi poi rispondere dal presidente del seggio che aveva dimenticato nell'isola il verbale dell'elezioni (ilarità vivissima dei presenti)".

Nitti prosegue dicendo: "nell'elezioni di Girgenti avvennero altri fatti mostruosi. Si fecero votare molti morti! Inoltre votarono trecentosettantuno elettori nascenti e in due sezioni infine votarono seicentosessantanove elettori per i quali era sospeso l'esercizio elettorale. Non basta. I presidenti fecero votare a scheda aperta tutti gli elettori, sostenendo essere ciò perfettamente legale, mentre costituisce la più sfacciata violazione della legge elettorale".

Nitti a questo punto si rivolge al sottosegretario alla Giustizia: "Vorrei che Ella dicesse al prefetto di Girgenti che non deve dare una risposta come quella da lui data ultimamente. Infatti il prefetto a coloro che reclamavano la libertà di voto rispondeva "se la maggioranza della cittadinanza di Girgenti desidera che sia deputato il figlio dell'ex guardasigilli Gallo, io non posso che favorire il desiderio della cittadinanza"; così non deve parlare un prefetto. Denuncio inoltre al Governo il contegno di certi sacerdoti del Collegio di Girgenti i quali contrariamente al disposto dell'art. 107 della legge elettorale, hanno apertamente partecipato alla lotta".

"L'oratore", scrive il giornalista che ècommenta il testo della discussione "allude con queste parole al sacerdote Sclafani il quale comunicava agli elettori di avere il Papa revocato il non expedit a favore del candidato Gallo".

Nitti termina dicendo: "invoco che il procuratore generale di Palermo apra un procedimento contro questo sacerdote e deploro che il nome onorato e la fede liberale del defunto guardasigilli Gallo siano stati trascinati nel fango durante le elezioni del 9 giugno per favorire la candidatura del figlio di Gallo (impressione vivissima, commenti in sottofondo prolungati)".

LEGGI LA PRIMA PUNTATA DEL NOSTRO VIAGGIO A GIRGENTI