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Nino Mandalà dal suo sito critica il ministro Alfano, Attilio Bolzoni, Ciancimino e Di Pietro. Duri i commenti di risposta nel blog, e lui: "i mafiosi vanno puniti"

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Internet è un mezzo di comunicazione per tutti perchè può davvero dare la parola a chiunque, anche ai mafiosi o presunti tali. No, non è l'ultimo slogan pubblicitario di una grossa azienda di telecomunicazioni ma il pensiero di tanti dopo che anche uno dei presunti mafiosi ha aperto un suo blog personale.

Stiamo parlando di Nino Mandalà definito da Wikipedia come  "un incensurato che nel 1980 svolgeva l'attività di rivenditore di carburanti. Fu arrestato nel 1998 e successivamente condannato a 8 anni per associazione mafiosa: era il capocosca di Villabate e risulterà, anni dopo, il gran favoreggiatore di Bernardo Provenzano ma anche fondatore di uno dei primi club di Forza Italia a Palermo".

Mentre per il sito Ilbarba.com "Fu un boss potente, per capirne il calibro basti pensare che suo figlio Nicola Mandalà (arrestato a febbraio del 2008) si occupò personalmente del mantenimento della latitanza dell’allora numero uno Bernardo Provenzano. Fu proprio lui a portarlo in Francia per la famosa operazione di prostata: uomini di assoluta fiducia all’interno dell’organizzazione mafiosa. Mandalà dal settembre 2009 è tornato in stato di libertà poichè ha scontato 8 anni per mafia; il figlio Nicola sconta, invece, l'ergastolo per omicidio".

Ma torniamo al sito-blog dell'ex boss che in un perfetto italiano traccia un bilancio politico-giudiziario sulla legge 41/bis, definendolo non un regime di carcere duro bensì un "regime odioso". Mandalà critica Attilio Bolzoni per alcuni articoli indirizzati allo stesso, parla di decadenza della politica italiana, cita scrittori e filosofi, Shopenauer, Kelsen, Locke, Voltaire, Gibran, sciorinando una cultura sicuramente al di sopra dell'immaginario collettivo che identifica il mafioso come un ignorante e criminale "alla Brusca o alla Totò Riina" per intenderci. Contesta il giornalista Alfio Sciacca del Corriere della Sera che lo addita come mafioso reclamando la presunzione di innocenza e si dice deluso dal fatto che due sue querele alla "Repubblica" e al "Giornale di Sicilia" giacciono ferme in Procura. Critica aspramente Antonio DiPietro ed elogia Bettino Craxi.

Nella sua presentazione, in uno dei suoi primi messaggi del blog risalente al 28 settembre 2009 pochi giorni dopo essere uscito dal carcere, Mandalà parla e descrive le sue sensazioni: "A quanti infine tenteranno di manipolare il mio pensiero accusandomi di simpatie per la mafia, dico che il mio garantismo non prevede indulgenze nei confronti dei rei le cui responsabilità, se accertate, è giusto che siano punite (ci mancherebbe), ma ho ferma l’idea che sia altrettanto giusto garantire il rispetto delle regole nei confronti dei rei, persino nei confronti del peggiore di essi".

Mandalà commenta anche la tragedia di Favara del 23 gennaio 2010 dove persero la vita due bambine, citando il Ricolfi del "Gattopardo": "Come sempre, a morti avvenute, si sono scatenate le ire e le indignazioni di facciata e scoperchiate realtà di degrado sempre esistite e sempre ignorate.
Icorvi, col sinistro fruscio delle loro ali, volano bassi a cracchiare sulla tragedia di due piccole vite spezzate. Fanno finta di stupirsi, sgranano gli occhi increduli di fronte a una Favara fatiscente e alle condizioni di vita dei suoi abitanti, stentano a raccapezzarsi ascoltando un linguaggio antico e imperscrutabile che ci parla di un mondo che non ha fatto in tempo ad agganciarsi ai tempi che corrono e di una umanità ancestrale chiusa nella sua irredimibile tribalità, balbettando risposte ipocrite e non adeguate che hanno il solo scopo di velare colpe di cui portano le responsabilità
".

Definisce sobrio il comportamento di Paolo Borsellino e "...vedere giovani, guidati su sentieri che mai lui avrebbe indicato, che urlano incitando all’odio e all’intransigenza, fa percepire quanto sia stato distorto il messaggio che il suo esempio di vita ci ha lasciato, assistere ai diktat e ai processi in piazza allestiti da certi personaggi, evoca le tricoteuses che facevano pollice verso sedute ai piedi della ghigliottina all’epoca della rivoluzione francese. I nostri uomini politici non brillano per essere di schiena diritta ma mai ci saremmo aspettati di assistere allo spettacolo penoso di alcuni di essi che si sono piegati alle liste di proscrizione imposte dagli organizzatori della manifestazione e hanno preso le distanze dagli appestati esposti al linciaggio della piazza. Uno spettacolo che non ha nulla da spartire con la compostezza del personaggio che si pretende di onorare, una compostezza che invece traspare dalle sole persone che hanno confermato il loro diritto a rappresentare Paolo Borsellino, sua moglie e i suoi figli".

Definisce e critica aspramente Massimo Ciancimino un "oculato amministratore dei beni del padre" e "complice e fortunato beneficiario del padre quando questi era mafioso e potente e condividerlo era redditizio, censore e fortunato beneficiario del padre adesso che questi è passato a miglior vita col marchio d’infamia e rinnegarlo è altrettanto redditizio, coccolato dalla borghesia salottiera, frequentatore di librerie à la page, di convegni sulla mafia, di testimonianze fianco a fianco con parenti di vittime della mafia, come dire, il diavolo e l’acqua santa, autore a quattro mani di un libro che non imbarazza il coautore, protetto dallo Stato con tanto di scorta che lo scarrozza in giro per l’Italia e presto per l’Europa.
A ciascuno il suo destino, perché c’è mafioso e mafioso, non tutti hanno un padre che è una miniera anche da morto e il signor Massimo Ciancimino, da oculato amministratore dell’eredità paterna, ha mostrato di capirlo
".

Parla anche della legge sulle intercettazioni, il boss di Villabate: "Diciamo subito che, se può essere condivisa la preoccupazione per le limitazione che dalla nuova legge derivano all’attività d’indagine della magistratura, non sono invece tollerabili le intercettazioni così dette a strascico. Sono intercettazioni invasive che sanno tanto dell’orwelliano Grande Fratello e confliggono con il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale che dovrebbe riguardare solo il momento in cui si ha conoscenza del reato e non qualsiasi momento della nostra vita scandagliata impietosamente a caccia di streghe"

Mandalà cerca di impietosire il ministro della Giustizia Angelino Alfano proponendo una lettera di un detenuto: "pubblico ora la lettura di un brano della lettera di un detenuto in regime di 41 bis e continuerò a riproporla ancora in futuro nella speranza che essa giunga al cuore del Ministro di Grazia e Giustizia: "Dopo i primi quindici minuti consentiti il bambino mi fu sottratto e affidato alla madre. Egli mi sorrise da dietro il vetro divisorio e tese le braccia verso di me, incontrò il vetro divisorio e batté le mani contro di esso credendo in un gioco,sorrise ancora e ancora batté le mani, poi il sorriso si tramutò in un singulto, le mani continuarono a battere e poi a battere sempre più freneticamente fino a quando un pianto disperato sgorgò dai suoi acchioni spalancati e sgomenti"

E sempre al ministro Alfano è anche rivolto un post del suo blog. Mandalà chiede "una maggiore sobrietà nelle dichiarazioni che va rilasciando a proposito dei suoi progetti sull’amministrazione della giustizia?". Poi lo definisce "un giovane di trentotto anni paracadutato senza particolari credenziali su un incarico così prestigioso, si lasci prendere dalla frenesia di dimostrare che vale il regalo della sorte e che un siciliano assiso sulla poltrona dalla quale si dettano le coordinate della lotta alla criminalità organizzata, voglia fugare ogni dubbio sull’autenticità del suo impegno". Comprendiamo che egli voglia distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica dai discutibili provvedimenti ad personam con fughe in avanti su un terreno in cui è facile stimolare i pruriti forcaioli della gente sulla pelle di disgraziati su cui si può tranquillamente imperversare. Ma, per carità, un pò di pudore!
Anche un contesto qual è quello mafioso impone un limite alle esagerazioni.
Il signor Ministro, quando parla di pene più severe, è sicuro di potersi riferire ai reati di mafia che già subiscono il regime di una categoria giuridicamente opinabile qual è quella del 416 bis che condanna la responsabilità oggettiva?
Il signor Ministro che parla di carcere più duro, sa che la pena nelle carceri di massima sicurezza in Italia è scontata in condizioni che irridono alla dignità dell’individuo e alla stessa normativa penitenziaria che prevede la rieducazione e il reinserimento del detenuto?
Il signor Ministro di Grazia e Giustizia che parla di rendere più impervio l’accesso agli sconti di pena, ha mai sentito parlare dei tempi della giustizia e di come l’imputato sconti l’intera pena prima di esaurire i tre gradi di giudizio, non facendo in tempo a realizzare la condizione di “definitivo” necessaria per usufruire dei benefici di legge tanto temuti?
Ma soprattutto, il signor Ministro che ha ottenuto un inasprimento del 41 bis, sa di cosa sta parlando? omissis ...ecco che il signor Ministro insorge dichiarando che abbiamo scherzato, che le regole non vanno più bene e che le maglie vanno vieppiù serrate. Nella nota con cui il Ministro ha informato dell’iniziativa volta ad inasprire il 41 bis, è contenuto un appello all’unità di tutti gli schieramenti politici in nome dell’antimafia che, tradotto dal paludato linguaggio ufficiale, altro non è se non un messaggio di disponibilità a gettare sulla bilancia della pacificazione politica il peso di una maggiore severità che passi attraverso le vite a perdere dei detenuti in regime di 41 bis.
Nomen omen! Al portatore di un nome così vezzoso, il destino, intenerito, non poteva che offrire il meglio di sé, ma Angelino non prenda troppo sul serio i giocattoli che la sorte gli ha regalato"
!

 

Tantissimi i commenti indignati e di disprezzo che sono stati pubblicati sotto l'ultimo (in ordine cronologico) pensiero del presunto mafioso di Villabate, ne pubblichiamo alcuni tra i più significativi:

"Quelli come voi andrebbero internati nei gulag. Senza processi, proprio come avete fatto con le vostre vittime, come avete fatto con la Sicilia";

"e delle vittime che sono cadute non ne parliamo, vero? che, sono i più fessi? avete mai dimostrato un limite nelle vostre azioni criminali? avete deciso in modo arbitrario di uccidere anche gente innocente, vi hanno preso, vi hanno giudicato con tre gradi di processo mentre voi appena ci pensate già una persona è morta, se aveste mostrato voi un limite forse non si sarebbe arrivati al 41bis, adesso chi ce l'ha se lo tiene, come contrappasso per le vite che quelli come voi hanno spento, mi sembra pure poco. E sono d'accordo con l'altro commento di pier, i gulag andrebbero meglio";

siete feccia e da feccia andate trattati. Assassini e piagnoni. Almeno aveste la decenza di assumervi la responsabilità delle vostre schifezze ed espiare le vostre colpe in DECOROSO silenzio.
FRIGNONI E PIAGNONI... Buoni solo con una pistola in mano. Feccia della società;

Incredibile....è davvero incredibile...dovreste avere il minimo buon senso di inabbissarvi per sempre. Avete avuto la possibilità di delinquere in un paese che anzichè murarvi vivi per sempre ( e per davvero) vi consente di blaterare assurde e sconclusionate ipotesi su un blog, come un qualunque libero pensatore Avete perso, e per sempre, la possibilità di esprimervi. Non avete onore non avete coraggio non avete piu' nemmeno un identità. Siete solo piccoli ominidi meschini; Senta signor amico di renato schifani, purtroppo per noi presidente del senato italiano, pensa davvero che gli italiani si commuoveranno al suo ridicolo racconto di pseudosofferenze? NON ce ne potrebbe fregare di meno, si rassegni sin d'ora. Pensa che i suoi amici importanti potranno in qualche modo aiutarla? Pensavate davvero voi cosanostresi che questo attuale parlamento avrebbe osato eliminare il 41 bis? Se avete in mente qualcosa di simile non avete capito nulla.. ricorda il giorno del funerale di quel vero ed autentico galantuomo di Paolo Borsellino? Beh non sarebbe nulla in confronto... sta volta non tollereremmo .. sta volta rischiereste di venire stanati villa di lusso per villa di lusso. Ne abbiamo le scatole piene di voi parassiti che soffocate la nostra economia, la nostra libertà e la nostra vita!! Marcite in galera e marciteci in silenzio! E se un giorno avrà 5 minuti di tempo, si guardi nello specchio e si vergogni;

ed infine l'ultimo ed impietoso commento riferito ad un post sul blog di Mandalà dove descrive le sensazioni di un carcerato che non può abbracciare il figlio: "Non mi si stringe il cuore, leggendo del bimbo che si mette a piangere davanti al vetro, perche' non puo' abbracciare suo padre.
Mi arrabbio con la persona che ha consentito, questo tipo di incontro.
Come si possono spiegare le "malefatte" di un padre al figlio di 5 o 6 anni ?
Come gli si puo' spiegare cosa ha favorito, l'agire del padre ?
Mi fa anche un po' schifo, che si cerchi di colpire l'animo della gente, con l'immagine di un bambino che piange.
Il bambino piange, perche' non conosce le motivazioni, di un tale distacco.
Se dall'altra parte ci fosse una persona che conosce, forse invece del vetro, ci metterebbe, un bel muro di mattoni, così il parlare di "murati vivi" avrebbe piu' senso.
E personalmente, un'ora al mese di colloquio, puo' essere anche troppa, per gente, che con uno sguardo o un gesto, decideva della vita o della morte, di un avversario mafioso o di qualche suo parente stretto.
Non e' il discorso di occhio, per occhio, dente per dente.
E non credo nemmeno, che che dopo 10 o 15 anni di 41bis, una persona che ha ucciso o fatto uccidere, o che abbia favorito gente di tale risma, sia rinsavita.
Ne e' la dimostrazione questo blog.
Per gente che la legge la rispetta, e per gente che ha rispetto delle persone, e che per raggiungere i propri scopi, ha come mezzo il lavoro, e' normale l'equazione "hai sbagliato=devi pagare".
Ma quanto deve pagare una persona ?
Ma quanto mi sembra sbagliato il comportamento di un mafioso ?
Lo Stato non esegue esecuzioni di Stato, e' qualcun'altro che le esegue, queste esecuzioni, e la conseguenza e' il carcere.
La legge esiste prima, del momento in cui una persona decide di eliminarne un altra.
Ed e' appunto perche' ho rispetto delle persone, che non scrivo altro.
L'unica cosa, spero il blog, finisca nell'oblio e si chiuda su se stesso, per sciogliersi come neve al sole.
A lei, di fare del bene, per il resto della sua vita, che spero lunga
."