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La deposizione del pentito Francesco Campanella del 21 settembre 2005

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Pubblichiamo per intero la deposizione di Francesco Campanella tenuta in Palermo il 21 settembre del 2005 in merito alla vicenda Cuffaro.  Campanella nato a Palermo nel 1972 è un mafioso "pentito", ex braccio destro del boss di Villabate Nino Mandalà. Dopo una carriera politica lampo fu eletto, all'età di 24 anni circa, presidente del consiglio comunale di Villabate e mantenne la carica fino allo scioglimento del consiglio comunale stesso nel 1999 a causa di infiltrazioni mafiose.

Nel 2000 fu nominato segretario nazionale dei giovani dell'UDEUR. Nel 2001 abusò della sua posizione e delle sue conoscenze fra le istituzioni comunali di Villabate per falsificare la carta d'identità che Bernardo Provenzano utilizzò per recarsi all'estero per ricevere terapie mediche.

Clemente Mastella e Salvatore Cuffaro furono presenti alle sue nozze. Secondo le dichiarazioni di Campanella anche il deputato dell'Udc Francesco Saverio Romano, indicato come organico alla famiglia mafiosa di Villabate, fu presente al matrimonio, Romano ha però smentito.

Nel dicembre 2005 Campanella dichiara che il deputato Giuseppe Lumia avrebbe ricattato il Sindaco di Bagheria Pino Fricano, minacciandolo altrimenti di avviare le procedure per lo scioglimento del Comune per infiltrazione mafiosa. Lumia ha però smentito ogni accusa, annunciando di voler querelare Campanella. Ecco per intero le dichiarazioni del pentito rilasciate al tribunale di Palermo in data 21 settembre 2005.

 

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo

Direzione Distrettuale Antimafia

PROC. N. 8738/03  R.G. MOD. 21

Interrogatorio di CAMPANELLA Francesco reso in data 21.09.2005 h. 17.25


PROCURA  DELLA  REPUBBLICA

presso  IL  TRIBUNALE  DI  PALERMO

DIREZIONE  DISTRETTUALE  ANTIMAFIA


TRASCRIZIONE DELL'INTERROGATORIO DI       CAMPANELLA FRANCESCO, RESO IN DATA             21.09.2005 ore 17.25, SU INCARICO DEL DR. DE LUCIA


PROC. N. 8738/03 R.G. MOD. 21 D.D.A.



Il CONSULENTE TECNICO

Dr.ssa GINEVRA  GENUARDI

P.M.:              Oggi è il 21 settembre del 2005 sono le 17.25 e siamo all’interno di una struttura che non viene indicata per esigenze di sicurezza della persona chiamata a rendere interrogatorio ma nella disponibilità dell’arma dei carabinieri e questo è un interrogatorio Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, l’Ufficio è composto in questo momento dal Procuratore della Repubblica Aggiunto dr. Giuseppe PIGNATONE, dai Sostituti Procuratori della Repubblica Michele PRESTIPINO GIARRITTA, Maurizio DE LUCIA e Antonino DI MATTEO;

a rendere interrogatorio, è comparso CAMPANELLA Francesco che compare libero nella persona, nato a?

CAMPANELLA:              Palermo, l’08.07 del 72.

P.M.:              E’ presente, il difensore di fiducia l’avv. Francesco ALFANO del Foro di Palermo; sono altresì presenti il maggiore Francesco GOSCIO, il capitano Alceo GRECO, il capitano Fabio OTTAVIANI dell’Arma dei Carabinieri. Per esigenze di completezza della documentazione l’interrogatorio viene audioregistrato con una apparecchiatura Sony nella disponibilità dell’ufficio, Ufficio che avvisa il CAMPANELLA a norma dell’art. 64 del c.p.p. che ha facoltà di non rispondere e che se risponde tutto quello che dice può essere usato contro di lui, e che se rende dichiarazioni su fatti che concernono terzi, assume in ordine a queste dichiarazioni salve garanzie e incompatibilità previste dalla legge, l’ufficio di testimone, intende rispondere?

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              E allora e… signor CAMPANELLA io le dovrei fare una domanda specifica e dopodichè affrontiamo il tema Centro Commerciale che avevamo lasciato da parte nei giorni scorsi, la domanda specifica è questa: se lei è al corrente in qualche modo di una estorsione o di un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore che si chiama FAVUZZA.

P.M.:              Il costruttore edile.

CAMPANELLA:              No.

P.M.:              Vabbè allora andiamo al Centro Commerciale.

CAMPANELLA:              Prima che affrontiamo il tema del Centro Commerciale rispetto all’interrogatorio di ieri, mi sono sovvenute alcune precisazioni che forse sarebbe  opportuno fare.

P.M.:              E le facciamo.

CAMPANELLA:              Che sono esattamente relative a quando ho parlato di figure nuove dello scenario di Villabate e in particolar modo di BRUNETTI Nicola.

P.M.:              Si.

CAMPANELLA:              Allora BRUNETTI Nicola esercita notoriamente attività di usura  autorizzato da MANDALÀ insieme al padre che si chiama BRUNETTI Tommaso il quale per questo tipo di attività utilizza sia il suo conto che il conto della moglie che si chiama LA FRANCA, LA FRANCA, il nome di battesimo non me lo ricordo.

P.M.:              Il conto presso il Credito Siciliano.

CAMPANELLA:              Tutti presso il Credito Siciliano non di Villabate, BRUNETTI Tommaso a Misilmeri con la moglie e ne ho parlato ieri e il figlio Nicola un altro Credito Siciliano. Legato pure a questa vicenda legata alle scommesse clandestine di cui abbiamo parlato ieri, c’è stata una vicenda legata ad alcuni assegni emessi da TAORMINA Gaetano … per scommesse… di gioco clandestino effettuate dal TAORMINA a Mauro CUSUMANO. Questi assegni di TAORMINA Gaetano in realtà erano firmati dal fratello TAORMINA Domenico emessi da un conto corrente della mia banca, che poi furono denunciati smarriti dal fratello perché avevano litigato e c’è tutta questa vicenda degli assegni smarriti e rubati. E un’altra vicenda di assegni rubati sempre provenienti da pagamento di scommesse clandestine ci capitò dentro ENTERPRISE perché ce li aveva dati Mauro CUSUMANO anche per il figlio di un magistrato della Procura di Palermo che però io in questo momento non mi ricordo come si chiama, però le dico queste erano cose che volevo puntualizzare.

P.M.:              Assegno rubati che significa?

CAMPANELLA:              Assegno…

P.M.:              Perché lei ha detto smarriti prima, rubati poi.

CAMPANELLA:              Allora di TAORMINA Domenico so perfettamente che siccome i due fratelli avevano litigato, perché lui glieli aveva prestato per pagare le scommesse.

P.M.:              L’altro fratello ha denunciato la scomparsa.

CAMPANELLA:              Esattamente e in realtà non era così.

P.M.:              E non era.

CAMPANELLA:              Perché sapevano perfettamente, per il figlio del magistrato, so che era figlio del magistrato perchè me lo disse CUSIMANO, ci aveva portato a pagamento di una scommessa un assegno che risultava rubato e siccome non volesse essere coinvolto nella vicenda perché credo che il padre non ne sapesse nulla, il CUSIMANO ci chiese di celare questa vicenda, anche se poi mio fratello che svolge attività amministrativa all’ENTERPRISE fu chiamato agli uffici della polizia giudiziaria a rendere.

P.M.:              Per spiegare.

CAMPANELLA:              Per spiegare il fatto.

P.M.:              La società che l’ha girato.

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              Va bene ok, poi?

CAMPANELLA:              Relativamente, l’ultima cosa, alle attestazioni  bancarie di cui abbiamo parlato dei finanziamenti di 488, me ne sono ricordate altre due.

P.M.:              Quindi erano ieri era.

CAMPANELLA:              Tre, due e cinque.

P.M.:              Più due.

CAMPANELLA:              Una relativamente alla ditta INCORVAIA s.r.l. sempre per un progetto di legge 488 che però non andò a buon fine cioè non sortì nessun finanziamento, e l’altra per una ditta legata all’altro socio GIALLOMBARDO Ignazio che è EDILTECNICA s.r.l. anche questo finanziamento non arrivò, cioè nel senso che la ditta non riuscì a entrare in graduatoria.

P.M.:              E che tipo di falsa attestazione si trattava?

CAMPANELLA:              Quella di cui abbiamo parlato relativamente ai.

P.M.:              Ha parlato di due tipi una falsa attestazione sostanziale e una… formale.

CAMPANELLA:              Ah! Queste erano… false sia nella sostanza che nella forma perchè non avevano nessun conto in banca da me, e quindi non conoscevo i mezzi di queste persone non lo so se poi.

P.M.:              E queste due erano diciamo di sua iniziativa o indotte.

CAMPANELLA:              No, no MANDALA’ non c’entra niente in questa vicenda era questa società che io avevo col GIALLOMBARDO che era la MANAGMENT e ci occupavamo dei finanziamenti, siccome arrivava la scadenza e non c’era come produrre queste attestazioni e allora operammo in questo senso.

P.M.:              Quella INCORVAIA?

CAMPANELLA:              Identico.

P.M.:              Cioè lei aveva rapporti.

CAMPANELLA:              Me la segnalo GIALLOMBARDO che è il commercialista di INCORVAIA.

P.M.:              Vabbè allora sospendiamo tutto il resto e cerchiamo di cominciare almeno questa vicenda, che non è semplice, questa del centro commerciale lei ha vissuto per …

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              Alla fine ne abbiamo parlato però sarebbe meglio se la rifacciamo tutta daccapo.

CAMPANELLA:              Allora la vicenda del centro commerciale. … Diciamo che il mio primo… inco., cioè il mio primo rapporto relativamente al piano commerciale avvenne con l’arch. BORSELLINO e l’arch. ALUZZO, Rocco ALUZZO, che in una epoca… diciamo attorno tra la fine del 2000 e gli inizi 2001 adesso non… ricordo esattamente il periodo, comunque sicuramente prima delle elezioni sia regionali che comunali di Villabate, contattarono il MANDALÀ Nicola perchè avevano questo affare per le mani e contattarono il MANDALÀ Nicola perché a quell’epoca MANDALÀ Antonino era detenuto che BORSELLINO è un architetto che aveva rapporti MANDALÀ Antonino perchè l’aveva coinvolto in questa vicenda di Forza Italia. E quindi contattarono MANDALÀ Nicola perchè avevano quest’affare del centro commerciale avevano… di questa società che stava ipotizzando la realizzazione di un progetto di un centro commerciale a Villabate e volevano essere aiutati da MANDALÀ, quindi dalla famiglia MANDALÀ, a realizzare questo tipo di operazione. E MANDALÀ Nicola me ne parlò e mi creò un appuntamento con BORSELLINO che io già conoscevo per… questioni legate alla politica perchè aveva partecipato nel 94 alla lista di Forza Italia a Villabate e si era occupato di dare una mano.

P.M.:              Quindi lui è di Villabate.

CAMPANELLA:              No lui è di Palermo, però onestamente non le so dire per quali rapporti aveva rapporti con MANDALÀ Antonino nel 94, quindi me lo ritrovo nel attorno al 2000 che ci presenta questa cosa e mi presenta l’arch. Rocco ALUZZO, il quale aveva mandato dalla ASSET DEVELOPMENT s.r.l. di individuare questa area che peraltro era stato già stata individuata da una precedente variante al Piano Regolatore, fatta da noi al comune di Villabate, come area che si poteva destinare ad area produttiva e quindi da destinare eventualmente a esercizi di questo tipo di grande distribuzione commerciale. Perchè erano interessati ad acquisirla e fare un grande ipermercato in una operazione in cui si parlava di Auchan ex Rinascente. L’arch. ALUZZO aveva firmato con loro un mandato per occuparsi appunto della mediazione, acquisizione di tutte queste aree.

P.M.:              …(incomprensibile) è la ASSET.

CAMPANELLA:              Esattamente e siccome non aveva contatti a Villabate per l’acquisizione di queste aree ed era in società con BORSELLINO per altre cose, facevano lavori insieme e BORSELLINO gli aveva detto che a Villabate non si muoveva foglia senza che i MANDALÀ lo decidessero, loro ritennero di avvicinarsi a MANDALÀ per tentare di capire come si poteva chiudere questo tipo di operazione ed erano disponibili a dare a MANDALÀ, quando dico MANDALÀ alla famiglia, perchè BORSELLINO avrebbe preferito parlare col padre ma in quel momento il padre era detenuto, la metà del corrispettivo di questa mediazione che era abbastanza corposo, perchè parliamo di qualcosa come… adesso non ricordo l’estensione dell’area e… però insomma loro erano pronti ad acquistare fino a un massimo di 150.000 lire, perché all’epoca parlavamo di lire eravamo intorno al 2000, a metro quadro e se noi saremmo riusciti a chiudere i compromessi per dire a 80.000 lire, il resto era tutto guadagno.

P.M.:              Quindi una mediazione perché non era previsto un compenso in percentuale.

CAMPANELLA:              Loro davano il massimo e noi dovevamo occuparci sostanzialmente della chiusura di questi compromessi avremmo potuto mettere pure 20.000 lire e per cui avremmo guadagnato il resto.

P.M.:              Chiudevate 149 era diviso….

CAMPANELLA:              Esattamente per cui insomma si ipotizzava la possibilità di fare un ottimo guadagno da questo tipo di attività.

P.M.:              Questa è una proposta che fa chi ALUZZO?

CAMPANELLA:              Questo è l’accordo che aveva firmato ALUZZO con ASSET e proponeva a noi di occuparci e il ricavato sarebbe stato diviso a metà: metà a MANDALÀ perché io intervenivo nella qualità di consulente di MANDALÀ, e metà l’avrebbero preso BORSELLINO e ALUZZO che si sarebbero occupato materialmente poi delle misurazioni, della redazione dei compromessi ecc., ecc. Ne parlammo con MANDALÀ e fissammo un appuntamento … con… il mio socio GIALLOMBARDO all’epoca alla MANAGMENT SERVICE che poteva essere la figura che si poteva occupare ufficialmente di questa cosa, anche perché loro avevano oggetto sociale, consulenze e cose di questo tipo e mi ricordo che per quanto riguarda l’aspetto legale, per essere assistiti anche dal punto di vista legale sulla  stesura dei compromessi e sulla metodologia di lavoro, io invitai i miei zii avvocati COTTONE Antonino e Giuseppe per due ordini di motivi perchè oltre a essere legali, erano anche proprietari di una grossa fetta di questo terreno.

P.M.:              VIsto che prima che va avanti stiamo partendo dal 2000… sbaglio o nel ricordare il verbale aprile o comunque c’era già chi in qualche modo chi si era occupato di della parte della vicenda commerciale, prima?

CAMPANELLA:              Prima ma non c’entra niente questa, si, possiamo partire anche da prima.

P.M.:              E c’era l’interessamento di Antonino MANDALÀ?

CAMPANELLA:              Sicuramente di Antonino MANDALÀ ma erano due vicende diverse che poi si rincrociano in effetti, allora facciamo un passo indietro, prima del 2000 durante la legislatura 94/98 non mi ricordo.

P.M.:              Sindaco NAVETTA.

CAMPANELLA:              Sindaco NAVETTA e io presidente del consiglio non mi ricordo esattamente l’anno all’interno di questo quadriennio, perché oggettivamente non me lo ricordo, però è effettivamente riscontrabile a un certo punto ci occupammo di fare alcune varianti al Piano Regolatore Generale, MANDALÀ Antonino mi chiamò e mi disse che lui era in contatto con la Rinascente, che allora non era Auchan, la Rinascente che voleva fare un centro commerciale a Villabate e quindi sarebbe stato opportuno destinare questa area che in realtà.

P.M.:              Che è sempre la stessa.

CAMPANELLA:              E’ sempre la stessa perché è un’area che si presta perfettamente è un triangolo  tra i due assi stradali per intenderci: l’autostrada PA-CT e scorrimento veloce Agrigento incuneata perfettamente nello svincolo autostradale, tra l’altro tutta libera e poi si collegava col resto della area artigianale, per cui a quell’epoca MANDALÀ mi disse.

P.M.:              Questa volta il MANDALÀ Antonino (padre).

CAMPANELLA:              Antonino che era libero in quegli anni, che sarebbe stato il caso, anzi si doveva non sarebbe stato il caso, caso fare una variante al P.R.G. per destinare questa area a centri commerciali ci dissi che era una pazzia perché non esisteva nessun tipo di destinazione d’uso.

P.M.:              La destinazione quale è in realtà?

CAMPANELLA:              La destinazione verde agricolo non esisteva a seguito dell’approvazione del P.R.G. che era intervenuta per effetto del decreto assessoriale del novembre del 2005, quindi siamo sicuramente dopo il 2005.

P.M.:              95.

CAMPANELLA:              95 scusi, 95, novembre 95 e poi su questo altro piano parliamo diversamente. E quindi lui diceva area commerciale, io dissi che non aveva senso perchè urbanisticamente non esiste questa terminologia, mi studiai le carte, feci uno studio, mi andai a prendere anche le carte del P.R.G. di Palermo perché a quell’epoca si stava redigendo il P.R.G. di Palermo e mi resi conto che la destinazione più opportuna era area produttiva, così l’avevano chiamata area B produttiva che contestualizzava all’interno, comunque comprendeva all’interno le destinazioni artigianali, industriali e commerciali e quindi avrebbe permesso la nascita di una sicuramente di una attività commerciale e impupammo la variante, mi occupai personalmente di redigere tutta la relazione relativa a questa variante che era perfetta e tra l’altro inappuntabile. Prima di adottare questa variante poi MANDALÀ Antonino mi richiamò per dire che bisognava inserire un altro pezzo di terreno, che è un po’ più a monte dall’altra parte dell’autostrada, perché lui su questo pezzo di terreno lui aveva l’affare aveva un altro affare per fare un inceneritore. … Io non mi soffermai su questa vicenda perché mi sembrava un’altra pazzia e comunque mi disse di inserire questo pezzo di terreno perché lui stava… lavorando a questa cosa dell’inceneritore e quindi all’ultimo minuto inserimmo anche questo pezzo di terreno, che poi fu la causa della bocciatura della variante.

P.M.:              Di questa destinazione B produttiva.

CAMPANELLA:              Produttiva industriale quindi avrebbe previsto anche nella sua tipologia industriale la possibilità di fare questo l’inceneritore. Confezionammo la variante la adottammo come consiglio comunale mi ricordo allora adottammo tre varianti: questa, quella del parco suburbano che è esattamente a monte, parco suburbano e poi una variante in ordine alla viabilità interna al paese, tutte e tre le varianti furono bocciate, però su questo l’assessorato esprimeva un parere favorevole alla possibilità di destinare questa area a commerciale, però si lamentava del fatto che avevamo inserito quest’altro pezzo che era completamente  scollegato, per cui ci invitata come comune a rivedere questa variante. Tant’è che mi lamentai con MANDALÀ del fatto che se non avessimo inserito questo pezzo di terreno probabilmente la variante si sarebbe fatta. E comunque lì l’operazione veniva gestita direttamente dal MANDALÀ con la Rinascente e l’interlocutore era un certo ing. PILARA per conto della Rinascente e i contatti con questi signori venivano tenuti direttamente da MANDALÀ Antonino, da Giuseppe NAVETTA e… da ACANTO Giuseppe io non incontrai mai nessuno.

P.M.:              Lei si occupò della variante.

CAMPANELLA:              Esattamente della variante.

P.M.:              Questo terreno destinato all’inceneritore di chi era non di MANDALÀ ovviamente.

CAMPANELLA:              No, non di MANDALÀ non ho idea di chi fosse ma credo che fosse di persone che lui.

P.M.:              In qualche modo controllava.

CAMPANELLA:              No che voleva penalizzare perchè comunque l’avremmo espropriato per fare l’inceneritore però non so dirvi.

P.M.:              Quindi l’assessorato lo boccia?

CAMPANELLA:              L’assessorato boccia, non boccia, ci dice di rivederla, c’è tutto un parere articolato che sicuramente si può acquisire in cui dice che in effetti l’area si presta alle condizioni di area produttiva, però quell’altra parte è scollegata completamente scollegata per cui si demanda al comune la possibilità di rivedere questa cosa. Fine della storia nel senso che io di questa storia so questo. … Poi.

P.M.:              Poi viene sciolto.

CAMPANELLA:              Poi il comune viene sciolto e MANDALÀ arrestato e arriviamo al 2000.

P.M.:              Dove eravamo rimasti.

CAMPANELLA:              Alla MANAGMENT.

P.M.:              Con ALUZZO e BORSELLINO.

CAMPANELLA:              Già siamo alla MANAGMENT e facciamo questa riunione a cui partecipiamo io e GIALLOMBARDO per conto della MANAGMENT, ALUZZO e BORSELLINO che portavano diciamo le carte relativamente a questa vicenda, avevano già tutto il piano particellare perchè avevano fatto le visure particella per particella con il nome dei proprietari e una bozza di compromesso, opzione che doveva essere utilizzata per acquisire queste aree e i due miei zii che poi erano gli avvocati COTTONE che invitai io per darci una mano dal punto di vista legale.

P.M.:              Che erano presenti.

CAMPANELLA:              Che erano presenti non foss’altro perché erano proprietari di una grossissima fetta di questo terreno cioè i più grossi che sono innumerevoli proprietari e comunque la parte più grossa è intestata a loro per averla ricevuta in donazione da mio nonno perchè in realtà era di mio nonno che la diede alle figlie. Lì i miei zii espressero per la verità delle perplessità in ordine alla, alla operazione perché non dal punto di vista legale, ma perchè oggettivamente sembrava troppo complesso riuscire a mettere d’accordo 151 proprietari a queste condizioni. Per cui l’indomani di quella riunione sostanzialmente io e il mio socio GIALLOMBARDO rinunciammo all’incarico per due ordini di motivi: primo perché ritenevamo, soprattutto il mio socio, che fosse pericoloso imbarcarci in questa vicenda visto che proveniva dal MANDALÀ; due: perché ritenevamo impossibile anche per le nostre forze, visto che non ci occupavamo di mediazione e non avevamo idea di come contattare queste persone, riuscire a riuscire a definire i 150 quelli che erano compromessi per cui abbandonammo dissimo a BORSELLINO e a ALUZZO che non ci saremmo potuti occupare di questa vicenda. E il BORSELLINO tornò alla carica con MANDALÀ Nicola il quale mi richiamò dicendo che di questa cosa ci dovevamo occupare per cui lascia stare la MANAGMENT e ce ne occupiamo direttamente, per cui segui BORSELLINO e ALUZZO perchè se questa cosa va in porto noi comunque ci dobbiamo entrare. E ho fatto una seconda riunione questa volte in un ufficio a Palermo … che io ricordo la strada, ma non mi ricordo come si chiama.

P.M.:              L’ufficio era messo a disposizione da chi?

CAMPANELLA:              Da un commercialista che faceva da riferimento per questa società ASSET, però se ci passo insomma la troverò.

P.M.:              La troveremo.

CAMPANELLA:              La troverò.

P.M.:              La zona?

CAMPANELLA:              … Io non sono molto… non ho molta dimestichezza però se faccio un minuto di mente locale la identifico e in questo ufficio io arrivi per conto mio col motore, MANDALÀ mi disse avrebbe mandato qualcuno mi ritrovai un certo dr. RIVA presidente dell’ASSET DEVELOPMENT s.r.l. e i signori Nicola NOTARO, Mario CUSIMANO e Nino VITALE per conto di MANDALÀ. … Ci siamo seduti attorno a un tavolo c’era questo RIVA e questo commercialista su cui faceva base questo RIVA.

P.M.:              E ALUZZO E BORSELLINO.

CAMPANELLA:              E ALUZZO e BORSELLINO ovviamente, per cui individuammo i percorsi e decidemmo di avviare questa operazione con questo nuovissimo contratto che poi si stipulò a nome di CUSIMANO Mario, nel senso che L’ASSET avrebbe dato… cioè noi non fidandoci di… ALUZZO volevano entrare direttamente nell’operazione, questa per la verità non era una idea mia, ma era una idea di MANDALÀ. e avevano individuato come persona che direttamente doveva intestarsi il rapporto con l’ASSET Mario CUSIMANO.

P.M.:              E firmò lui.

CAMPANELLA:              Che firmò questo famosissimo contratto.

P.M.:              Era un mandato di assistenza.

CAMPANELLA:              MANDALÀ doveva occuparsi sempre di questo tipo di mediazione e quindi a stipulare tutte queste opzioni o promesse di vendita e comincia questa attività che in realtà non fu mai iniziata, nel senso che io non me ne occupai completamente … il CUSIMANO e il NOTARO e VITALE che erano interessati alla cosa cominciarono a muoversi e… contattando i sensali, cioè praticamente le persone che a Villabate si occupavano di mediazione immobiliare, dando voce di poter iniziare a contattare avevano il piano particellare persona per persona per tentare di avviare questa attività. Ma anche li oggettivamente poco fu fatto nel senso che questa gente un po’ per indolenza, un po’ perché lo faceva saltuariamente, un po’ perchè non aveva conoscenza né del mercato, né delle persone non non ebbe molto successo, tanto è vero che BORSELLINO e ALUZZO si continuavano a lamentare con MANDALÀ Nicola che questa cosa non stava producendo nessun effetto. E arriviamo fino a all’epoca in cui esce il MANDALÀ Antonino dalla galera, per cui lui viene scarcerato a questo punto ALUZZO e BORSELLINO, BORSELLINO soprattutto porta ALUZZO da MANDALÀ Antonino che riprendono tutta questa discussione lamentandosi del fatto che il figlio che aveva fatto questa cosa con CUSIMANO non era riuscito a occuparsi della vicenda e che invece la cosa era estremamente interessante e fui chiamato da MANDALÀ Antonino che mi chiese di fargli una relazione su tutto quello che era accaduto e del perchè non ce ne eravamo occupati, io dissi che avevo partecipato alle riunioni e che poi suo figlio insieme a Mario si erano intestati questa cosa e non so l’attività che era stata svolta. A questo punto si intesta direttamente dell’operazione il MANDALÀ Antonino che peraltro e mi racconta anche del fatto che precedentemente lui aveva con NAVETTA, contattato tramite l’ing. PILARA la Rinascente per fare questo tipo di operazione. E questa volta il MANDALÀ Antonino mette direttamente al servizio di BORSELLINO e di ALUZZO, pur lasciando il contratto intestato a Mario CUSIMANO che continua a non occuparsi della cosa, Mimmo PITARRESI e Salvatore PISCITELLO. Mimmo PITARRESI, sarebbe PITARRESI Girolamo sempre l’elettricista, per accompagnare BORSELLINO e ALUZZO persona per persona laddove nascessero delle problematiche relative alla stipula dei compromessi, Salvatore PISCITELLO perché essendo rappresentate della Artigian… di un… una sigla sindacale relativa agli artigiani Confartigianato poteva certamente dare una mano nella logica del fatto… che sarebbero nate problematiche con i piccoli artigiani, commercianti e cose di questo genere. E cominciano questa volta con una attività seria e metodica persona per persona a contattare, per la verità BORSELLINO e ALUZZO qualcosa avevano fatto perché erano riusciti già a chiudere il 20% dei compromessi, però aveva notevoli difficoltà laddove c’era molta gente che gli creava problemi, per esempio i miei zii che quando hanno ricevuto BORSELLINO e ALUZZO li hanno mandati a quel paese o tante altre persone che non li consideravano. Per cui si utilizzò la strategia di paventare l’esproprio anche perchè nel frattempo l’amministrazione comunale di Villabate che era gestita dall’allora commissione prefettizia stava istruendo la variante del Piano commerciale su iniziativa dell’ASSET perché la ASSET aveva agganciato l’arch. CARANO, per il tramite di un altro architetto di Roma, donna, che adesso non ricordo come si chiama ma è sicuramente nelle carte sia dell’amministrazione prefettizia, che della nostra amministrazione perché titolare del contratto di consulenza una donna di Roma, che era legata a CARANO per lavori che facevano insieme attraverso le società ECOSFERA, per cui la ASSET riuscì sostanzialmente a imporre al comune di Villabate amministrazione prefettizia questa consulente che in realtà era una sua emanazione e che gestiva direttamente per il tramite di ECOSFERA attraverso una persona che si chiama ing. DI NOTO … per cui nella il comune di Villabate cominciò a lavorare al piano commerciale secondo la legge che era stata emanata la famosa legge del 28 del 99 che poi ci sono state una serie di diffide per cui tutti i comuni dovevano occuparsi del piano commerciale, la ASSET che nel frattempo aveva cambiato anche compagine, per cui RIVA era scomparso e c’era ed era spuntato MARUSSIG, che poi mi spiegò che c’era stato una serie di cambi interni per cui RIVA non esisteva più e c’era MARUSSIG era riuscito a piazzare questo architetto che sostanzialmente gli confezionò la variante ad hoc.

P.M.:              …Al comune.

CAMPANELLA:              Noi non c’entravamo niente il rapporto era MARUSSIG, CARANO e questi signori per cui loro interloquivano tanto è vero che ALUZZO che perché poi cominciano una serie di incontri anche con MARUSSIG, quando entrò il MANDALÀ Antonino diciamo in in gioco e si comincia a occupare della chiusura dei compromessi, io mi comincio a incontrare con ALUZZO e MARUSSIG.

P.M.:              Alla presenza di MANDALÀ?

CAMPANELLA:              No MANDALÀ in questa fase non incontra mai MARUSSIG, le uniche persone che incontriamo MARUSSIG siamo io, Mimmo PITARRESI perora e Salvo PISCITELLO. MANDALÀ resta fuori anche perché MARUSSIG aveva sentito parlare di MANDALÀ e quindi in questa fase non era il caso che il MANDALÀ incontrasse direttamente MARUSSIG, e MARUSSIG diceva che per la parte relativa all’amministrazione lui ci aveva già pensato perché era riuscito a piazzare questo consulente e avevano CARANO nelle mani e stavano lavorando per loro.

P.M.:              Scusi ma CARANO è un funz.?

CAMPANELLA:              CARANO è un funzionario che proveniva dalla amministrazione pubblica comune di Palermo e che i prefetti avevano comandato a Villabate nella qualità di sovraordinato dell’ufficio urbanistica, quindi di stretta fiducia dei prefetti.

P.M.:              Dei commissari.

CAMPANELLA:              In realtà loro lavoravano per la ASSET ma questa è una vicenda anche nota, cosa succede che a un certo punto quindi MARUSSIG si stava occupando di questa cosa e noi ci occupavamo da un lato della chiusura dei compromessi che avveniva regolarmente, per cui il 20% che loro avevano fatto in poco tempo diventò 30, 40, 50, 60, 70% e io il PISCITELLO cominciammo a ragionare  con MARUSSIG sulle formule parasociali che dovevamo costruire attorno a questa vicenda, per cui nacque il consorzio CO.VI.AR.CO. che era un consorzio di artigiani e commerciali che doveva nascere per mitigare tutta quella contrapposizione che sarebbe nata a seguito delle proteste, delle dei cartelli sindacali dei piccoli commercianti per dire che lo spazio dei commercianti e degli artigiani di Villabate era  garantito ma serviva a noi, era una cosa che mi inventai io, perché serviva a noi per occupare attraverso il cartello sindacale quegli spazi che ci servivano che il MANDALÀ sia padre che figlio comunque mi dicevano che non dovevano scappare, nel senso che noi l’operazione dovevano avere una serie di spazi direttamente a nostro uso e consumo.

P.M.:              … La ASSET in questo contesto.

CAMPANELLA:              Esattamente e siamo a questo tipo di punto nel frattempo so per certo perché me lo raccontava PITARRESI Mimmo, io non mi occupai mai di nessun compromesso, ne incontrai mai nessun proprietario, che i lavori relativi alle chiusure delle opzioni procedevano a velocità, anche perché quando c’era un proprietario che un attimino storceva la testa il PITARRESI lo andava a trovare gli spiegava che era una cosa che voleva MANDALÀ e che si doveva fare.

P.M.:              Insomma con una minaccia implicita.

CAMPANELLA:              Minaccia esplicita direi non implicita e questo avveniva categoricamente per esempio ne posso citare qualcuno.

P.M.:              Si è fermata la cosa o?

P.M.:              No sta ancora.

CAMPANELLA:              Per esempio LI CASTRI Carlo.

P.M.:              Tra l’altro adesso…

P.M.:              LI CASTRI.

CAMPANELLA:              LI CASTRI che ha un pezzo di terreno all’interno di questo comprensorio che non è direttamente suo ma è legato alla suocera che non voleva firmare e Mimmo PITARRESI gli disse che MANDALÀ  chiedeva che fosse firmato e poi LI CASTRI mi venne a raccontare che convinse la suocera a firmare. Poi intervennero alcune problematiche persone vicine alla famiglia mafiosa.

P.M.:              I suoi zii per esempio?

CAMPANELLA:              Ne stavo parlando per esempio i miei zii che essendo parenti dei GRECO di Ciaculli e molto vicini a MANDALÀ per amicizia e per continuità mafiosa nonostante che sono i miei zii così è, a un certo punto non volevano firmare perchè gli sembrava poco il prezzo e volevano guadagnare qualcosa in più. Attraverso l’interessamento di MANDALÀ  il PITARRESI fece una richiesta speciale alla ASSET per cui si addivenì a un compromesso con un prezzo diverso da tutti gli altri per i miei zii che firmarono l’opzione. Anche perchè il MANDALÀ li coinvolse sia per questo aumento di prezzo e gli promise eventualmente ulteriori utili dalla operazione del centro commerciale.

P.M.:              Questo MANDALÀ padre?

CAMPANELLA:              Antonino.

P.M.:              Antonino.

CAMPANELLA:              Questo lo so per certo per averlo appreso sia dai miei zii e dal MANDALÀ Antonino.

P.M.:              E altre persone che furono minacciate più o meno esplicitamente a parte questo LI CASTRI?

CAMPANELLA:              Questo LI CASTRI minacciato esplicitamente non ne ricordo, però Mimmo PITARRESI me ne parlo di due o tre cognomi anche perché molti cognomi a me non dicono niente ah ecco mi ricordo PITARRESI Vito che non voleva firmare e fu convinto da D’AGATI Giovanni perché parente di D’AGATI Giovanni, quindi PITARRESI gli mandò D’AGATI Giovanni a dirgli che doveva firmare e firmò.

Prima microcassetta lato B.

P.M.:              Si, stavi chiedendo qualcosa su altri proprietari.

P.M.:              Le volevo chiedere questo altri proprietari ulteriori rispetto ai COTTONE suoi parenti che furono beneficiari da un prezzo maggiore.

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              Ce ne sono stati?

CAMPANELLA:              Ce ne sono stati Adolfo FIORINO che vi dirà certamente qualcosa perchè stato arrestato in passato, è nipote di DI PERI che venne da me questo FIORINI venne direttamente da me per dire: mi è stato proposto questo compromesso, ma che devo fare? Ho devi firmare perchè non puoi che firmare, dice: ma, io a chi mi devo rivolgere? Dissi: a MANDALÀ Antonino, lui andò a parlare direttamente con MANDALÀ Antonino il terreno non è intestato a FIORINI  Adolfo ma è intestato alla zia comunque direttamente a una parente dei DI PERI per cui anche in quella occasione, lo seppi per averlo confermato sia dal MANDALÀ prima e poi dal da PITARRESI e da FIORINI che me lo venne a riconfermare alla fine ebbero un prezzo di favore rispetto a tutta la massa dei compromessi, quindi il MANDALÀ sempre per il tramite di PITARRESI si interessò dicendo che per questo progetto bisognava fare un prezzo  particolare e così fu fatto. Mentre altre persone che furono minacciate … ce ne furono tre o quattro però oggettivamente oggi non ricordo i cognomi però probabilmente se li rileggessi me li ricorderei o comunque mi sovverranno.

P.M.:              Mi scusi perché questo, non ho capito, lei ha detto che l’origi., quanto meno l’originario accordo tra questi che muovevate sul territorio e la ASSET era che la ASSET stanziava un budget.

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              In sostanza con un prezzo massimo.

CAMPANELLA:              Ah si ha ragione devo spiegare anche questo per cui il prezzo era.

P.M.:              Mi scusi perché così chi legge capisce quale era la domanda e poi la sua risposta. Sembrava che in sostanza se voi praticate 150 andate come dire in pareggio cioè non guadagnate niente, se praticavate un prezzo di 120 guadagnavate la differenza questo era l’accordo originario, siccome lei dice che da alcuni fu fatto tramite MANDALÀ che insistette sulla ASSET un prezzo maggiore le due cose non appattano.

CAMPANELLA:              Perché ho omesso di dire che alla fine si decidette di optare per fare direttamente 130.000 lire a tutti, lasciando un guadagno di 20.000 lire a metro quadro su tutta l’operazione.

P.M.:              A voi che vi muovevate.

CAMPANELLA:              A noi che ci muovevamo, a loro per la verità comunque a noi perchè.

P.M.:              Qualcosa le sarebbe venuto immagino.

CAMPANELLA:              Di questa cosa per la verità….

P.M.:              No.

CAMPANELLA:              Non lo so.

P.M.:              Forse si.

CAMPANELLA:              Punto interrogativo, comunque non è questo il problema decidemmo di fare 20.000 lire metro quadro come utile che rimaneva a noi e fare omogeneo 130.000 lire, per le richieste di COTTONE e FIORINI siccome il prezzo eccedeva anche le 150.000 e MANDALÀ non voleva compromettere l’utile si fece autorizzare direttamente da ASSET per le richieste.

P.M.:              Vabbè quindi sborsò un qualcosa in più.

CAMPANELLA:              Che adesso non so quanto sono ma facilmente individuabile.

P.M.:              Comunque passò…

CAMPANELLA:              I compromessi perchè sono tutti registrati per cui insomma.

P.M.:              Vabbè chiarito il fatto.

CAMPANELLA:              E questo avvenne. Nel frattempo arriviamo quasi a ridosso delle elezioni comunali, per cui ci furono una serie riunioni tra me e MARUSSIG e il candidato a sindaco che già nella fattispecie era individuato in Lorenzo TARANTINO per definire anche la parte da inserire all’interno del programma del sindaco perché sposavamo noi l’idea del centro commerciale. … In questa vicenda qualche tempo prima che già  ci fosse aria di elezioni per la verità c’era stato un minimo di polemica e di scandalo perchè i carabinieri avevano sequestrato le carte al comune di Villabate sulla scorta di alcuni esposti che la Confcommercio aveva fatto, ritenendo che si stesse fotografando questa area a favore dell’ASSET, cosa che in effetti era realissima perchè attraverso l’intervento di questo DI NOTO, questo architetto di Roma che non scrisse mai niente ma scriveva DI NOTO a firma signora di Roma, sostanzialmente veicolava la variante verso MARUSSIG e la ASSET. Quando successe questo sequestro di carte dei carabinieri i rapporti tra, giustamente l’arch. CARANO venne messo in seria difficoltà dai commissari che volevano conto e ragione di quello che stava succedendo all’ufficio urbanistica, per cui l’ipotetica variante iniziale così come pensata dalla ASSET fu completamente modificata, soprattutto nella parte della volumetria perciò se loro pensavano di 1.000 mc sostanzialmente fu tagliata a 400 mc lasciando però inalterato il sistema perverso che avevano immaginato di utilizzare, che era quello dell’argomento del Piano PIP e quindi la utilizzazione del meccanismo dell’esproprio anche per la parte commerciale. Perchè cos’è che avevano fatto siccome a fianco di quest’area.

P.M.:              Avevano il soggetto che è CARANO.

CAMPANELLA:              Amministrazione prefettizia per il tramite di CARANO e di questo consulente avevano immaginato di fare il piano commerciale individuando questa area come area da destinare alle grandi superfici di vendita, e utilizzando il meccanismo dell’allargamento dell’area PIP, che è esattamente a fianco, per area PIP si intende una area destinata  esclusivamente artigianali finanziata e approvata dalla Regione Siciliana Assessorato commercio, artigianato e cooperazione. Cosa assolutamente impossibile per due ordini di motivi perché il PIP non si poteva utilizzare, l’esproprio per privati è una cosa inimagginabile e soprattutto perché la legge sui piani commerciali prevede che per la grande distribuzione i comuni devono trovare almeno due aree alternative per evitare il meccanismo.

P.M.:              Del monopolio.

CAMPANELLA:              Del monopolio. E comunque questa cosa comunque alterò il rapporto tra CARANO e i prefetti per cui i prefetti tentarono in estremis di modificare la variante che fu adottata. Successivamente si resero conto.

P.M.:              Dalla commissione.

CAMPANELLA:              Dalla commissione prefettizia, quando gli  esposti continuarono a dire che era stata fotografata anche per questo meccanismo di esproprio e di bando che avvantaggiava assolutamente la ASSET che già stava facendo attività di… acquisto acquisizione delle opzioni, addirittura revocarono il piano che avevano adottato e siamo proprio la settimana prima delle elezioni comunali, fecero un provvedimento di urgenza del piano che avevano adottato avendo capito di avere sbagliato e essendo incappati in questo errore, scrivendo una lettera dando disposizione agli uffici che avevano un certo numero di giorni 40/50, adesso non ricordo quanti, per modificare queste problematiche tecniche che individuarono in tre quattro punti e quindi lasciarono la palla la patata bollente alla nuova amministrazione che si stava insediando, nel frattempo noi che eravamo impegnatissimi in tutta l’attività di campagna elettorale perché nei mesi precedenti avevamo fatto tutto quello che … lei immagini la composizione delle liste, la scelta del candidato a sindaco e tutte queste gran camorrie.

P.M.:              Noi chi siete? Impegnati in questa campagna elettorale.

CAMPANELLA:              Tutti io, MANDALÀ Antonino, MANDALÀ Nicola e sicuramente tutte le persone che facevano politica da contattare, sensibilizzare, la scelta del candidato a sindaco, la formazione delle liste, la stesura del programma. Ricollegandomi a quello che ho detto pocanzi ci furono due o tre incontri con MARUSSIG a cui presentai già il prescelto candidato a sindaco, che era Lorenzo TARANTINO, per cominciare a parlare di piano commerciale e farci aiutare anche da uno, che poi sarebbe stato il direttore di questa cosa e che tecnicamente ne comprendeva per darci due, tre cartelle da inserire nel programma del sindaco, ci siano visti due o tre volte all’hotel… quello che c’è a Mondello La Torre? … All’Hotel La Torre di Mondello e siamo a questa fase elezioni del sindaco vinciamo le elezioni.

P.M.:              Scusi l’interruzione visto che abbiamo chiuso un capitolo, CARANO, se che lei ne sa… questo suo desiderio di aiutare la… MARUSSIG lui e la ASSET, da cosa nasceva?

CAMPANELLA:              Dietro compenso.

P.M.:              E questo volevo.

CAMPANELLA:              Lo so perchè MARUSSIG  me lo specificò che lui pagava, oltre al contratto di consulenza che avevano beccato al comune, che era comunque corposo perchè si parlava adesso non ricordo.

P.M.:              Vabbè questi erano rapporti.

CAMPANELLA:              Qualche centinaia di milioni.

P.M.:              Tra il comune il commissario prefettizio e lui che era un funzionario … (incomprensibile) che era se ho capito bene.

CAMPANELLA:              Esattamente per il tramite di DI NOTO, CARANO aveva promesso un lauto compenso sulla realizzazione di questa operazione commerciale perchè tutto il perno di MARUSSIG è DI NOTO sia nella gestione di questo architetto di Roma, che sembrerebbe essere un pezzo grosso di ECOSFERA e quindi DI NOTO comunque è un operativo di ECOSFERA e sia nell’interlocuzione con CARANO perché questo architetto di Roma interloquiva con CARANO.

P.M.:              DI NOTO ha studio a Palermo allora?

CAMPANELLA:              DI NOTO è un siciliano di origini di Montelepre però ha studi a Roma, lavora presso ECOSFERA di Roma e fa spola con l’ufficio ECOSFERA di Palermo.

P.M.:              Va bene. E soldi a CARANO ne sono arrivati?

CAMPANELLA:              Questo non ne ho idea.

P.M.:              Erano stati promessi.

CAMPANELLA:              Erano stati promessi so che c’erano un interesse di tipo economico ma non sono mai entrato né nel rapporto, né nelle quantità e né nei pagamenti.

P.M.:              Però MARUSSIG le disse che c’era questa interesse.

CAMPANELLA:              Che CARANO era un l’uomo il loro uomo all’Avana per dire cioè la persona che stava modificando le carte.

P.M.:              Era in quanto c’era una promessa di denaro.

CAMPANELLA:              C’era una promessa di denaro.

P.M.:              Vabbè.

CAMPANELLA:              Però non conosco né i termini.

P.M.:              Certo.

CAMPANELLA:              Né quello che avvenne per cui non mi chieda di questi rapporti perchè io manco conosco CARANO, certo so che si chiama Aldo CARANO l’ho visto 3, 4 volte ma non ci ho mai parlato.

P.M.:              Perfetto venite.

CAMPANELLA:              Poi seppi successivamente che CARANO si dimise in virtù del fatto di questo casotto che no addirittura è stato ordinato con una lettera di protesta dei commissari, qualche giorno prima della scadenza del loro mandato si dimise da questo incarico che gli avevano dato e ritornò nel suo ufficio di Palermo.

P.M.:              Dopo la revoca dei commissari.

CAMPANELLA:              Esattamente, tra la revoca e la scadenza del mandato, c’è una lettera di dimissioni che io poi lessi da qualche parte. Nel frattempo vinciamo le elezioni e quindi ci insediamo in questa amministrazione e il primo problema che ci siamo trovati davanti è questo: perchè i commissari avevano revocato il piano commerciale e dato mandato agli uffici di redigere in un lasso di tempo veramente breve variante riveduta e corretta in una serie di punti tecnici. Questo fu, nel frattempo noi eravamo impegnati in tutti i problemi legati a assessori cose di questo genere e comunque fu la scusa per farmi dare immediatamente l’incarico di consulenza proprio il piano commerciale fu sostanzialmente la la prima cosa di cui mi occupai nella veste di consulente per cui.

P.M.:              Consulente del sindaco?

CAMPANELLA:              Consulente del sindaco, vabbè cambia ben poco comunque nella figura di esperto.

P.M.:              Normalmente era del sindaco.

CAMPANELLA:              Del sindaco e tra le problematiche di cui mi dovevo occupare era proprio questo piano commerciale andai dall’ing. ANDO’, che era titolare dell’ufficio tecnico, e incontrai l’ing. ANDO’ con MANDALÀ Nicola, il quale gli disse che per tutta questa operazione del piano commerciale, mi doveva fare riferimento a me, e che noi ci tenevamo affinché il piano commerciale fosse approvato in breve termine perchè eravamo interessati economicamente all’operazione, promettendo all’ing. ANDO’ di metterlo a parte di utili economici non quantificando la cifra e comunque loro erano già in rapporti di questo tipo per cui fu un discorso, adesso non ricordo neanche dove ci siamo visti, ma avvenne questo incontro prima che io mi occupai in cui il MANDALÀ assicurò l’ing. ANDO’ che questa cosa andava fatta e me ne occupavo io. E costituimmo il famosissimo la famosissima Unità di Progetto abbiamo fatto una Unità di Progetto che si sarebbe occupata della rimodulazione del piano commerciale dove eravamo io, confermammo l’incarico all’architetto di Roma, perchè confermammo l’incarico all’architetto di Roma? Perchè nel frattempo MARUSSIG ci disse che continuavano a essere persone loro e mi presentò e fu il momento in cui mi presentò il DI NOTO il quale questa volta per non interloquire con questo architetto di Roma che sostanzialmente non sa nulla della vicenda, ma era titolare di un contratto fantasma perché se ne occupava DI NOTO, preferiva avere l’incarico direttamente, io sostenni che non si poteva fare perchè sarebbe stato assurdo nominare un consulente terzo, anzi a noi veniva molto meglio confermare il consulente dei prefetti, perché avendo scelto i prefetti noi eravamo assolutamente immuni da qualsiasi decisione, per cui sostanzialmente stavamo confermando l’incarico.

P.M.:              Una linea di assoluta trasparenza.

CAMPANELLA:              E quindi spiegai al CARA., al DI NOTO che non se ne parlava assolutamente di cambiare incarico che lui avrebbe continuato a lavorare sotto il nome di questo architetto, che io non ho mai conosciuto, ed erano problemi suoi risolversi questa cosa e così abbiamo fatto.

P.M.:              Quindi l’incontro lei?

CAMPANELLA:              MARUSSIG e DI NOTO abbiamo confermato l’incarico all’architetto vattalappesca di Roma, dopo essermi incontrato con il DI NOTO per credo 50 milioni, 50 mila euro adesso non mi ricordo.

P.M.:              E’ un fatto formale.

CAMPANELLA:              E’ un fatto formale assolutamente riscontrabile che il DI NOTO si lamentò essere pochi per rimodulare tutta questa cosa, io dissi che questa era la situazione e di questo si doveva accontentare per eventuali somme ulteriori doveva fare riferimento a MARUSSIG se voleva essere pagato perché il comune questo aveva, questo c’era pure MARUSSIG e MARUSSIG mi disse non ci sono problemi. E quindi l’arch. di Roma continuava a essere la continuità, tutto l’ufficio tecnico era pure la continuità addirittura individuammo alcune persone fisiche dell’ufficio tecnico e io da consulente esterno. Perché individuammo alcune persone fisiche perché per invogliarli anche economicamente a questa cosa abbiamo fatto una Unità di Progetto specifico e abbiamo messo una somma ad hoc che sarebbe stato straordinario rispetto al lavoro ordinario di questo ufficio tecnico e mi ricordo che in questa Unità di Progetto c’erano l’ing. ANDO’, il geom. CUCCI’, il geom. ROTOLO e qualche altro che mi segnalò ANDO’ che adesso non ricordo ma c’era forse, forse… Giuseppe COTTONE ma comunque è facilmente riscontrabile.

P.M.:              Questo è un fatto.

CAMPANELLA:              Un fatto formale.

P.M.:              E’ un fatto formale del comune.

CAMPANELLA:              E abbiamo cominciato a lavorare su tutta questa vicenda del paino commerciale che non si presentò estremamente facile e infatti alla fine abbiamo ci abbiamo messo circa due anni perchè c’erano tutta una serie di problematiche tecniche da risolvere di cui io ho parlato, perché ricominciamo ad andare presso gli uffici che si occupavano di questa vicenda per cominciare a capire quali erano gli angoli da smussare e le problematiche da affrontare per far diventare il piano sostanzialmente inattaccabile dal punto di vista urbanistico e devo dire ci siamo riusciti, perché alla fine oggi lo approva la Regione Siciliana per cui sostanzialmente abbiamo risolto uno dopo l’altro tutti i problemi che avevano inficiato la.

P.M.:              L’ultima…

CAMPANELLA:              E che avrebbero inficiato io dico l’approvazione di questo piano, perché se questo piano non fosse stato revocato e mandato alla Regione sarebbe sarebbe stato certamente bocciato. E qui veniamo al ruolo di ANDO’ che in quel caso lavorava per il centro di Brancaccio perchè poi scoprimmo che ANDO’ era interessato al centro di Brancaccio e siccome è una persona bravissima, dal punto di vista professionale, aveva già individuato i lati tecnici che avrebbero inficiato l’approvazione di questo piano, li aveva già verificati negli uffici e non li aveva sollevati perchè lavorava per la bocciatura di questo piano, perchè il fratello era interessato economicamente al centro commerciale di Brancaccio.

P.M.:              In che modo?

CAMPANELLA:              Questo non glielo so dire in che modo.

P.M.:              Suo fratello cosa è?

CAMPANELLA:              Non ne ho idea abbiamo scoperto dopo che il fratello era interessato economicamente al centro commerciale di Brancaccio, io non conosco il fratello ho saputo di questa vicenda l’ho saputa per il fatto che abbiamo scoperto la presenza di ANDO’ alle conferenze di servizio del centro commerciale di Brancaccio, ma non in veste di componente dell’ufficio tecnico di Villabate ma a titolo personale perchè sostanzialmente il fratello era è interessato era interessato economicamente a questa vicenda della Collegno, della Panormus di tutti questi soggetti che gravitavano su Brancaccio. Tant’è è vero che a me mi crollo il mondo quando io ho scoperto questa vicenda.

P.M.:              Come l’ha scoperto?

CAMPANELLA:              Perché era nelle conferenze di servizio e poi anche MARUSSIG scoprì questo fatto perché nel frattempo MARUSSIG aveva sguinzagliato tutta una serie di personaggi che cominciarono a occuparsi delle ragioni per le quali noi perdevamo tempo il nostro lavoro veniva ostacolato alla Regione Siciliana perché così fu.

P.M.:              Di questo.

CAMPANELLA:              Ne andiamo parlando.

P.M.:              Quindi siamo arrivati che voi vi cominciate a muovere per capire.

CAMPANELLA:              E cominciamo ad andare.

P.M.:              Partendo dalla delibera poi revocata dai commissari giusto?

CAMPANELLA:              Esattamente la prima cosa che abbiamo fatto è andare all’assessorato al commercio dove siamo andati a trovare un certo RIBELLINO funzionario dell’assessorato al commercio che era conosceva perfettamente ANDO’ io lì poi collegai tutta una serie di vicende, perchè appena siamo entrati si sono abbracciati ciao Agostino, ciao, come stai? Ho detto vi conoscete ANDO’ lì per lì mi disse: abbiamo la cabina insieme a Mondello. In realtà non era così perché in realtà ANDO’ era già stato lì per capire come fare a bocciare Villabate per potere favorire Brancaccio, cioè micidiale! Comunque e il primo… diciamo la prima il primo ufficio che affrontammo fu questo e li ci rendemmo che il piano di Villabate era assolutamente difforme alla normativa per questo fatto della doppia area perché la legge è chiarissima.

P.M.:              Ci vogliono due aree.

CAMPANELLA:              Lì dice i comuni devono individuare, laddove vogliono fare grande distribuzione, almeno due are per evitare regimi di monopolio, mentre loro ne avevano individuato una soltanto e quindi già questo era un elemento certo che avrebbe determinato la bocciatura del piano dal punto di vista normativo e tecnico e quindi abbiamo preso atto che dovevamo trovare una seconda area e cominciammo a lavorare su questa cosa della seconda area. Nel frattempo ci siamo resi conto che dovevamo, perché una delle cose che erano espressamente specificate dalla commissione prefettizia era di cassare questa cosa del bando, perché loro avevano fatto questo bando pubblico … e adesso diciamo vado a memoria perché comunque avevano innescato la procedura di esproprio e in quanto tale avevano fatto un bando di evidenza pubblica.

P.M.:              Loro soggetto?

CAMPANELLA:              Loro commissione prefettizia per cui il vecchio piano cosa prevedeva? L’individuazione di una sola area come allargamento del PIP, che prevede la procedura di  esproprio, e siccome c’era esproprio, avre., non è che l’esproprio avviene sulla base di ASSET, avrebbero fatto un bando pubblico nel quale il 70% del punteggio veniva determinato dal fatto di avere le aree, la stragrande maggioranza di aree e quindi ASSET.

P.M.:              Quindi la fotografia.

CAMPANELLA:              Era questa, ecco come avevano erano riusciti a fare la fotografia di ASSET avevano innescato per cui se ASSET e… avrebbe opzionato il 50% delle aree, il resto gliele avrebbero espropriate e gliele avrebbero date nella loro testa, in realtà l’ing. ANDO’ sapeva perfettamente che questo piano.

P.M.:              Che non era.

CAMPANELLA:              Non sarebbe mai passato alla regione e quindi questo altro problema che innescava altri due problemi uno andare a parlare con… il… la parte dell’assessorato che si occupava del finanziamento e delle aree artigianali che noi avevamo già avuto, e che i commissari avevano fatto bloccare, perché nel frattempo questo meccanismo di individuare l’allargamento del PIP aveva generato un problema al Genio Civile perchè il Genio Civile a cui mandarono le carte, si era reso conto che anche il PIP originario degli anni 89 non poteva essere approvato, per cui bloccarono tutte le concessioni dell’area artigianale e mi ricollego a MICALE - MANDALÀ che a un certo punto vista la tangente pattuita si era visto bloccare i lavori.

P.M.:              E quindi è il discorso di cui abbiamo già parlato.

CAMPANELLA:              E quindi tutta questa serie di problemi che generò notevole lavoro perchè noi dovevamo leggere le norme, affrontare problemi quindi io cominciai lavorai giorno notte a casa e al comune con l’assistenza di ANDO’ che in realtà era un nemico, io lo vedevo come amico, ma lui mi faceva perdere tempo per cui diceva la Unità di Progetto la convochiamo, io gli dicevo domani no, la prossima settimana e già c’era una settimana in più. Poi un certo punto mi incavolai e lo feci rimproverare MANDALÀ perché ho detto vedi che quello ci sta facendo perdere tempo e quindi rimproverammo l’ing. ANDO’ che dovevamo correre, anche perchè avevo a MARUSSIG che dall’altro lato mi pressava e… intervenni direttamente per via anche dei miei rapporti personali per esempio: il Genio Civile intervenni personalmente con Pino FRICANO sindaco di Bagheria, il cui cognato è Ing. Capo del Genio Civile l’ing.  LO MONACO per cui andai personalmente dall’ing. LO MONACO per tentare di risolvere questo problema tecnico. E trovammo la strada per poter risolvere perchè in realtà loro dicevano che tecnicamente mancava la relazione geologica al vecchio piano e avevano bloccato le licenze per cui abbiamo dato un incarico, abbiamo fatto una nuova relazione geologica, abbiamo risolto questo problema abbiamo disgiunto i problemi, per cui da un lato abbiamo sbloccato la vicenda degli artigianali e quindi cominciammo pure tra le altre cose a dare le concessioni a questi signori e in quel periodo storico avviene l’incontro con MICALE e dall’altro abbiamo disgiunto e poi abbiamo individuato la seconda area. Sulla seconda area non siamo andati a caso a individuare la seconda area, anche perchè avevamo paura di muoverci in un terreno che avrebbe provocato polemica, ma abbiamo individuato la seconda area, area B, in sempre nella stessa zona esattamente dopo l’area artigianale, per cui c’è questa grande area A, l’area artigianale che era approvata e poi questa seconda area B che è di dimensioni più ridotte. Su questa area B, i commissari già nel piano commerciale l’avevano citato perché essendo già un’area a destinazione produttiva non c’era bisogno di modificare la destinazione era molto più semplice, tra l’altro su questa area era stato presentato un progetto di lottizzazione privata. E anche qui c’è da fare tutto un ragionamento, perchè il progetto di lottizzazione privata fu presentato da Nino FONTANA … il quale si raccomandò con suo parente architetto GIANNONE che era il titolare dell’urbanistica sovraordinato da CARANO e la fece inserire nel piano commerciale per sbloccare questa lottizzazione, chiedendo delle tangenti a tutti i proprietari di questa lottizzazione, tra cui anche Andrea COTTONE, nel momento in cui esce Andrea COTTONE litiga con Nino FONTANA ed è lui che chiede a tutti proprietari un ulteriore pizzo per la mafia per questa lottizzazione e me ne viene a parlare. Al punto che a un certo punto io mi confusi e me parlai con MANDALÀ perché gli dissi ci sono due persone che chiedono soldi alla gente uno è Nino FONTANA che si è occupato della lottizzazione e l’altro è Andrea COTTONE che si sente di chiedere il pizzo in funzione della sua appartenenza alla mafia e poi perchè è proprietario di un pezzo di terreno e per la verità non è titolare ma è intestato a COTTONE Angelo ed è in società. E lì MANDALÀ intervenne e risolse il problema per cui mi disse Nino FONTANA sa che si deve fare il soldato, questa frase, queste testuali parole palesemente indicando che Nino FONTANA era con loro, però sapeva che non poteva muoversi a chiedere denaro, quindi parlò col FONTANA per dirgli che lui non doveva chiedere denaro e autorizzò invece il COTTONE a chiedere il denaro a questi signori per questa lottizzazione.

P.M.:              Mi sono distratto aspetti questa è la seconda area che voi poi destinate come potenziale alternativa, giusto? E’ la storia pregressa evidentemente.

CAMPANELLA:              Questa è la storia pregressa perchè già ai tempi dei commissari Nino FONTANA utilizzando il geom. GIANNONE che è suo parente all’ufficio tecnico aveva presentato una lottizzazione di interesse privato.

P.M.:              Lottizzazione significa.

CAMPANELLA:              Chiedendo soldi alla gente.

P.M.:              …Dico lottizzazione per fare edilizia.

CAMPANELLA:              Normale, normale ma che doveva passare dalla variante perchè se no.

P.M.:              Certo.

CAMPANELLA:              Non avrebbe perchè la lottizzazione comunque va adottata dalla regione quindi utilizzarono questa variante per inserire pure questa lottizzazione.

P.M.:              La variante del piano commerciale.

CAMPANELLA:              Del piano commerciale.

P.M.:              E invece voi quindi già…

CAMPANELLA:              E io me la trovai nelle carte poi mi venne a trovare a me COTTONE Andrea per dirmi c’è questa lottizzazione e successivamente venne Nino FONTANA a lamentarsi del fatto che COTTONE Andrea chiedeva soldi per cui io a un certo punto mi confusi andai da MANDALÀ e dissi.

P.M.:              Che c’era qualche problema.

CAMPANELLA:              Qua c’è qualche cosa che non funziona e questa è un’altra vicenda.

P.M.:              Però questa lottizzazione salta.

CAMPANELLA:              Esatta., alla fine non è vero che salta perchè noi individuando la seconda area come area B abbiamo preso due piccioni con una fava, perché facendo il centro commerciale nell’area A, nell’area B comunque gli veniva comunque lottizzata.

P.M.:              Certo.

CAMPANELLA:              E quindi risolto il problema dell’uno e dell’altro.

P.M.:              E sul pagamento.

CAMPANELLA:              Ecco perché individuai la.

P.M.:              … (incomprensibile) arrivò a riscuotere di queste nuove tangenti?

CAMPANELLA:              Non ne ho idea.

P.M.:              COTTONE certamente si.

CAMPANELLA:              COTTONE certamente no perchè poi morì e questa cosa restò in aria per cui ad oggi non so poi alla fine.

P.M.:              Cosa successe.

CAMPANELLA:              Quali sono gli accordi, chi li ha presi e come sono stati presi. Certamente ne saprà qualcosa  COTTONE Angelo che sarebbe sempre fratello dei miei zii avvocati, macellaio, e che era socio di COTTONE Andrea in questo appezzamento di terreno.

P.M.:              E quindi sarà informato sull’evoluzione.

CAMPANELLA:              Sicuramente o per avere ereditato il fatto anche di chiedere soldi perché sarebbe possibile in quanto comunque uomo vicino alla famiglia mafiosa Ciaculli GRECO essendo in stretti rapporti con MANDALÀ, o perché utilizzarono successivamente nuovamente il FONTANA che si era interessato della cosa. E comunque con questa operazione di individuazione area noi risolvevamo tutti e due i problemi perché delimitando in questa area qua che già peraltro era produttiva l’area B, avevamo risolto sia l’uno che l’altra, perchè mettevano in concorrenza le due aree, ma sapevamo che quella sarebbe arrivata prima, peraltro questa l’avevamo sotto controllo perchè i proprietari erano … e… sotto il controllo comunque o di FONTANA o di COTTONE di uno dei due.

P.M.:              Sempre MANDALÀ.

CAMPANELLA:              Giusto? E garantì quando MARUSSIG propose abbiamo proposto la soluzione a DI NOTO e quindi a MARUSSIG, il DI NOTO ci disse ma siete pazzi se questi arrivano a presentare il progetto prima di noi e noi garantimmo che tutti non si sarebbero mossi. E quindi individuammo l’area B, c’era un problema che siccome l’area B è notevolmente ridotta dell’area A abbiamo dovuto aumentare le cubature, perché non si sarebbe immaginato come lì potevamo venire 30.000 metri  e lì, utilizzando lo stesso sistema di cubatura ne sarebbero venuti 800 metri che certamente struttura da grande distribuzione, per cui aumentammo il sistema degli indici di edificabilità confortati dal fatto che questa era un’area urbanizzata, perché nel frattempo quest’area era già urbanizzata dal PIP finanziato con le somme regionali; e ci fu un altro problema allora ci ponemmo il problema che eventualmente la Regione ci poteva chiedere la restituzione delle somme che avevamo utilizzato per l’urbanizzazione dell’area, per cui siamo poi tornati all’ufficio delle aree artigianali e ci hanno detto che per un cosa del genere non avrebbero fatto… che teoricamente si doveva fare ma che siccome era una cosa vecchia di 10 anni fa, non avrebbero fatto questa cosa. E quindi alla fine, ma tutto questo di cui ho parlato io in pochi minuti è durato mesi.

P.M.:              Due anni.

CAMPANELLA:              Mesi e mesi di andare, tornare, individuare, indici di cubatura, anche perchè comunque c’era l’ing. ANDO’ che remava contro per cui mi faceva sempre perdere tempo. … Poi che cosa abbiamo risolto, poi abbiamo risolto il problema dell’ANAS perchè c’era da individuare tutto il sistema del collegamento viario e c’era da individuarlo intanto per la problematica relativa all’ingresso  e all’uscita di questo piano commerciale e compatibilmente alle ai progetti ANAS sui lavori relativi alla terza corsia. E qui cominciarono a nascere dei problemi per cui alla fine noi non lavoravamo sulle carte e sulle soluzione tecniche perchè ci pensava DI NOTO, sostanzialmente noi non facevamo nulla perché il DI NOTO lavorava per conto MARUSSIG per noi e ci forniva due tecnici, uno per la verità, tutto l’ufficio ECOSFERA lavorava per questa cosa a Palermo e anche l’ufficio ECOSFERA di Roma era impegnato in questa cosa per cui quando io avevo bisogno di una tavola di una variante di una soluzione tecnica chiamavo a DI NOTO e DI NOTO metteva i suoi a lavorare su questa cosa. Alla fine si addivenì, e Roma chiaramente lavorava con MARUSSIG per cui era come se MARUSSIG lavorasse all’interno del comune, si definì la ipotesi progettuale che poi è quella definita adesso che prevedeva una situazione di accesso e di uscita con delle complanari volanti che direttamente si sarebbero innestate nell’autostrada e questo perchè avrebbe dato molto un valore molto più grande all’intera operazione perché avrebbero avuto direttamente l’accesso dall’autostrada senza passare dal comune di Villabate, anche se questo ipotizzava una spesa non indifferente per la società perché si sarebbe sobbarcata il carico e il costo di realizzare l’impianto viario che era notevole perché…

P.M.:              Comunque.

CAMPANELLA:              Però MARUSSIG mi disse che non c’erano problemi di sorta. Fatta la variante cioè fatta l’ipotesi progettuale poi andammo all’ANAS e ci furono… che le  posso dire un mese di andare, venire cominciare a parlare con l’ufficio grande viabilità.

Seconda microcassetta inizio lato A.

P.M.:              Allora riprendiamo abbiamo girato la cassetta. Stavamo parlando dell’ufficio grande viabilità.

CAMPANELLA:              E lì si occupò l’arch. ALUZZO di portarci all’ANAS, perchè l’arch. ALUZZO aveva un amico all’ANAS che avrebbe… addirittura mi consentì di sedermi nella scrivania e scrivere io la lettera del nulla osta al comune di Villabate.

P.M.:              Come si chiama questo signore?

CAMPANELLA:              Non me lo ricordo.

P.M.:              Ma si ricorda l’ufficio.

CAMPANELLA:              Si ricordo l’ufficio è una persona anziana che a un certo punto gli disse: Rocco, ma che devo scrivere? Dice: tu alzati che scriviamo noi. Per cui mi sono seduto io e ho scritto io una lettera dell’ANAS che sostanzialmente ci dava forza dava forza al piano perchè ci metteva nelle condizioni di avere… anche questa questo parere in più che rafforzava certamente la cosa. Nel frattempo.

P.M.:              Scusi tutta questa disponibilità dell’ANAS… era a titolo gratuito.

CAMPANELLA:              Se la sbrigava ALUZZO, ALUZZO ci portò da questo signore si mise a  disposizione a tal punto le ripeto che siccome non ne capiva niente si alzò dalla sedia dice: scrivete voi, io non so se c’erano rapporti denaro non ho idea, era una cosa che si sarebbe sbrigata lui.

P.M.:              Un problema di ALUZZO.

CAMPANELLA:              Ricordo che in questo frangente di tutta questa vicenda io ne parlai anche con Pino FRICANO che ancora non era sindaco di Bagheria, ma era componente del gruppo.

P.M.:              … (incomprensibile) mi sembra.

CAMPANELLA:              E siccome eravamo amici io mi facevo anche consigliare da Pino FRICANO sulle questioni per tentare di blindare il piano dal punto di vista.

P.M.:              Tecnico.

CAMPANELLA:              Tecnico in modo che quando arrivasse al clou.

P.M.:              Non c’erano.

CAMPANELLA:              Non c’erano scogli o problemi di sorta anche facendogli vedere le carte, senza nessun tipo di rapporto economico, solo per amicizia e io mi ricordo che FRICANO mi diede una serie di dritte, tra cui questa dell’ANAS perché uno dei grossi problemi erano queste complanari volanti a tal punto che mi disse che senza il parere dell’ANAS noi non saremmo riusciti a uscire da questa vicende e quindi attraverso ALUZZO riuscimmo ad avere la lettera dell’ANAS. E poi mi consigliò di acquisire la consulenza del prof. JAFORTE, che è un professore universitario consulente, consulente anche su problematiche di viabilità e sistemi di viabilità e ne parlai con MARUSSIG dicendo che c’era la necessità di acquisire questa consulenza, anche perchè allora il comune non aveva denari disponibili sul capitolo e quindi dissi a MARUSSIG che si sarebbe dovuto accollare la spesa della consulenza. Contattammo il prof. JAFORTE però questa cosa finì lì, nel senso che non gli abbiamo dato nessun incarico perché nel frattempo ci rendevamo conto che avendo acquisito il parere dell’ANAS sostanzialmente potevamo andare avanti lo stesso. … Quindi siamo a questo punto qui.

P.M.:              Di questo lei parlava con il padre, figlio, tutti e due aveva la direttiva di massima e basta?

CAMPANELLA:              Io ho ricevuto la direttiva di massima e ho lavorato, parlavo con tutti e due però già alla fine il mio riferimento era espressamente Nicola, Nino si occupava di tutta questa vicenda… ALUZZO, cose… tentava di infilarsi, cose però io con non parlai delle problematiche, nel senso mi caricai io di affrontare tutte le problematiche tecniche e risolverle.

P.M.:              Aveva la direttiva.

CAMPANELLA:              Esattamente e avrei parlato con loro solo laddove fossero emerse delle problematiche tanto è vero che parlai con  MANDALÀ un paio di volte per dire di sollecitare l’ing. ANDO’ che ci faceva perdere tempo, e lui lo fece.

P.M.:              Il concetto di problematiche al quale lei ricorre più volte lo vogliamo specificare? Cioè che significa problematiche?

CAMPANELLA:              Se se qualche funzionario mi avesse fatto problemi io ne potevo parlare con MANDALÀ affinché intervenisse, oppure se c’era il proprietario dall’altra parte che aveva… non voleva firmare il compromesso loro sarebbero e comunque sono intervenuti. Problematiche di questo tipo in tutto questo lasso di tempo interviene MASSINELLI e CUFFARO nel frattempo perchè già siamo diciamo questi sono i due anni lavoro perso, per cui diciamo che temporalmente partiamo dal 2001 e arriviamo circa al 2003. Io di questa cosa del piano commerciale di Villabate parlai a CUFFARO nell’estate del… 2002 perché eravamo in vacanza assieme a Pantelleria. E una sera a cena lui mi invitò, aveva la disponibilità del dammuso di MICELI, che sarebbe un noto imbottigliatore di vini e cose di questo genere. E una sera eravamo a cena lì e a questa cena c’erano un sacco di gente io parlai di questa situazione del piano commerciale di Villabate. … Non facendo nessun riferimento chiaramente a MANDALÀ però gli dissi che c’era questa operazione del piano commerciale di Villabate che si stava e… montando.

P.M.:              Questo discorso a quattro occhi nel corso della cena?

CAMPANELLA:              A quattro occhi. E lui mi disse di andare avanti che non ci sarebbero stati problemi e che potevamo affrontare l’argomento ne riparliamo perché l’operazione è certamente interessante, facendomi capire che non era a conoscenza di niente, in realtà non era così … fine del dell’appuntame., della cena di Pantelleria. Successivamente un giorno mi chiamò Marcello MASSINELLI al telefonino e mi disse: dice ciao, Francesco, sono Marcello. io Marcello lo conoscevo essendo vicino a CUFFARO.

P.M.:              Possiamo dire chi è Marcello MASSINELLI?

CAMPANELLA:              Marcello MASSINELLI è un ragazzo consulente di CUFFARO credo attuale amministrazione del Banco di Sicilia s.p.a. consigliere di amministrazione e comunque si occupa nell’ambito della Regione Siciliana di tutta una serie di cose legate a finanze e cose di questo genere. Un giorno mi ha chiamato al telefonino e le parole di Marcello sono state: …Ciao Francesco, sono Marcello, ti comunico che nell’operazione del centro commerciale ci sono dentro anch’io sono socio. … Bene mi fa piacere. …Potresti venire alla Presidenza della Regione che ci facciamo una chiacchierata con Totò in ordine a questa vicenda? … E fissò un appuntamento alla Presidenza della Regione.

P.M.:              Periodo più o meno?

CAMPANELLA:              Infatti questo cercavo di ricordare sicuramente dopo l’estate del 2002 … subito dopo l’estate del 2002 perché fu dopo Pantelleria e prima della mia assunzione in banca, io sono stato assunto a ottobre del 2002 noi tornavamo da Pantelleria ad agosto, per cui sarà stato a settembre del 2002. E ci siamo visti alla Regione Siciliana nella stanza di Totò CUFFARO presidente. Totò non mi aspettava quindi appena mi vide disse: Ma tu che ci fai qua? Ho detto: no, mi ha convocato Marcello perchè dice che dobbiamo parlare del piano commerciale di Villabate. E lui diventò bianco di colore di questo bicchiere, dice: Come ti ha convocato Marcello? Mi ha convocato Marcello perché dice che dobbiamo parlare del piano commerciale di Villabate. E c’era Marcello MASSINELLI nella stanza, dice: Marcello, ma? Si, dice così vediamo di capire. Io mi sedetti al tavolo ho detto: quale è il problema? Marcello esordì: questa operazione la dobbiamo fare, Totò è informato, è interessato nella operazione direttamente da me, io sono socio dell’operazione e sono colui il quale fornirà il denaro per effettuare l’operazione. Che vuoi dire Marcello fornirai il denaro? Nel senso che è denaro tuo? Cioè sei…, no, dice, perchè facciamo una operazione attraverso un fondo comune tedesco, un fondo pensionistico assicurativo per cui io e l’avv. Fulvio REINA siamo i diretti interessati di questa operazione e l’esecutore dell’operazione è MARUSSIG, Totò è a conoscenza della cosa ha voluto che tu venissi qua perché, in modo che Totò ti potesse dire che questa cosa va fatta ed è interessato direttamente lui. … Totò non fece altro che annuire e dire: così è, andate avanti in questa operazione perché c’è la mia benedizione. Però notavo una certa difficoltà in quel, comunque fine dell’incontro. Successivamente io mi vedo con MARUSSIG nel frattempo io avevo problemi col mio rapporto di lavoro con la Banca Sant’Angelo era stata trasformata in prima in Regionale Sant’Angelo e poi acquistata dal Credito Cartaginese, Credito Siciliano e ne parlai con Totò il quale Totò ne parlò con MASSINELLI che si curava di tutta la questione dei rapporti bancari. … E a ottobre del 2002 fui convocato dal direttore generale della banca e mi assunse. … Per cui io ipotizzai che era intervenuto direttamente Totò attraverso Marcello MASSINELLI, in realtà MARUSSIG poi mi spiegò che era intervenuto lui con Marcello MASSINELLI proprio per gratificarmi con questa assunzione in banca e che comunque Totò era a conoscenza della cosa. … …Della situazione a un certo punto io continuavo a frequentare Roma per cui c’è un altro incontro che avviene tra CUFFARO e MARUSSIG a Roma, cioè io presento MARUSSIG a CUFFARO a Roma a piazza Pantheon, per cui un giorno casualmente io ero a Roma sempre per le mie frequentazioni di ordine politico… quindi adesso non so se stavo andando all’UDEUR… da MASTELLA… comunque da qualche parte. … E mi incontro ero con MARUSSIG al Pantheon e c’era CUFFARO per cui presento CUFFARO a MARUSSIG: MARUSSIG della ASSET del centro commerciale di Villabate e il Presidente della Regione, per cui CUFFARO dice a MARUSSIG si, sono esattamente informato dei fatti mi ha messo a conoscenza MASSINELLI dell’operazione e c’è tutta la volontà della Regione siciliana ad approvare questo piano. E’ una cosa che ho discusso già con MASSINELLI non c’è nessun tipo di problema, andate avanti. Questa fu la chiaccherata davanti a me tra MARUSSIG e CUFFARO. E siamo diciamo parallelamente a tutto quello che avveniva tecnicamente c’era questa vicenda di MASSINELLI e CUFFARO a un certo punto arriviamo alla adozione di questo piano rimodulato quindi finiscono i due anni diciamo di lavoro siamo temporalmente più o meno intorno al 2003 e comincia tutto il calvario della adozione di questo P.R.G. Perché calvario? Perchè all’interno del consiglio comunale c’era la fronda degli uomini del CDU che… cominciarono a dare segnali di fastidio rispetto all’approvazione di questo piano commerciale, … per cui furono fatte alcune riunioni politiche con i capi gruppo dicendo che il piano commerciale finalmente era pronto, definito e quindi si poteva passare all’adozione di questo piano commerciale. E gli uomini del CDU davano segnali di fastidio, all’epoca il coordinatore del CDU era Nicola NOTARO e il capo gruppo del consiglio comunale del CDU era COTTONE Vincenzo, COTTONE Vincenzo per intenderci è figlio di COTTONE Angelo ed era il portaborse di Mimmo MICELI.

P.M.:              COTTONE Angelo quello del terreno.

CAMPANELLA:              Del terreno. Socio di COTTONE Andrea.

P.M.:              Esatto, era socio di COTTONE Andrea.

CAMPANELLA:              Parenti sono non credo non so se avesse rapporti di parentela comunque parente di COTTONE Andrea e il padre era.

P.M.:              Il titolare del terreno.

CAMPANELLA:              E comunque anche lui faceva parte dell’UDC ed era aveva… intessuto questo rapporto con Mimmo MICELI per la verità Mimmo MICELI glielo presentai io nel 2001 all’epoca delle elezioni regionali e poi loro intrattennero questo rapporto a tal punto io uscii del CDU e poi lui era diventato sostanzialmente uno degli uomini più fidati di Mimmo MICELI tanto è vero che poi fu assunto in una multiservizi qualcosa di questo genere, dirigente me lo ritrovo dirigente della multiservizi.

P.M.:              COTTONE?

CAMPANELLA:              Vincenzo e gli uomini del CDU davano segnali di fastidio non capivo perché e a un certo punto cominciammo a parlare MANDALÀ Antonino che bisognava parlare con tutti consiglieri comunali per la verità non davano nessun problema perché quelli di Forza Italia erano a posto, gli altri posti che componevano la maggioranza c’era solo l’UDC che dava questi segnali di fastidio. E MANDALÀ parla direttamente con Nicola NOTARO che poi era il loro punto di riferimento all’interno dell’UDC e Nicola NOTARO si prese l’impegno che tutto sarebbe andato a posto e che avrebbe parlato con tutti ecc., ecc. La sera arriviamo alla fatidica sera di approvazione che.

P.M.:              MANDALÀ il padre o figlio?

CAMPANELLA:              Sempre padre.

P.M.:              Padre.

P.M.:              Mi scusi ma lei nel frattempo con MANDALÀ padre o con MANDALÀ figlio aveva parlato di questi incontri….

CAMPANELLA:              Con CUFFARO?

P.M.:              Della vicenda MASSINELLI CUFFARO?

CAMPANELLA:              Si ne avevo accennato però senza… così come un fatto di cronaca nel frattempo poi c’era c’è da dire tutte le vicende relative agli accordi che MANDALÀ padre e MANDALÀ figlio mi avevano chiesto di fare con MARUSSIG affinchè questa cosa si potesse fare a villabate che oltre a essere il fatto di avere il compenso della mediazione, loro volevano la totalità delle aree, cioè no una parte delle aree, ma questo poi magari.

P.M.:              I rapporti MANDALÀ-MARUSSIG sono un capitolo, un sottocapitolo.

CAMPANELLA:              Un sottocapitolo.

P.M.:              Finiamo l’approvazione.

CAMPANELLA:              Andiamo all’approvazione.

P.M.:              Andiamo a quella sera famosa.

CAMPANELLA:              Arriviamo a questa sera di approvazione si fa il consiglio comunale e da un lato l’ing. ANDO’ comincia a balbettare, il consigliere MANNINO Giuseppe comincia a fare una specie di interrogatorio, veramente da Procura, cioè invece di fare degli interventi politici sul piano commerciale comincia ad avere un calapino di domande e comincia a innescare tutta una serie di di domande del tipo: ma chi è ASSET? C’è qualcuno che la conosce? Quali sono i rapporti col comune? Il perché di questo piano? Il perché proprio una serie di domande incessanti. L’ingegnere palesemente arriva nel pallone e non riesce a rispondere, io che ero lì al tavolo come consulente del sindaco praticamente mi sobbarco tutta la discussione e il problema di rispondere a tutta questa serie di domande che arrivavano pesantissime da MANNINO che era quello che faceva più ostruzionismo possibile, tanto è vero.

P.M.:              Il gruppo?

CAMPANELLA:              MANNINO è un ex DS eletto nella fila DS che poi si dichiarò indipendente per cui sostanzialmente aveva questa forma di indipendenza, ma una cosa veramente spaventosa ci saranno i verbali perché c’è tutto questo incalzare di domande, l’ingegnere non rispondeva e rispondevo io tanto è vero che eravamo accanto e io gli davo calci per dire ma, insomma il titolare dell’ufficio è lei, io non è che mi posso prendere anche le cose che non mi competono. E questa cosa dura ore e ore un dibattito del consiglio comunale infernale. Il grosso dell’opposizione veniva da MANNINO e qualche domanda tagliente venne anche da PISCELLI che invece era capo il gruppo dei DS tra l’altro è un poliziotto e. E questa storia, a un certo punto della discussione, quando la discussione comincia a degenerare il gruppo del CDU si allontana, … esce dall’aula, … inspiegabilmente, per cui noi non solo io avevo l’incalzare diciamo di MANNINO ma il CDU che mi aveva promesso MANDALÀ aveva risolto con NOTARO ecc., ecc., se ne va e ci fa cadere il numero legale per cui abbiamo una sospensione. In questa sospensione telefonicamente subito rintracciamo MANDALÀ tramite Biagio BILLITTERI.

P.M.:              MANDALÀ chi?

CAMPANELLA:              Antonino e incontriamo il MANDALÀ che poi è anche oggetto di un, ci hanno beccati i carabinieri sostanzialmente, perchè mentre parlavamo in… una strada passò la volante dei carabinieri e poi ci ha segnalato.

P.M.:              Durante la sospensione?

CAMPANELLA:              Durante questa sospensione in cui noi cerchiamo MANDALÀ per capire che cosa stava succedendo e perchè il CDU era uscito. Il MANDALÀ si mostrò assolutamente meravigliato perchè avendo parlato con con NOTARO che gli aveva assicurato questa cosa. Alla fine poi abbiamo appreso che l’on.le Saverio ROMANO aveva chiamato COTTONE Vincenzo e dato disposizione di uscire dall’aula per non approvare il piano commerciale.

P.M.:              E perché?

CAMPANELLA:              Questo in questo primo momento.

P.M.:              Non lo sa.

CAMPANELLA:              Ce lo dice e poi lo colleghiamo al fatto di Brancaccio, però dico.

P.M.:              Andiamo per date no dobbiamo andare con ordine.

CAMPANELLA:              Finisce questa serata.

P.M.:              Che data è questa?

CAMPANELLA:              E no io questo non me lo ricordo però stiamo parlando del 2003 ritengo che sia anno 2003 però è certamente identificabile perchè è la prima seduta di… di consiglio comunale in cui avviene la discussione del piano commerciale.

P.M.:              Poi mi scusi, voi venite controllati dalla volante dei carabinieri cioè vi chiedono i documenti?.

CAMPANELLA:              No assolutamente veniamo visti dalla volante dei carabinieri.

P.M.:              Si però lei disse siamo stati segnalati.

CAMPANELLA:              Perché poi l’abbiamo visto nelle relazioni di che poi quando hanno fatto lo scioglimento del consiglio comunale.

P.M.:              Ho capito.

CAMPANELLA:              A che punto siamo arrivati, insomma finisce questa cosa.

P.M.:              C’è la riunione e il CDU, Saverio ROMANO.

CAMPANELLA:              Tanto è vero che nel frattempo c’è da dire per ricollegarci che noi avevamo perfezionato con MARUSSIG l’accordo sulla tangente, … la famosissima tangente di cui c’è il pagamento della prima tranche e questo accordo fu fatto a Roma … e adesso non ricordo la data, ma io e MANDALÀ stavamo partendo per le Seichelles per un viaggio di piacere. E il MARUSSIG sentendomi al telefono mi raggiunse all’aeroporto di Roma per cui avvenne che mentre MANDALÀ con sua moglie e mia moglie facevano il check-in all’internazionale io uscii un attimino e incontrario MARUSSIG e l’ing. DI NOTO a un american bar dell’aeroporto internazionale. E lì sostanzialmente discutemmo di questa tangente che sarebbe servita a remunerare ci consiglieri comunali e l’ufficio tecnico per il lavoro che avevano nella redazione/approvazione del piano commerciale. La tangente sarebbe stata modulata la richiesta che mi venne fatta da MANDALÀ era di 200 milioni: 100 all’approvazione del consiglio comunale e 100 all’approvazione del decr., al decreto del piano commerciale. In realtà MARUSSIG mi chiese di spezzare le somme 3 tranche: 50 all’approvazione del piano commerciale, 50 alla risposta delle osservazioni e 100 al decreto. A questo incontro era presente l’ing. DI NOTO.

P.M.:              Cioè questo in aeroporto?

CAMPANELLA:              In aeroporto e poi MARUSSIG successivamente  mi chiese di effettuare il pagamento estero su estero per cui poi nasce quella di disposizione di Malta.

P.M.:              Di cui scusate che io non.

CAMPANELLA:              Di cui ho consegnato le carte.

P.M.:              Elementi.

CAMPANELLA:              Ai carabinieri.

P.M.:              Dopo l’interrogato del 13, giusto?

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              Quindi i soldi vengono in contanti da MARUSSIG? Immagino

P.M.:              I soldi vengono pagati all’ASSET a una società di Malta di un amico mio che.

P.M.:              Ma è meglio…

CAMPANELLA:              Da MARUSSIG.

P.M.:              Facciamolo tutto il discorso non diamo per scontato che ci sono stati brani in cui se ne è parlato.

CAMPANELLA:              Allora intanto prima di questo accordo avviene l’incontro MARUSSIG e MANDALÀ Nicola.

P.M.:              Perfetto.

CAMPANELLA:              Che avviene a Vimercate un giorno che noi ci trovavamo a Milano chiamo MARUSSIG che mi voleva fare vedere questo centro di Vimercate perchè era l’esatta riproduzione della parte della Warner & Bros relativa alle sale cinematografiche che sarebbero venute all’interno del centro di Villabate.

P.M.:              Siamo nel?

CAMPANELLA:              … Siamo… ragionevolmente inizi 2003, però oggettivamente mi potrei sbagliare.

P.M.:              Ragionevolmente nel 2003.

P.M.:              Prima c’è il.

CAMPANELLA:              Prima dell’approvazione prima della … (incomprensibile)…sione e il MANDALÀ insisteva per incontrare MARUSSIG io dicevo che non era il caso però lui lo voleva vedere dice stai tranquillo che non parlerò di niente che tu rimani titolare dei rapporti per evitare problemi, però io lo voglio vedere a questo signore. E mi accompagnò a  Milano, poi andammo a Vimercate e abbiamo cenato all’interno, pranzato all’interno di questo centro commerciale, MARUSSIG prima ci fece vedere questo Multisale e poi ci offrì il pranzo. Eravamo io, mia moglie MANDALÀ Nicola … adesso non mi ricordo se c’era la moglie o l’amante però dico questo non credo che sia un fatto influente, e MARUSSIG che pagò il pranzo e io gli presentai MANDALÀ Nicola. Questo è MANDALÀ Nicola, figlio di Antonino, mio amico, il quale stiede solo ad ascoltare e noi parlavamo sempre del centro commerciale, degli stati avanzamento del lavoro che avevamo effettuato, l’ing. DI NOTO e quant’altro. E affrontando la problematica, molto cara MANDALÀ, delle aree, perché MANDALÀ cosa mi chiedeva, cosa mi diceva di chiedere a MARUSSIG la tangente relativa a questo di cui adesso  parliamo, area a disposizione da gestire direttamente e tutti i lavori di subappalto. … Relativamente alla tangente non ne parlammo in questo luogo ma poi fu il discorso che.

P.M.:              In aeroporto.

CAMPANELLA:              In aeroporto, relativamente alle aree dei lavori ne parlammo per le aree si occupò di scegliere la strategia del consorzio, per cui attraverso una convenzione tra la ASSET e il consorzio CO.VI.AR.CO. che era presieduto da PISCITELLO uomo vicino a MANDALÀ Antonino, avremmo determinato un meccanismo affinché avremmo avuto delle aree a disposizione e comunque la priorità totale su tutte le aree per un certo periodo di tempo a riempirle direttamente per cui il MANDALÀ sarebbe stato soddisfatto nella disponibilità di riempire e quindi di chiedere tangenti per inserire attività commerciali all’interno del centro commerciale. E relativamente ai subappalti il MARUSSIG ci disse che voleva affrontare la costruzione di questo mega centro, intanto parliamo di circa 200 milioni di euro se non vado errato, che erano sempre disponibili in quel fondo europeo che aveva messo a disposizione MASSINELLI e che loro avrebbero lavorato col meccanismo del GENERAL CONTRACTOR per cui avrebbero individuare un unico soggetto che si sarebbe preso l’onere di realizzare l’intero e avrebbero poi operato una serie di subappalti per cui era logico e ovvio che avrebbero utilizzato tutte ditte del luogo e ci cominciò a fornire anche le tipologie um pannelli prefabbricati, impianti elettrici e cose di questo genere, garantendoci che a capitolato non c’era difficoltà ad avere l’intero pacchetto dei lavori in subappalto perchè insomma non era cosa per noi difficile.

P.M.:              A loro non interessava.

CAMPANELLA:              Non interessava l’importante che avremmo dato un prezzo da capitolato  della GENERAL CONTRACTOR contatto che non saremmo andati a sforare questo tipo di prezzo. Per cui il MANDALÀ era abbastanza contento dell’incontro perché aveva percepito la possibilità uno: chiedere tangente su tutti i negozi per cui se stiamo parlando di  48 adesso 72 non ricordo il numero degli esercizi che c’era lui sarebbe stato… e poi tutti i subappalti.

P.M.:              Perfetto.

CAMPANELLA:              Fine dell’incontro. Poi per perfezionare l’accordo sulla tangente avviene questo incontro all’aeroporto di Roma di cui ho parlato la data non me la ricordo.

P.M.:              Per il viaggio alle Seichelles.

CAMPANELLA:              Esattamente si trova il viaggio alle Seichelles tanto che stavamo perdendo l’aereo perché io uscì, c’era questo bar ci siamo seduti io, MARUSSIG e DI NOTO abbiamo perfezionato l’accordo sulla tangente 50+50+100.

P.M.:              Solo per… adesso il vettore quale era per le Seichelles.

CAMPANELLA:              Non me o ricordo.

P.M.:              La prenotazione del volo chi l’ha fatta?

CAMPANELLA:              Se ne occupò MANDALÀ direttamente e pagò tutto lui perchè io non mi ricordo nulla i ricordo che siamo andati alle Seichelles con l’aereo però oggettivamente che tipo di aereo abbiamo preso non me lo ricordo.

P.M.:              Se era Alitalia? Se era qualcosa altro.

CAMPANELLA:              No.

P.M.:              Vabbè! Si faceva prima….

P.M.:              Vabbè e allora 50 milioni.

CAMPANELLA:              E MARUSSIG mi chiese che per motivazioni di riservatezza e anche di elusione rispetto ad eventuale attività di indagine sarebbe stato il caso di fare il pagamento estero su estero. Così poi non avvenne perché io mi premurai di trovare l’operatore estero e lo trovai in Malta, LO PRESTI, ma lui in realtà il pagamento lo fece dall’Italia tanto è vero che io poi mi lamentai, ma scusa mi hai fatto trovare l’operatore all’estero perché doveva essere una transazione estero su estero e poi lui mi spiegò che siccome avevano i soldi in questo  conto in Italia avevano operato in questo modo.

P.M.:              Quindi il passaggio è dal conto di MARUSSIG.

CAMPANELLA:              Dal conto della ASSET Monte Paschi di Siena di Roma alla T.L. non mi ricordo cosa ma ci sono le carte, di Malta, e poi da Malta a TASSARO Matteo che è socio di PAPAROPOLI Vincenzo fiancheggiatore di MANDALÀ.

P.M.:              E ha riscosso da voi al Credito Siciliano?

CAMPANELLA:              No, no ha riscosso al Banco di Sicilia di Villabate.

P.M.:              E poi.

CAMPANELLA:              Il bonifico ha consegnato a MANDALÀ trattenendosi il 10% era la percentuale che MANDALÀ aveva dato a PAPAROPOLI per questa operazione e poi di queste somme, so per certo, furono pagati 1.000 euro, ma ne abbiamo parlato, al geom. MONTENEGRO, 1.000 euro.

P.M.:              NO, no diciamolo di nuovo perché non guasta.

CAMPANELLA:              Allora di queste somme parliamo di 25.000 euro, il 10% a.

P.M.:              A Catania.

CAMPANELLA:              A PAPAROPOLI per aver effettuato.

P.M.:              L’operazione.

CAMPANELLA:              L’operazione 1.000 euro e alla Gisella D’AGOSTINO furono consegnati direttamente a MANDALÀ Antonino, 1.000 euro al geom. Benedetto MOTENEGRO che era quello nell’Unità di Progetto che si era occupato materialmente di fare le carte, che furono consegnate da MANDALÀ Antonino a Gisella D’AGOSTINO che li consegnò a Benedetto MONTENEGRO e poi Benedetto MONTENEGRO mi venne a ringraziare di questa cosa per cui insomma.

P.M.:              Comunque li aveva riscossi evidentemente.

CAMPANELLA:              E quindi li aveva riscossi.

P.M.:              E graditi.

CAMPANELLA:              Mentre la somma di adesso non ricordo se di 2.000 o 3.000 euro furono date da MANDALÀ Nicola, davanti a me, a Nicola NOTARO perché richiesti dal consigliere Carlo BRUNO del CDU perché assolutamente se non si davano soldi non avrebbe mai votato la variante al Piano Regolatore.

P.M.:              E la… come ha detto che si chiama?

CAMPANELLA:              D’AGOSTINO è un impiegato del comune di Villabate che all’epoca era assegnato alla segreteria del sindaco.

P.M.:              Erano per lei o per il sindaco?

CAMPANELLA:              Per lei. No il sindaco assolutamente fuori da questa vicenda.

P.M.:              Vabbè.

P.M.:              Ma forse dovrebbe specificare meglio appunto per non riportarci all’interrogatorio del 13 luglio ma per essere più precisi ora, chi o quale società era stata individuata a Malta.

CAMPANELLA:              Io non mi ricordo come si chiama T.L.C. credo è una società che si occupa di telecomunicazioni.

P.M.:              Un tale LO PRESTI lei ha detto.

CAMPANELLA:              Si è un tale LO PRESTI, ex sindaco della città di Catania che utilizzava questa società di Catania per riciclare il denaro proveniente di alcune tangenti tanto e vero poi ce lo ritroveremo….

P.M.:              E questo da chi fu contattato?

CAMPANELLA:              Personalmente da me per rapporti miei personali in ordine alla politica.

P.M.:              Ex sindaco di Catania?

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              A cui venne spiegato tutto.

CAMPANELLA:              Io andai a Catania per dirgli perché sapevo che lui aveva questa società che aveva utilizzato per tangenti di impianto politico e lui mi disse che non c’erano difficoltà, che avevano bisogno degli elementi e che e si tenne anche lui una provvigione, che io sostanzialmente caricai sulla tangente perché poi spiegai a MARUSSIG che avremmo utilizzato una società di Malta e che quindi 25.000 euro diventavano, adesso non mi ricordo ma le carte ci sono perché ci sono le transazioni, 30, perché 5.000 sarebbero serviti alla società di Malta.

P.M.:              E’ stata emessa la fattura ad apparente copertura di questo?

CAMPANELLA:              Regolare fattura della società di malta ad ASSET per uno studio di consulenza che non fu mai effettuato su impianti di telecomunicazione.

P.M.:              E lei diceva, così lo lasciamo traccia… che di questa T.L. come diavolo si chiama di LO PRESTI, la ritroveremo per un’altra tangente.

CAMPANELLA:              Intanto è una società che viene utilizzata solo per il pagamento di tangenti nel SISTEMA ITALIA per cui. E che io conosco un’altra sola tangente per cui fu utilizzata relativamente alla storia U.M.T.S. del ministro CARDINALE, ma questo è un altro capitolo.

P.M.:              Che non c’entra nulla con Villabate… che ci segniamo e al prossimo interrogatorio, va bene.

CAMPANELLA:              Tanto è vero che nasce per questo infatti nasce per la questione telecomunicazioni perché fu utilizzata nell’operazione U.M.T.S. del ministro CARDINALE.

P.M.:              Vabbè ne parleremo forse domani.

CAMPANELLA:              Però questo è un argomento abbastanza importante e delicato.

P.M.:              Vabbè lo segniamo e, cerchiamo di continuare il…

P.M.:              Siamo arrivati alla bocciatura.

P.M.:              Siamo arrivati da un lato c’è questa prima tangente e dall’altro no la bocciatura, la sospensione.

CAMPANELLA:              Alla sospensione.

P.M.:              Intanto per riordinare le idee vogliamo fare facciamo.

P.M.:              Una breve pausa.

CAMPANELLA:              Due minuti di pausa.

P.M.:              Sono le 19.00 sospendiamo qualche minuto.

CAMPANELLA:              Anche per riprendere il filo del discorso in termini….

P.M.:              Allora si interrompe. Va bene.

CAMPANELLA:              Un po’ d’acqua.

P.M.:              Allora abbiamo fatto una pausa però sentire un po’ riposo al CAMPANELLA che oramai sta rendendo l’interrogatorio da… oramai sono poco meno, due ore meno un quarto circa.

CAMPANELLA:              Devo dire… per.

P.M.:              E possiamo riprendere si.

CAMPANELLA:              Ragioni forse di ordine di opportunità, siccome LO PRESTI mi conosce perfettamente per ragioni vostre investigative, se LO PRESTI sa che io sono… sto collaborando probabilmente potrebbe fare sparire eventualmente le carte relative a Malta ma dico io questo lo voglio dire.

P.M.:              Allora visto che ha aperto lei la parentesi. Queste carte dove stanno?

CAMPANELLA:              Nella società di Malta.              Dico siccome lui mi conosce perfettamente.

P.M.:              L’ho capito.

CAMPANELLA:              Ed è ragionevole che già a Villabate si sappia della mia collaborazione, ed è ragionevole anche che lo venga a sapere sia il MARUSSIG che il LO PRESTI, tenga presente che LO PRESTI sapendo che ha fatto questa cosa e che questa cosa poi può riportare eventuali cose un po’ più… grandi e più catastrofiche.

P.M.:              Gli elementi bancari ci sono comunque.

CAMPANELLA:              Si, si del piano commerciale sicuramente si, quello che c’è a Malta io non lo conosco e devo dire punto.

P.M.:              Ma lui ha solo questa sede di Malta o c’è una possibilità di altre carte qua. Visto che abbiamo aperto il capitolo che.

CAMPANELLA:              Le carte allora le carte di questa società di Malta.

Terza microcassetta inizio lato A.

P.M.:              Allora diamo atto che e l’interrogatorio sono ancora le 17.25 una cassetta è stata incisa certamente sul lato A e sul lato B che è quella caratterizzata dal n. 1 nella indicazione sulla sua copertina, della seconda non abbiamo la certezza anche se ragionevolmente è stata incisa soltanto sul lato A e quindi utilizziamo adesso senza incidere il lato B della seconda cassetta, una terza cassetta.

P.M.:              Allora stavamo dicendo visto che lei stesso ha aperto la.

CAMPANELLA:              Stavo dicendo che LO PRESTI Angelo, ex sindaco di Catania, è titolare di questa società maltese finora ho parlato di CARDINALE, ho parlato di altre cose accennando e rimandando a altre cose. siccome è anche titolare della società TUMOBILE s.p.a.

P.M.:              Società?

CAMPANELLA:              TUMOBILE s.p.a.

P.M.:              Ah! TUMOBILE.

CAMPANELLA:              Che partecipò all’asta con U.M.T.S. ed è anche titolare anche di un’altra società a Catania, con ufficio a Catania, io lo incontrai a Catania dove lui aveva un computer solo su Malta e quindi deteneva anche archivi informatici, sulla società a Malta io non so dove sia.

P.M.:              Ma invece questa di Catania dove è?

CAMPANELLA:              E questa di Catania è al centro di Catania e la società si chiama ESVESS.

P.M.:              Allora se ho capito bene.

CAMPANELLA:              Ed esce negli elenchi e anche su Internet.

P.M.:              Dove lei l’ha incontrato.

CAMPANELLA:              All’ESVESS.

P.M.:              Tutto questo computer dedicato per così dire a Malta.

P.M.:              E’ la ESVESS.

P.M.:              E’ la ESVESS che ha un ufficio nel centro di Catania città.

CAMPANELLA:              Che potete trovare nelle pagine bianche.

P.M.:              Che si trova nelle…

CAMPANELLA:              E su Internet.

P.M.:              Varie cose, poi?

CAMPANELLA:              Dico siccome mi conosce e sa perfettamente di avere effettuato questa operazione nel momento in cui apprende.

P.M.:              Non si preoccupi.

P.M.:              Perfetto dunque accantonato questo problema per prendere iniziative del caso, torniamo al discorso dove eravamo fermi? Dove ci eravamo.

CAMPANELLA:              Allora eravamo arrivati più o meno alla… alla prima serata di approvazione al fatto che il CDU sulla telefonata dell’on.le ROMANO aveva abbandonato l’aula e al fatto che noi ci eravamo lamentati quella sera stessa nell’ora di sospensione della seduta con MANDALÀ che ci raggiunse a Villabate, in una piazza e parlammo della… della questione. Quella sera ritornammo in poi aula del consiglio comunale l’argomento fu rinviato ad altra seduta e… l’indomani mattina oltre chiaramente il MANDALÀ Antonino mi riconvocò insieme al MANDALÀ Nicola per parlare di questo fatto che l’UDC che il suo amico NOTARO si era sfilato. E quindi loro direttamente si occuparono di e… capire che cosa era successo e quindi appresi poi dal MANDALÀ Antonino che erano usciti dall’aula perché a COTTONE era arrivata questa telefonata capo gruppo che è l’UDC dava disposizioni nella persona dell’on.le ROMANO dava disposizioni di uscire dall’aula, con la scusa che il gruppo del CDU a Villabate, adesso credo che allora fosse ancora CDU e non era intervenuta la fusione e comunque c’era in corso la fusione per cui il, comunque il gruppo di riferimento aveva delle esenzioni con l’amministrazione perchè non veniva messo a conoscenza delle cose politiche e cose di questo genere.

P.M.:              Mi scusi un attimo questo lo venite a sapere, lo viene a sapere chi?

CAMPANELLA:              MANDALÀ Nicola direttamente da NOTARO Nicola direttamente da NOTARO Nicola perché si va a lamentare.

P.M.:              Vabbè.

CAMPANELLA:              E apprendiamo di questo intervento dell’on.le ROMANO.

P.M.:              Che gli aveva detto di uscire dall’aula.

CAMPANELLA:              A questo punto per capirne di più il MANDALÀ Antonino, tramite e e… Nicola NOTARO si reca dall’avv. CORDARO.

P.M.:              L’attuale presidente del consiglio provinciale.

CAMPANELLA:              L’avv. CORDARO penalista.

P.M.:              Ah il penalista!

CAMPANELLA:              Penalista, perché l’avv. CORDARO era il collegamento con Saverio ROMANO e MANDALÀ aveva rapporti con l’avv. CORDARO e quando c’era da parlare con l’on.le ROMANO o comunque con l’UDC o CDU in genere, l’avv. MANDALÀ si riferiva, andava direttamente dal l’avv. CORDARO.

P.M.:              Sono due avvocati CORDARO.

CAMPANELLA:              Il grande, padre e figlio li conosco perfettamente.

P.M.:              Carmelo CORDARO.

CAMPANELLA:              Carmelo CORDARO e ritornò da questo incontro con l’avv. CORDARO dicendo che aveva risolto il problema. Io adesso io non so che cosa si sono detti perché non mi mise a parte né a conoscenza di quello che si sono detti. Mi disse che aveva risolto il problema e che Saverio ROMANO non avrebbe rotto più le scatole. Per la verità più volte poi quando io mi incuriosì di questa cosa e domandai a MANDALÀ Antonino perchè per parlare con l’on.le ROMANO lui utilizzava l’avv. CORDARO, e… MANDALÀ mi riferì che Saverio ROMANO era molto amico dell’avv. CORDARO e che lui praticamente ogni qualvolta, l’avv. CORDARO gli aveva dato la disponibilità che per tutto quello che serviva in ordine a Saverio ROMANO poteva fare riferimento a lui. … Nacque un secondo problema che era quello di Carlo BRUNO, molto meno importante, che ne faceva una questione di soldi e che MANDALÀ risolse con la problematica di impegnarsi a pagare quel corrispettivo che poi in realtà fu pagato. Mentre io risolvevo il problema dell’UDC, il MARUSSIG che ci seguiva minuto dopo minuto praticamente, si l’indomani mi cercò e ci incontrammo e si lamentò con me del fatto che la tangente serviva a remunerare i consiglieri comunali e l’ufficio tecnico e proprio i consiglieri della maggioranza si erano alzati e se ne erano andati, per cui sostanzialmente si lamentava con me del fatto che questa tangente era improduttiva o comunque non eravamo riusciti a garantire la maggioranza e l’approvazione del piano ed era notevolmente infastidito e arrabbiato e mi disse che avrebbe cercato direttamente e personalmente di intervenire  invece nei confronti del consigliere MANNINO che aveva fatto quella quel noto ostruzionismo, perché era riuscito ad individuare un canale diretto suo che poteva aggiustare questa vicenda. In effetti fu così perchè il consigliere MANNINO cambiò completamente atteggiamento dal mega ostruzionismo di quella sera, al fatto che ad oggi lui gira per chiudere i compromessi.

P.M.:              Quindi arruolato nella vicenda.

CAMPANELLA:              Per darle la dimensione del cambio di atteggiamento fu ricevuto direttamente negli uffici del, di un altro personaggio che dobbiamo citare e che abbiamo omesso di SCARDINA, ing. SCARDINA che mi fu presentato come il riferimento progettuale a Palermo dell’operazione piano commerciale da MARUSSIG e un paio di volte ci siamo incontrati in questo studio dell’ing. SCARDINA. Per cui il MANNINO fu contattato dall’ing. SCARDINA e fu assoldato per conto loro in questa vicenda. Io non conosco i termini dell’accordo che loro hanno stipulato con il consigliere MANNINO, ma so che dall’indomani di quella sera il consigliere.

P.M.:              MARUSSIG.

CAMPANELLA:              Si direttamente per il tramite di SCARDINA, il consigliere MANNINO divenne il primo fautore del piano commerciale. … Per tornare dell’iter del consiglio comunale si fecero mi pare un altro paio di sedute, perchè non fu poi così semplice, perchè il piano commerciale era molto complesso non era solo il centro commerciale, perché all’interno del piano commerciale oltre a questa area ci sono tutta un’altra serie di tavole su tutto il territorio comunale di urbanizzazione perchè è un vero è proprio P.R.G. tanto è vero che c’è quell’area di Rosario NAPOLI che modificammo per farla diventare edificabile. Perché oltre all’area commerciale poi tocca sostanzialmente l’intero territorio comunale e la seduta durò per un paio di altre sedute, ma molto più serene perchè nel frattempo l’ostruzione del consigliere MANNINO era finita, il CDU presenziava assolutamente allineata e coperta alle sedute e… E successe che la sera che la sera che poi si doveva procedere alla votazione io dovevo partire insieme al sindaco, che nel frattempo di rinvio in rinvio eravamo arrivati a una data per la quale noi avevamo prenotato una vacanza insieme e siamo andati infatti nell’isola di Roatan in Honduras. E si pose il problema che noi mancavamo a questa seduta, però alla fine decidemmo che siccome tutta la discussione era stata espletata e c’era solo da fare la discussione conclusiva e la votazione, anzi sarebbe stato opportuno che io mi allontanassi per non generare il sospetto che io annullavo la vacanza per il piano commerciale e ce ne siamo andati. Siamo arrivati a Roatan l’indomani il mio primo pensiero fu capire quello che era successo la sera e telefonammo da lì a Gisella D’AGOSTINO, che è la persona insomma di cui abbiamo parlato prima, e ci disse che tutto era andato a buon fine, che il piano era stato votato e però il Consigliere COTTONE per ritornare il che il capo gruppo dell’UDC legato a MICELI che è quello che ricevette la telefonata, comunque si è allontanato dall’aula. E’ stato l’unico consigliere che non ha votato il piano commerciale. E comunque l’adozione era… assodata e stiamo parlando… adesso le date non le ricordo ma sono facilmente riscontrabili. Poi … nel frattempo MARUSSIG venuto a conoscenza dell’allontanamento del CDU si insospettì di questo fatto e poi ci furono degli incontri in cui lui mi riferì che… aveva… era venuto a conoscenza che all’allontanamento dell’UDC era dovuto al fatto che loro erano interessati al centro commerciale di Brancaccio. Particolarmente l’on.le ROMANO, che lui era a conoscenza, era stato l’intermediatore che aveva portato, su indicazione di MICELI, il gruppo che aveva fatto i compromessi direttamente da Auchan a Milano, cioè ripeto MARUSSIG mi raccontò che era a conoscenza che l’on.le ROMANO era stato l’intermediatore tra Auchan e il gruppo che si era occupato dei compromessi di Brancaccio.

P.M.:              …Che non sa chi fossero.

CAMPANELLA:              No non ne ho idea su sollecitazione di Mimmo MICELI per cui lui individuava in Brancaccio un pesante problema.

P.M.:              Certo.

CAMPANELLA:              Per due ordini di motivi primo per la questione mafia perché notoriamente  GUTTADAURO era uno legato alla mafia, nel frattempo erano uscite le cose sul giornale che avevano complicato la vicenda, perchè in questo periodo escono tutti gli articoli di stampa, tra cui un articolo di stampa in cui si dice che da una intercettazione a casa di GUTTADAURO,  GUTTADAURO dice a qualcuno, adesso non mi ricordo i personaggio dell’intercettazione che il piano di Villabate va bocciato perchè se no avrebbe compromesso, dal punto di vista, ed è il momento in cui successivamente poi all’adozione, col sindaco abbiamo la pensata di tentare di … costituire il comune parte civile rispetto a questa cosa che nel frattempo era maturata. Tanto è vero che il sindaco parla col giudice OLIVERI e il giudice OLIVERI lo indirizza al dr. DI MATTEO per cui avviene un incontro non col sindaco ma credo con un avvocato che avevano individuato che si poteva occupare, ma già siamo molto avanti. In più ne abbiamo parlato col dr. RUSSO … questo l’ho citato anche ad aprile, dr. RUSSO magistrato credo della D.D.A. ma casualmente perché ci fu un incontro a… e al bar di via Libertà.

P.M.:              Al bar di via Libertà?

CAMPANELLA:              Al Kandisky pranzammo io, il sindaco, dr. RUSSO e la signora Cleo LI CALSI consulente al comune di Palermo e avevano fissato questo appuntamento, il sindaco aveva fissato attraverso Cleo LI CALSI questo appuntamento col dr. RUSSO che allora presiedeva l’Associ., l’Associazione Nazionale Magistrati per parlare di alcune convenzioni che si potevano fare in ordine a questo osservatorio antimafia a una attività di… nelle scuole. E in quel pranzo parlammo affrontammo anche l’argomento del centro commerciale.

P.M.:              Chi sceglie il Kandisky?

CAMPANELLA:              Il dr. RUSSO o Cleo LI CALSI noi siamo stati convocati al Kandisky.

P.M.:              Ho capito.

CAMPANELLA:              Per cui arrivammo al Kandiscky e c’era prima Cleo LI CALSI, questa donna che io non conoscevo, legata a Forza Italia e poi arrivò il dr. RUSSO, pranzando poi il sindaco affrontò questa problematica relativa a Brancaccio il fatto che noi avevamo paura di essere che il nostro iter approvativo fosse inficiato dal fatto che la mafia tendeva a fare bocciare il nostro per approvare il loro e si affrontò l’argomento. Tanto è vero che il dr. RUSSO ritenne la cosa interessante e se lo appuntò, per dire, nulla di particolare però avvenne questo pranzo.

P.M.:              Vabbè, senta me lei stava dicendo se ho capito, se non sono mi sono distratto che era MARUSSIG che individuava come primo problema c’era la posizione di Brancaccio, dice quindi il primo problema è la mafia: sarebbe GUTTADAURO.

CAMPANELLA:              Il primo problema è la mafia.

P.M.:              La mafia dalle notizie di giornale.

CAMPANELLA:              Delle notizie di stampa e l’altra la politica perchè avendo individuato questo percorso per canali suoi di Saverio ROMANO che era interessato all’operazione, avendo il canale di stampa diffuso la notizia di MICELI, lui non… cioè a un certo punto mise in dubbio quello che MASSINELLI gli garantiva che significava l’adesione del Presidente della Regione al progetto e quindi un facile iter di approvazione, tanto è vero che così fu. Nel senso che il piano da noi adottato fu spedito alla regione e arrivarono alla prima richiesta di osservazioni che era il preludio alla bocciatura, perchè nella richiesta di osservazioni palesemente si faceva riferimento al centro commerciale di Brancaccio.

P.M.:              Troppo vicino cioè bisognava aspettare in qualche modo.

CAMPANELLA:              No sostanzialmente i tecnici abusando tra l’altro del loro ufficio, perché peraltro poi loro vincono il ricorso al T.A.R. e chiedono il riesame perché il C.R.U. aveva parlato di altra cosa perché non  è che erano entrati in ordine alle problematiche urbanistiche, ma parlava di ridimensionamento del centro commerciale che era una prerogativa dell’assessorato al commercio. Il C.R.U. è notoriamente organo tecnico dell’Assessorato all’Urbanistica quindi poteva scriverci in ordine a problematiche urbanistiche, mentre sia nel primo parere di richiesta di osservazione, che nel parere di bocciatura.

P.M.:              Si parlava….

CAMPANELLA:              I funzionari parlano di Brancaccio e quindi del dimensionamento che non era coerente perchè c’è scritto palesemente in questa lettera che noi abbiamo già approvato Brancaccio come a dire: abbiamo fatto Brancaccio voi non avete dove andare! Palesemente abusando del loro potere o comunque occupandosi di una prerogativa che non era loro.

P.M.:              Mi scusi tutte queste vicende si sviluppano dopo l’arresto di MICELI e quindi la notizia che c’era il procedimento giudiziario notizia che apprendete attraverso la stampa.

CAMPANELLA:              Attraverso la stampa.

P.M.:              E a quel punto lei.

CAMPANELLA:              A quel punto io abbiamo la conferma.

P.M.:              Scusate, lei ha detto MARUSSIG sulla base delle notizie di giornale.

CAMPANELLA:              Si comincia a preoccupare.

P.M.:              Si preoccupa perchè si vede stretto sulla pagina di tutti i giornale che dietro Brancaccio c’è un grosso interesse mafioso che è GUTTADAURO e sulla base delle sue informazioni quello che gli ha detto….

CAMPANELLA:              Saverio ROMANO… MICELI.

P.M.:              Giusto ho capito bene.

CAMPANELLA:              Capisce.

P.M.:              Che c’è un problema politico.

CAMPANELLA:              Che c’è un problema politico.

P.M.:              Perfetto, ora la mia domanda è questa ma lei con MANDALÀ perché quanto meno dei problemi mafiosi doveva essere.

CAMPANELLA:              Esattamente io ne parlai con MANDALÀ relativamente al problema GUTTADAURO, ci dissi com’è che noi siamo andati a pestare i piedi a questa cosa di GUTTADAURO e per cui ne possiamo avere ancheripercussioni in ordine a questa fattispecie, perchè del problema politico non parlai a MANDALÀ perché MANDALÀ non aveva cosa fare, ne parlai a MANDALÀ padre che era già intervenuto con l’avv. CORDARO.

P.M.:              E… parlate a….

CAMPANELLA:              E mi aveva detto che l’aveva risolto MANDALÀ per GUTTADAURO mi disse puoi andare avanti tranquillamente, mi disse anche che lui cioè nella famiglia di Villabate e la famiglia di GUTTADAURO non si scrivevano, nel senso che non erano in buoni rapporti.

P.M.:              Il MANDALÀ  Nicola.

CAMPANELLA:              E però lui aveva discusso la cosa al di sopra di GUTTADAURO e potevamo andare avanti perfettamente, perchè non c’era nessun problema nel senso che comunque si andava avanti, non che nel senso che non c’era l’interessamento mafioso su Brancaccio, mi confermò l’interessamento mafioso di Brancaccio e di GUTTADAURO, ma mi disse che anche noi potevamo andare avanti perché alla fine qualsiasi cosa sarebbe andata sarebbe arrivato stato uguale e loro puntavano comunque a farle tutte e due le operazioni. Questo è quello che mi dice MANDALÀ.

P.M.:              Nicola.

CAMPANELLA:              Nicola e quindi mi tranquillizza di andare avanti perchè non avremmo avuto nessuna ripercussione dal punto di vista mafioso e che di GUTTADAURO non gliene fregava niente. Mentre il problema politico c’era a un certo punto quindi si incominciano a creare riunioni fibrillanti tra MARUSSIG e MASSINELLI perché MARUSSIG voleva conto e ragione da MASSINELLI che era stato il garante dell’operazione e che aveva garantito anche davanti a me che il presidente non solo era a parte di questa situazione, la conosceva e la sposava politicamente ma avrebbe garantito l’approvazione del piano. E quando arrivò già la prima nota delle osservazioni successe il putiferio. Tanto è vero che incominciammo a fare incontri in questo ufficio di MASSINELLI, stiamo parlando della società Fratelli ROSSETTI, con sede in via Libertà ed è un ufficio in cui credo che i soci o comunque gli animatori di questa società che si occupa di cose finanziarie sono MASSINELLI e l’avv. Fulvio… RIELA RE, Fulvio?

P.M.:              Prima lei ha detto REINA.

CAMPANELLA:              REINA!

P.M.:              E REINA.

CAMPANELLA:              Fulvio REINA e in questa sede.

P.M.:              La società è Fratelli ROSSELLI.

CAMPANELLA:              Fratelli ROSSELLI o ROSSETTI una di queste due cose.

P.M.:              Poi lo vediamo.

CAMPANELLA:              Si, si è in via Libertà.

P.M.:              Dove?

CAMPANELLA:              Quasi prima di arrivare al Politeama dove c’è a… via Mazzini comunque in questa zona qui, credo che è lo stesso ufficio dove c’è l’Ente Bilaterale per il Turismo ma insomma penso che può essere lo stesso palazzo un ufficio megagalattico, fui convocato di nuovo lì da MASSINELLI arrivammo ufficio in pelle.

P.M.:              Vabbè ci stava dicendo di queste fibrillazioni.

CAMPANELLA:              E quindi riunioni per capire come doveva reagire perchè a un certo punto MARUSSIG capì di essere incappato nel problema politico, capì di non potersi fidare più di CUFFARO, cambiò la sua strategia politica e cominciò a cercare Forza Italia e cominciò a mettere in piedi uno stuolo di avvocati per potere reagire al provvedimento delle osservazioni direttamente perché a quel punto mi disse ferma tutto perchè rispondiamo noi. E cominciò a costituire uno staff di avvocati per tentare di salvare la vicenda. Avvocati che ci furono.

P.M.:              Eravamo arrivati alle riunioni.

CAMPANELLA:              Si riunioni per capire cosa fare, allora per quanto riguarda il problema politico MARUSSIG a quel punto tirò fuori la figura dr. LI CALZI farmacista di Palermo attuale gestore della farmacia che c’è di fronte Camera di Commercio e che mi disse che oltre essere manager e avere avuto ruoli ecc., ecc., lo mise a capo come presidente dell’ASSET per i suoi noti rapporti con Forza Italia, perché a questo punto visto che CUFFARO ci aveva tradito e sposava Brancaccio, lui avrebbe preferito il canale Forza Italia nella persona di questo LI CALZI che aveva rapporti con MICCICHE’ e direttamente con l’assessore CIMINO che era l’attuale, in quel tempo e in quel frangente prendeva la delega al commercio. Tanto è vero mi racconta incontri CIMINO ad Agrigento tra LI CALZI, MARUSSIG e lo stesso assessore CIMINO, per cui cambiò completamente la sua rotta politica. Dal punto di vista legale lo stesso LI CALZI ci mise in contatto con un avvocato di Palermo, donna, … che è l’avvocato? Non me lo ricordo.

P.M.:              Che è quella che ha fatto il ricorso?

CAMPANELLA:              Esattamente che ha lo studio in via Parini … comunque lo ricorderò.

P.M.:              Per avere il giudizio del T.A.R.

CAMPANELLA:              Esattamente e abbiamo fatto un incontro all’ufficio dell’avvocato questa donna io e LI CALZI dove abbiamo portato… e esperta in problematiche urbanistiche tra l’altro, dove abbiamo portato questa richiesta di osservazioni affinché l’avvocato insieme a me potesse occuparsi della risposta del comune, per cui costruimmo la risposta a questa nota di osservazioni io e questo avvocato donna, poi io la portai e la feci firmare al sindaco e all’ing. ANDO’ come nota di risposta. E comincia questa vicenda delle osservazioni quindi rispondiamo, c’è tutto questo lavoro rispondiamo e dopo un certo periodo arriva la bocciatura definitiva di questo P.R.

P.M.:              Sempre basato sulla sovrapposizione di Brancaccio.

CAMPANELLA:              Sempre che sostanzialmente ripeteva le stesse cose della richiesta di osservazione però questa volta era meno evidente il riferimento a Brancaccio, parlava di altri centri, mentre nella prima nota i due istruttori, che sono l’arch. CIOTTA… e l’altro compagno di stanza, facevano espresso riferimento a.

P.M.:              A Brancaccio.

CAMPANELLA:              A Brancaccio perchè il titolare dell’ufficio che è … noto dirigente dell’urbanistica a quel tempo… non ricordo comunque questo signore era in ferie, perchè questa nota fu firmata da CIOTTA e l’altro collega mentre questo capo non c’era, perchè se non sarebbero scaduti i termini per bloccare l’iter approvativo perchè queste varianti poi hanno.

P.M.:              Hanno problemi.

CAMPANELLA:              Un problema di silenzio-assenso quando rientrò il titolare dell’assessorato che adesso mi verrà perché è noto nella vicenda, comunque ri, ri, reimpostò sostanzialmente porto la variante al C.R.U., perché queste cose poi passano dal C.R.U., e con una specie di golpe, perché poi anche LI CALZI questo LI CALZI era informato passo, passo di tutto quello che avveniva al C.R.U. perché oltre ad avere canali con Forza Italia aveva degli amici diretti all’interno del C.R.U.. A un certo punto questo signore titolare dell’assessorato convoca il C.R.U. senza metterlo all’ordine del giorno e gli piazza la variante di  Villabate per la bocciatura con una specie golpe tipo alle 8.00 di sera. MARUSSIG viene a conoscenza di tutta questa vicenda e si incavola ancora di più per cui da un lato bacchetta MASSINELLI e CUFFARO e comincia a odiare definitivamente CUFFARO perchè capisce che è uno che rema al contrario, nel frattempo MARUSSIG mi aveva dato pure le informazioni pure sull’ing. ANDO’ e sempre MARUSSIG che giustamente.

P.M.:              Apprende queste cose.

CAMPANELLA:              Apprende tutte queste cose mi dice ma tu parli dell’ing. ANDO’ come uno dei tuoi e quello era alle conferenze di servizio.

P.M.:              Di Brancaccio.

CAMPANELLA:              Di Brancaccio ci siamo informati a che titolo manco rappresentava il comune di villabate, era consulente della Collegno 2000, dice ma a che gioco stiamo giocando. Tanto è vero che io in questo caso torno dall’ing. ANDO’ e gli dico ma lei che cosa ci faceva lì e lui visibilmente scoperto in questo fatto, mi disse che partecipava per avere dimestichezza nelle conferenze di servizio. Poi lo stesso MARUSSIG apprese che il fratello aveva interessi economici in questa società, adesso non ricordo se era la Collegno o la Panormus o comunque in questa situazione economica. Perché ci sono tanti fatti che io poi rischio di fare confusione eh… e… aspetti che (sfoglia) … l’assessore CIMINO l’ho detto.             

P.M.:              Scusi un attimo per rendere queste dichiarazioni, consulta degli appunti manoscritti che evidentemente ha preso lei.

CAMPANELLA:              Si perché la notte dell’approvazione del pano succede un altro fatto, che può essere interessante, che mentre noi approvavamo il piano alcuni organi di stampa davano enfasi alla vicenda Villabate e… la rimodulazione del piano al consiglio comunale, perchè c’era stata tutta la polemica della Confcommercio. All’epoca … la Confcommercio fece tutti quegli esposti che poi generarono la indagine della magistratura e il sequestro degli atti e la revoca del piano da parte dei commissari. Questa volta Confcommercio interviene, con una nota a mezzo fax, dicendo che era contraria a questo piano commerciale di Villabate, e Confcommercio stiamo parlando di HELG se io dico la figura giusta è HELG e… perché poi MARUSSIG mi disse che HELG era pure coinvolto e interessato perché aveva venduto i suoi beni immobili direttamente alla Auchan o comunque a questa situazione collegata a Brancaccio. E comunque la Confcommercio manda un fax dice che è contraria alla rimodulazione del piano su una serie di punti ecc., ecc., e  che avrebbe mandato un rappresentante quella sera in consiglio comunale a vedere come si svolgeva la discussione. Questo rappresentante venne e questo rappresentante era lo stesso ing. PILARA che io mi ero ritrovato.

P.M.:              Nel 94.

CAMPANELLA:              Nel 94 allucinante! Per cui io feci due più due più fa quattro e questo era rappresentante della Rinascente, che poi aveva cavalcato l’operazione di Brancaccio, che ce l’aveva con noi e che adesso si faceva nominare dalla Confcommercio per venire a sentire della discussione, ma la cosa che mi scioccò di più fu che all’uscita dall’aula, stiamo parlando una di notte, io non conoscevo questo signore perchè MANDALÀ non me l’aveva mai presentato, mi aveva parlato di un certo ing. PILARA, questo signore mi avvicinò mi strinse la mano facendomi il segno della massoneria. Apro una parentesi io sono massone iscritto alla Loggia P-Quetra (fonico) numero 582 all’Oriente di Palermo, chiudo parentesi. Quindi mi fece il toccamento della massoneria e mi disse tu sei l’unico che ci può salvare perché sei quello che si occupa di questa vicenda, convinci MARUSSIG a lasciare Auchan e fare l’operazione con … GIESSE quindi sarebbe l’altro l’altro… l’altro cartello commerciale.

P.M.:              Carre Four.

CAMPANELLA:              Carre Four e chiudiamo l’operazione e  mi diede il bigliettino da visita. … Io rimasi scioccato da questo incontro tanto è vero che ne parlai con MARUSSIG il quale si segnò di questo accadimento e poi mi disse che fece un incontro con PILARA a Milano e comunque di lasciare Auchan non se ne parlava per niente, perché loro avevano già un accordo con Auchan per la vendita fisica degli spazi immobiliari perchè il loro progetto aveva un piano economico ben definito. E poi mi raccontò che il PILARA si lamentò moltissimo con MARUSSIG perchè diceva che era stato lui l’animatore del centro di Villabate allora e che quella variante che aveva ipotizzato col MANDALÀ e col NAVETTA nasceva per Carre Four.

P.M.:              … (incomprensile).

CAMPANELLA:              Esattamente comunque questo me lo disse MARUSSIG e poi mi informai pure con la mia Loggia perché dico siccome la massoneria mi sembrava una cosa talmente stupida, … almeno quella che frequentavo io, come faceva questo signore a sapere che io ero un Massone o se si era buttato lì a Vattalappesca e il mio maestro venerabile si informò per canali diciamo…

P.M.:              Mass.

CAMPANELLA:              Massonici dandomi la risposta che questo PILARA risultava iscritto alla massoneria e che però non avevano notizie di chi fosse e semmai erano arrivate alla loggia richieste del fatto che io fossi massone o no per cui queste per vie traverse probabilmente sapeva.

P.M.:              Lo disse lui a quale loggia….

CAMPANELLA:              No, no, no mi fece… è una stupidaggine ma c’è comunque un segno che si da e quindi rimasi un attimino bloccato da questa cosa perchè non capivo come lui fosse a conoscenza del fatto che io fossi Massone, per cui ipotizzai che o l’avesse saputo per canali suoi o si era buttato lì a fortuna.

P.M.:              Non si era buttato lo sapeva evidentemente.

CAMPANELLA:              Evidentemente lo sapeva e questo è un altro episodio da registrare.

P.M.:              Lei diceva notizie diffusione di notizie da parte della stampa e qua abbiamo aperto la parentesi PILARA.

CAMPANELLA:              No.

P.M.:              Stava dicendo che la sera in cui avete votato l’approvazione…

CAMPANELLA:              Il giornale la sera prima diceva è arrivata alla luce del consiglio comunale la rimodulazione del piano commerciale per cui la Confcommercio e cioè era intervenuta dicendo.

P.M.:              E manda PILARA.

CAMPANELLA:              E manda PILARA per cui HELG manda PILARA che tra l’altro di Confcommercio non è nulla non si era uno Carre Four, per cui è noto ed è palese l’interessenza tra la Confcommercio e Carre Four, tanto è vero che io pensai di conservarmi questo fax perché sostanzialmente metteva a nudo l’interesse della Confcommercio con… con HELG, cioè di HELG con Carre Four. E per un certo periodo lo conservai poi lo buttai questo fax comunque dovrebbe essere agli atti del comune. Di fratelli ROSSELLI abbiam, Fratelli ROSSETTI io qui ho scritto o ROSSELLI comunque via Libertà e di REINA abbiamo parlato e cominciarono a avvenire tutti questi incontri anche con avvocati su questa vicenda. Quando poi arrivò la a effettiva bocciatura del piano commerciale ancora di più si esasperarono gli animi di MARUSSIG il quale diceva che aveva perso un sacco di soldi su questa vicenda ecc., ecc. e continuò di nuovo a coinvolgere da un lato LI CALZI che pressava su MICCICHE’ e CIMINO con incontri a casa di CIMINO dall’altro chiedeva conto e ragione a MASSINELLI che giornalmente andava dal Governatore a chiedere conto e ragione di questa vicenda soprattutto in ordine.

P.M.:              Governatore, presidente parla sempre della stessa persona.

CAMPANELLA:              Sempre CUFFARO, soprattutto in ordine al comportamento di questo tizio che dirigeva l’assessorato e di cui mi sfugge il nome, che aveva promesso a CUFFARO, perché poi MASSINELLI ci raccontò in uno di questi incontri della… (incomprensibile) ROSSELLI che CUFFARO davanti a lui aveva chiamato questo tizio, di cui non ricordo il nome, ma mi verrà, per dire che questa cosa si doveva fare. E poi questo invece in barba all’assessore, in barba al presidente aveva convocato il C.R.U., dice MASSINELLI, di sua spontanea volontà e l’aveva inserito fuori sacco all’ordine del giorno terrorizzando i componenti del C.R.U. e dicendo questa cosa va bocciata perché a Villabate c’è la mafia, perché questo era quello che ci riportava ai componenti del C.R.U. amici di LI CALZI. Per cui facevo tutta una serie di riunioni anche faticose a seguire, perché io venivo chiamato un  po’ dall’avvocato donna che costruendo la cosa, un po’ da MARUSSIG giornalmente, un po’ da LI CALZI per cui c’era tutta questa fibrillazione e.

Terza microcassetta inizio lato B.

P.M.:              Abbiamo girato la cassetta, proseguiamo.

CAMPANELLA:              Alla bocciatura, sempre da queste riunioni, sempre in questo ufficio Fratelli ROSSETTI di via Libertà, a un certo punto MARUSSIG non è più neanche contento di questo avvocato donna, dice non è servita a rispondere a niente, LI CALZI non era servito al canale di Forza Italia ecc., ecc., e fa venire uno stuolo di avvocati anche dall’estero, mi ricordo che venne uno dall’estero per tentare di capire come si poteva procedere in ordine amministrativo quindi ricorso al T.A.R.. E quindi decidemmo di operare in questa maniera avremmo fatto ricorso al T.A.R. avverso il procedimento di bocciatura sia comune che la ASSET e il comune incaricò il prof. RAIMONDI, dico bene noto amministrativista.

P.M.:              Invece concordaste.

CAMPANELLA:              Concordammo anche l’incarico.

P.M.:              Dove? No voglio capire cioè in una riunione.

CAMPANELLA:              Dalla Fratelli ROSSETTI.

P.M.:              E allora si decide che il ricorso lo fanno sia la ASSET che il comune.

CAMPANELLA:              Che il comune e mi, mi indicano l’avv. il prof. RAIMONDI.

P.M.:              Per il comune.

CAMPANELLA:              Per il comune e noi lo incarichiamo sostanzialmente su mandato di ASSET.

P.M.:              Voi comune aveva incaricato su mandato di ASSET.

CAMPANELLA:              E la ASSET per conto suo e poi facciamo un incontro allo studio del prof. RAIMONDI io, il sindaco e LI CALZI che era stato sempre il canale di contatto del prof. RAIMONDI per descrivergli la vicenda e dargli le carte. E mi ricordo in questo incontro col prof. RAIMONDI, il prof. RAIMONDI ci dice di essersi della vicenda perchè quando i commissari prefettizi revocano il piano commerciale, lo chiamano per capire quale era il provvedimento di revoca da effettuare e quindi era stato lui a scrivere il provvedimento di revoca allora, ma per un fatto assolutamente casuale. … Per cui si instaura questo procedimento di ricorso al T.A.R. che viene fatto dall’avv…. prof. RAIMONDI che fa ricorso al T.A.R. sia su incarico del comune, che su incarico dell’ASSET chiedendo la sospensiva di questo provvedimento, questo ricorso va male perchè noi perdiamo la sospensiva.

P.M.:              Al T.A.R..

CAMPANELLA:              Al T.A.R. nel frattempo già siamo arrivati avanti probabilmente siamo già stati sciolti perchè andiamo avanti col tempo insomma questi sono procedimenti che non durano giorni ma durano mesi. Dopo lo scioglimento comincia un poco di… fibrillazione di MARUSSIG relativamente a tutti questi rapporti. Per cui da un lato ci chiede di distruggere tutte le carte relativamente agli incarichi di CUSIMANO, perchè aveva notizia anche in ordine a questo tipo, perchè aveva amici D.I.A., lui aveva informazioni da tutto il mondo e tutte le notizie le portava per cui si era un giorno venne a Palermo e si incontrò con uno della D.I.A. non so chi sia.

P.M.:              Quando?

CAMPANELLA:              E non… sempre in questo periodo qui subito dopo lo scioglimento o comunque nella, nella nello… nel lasso che avviene tra l’ipotesi di scioglimento già c’erano voci o comunque c’era l’ispezione, poi noi arriviamo alle dimissioni ecc., ecc., lui viene e si informa con uno, mi dice di avere incontrato un suo amico della D.I.A., mi dice di avere incontrato gente del comune di Palermo P.R. perché nel frattempo stava tentando di bloccare lui Brancaccio, per cui aveva mandato i suoi uomini a capire quali potessero le essere le difformità amministrative del piano di Brancaccio e ne aveva trovato una serie, per cui stava facendo una serie di denunce e questo del comune di Palermo l’ho incontrato pure io, era uno che lavorava dell’ufficio del pallone, pallone inteso l’ufficio del P.R. di Palermo, un geometra, di cui non mi sovviene il nome ma se lo incontrassi lo riconoscerei certamente. Questo della D.I.A. gli aveva detto che CUSIMANO era una persona assolutamente da cancellare, MANDALÀ da cancellare io pure ero c’erano intercettazioni, fotografie, registrazioni e cose di questo genere per cui voleva conto e ragione su questo tipo di situazione. A questo punto ci chiese di distruggere tutto il materiale che noi avevamo su CUSIMANO perché doveva sparire e si cambiò soggetto inco., allora io andai da MANDALÀ gli spiegai che lui aveva avuto queste notizie e CUSIMANO doveva sparire.

P.M.:              MANDALÀ Antonio.

CAMPANELLA:              MANDALÀ padre questa stavolta Antonino e il MANDALÀ A tramite Mimmo PITARRESI si preoccupò di fare sparire tutte queste carte che avevano loro in mano relativamente a CUSIMANO ma non si accontentò perché voleva sempre un contratto firmato, per cui poi l’accordo fu di sostituire il CUSIMANO con una donna che adesso non mi ricordo il nome è una donna prestanome che fornì PITARRESI Mimmo e non solo voleva sostituire, ma voleva anche il pagamento di un acconto rispetto a quello che era… perchè siccome avevamo appreso ALUZZO aveva preso degli acconti per delle spese, MANDALÀ  si incavolò disse anche lui voleva 10.000 euro.

P.M.:              Da chi? Da MARUSSIG.

CAMPANELLA:              Da MARUSSIG che fu fatto questo pagamento dalla ASSET a questa donna che nel frattempo era intervenuta a sostituire il rapporto tra la ASSET e CUSIMANO.

P.M.:              Cioè la donna prende il posto del contratto di.

CAMPANELLA:              Di CUSIMANO.

P.M.:              Diciamo di mandato.

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              A trattare.

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              Che aveva avuto CUSIMANO.

CAMPANELLA:              Solo che c’è un problema solo che nasce un problema che quel contratto era stato registrato per cui.

P.M.:              Quello di CUSIMANO.

CAMPANELLA:              Di CUSIMANO a questo punto MARUSSIG di capire se riusciamo di distruggere all’Ufficio Registro questa copia non so se ci hanno se ci sono riusciti o ci hanno provato, credo di no perché poi ci fece fare la rinuncia di CUSIMANO che dichiarava che non aveva mai fatto prestazioni in ordine a questo contratto e un nuovo contratto.

P.M.:              E tutti i preliminari che erano stati firmati da CUSIMANO?

CAMPANELLA:              Nessuno è stato firmato da CUSIMANO.

P.M.:              Nessuno era firmato.

CAMPANELLA:              In tutto questo i preliminari non erano mai firmati da CUSIMANO erano sempre firmati da ALUZZO, e c’è tutta una serie di contrattualistica anche su questa cosa, però siccome io non me ne occupai direttamente non vi so dire, ma ho visto tutta una serie di  contratti a catena per cui il rapporto era con ALUZZO e poi con CUSIMANO e quindi CUSIMANO rinunciava e interveniva questa donna.

P.M.:              Queste informazioni quindi diciamo sulle indagini potevano, reali che fossero, che diceva MARUSSIG.

CAMPANELLA:              Sono state date da un uomo della D.I.A..

P.M.:              Da uno della D.I.A. e dicono che lei  era cioè che MANDALÀ era pericoloso.

CAMPANELLA:              Che c’era una indagine in corso, che MANDALÀ era….

P.M.:              Pericoloso.

CAMPANELLA:              Ritenuto pericoloso, che CUSIMANO era ritenuto pericoloso e che anch’io ero nel corpo dell’indagine e comunque seguito, microfilmato, fotografato.

P.M.:              Perfetto.

CAMPANELLA:              Tanto è vero che.

P.M.:              In un’epoca che dovrebbe essere.

CAMPANELLA:              Dopo lo scioglimento del comune di Villabate quando lui e i suoi soci che io incontrai … che sono un certo DAGNINO e un certo ARMENIO perché io  poi andai nella sede di Roma, che hanno sede a Roma. DAGNINO era consulente del sindaco VELTRONI per tutto quello che riguarda la… le problematiche immobiliari, ed era il canale attraverso il quale erano riusciti a trovare MANNINO di Villabate, tramite i DS era intervenuto direttamente VELTRONI, ARMENIO è un noto costruttore di Roma, tra l’altro titolare anche di una sala Bingo della provincia di Roma, dico questo è un fatto casuale perchè ogni tanto ci fermavamo a chiaccherare di questa cosa. E successivamente allo scioglimento, gli incontri tra me e MARUSSIG lui era molto… più… come dire usava cautele, spegneva telefonini e mi incontrava all’hotel Pont. Hotel Jolly. Dove aveva una stanza per cui si spegnevano tutti sti telefonini e parlavamo di queste vicende. E avviene tutta sta problematica relativa ai contratti e il pagamento di questi 10.000 euro a questa signora che poi li diede a Mimmo PITARRESI, che li consegnò a MANDALÀ Antonino. …  Un’altra cosa che fece MARUSSIG nel frattempo noi avevo immaginato anche a fine del mandato di fare quella cosa dell’osservatorio antimafia… per cui poco coinvolgendo anche l’on.le MATRANGA in questa cosa, facendo anche un… la la sceneggiata di Ultimo per cui davamo la cittadinanza onoraria a Ultimo e a all’attore che aveva interpretato Ultimo e venne a Villabate a prendersi questa cittadinanza onoraria ecc., ecc. Ma al di là sceneggiata e dell’osservatorio che nasceva per dimostrare che comunque noi avevamo un atteggiamento  antimafia, autorizzato dal MANDALÀ.

P.M.:              Padre o figlio?

CAMPANELLA:              No figlio.

P.M.:              Figlio bene.

CAMPANELLA:              Sia in ordine alla cittadinanza di Ultimo che all’osservatorio antimafia perchè io mi premurai di avere l’autorizzazione di MANDALÀ.

P.M.:              E l’eventuale costituzione di parte civile rientrava nella stessa…

CAMPANELLA:              Esattamente anche questo chiesi l’autorizzazione a MANDALÀ per fare la costituzione della parte civile sul processo Ghiaccio, del comune, perchè ritenevo fosse utile comunque a difendere il nostro piano commerciale. E… che stavo dicendo? Ah in quel contesto avvenne anche un convegno fatto dall’osservatorio antimafia nel quale MARUSSIG venne a Villabate in una specie di conferenza che fu fatta dalla MATRANGA che nel frattempo, probabilmente non avendo più cosa fare, si occupò di Villabate e divenne presidente di questo osservatorio antimafia, si fece questo convegno a cui MARUSSIG venne e una intervista alla Repubblica, nel quale lui diceva che lui la mafia non l’aveva mai vista e a Villabate era tutto tranquillo e  sereno … Anche questo commissionato perché mi disse che Repubblica era socia nell’operazione, CARACCIOLO è uno degli investitori in questo centro commerciale. … A tal punto che non solo CARACCIOLO gli diede la pagina per fare questa cosa e lo spingeva e gli dava la la Repubblica a disposizione per fare tutti gli interventi, ma lo mise a conoscenza di una lettera anonima che arrivò Procura…, carabinieri…, D.I.A., ecc., ecc., e Repubblica in cui si parlava di me, MANDALÀ e CUSIMANO. … Di questa cosa.

P.M.:              In che epoca cosa?

CAMPANELLA:              E siamo sempre tra lo scioglimento e D.I.A.. Successivamente andando ancora più avanti comunque quando comunque io già preso da tutta una serie di paure, di cose non mi occupai più della vicenda e comunque lasciai decadere la cosa. Casualmente frequentando Roma per altre cose per una mia attività  lavorativa 488 avevo un appuntamento al ministero, una cosa assolutamente lecita e comunque ero Roma per fare questa cosa, incontrai casualmente a MARUSSIG per il marciapiede, il quale mi disse: …devi venire subito in studio io ti cercavo non avevo il coraggio di chiamarti. E siamo andati in questo studio, questo studio è, di MARUSSIG, … in una parallela della via Fratina molto vicina, … credo che sia o quella accanto andando verso una delle due direzioni. Salimmo sopra senza tutti i telefonini, mi fece vedere che lui nel frattempo aveva scritto al prefetto, aveva fatto un’altra serie di attività sempre con tutti questi soci più o meno occulti dell’operazione CARACCIOLO… piuttosto che MASSINELLI e cose quindi avevano morso il mondo andando a trovare il prefetto, tramite LI CALZI dicendo che l’operazione che era pulita perchè loro avrebbero fatto accordi per protocolli di intesa affinché la mafia non potesse avere interessenze sull’operazione e ecc., ecc. E si preoccupò di questo famoso pagamento di Malta. … Mi disse: …io sono terrorizzato di questa cosa, dice la dobbiamo fare sparire. Ma come la facciamo sparire che ci sono le transazioni. Quanto meno, dice, vai da questi amici di Malta, io ti fornisco lo studio di consulenza e tu me lo fai spedire. … E io lo mandai a quel paese e non lo rintr., poi non ci siamo più sentiti, per cui lui era sostanzialmente preoccupatissimo di questo pagamento di Malta. E questa fu l’ultima volta che io ho visto MARUSSIG. … Relativamente a questa vicenda ah! C’è la richiesta di CUFFARO all’avv. BRUNO della tangente di 5 miliardi di cui abbiamo parlato. Perché avviene questo.

P.M.:              In che punto si colloca il discorso.

CAMPANELLA:              Non è che è una richiesta di tangente attenzione specifico: avviene questo che io sono molto amico di questo avv. BRUNO che è un.

P.M.:              Facciamo, facciamo un discorso dall’inizio anche qui.

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              Non dando per scontato che ci sono delle dichiarazioni ad aprile.

CAMPANELLA:              Dico in tutto questo… di tutto quello di cui abbiamo parlato sono tre anni.

P.M.:              Certo.

CAMPANELLA:              Di situazioni in questi tre anni io continuavo a frequentare il mio amico Giovanbattista BRUNO che è avvocato in Roma, con studio in via… Firenze credo che sia.

P.M.:              Questo è quello dello studio CARNELLUTTI.

CAMPANELLA:              CARNELUTTI lavora presso lo studio CARNELUTTI, un mio personale amico oltre che avvocato che ci ha seguito in ENTERPRISE per alcune vicende amministrative che non sa di MANDALÀ, non conosce MANDALÀ, non c’entra niente. E siccome questa cosa del centro commerciale mi sembrava interessante soprattutto sotto il profilo imprenditoriale, lui si occupa soprattutto della parte relativa al GENRAL CONTRACTOR perché lui allo studio CARNELUTTI si occupa di questa cosa GENERAL CONTRACTOR contratto di appalto, lo coinvolsi in questa vicenda facendolo incontrare a pranzo con MARUSSIG e quindi lo misi a parte di questa cosa, anche perchè lo volevo coinvolgere anche dal punto di visto lavorativo in questa cosa, perchè per me era un amico e se poteva guadagnare qualcosa era importante e poi una garanzia perchè mi avrebbe garantito. Quindi si conobbero con MARUSSIG ecc., ecc., siccome l’avv. BRUNO è molto amico di CUFFARO, perché è figlio di Franco BRUNO che sostanzialmente è una persona vicinissima a Totò CUFFARO fin dai tempi della… della nascita politica sostanzialmente l’ha creato, perché Franco BRUNO era uno del movimento giovanile della democrazia cristiana quanto Totò aveva i calzoncini corti. In un incontro avvenuto tra l’avv. BRUNO e CUFFARO, l’avv. BRUNO esce fuori questa storia del centro commerciale e di MARUSSIG dicendo: Francesco mi ha coinvolto c’è da fare questa attività, mi sembra interessante, ecc., ecc.. E CUFFARO si lamentò di me: …ah! Ma si è montato la testa vuole fare una cosa più grande di lui, deve capire che se questi non mi danno almeno 5 miliardi io questa cosa non la faccio. … Però dico questo avvenne è un colloquio che avvenne tra CUFFARO e l’avv. BRUNO e che poi l’avv. BRUNO mi racconta.

P.M.:              In che epoca riusciamo a collocarlo questo discorso?

CAMPANELLA:              Questo discorso lo riusciamo a collocare…, più o meno prima dell’adozione del  piano, sicuramente prima dell’adozione del piano commerciale quando ancora siamo tecnicamente a capire come si sarebbe come sarebbe avvenuto anche la costruzione di questo piano commerciale.

P.M.:              E a lei lo dice a questo avvocato diciamo.

CAMPANELLA:              Si scandalizzato perché dice: ma Totò  è impazzito? Chiede soldi… per cui mi venne a raccontare che aveva avuto questa vicenda e lui si sganciava completamente dice: …Io di questa cosa non ne voglio sapere perché fra Totò che chiede 5 miliardi e questa cosa non mi pi., non ti seccare io non me ne voglio occupare.

P.M.:              Non se ne è più interessato.

CAMPANELLA:              Assolutamente.

P.M.:              Quindi prima della fase dell’abbandono dell’aula da parte del.

CAMPANELLA:              Siamo prima.

P.M.:              Ma lei nelle dichiarazioni di aprile visto che più o meno si inserisce in questo contesto, ha riferito di un colloquio suo col presidente CUFFARO in cui si innesta la chiamiamolo la indicazione  di controlli e di.

CAMPANELLA:              Ma quella è un’altra cosa.

P.M.:              Di MANDALÀ e un altra cosa perchè nelle dichiarazioni di aprile questa cosa era abbastanza confusa.

CAMPANELLA:              No avviene che.

P.M.:              Nel tempo e nel contesto.

CAMPANELLA:              L’abbiamo individuata esattamente prima sicuramente prima dell’avviso di garanzia dell’on.le CUFFARO. Un giorno io frequentavo la Presidenza della Regione abbastanza spesso, avendo questo rapporto con CUFFARO arrivavo e appena lui vedeva comunque che ero io, mi faceva in qualche modo entrare. Invece quel giorno aspettai ore e ore nella sala d’attesa non capendo cioè non capendo però … chiedevo, perchè conosco tutti più o meno le persone che girano nell’entourage quindi ANTINORO… ecc., ecc., ma non avevo risposte sulla possibilità di entrare nella stanza di CUFFARO. Alla fine quando lui ricevette tutti mi chiese, ANTINORO, di scendere giù perché CUFFARO mi avrebbe incontrato già nel garage. Anche questo mi sembrò una cosa abbastanza strana, siamo andati giù e lui era stravolto mi disse, dice: tu sei nei guai, perchè sei controllato c’è un’indagine a tuo carico, c’è un procedimento a tuo carico, sei controllato da dalla Magistratura, ci sono fotografie, incontri filmati, seguito, microfilmato, hai microspie dappertutto macchine, casa,  dappertutto tu, MANDALÀ e tutta la la comarca. Alchè io dissi: ma, Totò stai farneticando? Tipo: di che cosa stai parlando? Dice: stai tranquillo perché queste sono informazioni che mi ha dato on.le BORZACCHELLI. … Dice tra l’altro anch’io sono convinto di essere in questo momento microfilmato, seguito, ecc., ecc., per cui ti sto parlando qua. Eravamo sotto il  cactus del… a Palazzo dei Normanni dove si mettono le macchine, lui parlava a voce bassa, …e non so se in questo momento ci stanno sentendo. Dice: mi raccomando non mi mettere nei guai come ha già fatto Mimmo MICELI.

P.M.:              La fonte era l’on.le BORZA.

CAMPANELLA:              L’on.le BORZACCHELLI. … Questo avvenne sicuramente prima dell’avviso di garanzia a CUFFARO però io adesso non lo so contestualizzare dandogli un giorno preciso, tanto è vero che io tornai a casa seriamente preoccupato e la prima cosa che feci andai da MANDALÀ Nicola, che casualmente tra l’altro incontrai per strada e gli dissi tutta questa vicenda. Lui mi disse: …non ti preoccupare l’importante è che parliamo il meno possibile, e comunque stiamo attenti quando parliamo. Perchè anche lui palesemente mi disse che era a conoscenza del fatto, non per averlo appreso né da CUFFARO nè BORZACCHELLI non mi disse chissà chi era la fonte, comunque lui palesemente mi disse che lo sapeva che era controllato per cui mi disse: stai tranquillo perché l’importante è che parliamo il meno possibile e comunque in luoghi diversi. Anzi mi disse pure che mi avrebbe mandato del  personale specializzato per verificare se c’erano microspie nelle macchine e a casa per cui mi disse: tu quali macchine hai? Cose e, qualche giorno ti chiamo e facciamo sta cosa. Ma non fu mai fatta nel senso che questa cosa me l’accennò, ma in realtà non la fece mai.

P.M.:              Né sa chi era.

CAMPANELLA:              Ne so chi era. Poi so relativamente alla questioni delle informazioni che comunque MANDALÀ aveva una serie di informazioni, che gli venivano da una serie di persone che non conosco. Lui mi parlava di informazioni che gli venivano dalla Guardia Di Finanza e questo lo provai perchè quando abbiamo il blitz della Guardia di Finanza alla sala Bingo, io lo chiamai per dire che c’era stata questa cosa. Lui intervenne e già sapeva… ho parlato con la persona che ha fatto l’i., il mio amico della Guardia di Finanza mi hanno detto che sono venuti per questo, per questo, hanno controllato il personale alla fine ci faranno questa multa. E così avvenne. E poi aveva.

P.M.:              Era una verifica di che tipo?

CAMPANELLA:              Era una verifica in ordine a personale

P.M.:              All’ENTERPRISE.

CAMPANELLA:              All’ENTERPRISE sala Bingo verifica in ordine al personale e rischiava di  degenerare perché avevano trovato anche dei minorenni che gioca., oltre a situazioni di persona non messe in regola, anche dei minorenni che giocavano che nella fattispecie del gioco del Bingo è causa di revoca della licenza.

P.M.:              Quindi guai seri.

CAMPANELLA:              Guai seri, lui intervenne con questo suo amico e riuscì a celare in qualche maniera la questione relativa ai minorenni e ottenere soltanto l’ammenda amministrativa per… il fatto della non messa in regola.

P.M.:              Personale che non era messo in regola.

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              E questo è uno dei.

CAMPANELLA:              E me lo disse prima che arrivò il verbale e così fu per cui il suo canale alla Guardia di Finanza c’è, ma non so quale è. L’altro informatore che ci hanno è all’interno della Procura in qualche maniera, ma non so darvi notizie di questo, perché quando e ve l’ho detto anche l’altra volta, ci fu l’omicidio PELOCANE loro addirittura sapevano che era stato aperto un fascicolo e mi diedero anche la dicitura tecnica PELOCANE+8. E allora mi chiese di verificare e stare attento se arrivavano richieste di accertamenti bancari. … Dico questo sono cose che mi racconta e io.

P.M.:              Si questo è quello che le ha detto, MANDALÀ.

CAMPANELLA:              Io purtroppo non so indicarvi nè persone, nè nomi, né null’altro relativamente a questo.

P.M.:              Non ho capito questa cosa, cosa le disse che era stato aperto un fascicolo?

CAMPANELLA:              Fascicolo.

P.M.:              E poi questo fascicolo?

CAMPANELLA:              Questo fascicolo si chiama PELOCANE +8, +7 adesso non mi ricordo esattamente il numero.

P.M.:              Bisogna andare al Tribunale…

CAMPANELLA:              E… e che sicuramente mi lui si aspettava il fatto che sarebbero arrivati accertamenti bancari, che in effetti arrivarono.

P.M.:              Si, si perfetto.

CAMPANELLA:              Che in effetti arrivò questa richiesta. E… diciamo adesso per ritornare alla questione del piano commerciale io credo di avere esaurito tutte le informazioni salvo ricordi.

P.M.:              Si.

CAMPANELLA:              Diciamo.

P.M.:              Scusi un attimo lei ha detto per e su questo tema vediamo di chiudere questo sottocapitolo, sottoparagrafo informazioni, che l’on.le CUFFARO quando vi siete visti  nel garage, tra l’altro non ho capito dice sotto il cactus, siccome io non ci sono stato alla Presidenza della Regione, è un garage all’aperto?

CAMPANELLA:              E’ un garage all’aperto vi entrano  praticamente dove c’è il portone.

P.M.:              Vabbè!

CAMPANELLA:              C’è questo cactus enorme dove si mettono tutte queste macchine.

P.M.:              E dice site controllati, microfilmati e intercettati tu, MANDALÀ e tutta la comarca, queste le parole che ha usato lei tant’è….

CAMPANELLA:              Nel senso si riferiva a una serie di personaggi che lui non conosceva evidentemente.

P.M.:              Conosceva MANDALÀ.

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              Nicola.

CAMPANELLA:              Si, conosceva perfettamente.

P.M.:              Sapeva dei suoi rapporti con MANDALÀ?

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              E sapeva dell’interesse di MANDALÀ nel.

CAMPANELLA:              Nel Bingo.

P.M.:              Al piano commerciale al Bingo.

CAMPANELLA:              Si.

P.M.:              E tutte ste belle, tutte due?

CAMPANELLA:              No al piano commerciale  no.

P.M.:              Al Bingo si.

CAMPANELLA:              Al Bingo si.

P.M.:              E com’è che lo sapeva?

CAMPANELLA:              Perché gliel’avevo detto io.

P.M.:              … Di che cosa che era il socio di fatto.

CAMPANELLA:              Esattamente.

P.M.:              …Aveva avuto, se l’aveva avuto.

CAMPANELLA:              Nessun commento.

P.M.:              Nessun commento.

CAMPANELLA:              Tra l’altro lui aveva avuto rapporti con MANDALÀ Antonino ma no rapporti… rapporti politici nel senso che quando MANDALÀ Antonino era presidente del club Forza Italia si erano incontrati in qualche casa o in qualche vicenda di quel periodo e… e addirittura una volta CUFFARO venne a fare un convegno a… a Villabate e si saluta, CUFFARO salutava tutti per cui insomma salutava da se gli capitava PROVENZANO davanti lo baciava probabilmente, insomma non era un fatto, questo è un fatto notorio e avevano rapporti di questo tipo conosceva MANDALÀ Nicola un po’ perché forse perchè lo avevano avvisato ecc., ecc., ma io comunque lo avevo messo a conoscenza quando feci il Bingo, che l’attività del Bingo comunque la facevo insieme ai MANDALÀ.

P.M.:              Mi scusi quando lei dice io la facevo assieme ai MANDALÀ, ma MANDALÀ era il padre.

CAMPANELLA:              Il padre con il figlio.

P.M.:              Perché per quello che sono i miei ricordi è sotto processo tuttora era stato arrestato, poi scarcerato però probabilmente per problemi processuali, cioè scadenze termini cose di questo genere, il figlio pure a sua volta arrestato e poi credo archiviato prosciolto.

P.M.:              Prosciolto.

P.M.:              Fa parte delle indagini dico non è stato rinviato a giudizio, dico lei dicendo al Presidente della Regione che il Bingo lo gestisce insomma era una cosa a cui hanno interesse  MANDALÀ padre e figlio, ovviamente lo dovrebbe in qualche modo mettere sull’avviso della personalità di MANDALÀ nota di entrambi non lo so.

CAMPANELLA:              Guardi io che glielo dissi, glielo dissi sicuramente, ma non contestualizzandolo relativamente a niente, nel senso che era una attività che facevo con loro e il commento non ci fu un commento.

P.M.:              Non ci fu.

CAMPANELLA:              Che io ricordo su questa vicenda per cui.

P.M.:              Sempre in tema di informazioni io l’altra volta, cioè ad aprile, le ho chiesto se, visto che parliamo di informatori, talpe e cose di questo genere, siccome da due anni o più, due anni e c’è un processo che tutta la stampa ha sempre chiamato delle talpe, CIURO, BORZACCHELLI e compagnia bella, AIELLO l’ingegnere di Bagheria ecc., le ho chiesto se lei aveva parlato di questo processo che aveva occupato pagine e pagine di giornali quanto meno con MANDALÀ.

CAMPANELLA:              Solo nella misura in cui quella sera lo avvisai che CUFFARO sapeva di questo, me l’aveva detto e che la fonte era BORZACCHELLI.

P.M.:              Ma CUFFARO sapeva di cioè non in riferimento al processo AIELLO.

CAMPANELLA:              No, no.

P.M.:              Sapeva di di indagini su di voi.

CAMPANELLA:              Su di noi, ma io ne parlai con MANDALÀ solo in quell’episodio.

P.M.:              Soltanto in quell’episodio.

CAMPANELLA:              Citando BORZACCHELLI e lui non commentò su BORZACCHELLI, mi disse che in qualche maniera era a conoscenza di essere controllato e di stare cauti nel parlare ecc., ecc.

P.M.:              E di questo processo con altri ha parlato?

CAMPANELLA:              No.

P.M.:              Neanche dopo l’arresto di BORZACCHELLI.

CAMPANELLA:              No diciamo che dopo l’arresto di BORZACCHELLI ci siamo occupati della vicenda di ACANTO, che però è tutta altra vicenda.

P.M.:              La rinviamo a domani.

CAMPANELLA:              Perché c’è come va in lista ACANTO, come entra CUFFARO.

P.M.:              Sono le 20.15 e non credo che.

CAMPANELLA:              Appunto, siccome.

P.M.:              Dobbiamo aggiungere qualcosa sul piano commerciale oppure possiamo anche dire su che cosa rinviare a domani perché.

CAMPANELLA:              Io sul piano commerciale ritengo di avere detto tutto però… si rende conto che sono tre anni di confusione.

P.M.:              No dico se c’è qualcosa che già sappiamo di dovere affrontare di importante.

CAMPANELLA:              No, no rispetto a quello che ho…

P.M.:              E dobbiamo ritenere esaurito quanto meno nelle linee essenziali anche il piano artigianale.

CAMPANELLA:              Il piano artigianale lo sbloccai io e poi tutti pagavano e le richieste di tangente ne avevamo già parlato.

P.M.:              Nei termini di cui abbiamo già parlato.

CAMPANELLA:              Si c’è quella cosa di MICALE di cui abbiamo parlato.

P.M.:              Ma in ogni caso questo interrogatorio sul centro commerciale poi sarà ragionevolmente la traccia di tutta una serie di approfondimenti che faremo noi quando avremo le trascrizioni nei termini di.

P.M.:              Quindi possiamo io direi 20.18 chiudere la registrazione rinviando a domani.

CAMPANELLA:              Mi scusi dr. PIGNATONE io ancora una volta, dico non per essere pedante, però in ordine alla vicenda ENTERPRISE faccio rilevare che ci sono attività che ad oggi incassano denaro che non è più nella nostra disponibilità e che sta andando tutto nella disponibilità dei signori BILLITTERI ecc., ecc.

P.M.:              Questo non so ne avete parlato ieri o l’altro ieri.

CAMPANELLA:              Siccome è 3 giorni che ne parliamo io ci terrei a puntualizzarlo.

P.M.:              E vabbè non è che ci possiamo confondere per un quarto o mezz’ora.

P.M.:              Certo.

P.M.:              Di che, cioè noi siamo fermi dico facciamo prima se le diciamo quello che sappiamo noi, siamo fermi soltanto che la questura con provvedimento amministrativo aveva sospeso.

CAMPANELLA:              Per cui la società è nel pieno e libero esercizio delle sue funzioni.

P.M.:              Sono state è stata sospesa l’attività di che?

CAMPANELLA:              Bingo e le agenzie di scommesse cioè le tre attività che necessitano di licenza di P.S., mentre al a sabato sera erano aperti il negozio di telefonini e la tabaccheria dell’aeroporto di Palermo.

P.M.:              E gestite da chi?

CAMPANELLA:              Eh! Da mio fratello che non c’è più … perché mio fratello è sparito, nel senso che essendo stato.

P.M.:              Suo fratello.

CAMPANELLA:              Mia madre idem.

P.M.:              Idem.

P.M.:              Attualmente quale è la situazione?

CAMPANELLA:              Non ne ho idea attualmente c’è un incasso di 6/7 mila euro che giornalmente in questo momento è sempre nelle mani di BILLITTERI e MONTALTO che hanno.

P.M.:              Per tutti e due gli esercizi commerciali.

CAMPANELLA:              No e nel negozio di telefonini ci dovrebbe essere mia cugina.

P.M.:              Quindi quando lei dice 6/7 mila euro si riferisce all’incasso della cassa.

CAMPANELLA:              Alla tabaccheria.

P.M.:              Della tabaccheria che è quella dell’aeroporto giusto?

CAMPANELLA:              Che da venerdì ha generato…

P.M.:              I cui soci sono cioè BILLITTERI e MONTALTO come?

P.M.:              BILLITTERI.

CAMPANELLA:              Biagio.

P.M.:              Biagio.

CAMPANELLA:              Allora della tabaccheria MANDALÀ non c’entra niente, la società in questo caso è fatta 50%.

P.M.:              MANDALÀ entrava al 50% sale gioco.

CAMPANELLA:              Sale gioco e al 50% per il Bingo, mentre il negozio di telefonini è interamente nostro e la tabaccheria è interamente nostra. Poi sulla tabaccheria ci sono alcuni soci che non esistono all’ENTERPRISE… che sono BILLITTERI Biagio, BILLITTERI Lorenzo il fratello, FONTANA Vincenzo il nipote e BISCONTI Ettore che sarebbe il carabiniere per l’altra quota di 50%.

P.M.:              E loro dividono il 50%.

CAMPANELLA:              Esattamente e loro gestivano operativamente il punto occupando.

P.M.:              Quindi di fatto chi lo gestiva?

CAMPANELLA:              Operativamente loro, amministrativamente mio fratello, quindi gli incassi li curano loro.

P.M.:              Loro sono tutti e 4.

CAMPANELLA:              Si, a turno con altri ragazzi con cui.

P.M.:              Se la vedono loro.

CAMPANELLA:              Chiudeva la cassa una volta Ettore truzzavano questo MONTALTO Antonio vicino a BILLITTERI poi la cassa chiusa veniva chiusa in una busta e portata in un ufficio a mio fratello, che invece si occupava dei versamenti, incassi e pagamenti. Da venerdì sera a oggi io non so che fine ha fatto questa cassa. Come anche la società che si occupa di abbigliamento e telefonini all’interno del centro CORVAIA che è intestato a mia moglie, in società con ZAMBON, c’è merce, ci sono incassi non so che fine stanno facendo. Dico io non ne voglio fare  una questione, però!

P.M.:              Vabbè segnala un problema oggettivo quanto meno. E allora io dicevo che sono a questo punto le 20.22 interrompiamo la registrazione perché ovviamente siamo tutti quanti abbastanza stanchi.

Inizio quarta microcassetta lato A.

P.M.:              Si quindi stavamo dicendo che abbiamo inserito l’ulteriore cassetta che è a questo punto la numero 4, ma solo per dare atto.

P.M.:              Interrompiamo il verbale rinviando totalmente alla registrazione delle cassette che sono state registrate, verbale riassuntivo si limiterà a dare atto dei presenti praticamente. La registrazione viene interrotta 20.23 a questo punto … e si rinvia a domani.

P.M.:              Orario e data ora la fissiamo.

P.M.:              Orario e luogo poi lo guardiamo.

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