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L'arcivescovo Montenegro: "Basta! Non chiedete favori ai politici"

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"Commette peccato grave chi promette sapendo di non potere mantenere, perché è molto di più di una bugia, molto di più di una menzogna, è un modo per far leva sul bisogno altrui per ottenerne benefici personali".

La riflessione dell’arcivescovo di Agrigento, dopo l’arresto del capomafia agrigentino Gerlandino Messina, nella quale ribadisce “il no netto e fermo alla mafia” ed esprime “seria preoccupazione per un modo di fare sempre più diffuso che ricalca i passi e ripete gli atteggiamenti dei malavitosi e dei capimafia”, non può passare sotto silenzio sia da parte di chi riconosce nel pastore della Chiesa agrigentina la propria guida spirituale, sia da parte di chi è impegnato in politica ed in incarichi di pubblica responsabilità, sia da chi vuole interpretare bene il “mestiere” di cittadino.
Il riferimento preciso di don Franco ad esercitare delle scelte non è solo una scelta esigente che deve compiere ogni persona, ma è soprattutto una opzione culturale, una decisione di fondo che stabilisce da quale parte dobbiamo stare. Anche se sappiamo bene che soprattutto nella nostra terra, la SCELTA, spesso ha un costo molto alto: se non ti uccidono, ti isolano, ti denigrano, fanno cadere su di te una coltre di silenzio.               
Ha ragione mons. Montenegro quando punta il dito sulle abitudini “al continuare a chiedere il favore al politico di turno o a chiunque rivesta un ruolo di potere”, “alla voglia di predominare continua che emerge quotidianamente, al supermercato, in strada, negli uffici” e “certe volte anche nelle chiese e nelle sacrestie”.
Bisognerebbe aggiungere che ancor di più commette peccato grave per la società, peccato mortale per i cattolici, chi promette sapendo di non potere mantenere, perché è molto di più di una bugia, molto di più di una menzogna, è un modo per far leva sul bisogno altrui per ottenerne benefici personali..
Oggi abbiamo proprio bisogno, infatti, di un cambiamento di mentalità. Un cambiamento, come sottolinea don Franco, che si può raggiungere iniziando a rifiutare “piccoli atteggiamenti, a non avanzare richieste di favori e cedere ai compromessi”.
Con questo spirito il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo, che ho l’onore di presiedere, ha fatto le sue scelte e giovedì e venerdì prossimi tiene un Corso-progetto sulla psicologia della mafia. Un’occasione per approfondire alcuni aspetti della cultura e del fenomeno mafioso con riferimento proprio al nostro territorio.
Mariagrazia Brandara