L'Altra Agrigento online

Blog di informazione libera e apartitica

Wednesday, Jan 23rd

Ultimo aggiornamento:06:35:22 AM GMT

Tu sei qui: ECONOMIA IN PROVINCIA Le vicende dell'Asi di Agrigento sul Corriere della Sera: "Leccornie giornalistiche dalle lande agrigentine" di Gian Antonio Stella

Le vicende dell'Asi di Agrigento sul Corriere della Sera: "Leccornie giornalistiche dalle lande agrigentine" di Gian Antonio Stella

Gli ingarbugliati sottogoverni dell'agrigentino continuano ad affascinare i giornalisti italiani. Ultimo a recensire i fatti ed i misfatti del nostro territorio è il giornalista Gian Antonio Stella per il Corriere Della Sera che si sofferma sulle nomine dei consiglieri dell'Asi di Agrigento, l'Area di Sviluppo (?) industriale della città dei templi. Ecco l'articolo pubblicato e linkato anche dal sito della Gazzetta dello Sport intitolato "Leccornie giornalistiche dalle lande agrigentine".

GIAN ANTONIO STELLA PER IL CORRIERE DELLA SERA

«Ogni tanto mi chiedono: perché, se ami tanto il giornalismo, lo fai in Cina? Ma ragazzi: dove le trovo tante notizie quante ce ne sono in Cina?». Così ha risposto, al Festival di Internazionale a Ferrara (dove era ospite a un dibattito con l’argentino Horacio Verbitsky e l’americana Dana Priest) la combattiva Hu Shuli, direttrice di Caixin, che qualcuno ha definito «la donna più influente dell’Impero di mezzo». C’è da crederle. Anche la Sicilia però, giornalisticamente, non fa mai mancare leccornie.

Ricordate la storia dell’Asi, l’Area di sviluppo industriale di Agrigento? Quella che invece di avere nel consiglio imprenditori, economisti e esperti in grado di dare una mano a sviluppare le opportunità produttive della zona aveva un terzo dei membri agenti di custodia i quali avevano scoperto una leggina in base alla quale un dipendente pubblico che ricopre un incarico pubblico può chiedere d’essere trasferito vicino a casa? Bene, dopo esser stata commissariata, ha rinnovato i suoi vertici.

Oddio, dicono gli accusatori che, approfittando della solita sospensiva del Tar, li ha rinnovati violando un po’ di regole. Vedi la conferma di chi non poteva esser confermato. Ma su questo decideranno gli organi competenti. La cosa più «divertente» però, se non fosse funesta, è il modo in cui, alla faccia delle polemiche passate, sono stati scelti i nuovi consiglieri.

Cosa dice la legge regionale numero 19/1997? Che le persone nominate in questi organismi devono «essere in possesso di: a) titolo di studio adeguato all’attività dell’organismo interessato; b) esperienza almeno quinquennale scientifica ovvero di tipo professionale o dirigenziale o di presidente o di amministratore delegato maturata in enti o aziende pubbliche o private di dimensione economica e strutturale assimilabile a quella dell’ente interessato dallo svolgimento dell’incarico; oppure qualifica di magistrato ordinario, amministrativo o contabile in quiescenza o di docente universitario di ruolo anche in quiescenza»...

Bene, a sviluppare l’imprenditoria all’Asi di Agrigento i comuni interessati hanno nominato: Parisi Massimo (rappresentante di commercio), Colletti Annamaria (insegnante), Giammusso Valentina (insegnante), Campanella Maria (rappresentante), Cacciatore Giuseppe (segretario di scuola), Randisi Vincenzo (agente di custodia), Panarisi Filippo (pensionato), Gagliardo Vincenzo (agente di custodia), Maria Michele (carrozziere), Fiore Luigi (impiegato Enel), Di Maida Adriana (insegnante), Marsiglia Stefano (paramedico), Zambito Carmelo (impiegato) Piscopo Aldo (medico) e via così... E tutti, a quanto pare, «hanno dichiarato di essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legge indicata in intestazione». Per carità, non lo fanno per il gettone di presenza. Poche riunioni l’anno, poche decine di euro a botta. Quella che conta è l’opportunità di essere trasferiti o di rimanere vicino a casa. Resta una curiosità: ma è con loro che sarà rilanciata l’industria e l’occupazione nelle lande agrigentine?