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Rigassificatore: la fuga dei codardi

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Il consigliere provinciale Orazio Guarraci scrive una lettera dopo l'ennesimo Consiglio Provinciale andato a vuoto, causa "fuga" vergognosa di molti consiglieri, "dispersi" dopo una pausa di 10 minuti. Si stava parlando di rigassificatore ed erano presenti molti cittadini del comitato NO RIGASSIFICATORE, ma è caduto il numero legale dopo che molti "signori" consiglieri non si sono presentati al ritorno dalla pausa. Complimenti.
Ecco il testo della lettera di Guarraci:

"Ieri sera, in Consiglio Provinciale, si è consumata l’ennesima mortificazione delle istituzioni. Un organismo democraticamente eletto, incapaci di dibattere ed elaborare con serenità scelte politico amministrative che possano apportare beneficio ai cittadini. 
Il sottoscritto Orazio Guarraci, Consigliere Provinciale, non condivide il comportamento di lassismo, finalizzato a sfuggire alle proprie responsabilità politico ed istituzionali di alcuni Consiglieri Provinciali, che, scientificamente ed artatamente, si allontanandosi dall’aula consiliare per far cadere il numero legale interrompendo in modo traumatico i lavori consiliari.
Consapevole che il ruolo dei Consiglieri Provinciali, eletti dal popolo, è quello di assumersi sempre e comunque le proprie responsabilità in rappresentanza degli interessi generali e diffusi e non quello di difendere gli interessi di piccole lobby politiche.
I cittadini hanno il diritto di conoscere le varie posizioni politiche dei Consiglieri Provinciali, per poterli giudicare nell’esercizio del loro operato. Alcuni Consiglieri preferiscono, in modo vigliacco, scappare davanti alle proprie responsabilità.
Lo sconvolgimento politico nazionale e regionale, le traumatiche scissioni e i pericolosi ribaltoni, impone uno scatto di orgoglio e profondo senso di responsabilità, oltre al rispetto dovuto ai cittadini, non si può essere supinamente accondiscendenti alle pressioni e ai diktat dei potentati politici, quando questi sono spinti da miopia politica e si muovono contro gli interessi dei cittadini.
Lo scenario che si offre all’opinione pubblica, certamente, è mortificante, allontana sempre di più i cittadini dai loro rappresentanti, colpevoli di non saper cogliere le emergenze e i bisogni degli stessi, incapaci di attivarsi con adeguati e opportuni provvedimenti, venendo meno alla funzione di “rappresentanza” democratica.
Pertanto si chiede un atto di rispetto e responsabilità nei confronti dei cittadini, trasformando in fatti concreti le sterili promesse e gli inutili proclami
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