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Recupero dell'ex carcere di San Vito, iniziativa del FAI

“Accendiamo i riflettori” l’annuale iniziativa del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), che ogni anno punta l’attenzione su un immobile di pregio storico – culturale, allo scopo di sensibilizzare le Istituzioni al suo recupero, punterà  per questa edizione 2010 la propria attenzione sull’ex convento di  “S. Vito” di Agrigento che  sino alla fine degli anni novanta  ha ospitato l’omonimo carcere circondariale e che ormai da circa quindici anni versa in uno stato di semi abbandono. Le iniziative organizzate dalla delegazione agrigentina FAI per sensibilizzare il recupero dell’immobile,  prevedono per sabato 16 ottobre prossimo alle ore 11,00 la realizzazione di una mostra fotografica nello spiazzo antistante l’ex convento , in cui verranno esposte le foto sulle emergenze monumentali ed architettoniche tutt’ora esistenti all’interno dell’ex edificio religioso, e degli elaborati  sullo stato di conservazione nonchè le ipotesi di recupero.
E’ in programma anche una visita guidata all’interno dell’ex carcere, dove sarà possibile ammirare i resti degli impianti architettonici chiaramontani.
La costruzione dell’ex convento di S. Vito risale alla prima metà del quattrocento: l’immobile infatti presenta una piccata architettura chiaramontana, con, con un chiostro colonnato e archi.
Dopo l’Unità d’Italia, nel l863 l’immobile venne acquisito al patrimonio dello Stato e quindi destinato ad ospitare la   casa circondariale che venne denominata “ carcere di S.Vito”, proprio perchè ospitata nella sede originariamente destinata a convento dell’omonima confraternita.
Questa destinazione, è stata quindi conservata per oltre un secolo sino al 1994.
Nel corso di oltre un secolo di utilizzo quale casa circondariale, l’immobile è stato oggetto di una serie di rimaneggiamenti e adeguamenti strutturali che ne hanno compromesso radicalmente la  propria conformazione architettonica, anche se all’interno dell’immobile sono tutt’ora superstiti elementi architettonici  di stile chiaramontani di notevole pregio artistico.
L’iniziativa della delegazione provinciale del FAI vuole “ accendere i rilflettori” , e sensibilizzare le Istituzioni preposte al recupero dell’immobile anche per finalità sociali e culturali.