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Alfano (IdV): Fassino tessera PdL ad honorem, Schifani è Presidente dal dubbio passato

Pare che Schifani e Fassino siano sulla stessa lunghezza d’onda. Spero che Berlusconi voglia prenderne atto e donare la tessera ad honorem a Fassino, che peraltro, visto il suo coinvolgimento nella vicenda della scalata all’Unipol, seppur marginale, possiede i requisiti minimi per approdare al Partito dell’amore, cioè l’essere coinvolto in vicende giudiziarie più o meno gravi e il considerare i cittadini italiani solo portatori di voti e di tessere”.

Lo afferma Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di Italia dei Valori, commentando quanto accaduto oggi alla festa del PD di Torino. Un gruppo di persone ha contestato il Presidente del Senato Renato Schifani urlando ‘Fuori la mafia dallo Stato’. Fassino lo ha difeso accusando i contestatori di utilizzare metodi squadristi.
Al signor Fassino, celebre per i suoi toni arroganti nei confronti di chi esprime anche solo una perplessità -prosegue- ricordo che quei signori che lui ha definito ‘squadristi’ sono i cittadini italiani, la società civile. Non sono ‘grillini’, ‘popolo viola’ o ‘agende rosse’ come ama definirli nella speranza di neutralizzarne il significato -sottolinea Alfano- ma cittadini liberi di contestare un Presidente del Senato dal dubbio passato”.
Secondo l’europarlamentare “Schifani, del quale già si conoscevano i trascorsi societari con boss mafiosi (era socio del boss di Villabate Mandalà, nella Sicula Brokers), oggi è protagonista di inchieste giornalistiche di un certo peso”.
Mi riferisco alle rivelazioni dell’imprenditore di Villabate Giovanni Costa -continua Sonia Alfano- che dice di aver avuto dall’allora avvocato Schifani preziose consulenze al fine di aggirare ostacoli amministrativi per concludere affari (Costa è stato condannato per riciclaggio), e a quelle del pentito Spatuzza, secondo cui nei primi anni Novanta Schifani avrebbe avuto il ruolo di tramite nei rapporti tra i mafiosi stragisti Giuseppe e Filippo Graviano con Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. Non mi pare che manchino i presupposti per contestare il Presidente Schifani -conclude- anzi ritengo che quei cittadini abbiano contribuito alla difesa della legalità costituzionale, per cui mi congratulo con loro”.

Sull'intervento del presidente Napolitano sulla contestazione verbale di un gruppo di cittadini a Renato Schifani, ospite del Partito Democratico alla Festa di Torino. la Alfano ha dichiarato: ""E' curioso che Giorgio Napolitano, che spesso si astiene dall'esprimersi su fatti importanti che riguardano il Paese, intervenga per attaccare un gruppo di cittadini che democraticamente contesta il Presidente del Senato per il suo presunto, ma decisamente plausibile, coinvolgimento in fatti di mafia".
"Come si può parlare di intimidazioni da parte di un gruppo di persone che protesta per le infiltrazioni della mafia all'interno delle istituzioni? Quelle persone, al contrario di lui
-sottolinea- non hanno altro modo di difendere la legalità costituzionale se non la parola, visto il clima antidemocratico e di repressione che vige nel nostro Paese. Trovo quindi che l'intervento di Napolitano sia offensivo e soprattutto inopportuno".