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Molti affittano i tetti delle loro case alle compagnie telefoniche per poche migliaia di euro l'anno...

II D.M. Ambiente n. 381 del 10.09.1998 indica, quale fondamentale principio per la realizzazione degli impianti di telefonia, il criterio della minimizzazione dell'esposizione della popolazione, stabilendo che l'installazione "deve avvenire in modo da produrre i valori di campo elettromagnetico più bassi possibile, compatibilmente con la qualità del servizio svolto dal sistema stesso al fine di minimizzare l'esposizione della popolazione" (art. 4 comma 1).

 

La presenza di popolazioni sensibili impone la necessità di apprestare una tutela cautelare aggiuntiva che, ove possibile, porti alla allocazione degli impianti fuori dai centri abitati e dalle aree destinate ai soggetti meritevoli di tutela aggiuntiva, quali per esempio asili, scuole, strutture socio-sanitarie. Intanto non bisogna confondere le emissioni dei diversi impianti: ad esempio le antenne di telefonia e le antenne di radio-televisione sono differenti, visto che sono queste ultime che impegnano in genere grosse potenze con maggiori campi elettromagnetici. Le compagnie telefoniche di telefonia mobile visti i ricorsi delle associazioni consumatori contro le installazioni di antenne sugli edifici pubblici (ospedali e scuole), oggi ricorrono anche alla scelta di siti posseduti dai privati.

GUARDA IL COLLAGE DI ANTENNE AD AGRIGENTO NELLA FOTO

Se il proprietario del sito rifiuta l'offerta degli operatori mobili (in questo caso Umts), rischia di ritrovarsi l'antenna sul palazzo di fronte e, senza incassare nulla, riceve anche maggiori radiazioni. Infatti se un operatore ha deciso che gli serve un'antenna in quella zona del territorio è molto probabile che il posto per metterla prima o poi la trovi. Inoltre, per quanto riguarda il "co-site" di più operatori sulla stessa antenna, alcune  aziende stanno proponendo un'unica antenna multioperatore. In tal modo ogni radio base potrà ospitare più operatori, tanto è vero che era  stata ventilata l'ipotesi (poi non accettata per strategie aziendali) di creare una rete Umts che supportasse più gestori. Se il sito è adatto si potrebbe anche pensare ad un co-siting fra vari operatori: solitamente non più di tre, con un ulteriore possibilità di introito per il proprietario del sito. A proposito di offerta economica, si potrebbe trattare di 4.000 euro per il primo anno per ogni operatore e 5.500 euro all' anno per ogni operatore per gli anni successivi.

Oppure di 15.000 euro annue per tutti e tre. Occorre precisare che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) non ha mai affermato che gli impianti radio che espongono la popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze comprese tra 0Hz e 300GHz, producono effetti cancerogeni. Inoltre, la normativa italiana è molto cautelativa, avendo previsto limiti di esposizione ai campi elettromagnetici di gran lunga più bassi rispetto agli altri paesi europei.

Infatti i valori raccomandati dalla Commissione Europea e dall'International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection (ICNIRP) sono almeno 10 volte superiori ai valori italiani di 6 Volt/metro. Nel 2001 l'OMS ha ribadito,  nel promemoria n°263, che non esistono rischi provati: un gruppo di lavoro della IARC ha esaminato gli studi relativi alla  cancerogenicità dei campi elettrici e magnetici statici ed ELF. Usando la classificazione standardizzata della IARC, che soppesa i dati di studi sull'uomo, sull'animale e di laboratorio, i campi magnetici ELF - si legge nel promemoria- sono stati classificati come possibilmente cancerogeni per l'uomo, sulla base degli studi epidemiologici relativi alla leucemia infantile. Le evidenze scientifiche relative a tutti gli altri tipi di tumori nei bambini e negli adulti, nonché quelle relative ad altri tipi di esposizione (cioè a campi statici ed a campi elettrici ELF) sono stati considerati non classificabili, perché le informazioni scientifiche erano insufficienti o incoerenti. La diffusione delle reti ha contribuito ad aumentare il livello di fondo dei campi elettromagnetici in cui ci troviamo tutti immersi; e, anche per l'avvio di installazioni della rete Umts, il fenomeno è in aumento. Sembra che il rischio per la salute sia molto basso, ma oggi è impossibile avere certezza.

L'eventuale pericolo riguarda il tipo di radiazioni, la loro intensità, la frequenza e la durata di esposizione. E' perciò importante dotarsi di metodi e sistemi di controllo per far rispettare i valori previsti dalla legge. In conclusione per chi rende disponibile una propria abitazione come sito per l'installazioni di stazioni radio base: se non è del tutto dimostrato che le radiazioni fanno male di sicuro i soldi male non fanno, ma è a vostro rischio e pericolo.

(Nel collage di foto della pagina precedente diverse zone della città: Villaggio Mosè, Agrigento centro, Villaseta, Monserrato, ecc..).