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Ecco chi è Giuseppe Falsone, una vita da latitante

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Giuseppe Falsone (Campobello di Licata, 28 agosto 1970) è un criminale  italiano  membro dell'organizzazione mafiosa siciliana  Cosa nostra. È nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia del Ministero dell'Interno dal gennaio 1999. È considerato uno dei capi di Cosa nostra nella Provincia di Agrigento, assieme a Gerlandino Messina.

Giuseppe Falsone è nato a Campobello di Licata (AG). È il figlio di Vincenzo Falsone, l'indiscusso capo mafioso della città per molti anni. Vincenzo Falsone era collegato a capi mafiosi come Giuseppe Settecasi, Carmelo Colletti e Giuseppe Di Caro.

Il 24 giugno 1991 Vincenzo Falsone ed il figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe, furono uccisi dalla Stidda durante una guerra con le famiglie di Cosa nostra. Giuseppe prese il controllo della famiglia mafiosa quando non aveva ancora 21 anni. Per rappresaglia Falsone uccise Salvatore Ingaglio, responsabile dell'assassinio del padre e del fratello. Falsone è latitante dal gennaio 1999. È ricercato dal 1999 per associazione di tipo mafioso, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

In un incontro tra le famiglie mafiose di Agrigento il 14 luglio 2002 a Santa Margherita di Belice si pensa che i capi mafiosi abbiano nominato un nuovo capo provincia dopo l'arresto di Calogero Di Caro, il capo da Canicattì. Il capo dei capi Bernardo Provenzano appoggiò Falsone, mentre il suo rivale Maurizio Di Gati fu appoggiato da Antonino Giuffrè. La polizia interruppe l'incontro. Di Gati riuscì a scappare prima dell'irruzione ma non divenne capo provincia a causa dell'arresto di Giuffrè e dell'opposizione di Provenzano. Cesare Lombardozzi, capo della mafia di Agrigento, presumibilmente facilitò la transizione.

I principali interessi criminali di Falsone sono le estorsioni ed i contratti nei lavori pubblici. Nel luglio 2004 beni del valore di 2 milioni di euro sono stati confiscati dalla polizia, tra cui beni immobiliari, 100 ettari di terreni agricoli, un'industria vinicola e delle compagnie di trasporto. La madre, la sorella ed il fratello di Falsone sono stati arrestati.

Nei pizzini di Bernardo Provenzano Falsone è indicato con il numero 28.

CATTURATO IL BOSS GIUSEPPE FALSONE