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Alfano, discorso alla sede dell''Onu di New York contro la mafia: "Falcone aveva compreso prima di tutti"

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Tratto dal sito internet del ministro della Giustizia Angelino Alfano, pubblichiamo integralmente il discorso tenuto oggi dinanzi ai colleghi di tutto il mondo e al segretario dell'Onu Ban Ki Moon sulla Convenzione di Palermo per quello che concerne il problema mafia nel mondo.

SEGMENTO DI ALTO LIVELLO ONU SULLA CONVENZIONE DI PALERMO

17 giugno 2010 New York (USA)

INTERVENTO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ITALIANO

ON. ANGELINO ALFANO

Eccellenze,

Signor Presidente,

Cari colleghi,

Illustri delegati

Desidero innanzitutto esprimere la mia più sincera gratitudine e il mio ringraziamento al Presidente dell’Assemblea Generale, l’Ambasciatore Treki, per aver organizzato in modo così efficace e riuscito questo evento di alto livello dedicato alla Convenzione di Palermo sulla lotta alla criminalità organizzata transnazionale.

Il mio sentito grazie va anche al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon e ai numerosi Paesi che, uniti da un intento comune, hanno contribuito, insieme all’Italia, con il loro impegno e impareggiabile lavoro, al pieno successo di questa Riunione, nel promuovere la lotta alla criminalità organizzata transnazionale e la Convenzione di Palermo. Un tratto distintivo di questa riunione è la presenza, fianco a fianco, dei Ministri dell’Interno, della giustizia e degli Affari Esteri, che sta ad indicare la consapevolezza che mai prima d’ora la sicurezza interna ed esterna sono state così inequivocabilmente due facce della stessa medaglia. Oggi, la sicurezza è una sfida multidisciplinare e come tale va affrontata.

Signor Presidente,

Noi tutti siamo pienamente consapevoli che il contesto emerso alla fine della Guerra Fredda è risultato essere meno amichevole del previsto. Se ci ponessimo il quesito se siamo più sicuri oggi rispetto a venti anni fa, io credo che pochissimi potrebbero dare una risposta positiva a questa domanda. Oggigiorno assistiamo alla presenza di molte zone di instabilità, nonché all’aumento di minacce transnazionali e non convenzionali: l’energia, l’ambiente, la droga e la criminalità organizzata, la crisi del settore finanziario e alimentare, per citare solo alcuni esempi. Lo scenario internazionale è sempre più pluridimensionale, con centri di potere tecnologici, economici, finanziari e criminali che hanno avuto una notevole diffusione nel corso di questi ultimi quindici anni. Ci troviamo oggi dinanzi ad una diffusione del potere. Sono emersi nuovi interlocutori regionali, sub-regionali e non statali che rivendicano un proprio ruolo.



Oggigiorno, dobbiamo far fronte a criminali creativi che utilizzano mezzi potenti e difficilmente individuabili. Pertanto, la nostra risposta deve essere una risposta altamente creativa. Inoltre, ci troviamo dinanzi ad una sfida globale che richiede un’analisi globale, un impegno globale ed una risposta globale. La sua sofisticazione è senza precedenti in quanto la sfida consiste in una combinazione di un numero crescente di fattori strategici, economici, sociali e persino climatici. Di conseguenza, dobbiamo aggiornare continuamente le nostre politiche. Considerato il rapido mutamento dello scenario geopolitico, in cui il “locale è sempre più globale” e viceversa, non esistono spazi della vita sociale che possono restare al di fuori dell’azione di cooperazione internazionale. la nostra visione è quella di un multilateralismo efficace attento a rafforzare, in modo non alternativo ma complementare, i canali di partenariato sia bilaterale, sia regionale.

Nei decenni passati, l’Italia ha sempre e con convinzione offerto il suo sostegno alle diverse istanze e fori dell’ONU impegnati nella promozione di approcci internazionali comuni nella lotta contro il crimine organizzato.  Le convenzioni delle Nazioni Unite contro il Crimine organizzato (UNTOC, Palermo) e contro la Corruzione (UNCAC, Merida) e gli altri strumenti per la lotta al terrorismo costituiscono dei punti di riferimento imprescindibili.

Aperta alla firma a Palermo nel dicembre del 2000, la Convenzione ONU contro la Criminalità organizzata transnazionale trae ispirazione dall'opera e dalle intuizioni del giudice Giovanni Falcone, barbarmente ucciso nel 1992 insieme agli uomini della scorta dalla mafia, nel compimento del suo dovere di investigatore. Tra gli aspetti fondamentali della Convenzione, vi è quello di poter colpire ovunque, attraverso la collaborazione giudiziaria e di polizia internazionale, il cuore finanziario delle associazioni a delinquere transnazionali, qualunque sia il genere di traffici illeciti a cui si dedichino. L’idea di fondo è semplice: un arresto è sovente meno efficace di una massiccia azione di sequestro ed aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti dai mafiosi. Giovanni Falcone aveva sviluppato una conoscenza unica del fenomeno e della psicologia mafiosa. Aveva pertanto compreso, prima di tutti gli altri, che il mafioso se può tollerare e metabolizzare l’arresto, considerato alla stregua di un rischio d’impresa, risulterà alla fine veramente sconfitto solo quando la Giustizia riuscirà a sottrarre, a lui e alla sua cerchia di familiari, i frutti economici illeciti dell’attività criminale.

E’ questa la strada di contrasto alla criminalità organizzata che l’Italia ha deciso di intraprendere nel corso di questi ultimi due anni:

-          ampliando la facoltà di sequestrare i beni acquisiti illecitamente dai mafiosi, includendo eredi e familiari;

-          disciplinando la fattispecie della confisca per equivalente, in modo da ridurre al minimo la possibilità di occultamento dei patrimoni mafiosi;

-          prevedendo la responsabilità anche delle persone giuridiche in caso di attività di riciclaggio del denaro sporco.

Tramite questa disciplina innovativa, alla quale guardano con interesse diversi nostri partner internazionali, l’Italia ha costituito un Fondo Unico Giustizia nel quale affluiscono i fondi recuperati a seguito della lotta alla Mafia.Il Fondo si sta rivelando un successo operativo in quanto consente di indirizzare direttamente al rafforzamento della lotta contro la criminalità, i patrimoni e le risorse sequestrati dai mafiosi. In questo caso, i numeri illustrani meglio delle parole l’efficacia di questa strategia; eccovi alcuni esempi. Nel periodo giugno 2008 – marzo 2010, abbiamo sequestrato contanti, beni mobili e immobili per un valore di 8,9 miliardi di euro. Di questa cifra complessiva, oltre 1,6 mld di euro sono immediatamente disponibili per finanziare le attività delle autorità di contrasto; un’altra cifra consistente è destinata alle ONG attivamente coinvolte nella lotta alla criminalità.

Per rilanciare la Convenzione di Palermo in occasione del decennale della firma, l'Italia sta svolgendo un ruolo di primo piano per rilanciare la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità organizzata transnazionale, in stretta collaborazione con svariati partner che condividono gli stessi obiettivi. L'allargamento della cerchia degli Stati parte della Convenzione ONU di Palermo costituisce uno dei principali obiettivi della nostra riunione odierna, come stabilito dall'Assemblea Generale dell'ONU il 18 dicembre scorso attraverso la Risoluzione  A/RES/64/179, proposta dal mio Paese, l’Italia, e che ha ottenuto ben 120 co-sponsorship.

Nel breve, si puo' puntare a fare in modo che alla V Conferenza degli Stati Parte, che si svolgera' a Vienna nell' ottobre di quest'anno, partecipi un numero maggiore di Stati rispetto all'edizione dello scorso anno. Ma, ovviamente, l’ambizione di fondo è quella di raggiungere, nel lungo periodo, l’obiettivo dell’adesione universale alla Convenzione di Palermo.

Per ottenere tale risultato, è necessario adottare delle mirate demarches, a livello sia multilaterale che bilaterale, incentrate sugli Stati dell'ONU che ancora non abbiano firmato o ratificato la Convenzione e i tre Protocolli (sulla “tratta di persone”; il “traffico di migranti” e sul “traffico delle armi da fuoco”).  Per gli Stati che intendano ratificare o firmare la Convenzione ed uno o piu' dei suoi tre Protocolli aggiuntivi proponiamo un percorso in due tappe:

(1)    la prima è costituita dall’High Level Event di oggi della sessione speciale dell’Assemblea Generale che, oltre a fornire una grande opportunità per celebrare con il dovuto rilievo il  Decennale della Convenzione di Palermo, intende rilanciare l’impegno della Comunità internazionale nella lotta al crimine Organizzato Transnazionale;

(2)     la seconda sarà la sopra citata Conferenza di Vienna, che ci fornirà un’opportunità unica per terminare questo anno con una ondata di adesioni internazionali alla Convenzione di Palermo.

Riteniamo altresì essenziale promuovere una più efficace attuazione della Convenzione e sfruttarne tutte le potenzialità in particolare rispetto ai crimini nuovi ed emergenti. E’ nostra opinione che la promozione dell’universalità della Convenzione ONU contro la Criminalità Organizzata debba andare di pari passo con il nostro impegno per un’azione orientata ad una attuazione piena ed efficace, nonché aggiornata, delle norme della Convenzione. Siamo del tutto favorevoli ad un adeguato meccanismo di revisione affinché la Convenzione possa divenire uno strumento giuridico di capitale importanza nel settore della lotta alla criminalità organizzata transnazionale nel XXI secolo.

Signor Presidente,

Mi consenta di concludere sottolineando un altro aspetto. La forza intrinseca della nostra società è data dalla sua apertura e dal suo autentico rispetto per la libertà, in cui noi tutti crediamo  e intendiamo sempre difendere. Nella nostra lotta alla criminalità e ad altre minacce destabilizzanti, dovrebbe sostenerci un’intima certezza: i principi e i valori su cui si fondano le nostre società democratiche costituiscono il nostro inestimabile fulcro morale nonché gli inconfondibili fari del nostro percorso futuro. Essi non limitano la nostra azione, tutt’altro, potenziano notevolmente l’efficacia e la credibilità a lungo termine della nostra lotta contro le sfide più pressanti di oggi, tra cui la criminalità organizzata.

Signor Presidente,

quest’anno coincide con il decimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Criminalità organizzata transnazionale. Colgo questa occasione per rinnovare un sentito appello agli Stati non ancora Parte della UNTOC affinché procedano alla firma e alla ratifica della Convenzione e relativi protocolli, in quanto passo concreto per rendere più efficaci le nostre strategie globali per minacce altrettanto globali.

Sono profondamente convinto che il modo migliore per celebrare questo decennale qui in questi prestigiosi locali dell’Assemblea Generale ONU a New York sia quello di unire i nostri sforzi per fronteggiare le sfide della criminalità internazionale, attraverso strategie globali efficaci, fondate  in primis sulla piena ed effettiva applicazione della Convenzione di Palermo. Disponiamo di uno strumento giuridico prezioso  ed efficace: abbiamo l’obbligo morale di farne il miglior uso possibile affinché la Giustizia possa avere la meglio sulla criminalità in un mondo più libero, più giusto e più sicuro.

Nell’attesa di rincontravi tutti a New York il prossimo settembre, vi ringrazio per l’attenzione.